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Kingdom Hearts 3D Dream Drop Distance



Kingdom Hearts 3D Dream Drop Distance
 
Sistema
Nintendo 3DS
Target
12+
Genere
Azione - GdR
Giocatori
1
Produttore
Square-Enix
Sviluppatore
Square-Enix
Distributore
Halifax
Versione
Eur
Requisiti
\
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkoff scheda_pegi12
   
scheda_bottom

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SOGNI E INCUBI S'INTRECCIANO SU 3DS


Dieci anni fa, su Playstation 2, vedeva la luce un progetto molto particolare. Si chiamava Kingdom Hearts, e la sua peculiare formula miscelava una storia in stile Final Fantasy con un gameplay di tipo action jrpg, per poi ambientare il tutto in mondi ispirati alle storie Disney. Un titolo molto bizzarro, insomma, e non molti all'epoca avrebbero scommesso su un'idea simile; eppure il gioco fu un successone, applaudito da pubblico e critica. 10 anni dopo, Kingdom Hearts è un fenomeno planetario ma, come succede fin troppo spesso, anche parecchio commercializzato: basti pensare che ai due titoli principali si affiancano addirittura quattro spin off, tre dei quali su portatili Nintendo, che però non fanno certo onore al nome che portano. Birth by Sleep per PSP, invece, si è dimostrato un ottimo gioco, convincendo ancor più i fan che i titoli su console Nintendo fossero buoni solo per spillar soldi. Arriviamo così a Kingdom Hearts 3D, acronimo di Dream Drop Distance, guardato con sospetto da tutti perché su 3DS, seppur curato dagli stessi sviluppatori di Birth by Sleep... riuscirà a riconquistarsi il rispetto dei fan, oppure verrà colpito dalla maledizione pendente sulle console Nintendo?

 

ESAMI SOSPETTI...

Il primo segno che Kingdom Hearts 3D rappresenta una svolta rispetto al passato ce lo dà la sua posizione nella timeline della saga: finalmente ci muoviamo avanti rispetto alla trama di Kingdom Hearts II. Dopo aver debellato la minaccia di Xemnas e dell'Organizzazione XIII, Sora e Riku vengono convocati dallo stregone Yen Sid, che intende far loro sostenere un esame per diventare Maestri di Keyblade: il loro obiettivo sarà trovare le 7 serrature disseminate nei mondi “addormentati”, ovvero caduti nell'oscurità e intrappolati in un sonno senza fine, e liberarli. Ma perché assegnare un compito così arduo a due ragazzi che avevano già dimostrato la loro abilità sconfiggendo tanto l'Heartless quanto il Nessuno di Xehanort?

Questa è solo la prima di molte domande che i fan della saga si porranno col dipanarsi della trama, ricca di colpi di scena e apparizioni inattese, e non è detto che tutte trovino risposta nel finale, che darà forma al mosaico di sospetti emersi lungo il gioco. Le chiusure che lasciano col fiato sospeso, d'altronde, sono tipiche della serie, e sin dall'inizio dello sviluppo del gioco Tetsuya Nomura, producer della saga, ha ribadito che la storia di Kingdom Hearts 3D spiana la strada a quella di Kingdom Hearts III.

Niente paura per chi vive a pane e Kingdom Hearts, quindi, ma tutti gli altri? Per chi avesse saltato un titolo o due, Square Enix ha ben pensato di inserire nel gioco i riassunti dei vari episodi, molto utili per rinfrescarsi la memoria. D'altronde, è ovvio che il titolo più avanzato nella timeline non è certo il migliore per iniziare, quindi chi si fosse chiesto la differenza fra Heartless e Nessuno capirebbe poco e niente della trama del gioco, già intricata di suo. L'assenza della traduzione italiana, poi, certo non aiuta, quindi l'acquisto è consigliato solo a chi conosce già, almeno per sommi capi, l'universo di Kingdom Hearts.

 

PISOLINI A SORPRESA

La seconda, piacevole novità riguarda i mondi di gioco, che finalmente sono nuovi di zecca e non riciclati (non se ne poteva più di Agrabah, per quanto affascinante possa essere la fiaba di Aladdin!). L'unica eccezione è la Città di Mezzo, che in ogni caso è stata rinnovata da cima a fondo: molte zone sono del tutto originali, e i personaggi di Final Fantasy che una volta l'abitavano hanno lasciato il posto a una manciata di adolescenti un po' punk, impegnati nel Reaper's Game... proprio così, stiamo parlando della cricca di Neku Sakuraba, direttamente da The World Ends With You! I ragazzi di Shibuya calzano alla perfezione nel mondo di Kingdom Hearts, e hanno anche un ruolo nella trama non indifferente... chissà che non li rivedremo anche in futuro?

E le novità continuano ad affiancarsi alla tradizione in tutti gli elementi del gameplay: ritorna il deck di comandi personalizzabile apprezzato in Birth by Sleep, a cui si aggiungono il Flowmotion e il Reality Shift. Il primo si attiva scattando con Y verso certi elementi dello scenario, come muri, pali o ringhiere; così facendo il nostro eroe metterà in mostra le sue abilità atletiche, scattando da un lato all'altro dello scenario fra rotazioni e salti a parete, per poi concludere la sua corsa, quando lo preferiremo, con un attacco attivato dal tasto A. Il Reality Shift, invece, varia da mondo a mondo, e ci capiterà di farne uso sia in combattimento, contro i nemici, che durante l'esplorazione, per aprire nuovi percorsi. Il principio è lo stesso in entrambi i casi: una volta che il cursore dell'obiettivo diventa rosa, bisogna premere A e X assieme per spostare l'azione sul touch screen, e quindi seguire le indicazioni a schermo.

Nuovo anche il sistema di viaggio fra i mondi: la prima volta che accederemo in ognuno dovremo superare il minigioco del Dive che, come suggerisce il nome, consiste nel raccogliere certi oggetti o sconfiggere nemici “tuffandosi” verso il nuovo scenario.

Nel corso del gioco controlleremo sia Sora che Riku, ma, a differenza di quanto accaduto con i tre protagonisti di Birth by Sleep, l'azione sarà continuamente alternata fra i due, sfruttando il sistema del Drop. Accanto alla barra degli HP, noteremo subito una barra rosea, che si svuota col passare del tempo, e un indicatore numerico, che indica la velocità di svuotamento. Non importa se stiamo combattendo o esplorando: a barra svuotata, il personaggio attualmente in uso si addormenterà di sasso, accederemo a una schermata in cui comprare bonus di statistiche e altre chicche con i Drop Points, accumulati sconfiggendo i nemici, e il controllo passerà quindi all'altro protagonista. Questo ciclo si alterna senza sosta per tutto il gioco, quindi è chiaro che, per evitare inopportuni sonnellini nel bel mezzo dei combattimenti contro i boss, che si resetterebbero, è necessario pianificare bene le proprie partite, rallentando la barra Drop con appositi oggetti oppure, al contrario, “droppando” apposta il personaggio, tramite il menu di pausa, per salvarsi una barra piena in vista dello scontro successivo.

 

KINGDOM HEARTS INCONTRA POKéMON...

...E il risultato, a sorpresa, è molto più che soddisfacente!

In molti, nei mesi scorsi, hanno guardato con diffidenza ai Dream Eaters, i nuovi mostri di questo episodio, compresi noi del Mario & Yoshi's Friends Magazine. Il perché è presto detto: innanzitutto, la già citata somiglianza con i Pokémon, che in Kingdom Hearts c'entrano poco e nulla, ma soprattutto il fatto che gli Spirits, la controparte buona dei malefici Nightmares, si possano portare con sé in battaglia. Una blasfemia inaccettabile: sono anni che noi fan chiediamo a gran voce il ritorno di Paperino e Pippo come compagni d'avventura, e loro, oltre a negarceli, li sostituiscono con buffe bestiole, dall'aspetto più tenero che aggressivo!? Questo è ciò che hanno pensato un po' tutti, ed è in quest'ottica che abbiamo creato i nostri primi Spirits, quasi controvoglia... salvo poi sorprenderci, e rallegrarci, nello scoprire un sistema d'addestramento incredibilmente ben congegnato.

Ma andiamo con ordine: come già detto, i Dream Eaters si dividono in Nightmares e Spirits. Le specie sono le stesse, l'unica differenza è che i primi sono nemici, e i secondi alleati. Come ottenere uno Spirit? È molto semplice: sconfiggendo i Nightmares si ottengono materiali che vanno accoppiati e magari potenziati con qualche comando od oggetto, lo stesso principio con cui si creavano nuovi comandi in Birth by Sleep, per intenderci. Ovviamente, la qualità dei materiali incide sulla rarità e potenza del Dream Eater che otterremo, e possiamo tanto seguire le ricette, nascoste nei forzieri, quanto tentare la strada dell'alchimista miscelando i materiali a nostro piacimento. Il gioco ci guiderà nella creazione di uno Spirit gatto, con Sora, e di uno pipistrello, con Riku, ma in ogni caso i mostriciattoli sono condivisi fra i due, quindi potremo utilizzarli con entrambi indipendentemente dal personaggio in uso al momento della creazione.

Ora che i nostri Spirit sono nati possiamo aggiungerli al gruppo perché ci accompagnino in battaglia. Possiamo portare con noi tre Spirits alla volta: il terzo resterà nelle retrovie e sarà sostituibile ai primi due in qualsiasi momento, con un paio di tocchi sul touch screen.

Ogni Spirit, oltre alla barra degli HP, ha un Link Gauge che si riempie nel corso del combattimento, soprattutto in caso di attacchi sincronizzati col protagonista. Una volta riempitosi del tutto, basta toccare l'icona dello Spirit sul touch screen per effettuare un Link Attack, ovvero un attacco combinato con Sora, o attivare un Link Style con Riku, che modifica i suoi attacchi alla maniera degli stili di combattimento in Birth by Sleep. Ovviamente il Link Attack o Link Style varia in base allo Spirit selezionato, ed è anche possibile attivare un potentissimo Dual Link se entrambi i Link Gauge sono pieni.

La vera utilità degli Spirits, comunque, non sta tanto nel supporto in battaglia, quanto nei bonus che attivano. Oltre a punti esperienza e affinità, infatti, gli Spirits guadagnano Link Points al termine degli scontri, che vanno investiti nella tavola abilità. Questa varia da specie a specie e vi si possono sbloccare le cose più disparate: attacchi e magie per i nostri eroi, abilità aggiuntive, incrementi di statistiche, bonus di resistenza... ovviamente, più si avanza nella tavola di uno Spirit, più le abilità sbloccabili si faranno potenti. Inutile continuare l'elenco, avrete sicuramente capito che è impossibile costruire un personaggio potente ignorando gli Spirits. La cosa più interessante, dal punto di vista strategico, è che le abilità vere e proprie, come Combo Plus o Second Chance, una volta attivate valgono sempre, mentre per mantenere i bonus di statistiche come HP Boost, Fire Screen o Magic Haste bisogna avere nel gruppo lo Spirit corrispondente; detto questo, è chiaro che in vista di uno scontro difficile bisognerà scegliere accuratamente i propri Spirits per facilitare la propria vittoria, soprattutto se sceglierete di giocare in modalità Proud, che non permette errori né distrazioni.

Sempre gli Spirits, inoltre, sono i protagonisti di tutta una serie di extra e minigiochi davvero simpatici: potremo giocare con loro in un apposito menu per ottenere punti extra, posizionarli in certi punti della mappa come “Portal”, trasmessi via StreetPass agli altri giocatori, che potranno così sfidare le nostre creature, o ancora farli combattere tra loro nel frenetico e divertente Flick Rush, un gioco di carte con tanto di coppe contro la CPU e modalità wireless, che strizza l'occhio al vecchio Triple Triad di Final Fantasy; senza dimenticare le speciali AR Card promozionali, probabilmente distribuite agli eventi Square, che permettono di sbloccare Spirits rarissimi!

 

UN SOGNO CHE SI AVVERA

Anche dal punto di vista tecnico Kingdom Hearts 3D è da applaudire. I mondi, come già detto, sono originali e soprattutto ben costruiti, esplorarli è un piacere per gli occhi, e anche le animazioni sono fluidissime: il Flowmotion sembra fatto apposta per dimostrarlo, e solo in rarissimi casi ci è capitato di constatare un rallentamento, che comunque si risolveva nel giro di un paio di istanti. I filmati, poi, sono praticamente al livello dei titoli principali, a partire dalla stupenda sequenza d'apertura che riassume i momenti salienti della saga, e il 3D non fa che impreziosirli ancora di più. A tal proposito, Square Enix stessa consiglia di attivarlo solo nelle cutscene, visto che la frenesia dei combattimenti stancherebbe presto gli occhi.

Stesso discorso per il sonoro: le musiche calzano sempre la situazione perfettamente, e siamo convinti che diversi temi, come quelli delle battaglie finali, resteranno scolpiti nella storia della saga. I fan di The World Ends With You scopriranno inoltre con piacere che alcuni temi del gioco sono stati remixati per l'occasione. Anche il doppiaggio, e il livello di recitazione nei filmati, si assesta su ottimi livelli. Insomma, il gioco spinge al massimo le capacità del 3DS: c'è un mondo che si direbbe messo lì dagli sviluppatori apposta per dimostrarlo, in un impeto di virtuosismo, ma evitiamo di rovinarvi la sorpresa...

La longevità è ai livelli standard per la saga: la trama è completabile in poco più di 30 ore, ma chi volesse completare il gioco al 100% avrà parecchio di che divertirsi fra finali segreti, trofei da sbloccare, tesori da scovare e Spirits da addestrare.

Che altro aggiungere? Magari un in bocca al lupo per la ricerca del titolo, visto che ci sono stati diversi problemi con la distribuzione sul territorio italiano... ormai però dovrebbero essersi risolti, magari le copie scarseggiano ancora, ma con un po' di fortuna riuscirete a trovarlo. Perché non vorrete mica lasciarlo perdere a priori, vero?

 



A cura di : Fabrizio Rainone


pro_contro_piu Un vero Kingdom Hearts su console Nintendo!
pro_contro_piu Climax mozzafiato della trama
pro_contro_piu Il sistema degli Spirits è geniale
pro_contro_piu Tecnicamente ineccepibile
Solo in inglese pro_contro_meno
Davvero apprezzabile solo dai veterani della saga pro_contro_meno
Qualche area un po' meno ispirata pro_contro_meno

Valutazione Kingdom Hearts 3D Dream Drop Distance
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9.1
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8.6
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8.9
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In definitiva, Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance mantiene tutte le promesse, e si spinge anche oltre. I fan della saga non potevano sperare in un preludio migliore per Kingdom Hearts III, e noi possessori di console Nintendo finalmente ci prendiamo un episodio coi fiocchi, dopo i troppi contentini. Tutti soddisfatti, quindi? Diremmo proprio di sì: stavolta Square Enix ha fatto centro!
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