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Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate



Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Avventura / Azione
Giocatori
1
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Konami
Distributore
Nintendo Italia
Versione
Eur
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkoff scheda_pegi16
   
 
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3D E CASTLEVANIA: CHE SIA LA VOLTA BUONA?


La terza dimensione e la saga di Koji Igarashi non sono mai andati d'accordo. Chi segue Castlevania da almeno una quindicina d'anni si ricorderà senz'altro le aspettative che giravano attorno al noto episodio per Nintendo 64 (il capitolo incaricato di portare la serie chissà dove) e che invece spuntò in modo vergognoso i canini del povero Conte Dracula.

Da allora la progenie di cacciatori di vampiri più nota al mondo ha continuato a guardare con sospetto il 3D. Qualche titolo simpatico si è anche visto, ma nulla che potesse realmente competere con gli stupendi episodi bidimensionali...



IL PASSATO CHE RITORNA

Resta da chiedersi come mai un team di valenti sviluppatori come quello di Konami non sia mai riuscito a conquistare la terza dimensione. Molti adducono la scusa della difficoltà di riproporre, in un mondo 3D, il backtracking: la creatura vampiresca ha iniziato a sedurre milioni di videogiocatori nell'esatto momento in cui ha scelto di seguire le orme di Samus Aran e del suo fortunatissimo Metroid.

La serie di Metroid Prime, però, ha dimostrato in modo inconfutabile che si possano fare grandi (anzi, enormi) cose pure in 3D, e infatti gli episodi di Retro Studios per Nintendo GameCube e Nintendo Wii funzionavano come e forse anche meglio dei titoli dueddì.

Appurato che la colpa non è del backtracking (leggi: tornare sui propri passi per aprire nuove vie), bisognerebbe capire come mai nessun episodio 3D non è mai decollato.

Si potrebbe stare qui a discuterne per ore, ma per fortuna abbiamo un altro impegno: recensire Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate che forse ha anche la soluzione!

 

UN GIOCO A TUTTO TONDO? QUASI

Toccherà a MercurySteam affrontare la sfida delle sfide. Che i giapponesi di Konami abbiano deciso di demandare progetto e grattacapi ad un giovanissimo team spagnolo la dice lunga sulla bravura dei ragazzi iberici, ormai al loro terzo Castlevania.

La soluzione individuata da MercurySteam è tanto intelligente quanto diplomatica: se in 2D la serie porta a casa premi e lodi sperticate, mentre in 3D causa nausea e sofferenze, perché non provare allora la via di mezzo con una dimensione 2,5D?

Non stiamo scherzando: Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate è infatti un gioco in due dimensioni e mezzo, ovvero con uno scrolling orizzontale che deve fare il conto con scenari poligonali e mutamenti prospettici anche piuttosto arditi, in grado di donare all'avventura una certa profondità. A tratti sembra persino di poter girare liberamente per il castello del vecchio conte Dracula, di toccare con mano lo sfondo e di sfiorare i particolari in primo piano, anche grazie all'ottima resa del 3D stereoscopico del Nintendo 3DS.

Sotto il profilo visivo (attenzione: non tecnologico, e dopo vi spiegheremo perché) Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate è davvero un ottimo gioco, forse troppo, perché abbiamo il sospetto che MercurySteam si sia più concentrata sulla resa estetica che non sul gameplay, lasciando così fuori dalla porta buona parte del divertimento originario...

Mi spiego meglio: dopo appena dieci ore è possibile arrivare a vedere i titoli di coda. Una buona media per un gioco per console portatile, un risultato appena sufficiente per un Castlevania. Non l'ho completato al 100%, è vero: sono arrivato circa all'85%, ma difficilmente lo riprenderò in mano per finirlo in ogni sua parte.

 

PORTO A PASSEGGIO DRACULA

E' sempre difficile fare un gioco per console portatile. Molto spesso somigliano infatti a delle riedizioni “in scala” degli originali. Non è necessariamente un male: chi gioca col 3DS può farlo mentre è sull'autobus, mentre aspetta la metropolitana o il suo turno dal dentista, quindi ha esigenza di poter interrompere di frequente la propria esperienza ludica. Questo è vero.

Tuttavia è anche vero che ormai tantissimi utenti di console portatile giocano unicamente a casa ed hanno la tendenza a sostituire i titoli delle console da salotto con quelli del proprio handheld. Difficile bilanciare entrambi gli interessi, resta il fatto che, anzitutto, i giochi portatili debbono assolvere all'esigenza di apparire tali, almeno fino a quando in Giappone tutti continueranno a portare a spasso la propria console.

Da qui la netta impressione che ogni titolo in arrivo su 3DS, specie se proviene da una saga che furoreggia su piattaforme fisse, sia solo una versione diluita di quella “maggiore”.

Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate non sfugge a questa regola. Ed è un vero peccato, perché proprio Castlevania era sempre riuscita a fare grandi cose sia su GameBoy, sia su GBA e DS!

Invece l'ultimo capitolo non si avventura per strade sue ma, forte di un aspetto visivo che non gli fa invidiare i capitoli per console da salotto, si limita a riproporre quelle già battute dagli episodi caserecci.

Il risultato è sicuramente incoraggiante per tutti coloro che cercavano un titolo d'azione avventuroso e stilisticamente impeccabile, decisamente amaro per gli appassionati della serie, che perde la maggior parte dei suoi tratti distintivi.

Ad iniziare dal backtracking, che in Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate è appena abbozzato. Anche perché il gioco è diviso in tre atti, ciascuno dei quali con un personaggio diverso (Simon e Trevor Belmont seguiti da Alucard), dunque è impossibile sfruttare un'arma o un'abilità trovata a due passi dal salone finale per esplorare in ogni anfratto i bastioni del castello visti ad inizio gioco.

Il secondo aspetto sacrificato riguarda la difficoltà storica della serie. Il capostipite della saga per NES è ancora oggi annoverato tra i titoli più difficili mai sviluppati (assieme a Shinobi) e la serie negli anni si è sempre orgogliosamente distinta per la cattiveria di alcune sue sessioni di gioco.

In Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate i combattimenti non sono affatto facili e alcune trappole a dir poco spietate, ma il fatto che il gioco salvi da sé ogni 2x3 (senza esagerare...) sega le gambe alla sfida.

Intendiamoci: l'autosave è una gran cosa, specie quando si gioca in metropolitana e ci si accorge di essere arrivati alla nostra fermata, ma quando si è spaparanzati sul divano senza fretta di andare o arrivare, ci si può permettere anche di perdere cinque/dieci minuti riaffrontando stanzoni e sessioni appena viste a causa di una morte improvvisa.

 

CHI FA LE PULIZIE NEL CASTELLO?

Come vi anticipavamo nel secondo paragrafo, dal punto di vista visivo Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate è davvero un gioiello.

La fortezza del Conte Dracula è stata ricreata senza lesinare sui particolari, e tutto, dai suoi austeri bastioni difensivi all'ultima guglia gotica, passando per i riflessi dei marmi sempre lucidi degli spettacolari saloni delle feste, i colonnati imperiosi dei suoi corridoi, gli arazzi che rimandano a gloriose epoche lontane, dimostra con quanto amore MercurySteam abbia svezzato il gioco, sfruttando al massimo l'hardware del 3DS.

Hardware che muove alla perfezione lo sterminato bestiario di servi che militano tra le fila di Dracula: pipistrelli giganti, arpie lussuriose, morti viventi, ectoplasmi evanescenti, cani infernali, lumache aliene, piante infestate... ogni essere è praticamente perfetto, tanto nel modello poligonale quanto nelle animazioni.

Purtroppo tutta questa pomposità paga a livello tecnico. Ecco perché poco sopra vi avevamo invitato a tener distinto l'aspetto visivo da quello meramente tecnico. La grafica di Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate è uno spettacolo probabilmente con un unico precedente dato da Resident Evil Revelations, in compenso, però, il motore del gioco incespica e non poco, facendo una gran fatica a reggere scenari dettagliati e anche affollati di nemici.

Tutto si riverbera quindi in uno stillicidio di frame per secondo il cui rallentamento arriva persino ad interrompere per alcuni secondi l'azione di gioco.

Anche a livello di gameplay Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate non soddisfa, non solo per via di un level design decisamente più sottotono rispetto all'altissima qualità media alla quale ci ha abituato la saga, ma anche e soprattutto perché il decantato sistema di combattimento si riduce invece in una esperienza piuttosto semplice ed approssimativa che verte solo su due tipologie di attacco e su di un inventario di incantesimi piuttosto posticcio. Per non parlare del fatto che tutti e tre i personaggi combattano con le stesse armi, in maniera identica (fatta eccezione delle animazioni) e, per di più, affrontino sessioni copiate in carta-carbone.

Che senso ha dividere il gioco in tre atti destinandone ciascuno ad un eroe differente se poi il gameplay non varia di una virgola? Tanto bastava, piuttosto, dare al giocatore l'opportunità di affrontare la battaglia contro Dracula con il suo personaggio preferito!



© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Leonardo Gatto


pro_contro_piu Visivamente spettacolare
pro_contro_piu Buon utilizzo del cell-shading
pro_contro_piu Caratterizzazione dei nemici superlativa
pro_contro_piu Componimenti sonori di pregio
pro_contro_piu Qualche enigma davvero ben fatto
Non esiste backtracking pro_contro_meno
I continui salvataggi minano la difficoltà pro_contro_meno
Alcune aree del castello sono appena abbozzate pro_contro_meno
Sistema di combattimento scarno pro_contro_meno
Caratteristiche GdR posticce pro_contro_meno
Frame rate incespicante pro_contro_meno

Valutazione Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate
 
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8.0
pagella_termometro10
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8.4
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7.5
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7.7
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7.9
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In definitiva, Castlevania: Lords of Shadow - Mirror of Fate non convince pienamente, pur posizionandosi tra i migliori titoli d'azione presenti su 3DS. Parte lentamente -troppo lentamente- ma con il secondo atto la sfida si fa decisamente più intensa ed interessante, quindi non commettete l'errore di lasciarlo dopo poche ore di gioco. L'eccessiva linearità del level design, l'assenza di enigmi davvero cervellotici (giusto un paio), un sistema di combattimento all'acqua di rose ed una parvenza di crescita del personaggio simil-gdr appena accennata lo rendono un episodio minore, molto adatto alla natura “portatile” del 3DS ma anche troppo diluito rispetto al concept al quale la saga ci ha abituato.
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