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Nintendo 2DS, 3D bye-bye!



Nintendo 2DS, 3D bye-bye!
 
Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Console portatile
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Distributore
Nintendo Italia
Uscite    
12 Ottobre 2013
12 Ottobre 2013
12 Ottobre 2013
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TEMPO DI CRISI? ARRIVA LA CONSOLE LOW-COST!


Nintendo riparte dal via, come nel Gioco dell'Oca, e spiazza tutti presentando, nel bel mezzo di una placida giornata di fine estate, una nuova console. O meglio, un nuovo restyle, come si affretta a precisare, ma di restyle il 2DS ha poco, molto poco.

Perché è una macchina molto differente dall'originale, che si andrà caratterizzando soprattutto per l'incapacità di mostrare immagini in 3D stereoscopico.



TUTTO IL MONDO IN DUEDDI'

La perdita del 3D fa riflettere. Rappresenta un po' una enorme ammissione di colpa.

Dati alla mano il 3DS vende piuttosto bene. Eppure non come il vecchio DS. Qualcosa, nel meccanismo che aveva consentito al precedente bivalve di snocciolare milioni con allegra disinvoltura, si dev'essere spezzato. E per Nintendo è una colpa imputabile essenzialmente al 3D.

In un primo momento, i vertici della Casa di Kyoto avevano pensato che fosse il prezzo, e infatti erano intervenuti su quello, poi a strettissimo giro avevano proposto la consueta variante XL, ma niente: il proprio pargolo continuava ad avere difficoltà nel tentativo di seguire le orme del padre putativo.

E allora si riparte appunto dal via, si ridisegna la console dalle fondamenta, tanto sul lato estetico, quanto su quello contenutistico.

Il Nintendo 2DS è dunque un DS potenziato e, per uno strano scherzo del destino, un 3DS depotenziato. Nulla di più, nulla di meno. Ma è comunque un DS potenziato dall'aspetto birichino, capace di strizzare maliziosamente l'occhio ai tablet con quella sua foggia elegante e quel suo stile oltremodo semplicistico e raffinato.

Non solo: sotto la plastica lo schermo questa volta è realmente uno solo, come nei tablet appunto, coperto da una striscia orizzontale del case per mantenere almeno il cordone ombelicale con la famiglia di provenienza -che richiede il doppioschermo d'ordinanza-, ma di fatto, se smontaste la console, trovereste un solo visore. Questo perché Nintendo ha preferito evitare i costi del taglio del visore, tra le spese più elevate nella produzione dell'attuale console.

 

A CIASCUNO IL SUO

Il Nintendo 2DS si pone come la console portatile dei tempi della crisi: sparito il 3D stereoscopico, sparita la tradizionale divisione degli schermi e sparita la chiusura delle valve, in mano vi rimane una console depotenziata, sicuramente meno affascinante, ma anche parecchio economica, il cui prezzo si aggirerà immancabilmente attorno ai 130,00 €.

Del resto, anche se i disegni di Iwata sono notoriamente imperscrutabili, è lecito supporre che il 2DS nasca proprio per l'utenza più piccola e meno pretenziosa, quella che fino ad oggi non era riuscita ad accaparrarsi la console sia perché troppo cara, sia perché i genitori erano turbati da quel 3D stereoscopico che alla lunga avrebbe potuto portare chissà quali conseguenze agli occhi dei propri pargoli (secondo una ricerca di mercato svolta dalla stessa Nintendo, proprio il 3D stereoscopico sarebbe stato in cima alla lista degli imputati che trattenevano l'utenza storica dall'acquisto della nuova macchina, nonostante la possibilità di disattivarlo fosse riproposta a chiare lettere su ogni cover dei giochi in commercio).

 

TI VEDO RIGIDA...

Se la perdita del 3D stereoscopico cancella il carattere fondante del vecchio 3DS, la perdita della chiusura a valve spazza via, in un solo colpo, oltre dieci anni di tradizione Nintendo nel campo degli handheld.

Dopo la fortunata intuizione del Game Boy Advance SP, che riproduceva quei telefonini che si chiudevano a scatto, Nintendo ora torna alle console rigide, graziate da forme che non possono non rimandare agli odierni tablet, oggetto del desiderio di milioni di giovanissimi (e non).

L'impossibilità di richiudere su sé stessa la console, le cui dimensioni sono solo leggermente inferiori a quelle di un 3DS tradizionale disteso, ne limita ovviamente la portabilità, e poco importa se a stretto giro Nintendo commercializzerà (separatamente) delle bustine in panno in cui riporla quando si esce, perché vi sfidiamo a trovare una tasca dei pantaloni che riesca a contenerla!

E questo, forse, più della perdita del 3D stereoscopico, è l'aspetto che ci ha meno convinti del Nintendo 2DS: considerato infatti che le caratteristiche del vecchio 3DS a livello di funzioni wireless sono sopravvissute all'ennesimo cambio di pelliccia (StreetPass, SpotPass, GameSharing, ecc...) è un peccato individuare il 2DS come una console prevalentemente casalinga.

Anche perché la console ha mantenuto, soprattutto, la caratteristica di entrare in modalità riposo: non potendosi più richiudere su sé stessa, andrà attivata manualmente spostando un tasto a cerniera presente nella parte inferiore della scocca.

 

MANCA QUALCOSA

Per il resto, il Nintendo 2DS è in tutto e per tutto simile al vecchio 3DS: legge i giochi del 3DS e del 2DS, ha un giroscopio integrato per imprimere alla console gli spostamenti del vostro polso, ha un obiettivo esterno (addio foto in 3D) ed uno interno e include nella confezione le sei vecchie carte RA, purtroppo cadute in disuso dopo un primo entusiasmo iniziale.

Resta da chiedersi de qualcuno avvertirà la mancanza del 3D stereoscopico. Probabilmente no, perché non ha mai apportato chissà quale cambiamento radicale al modo di intendere i videogiochi e, tranne sparute eccezioni, ben pochi titoli lo sfruttavano in modo intelligente.

Ed è un vero peccato, perché in fondo noi del Mario & Yoshi' s friends Magazine c'eravamo abituati all'idea di giocare avvolti da un mondo virtuale, ma a quanto pare il concetto sarà presto abbandonato e non riproposto nelle prossime console Nintendo.

Qualcuno dei nostri lettori, ieri, ci ha contattato deluso del fatto che il Nintendo 2DS non includa l'atteso stick analogico di destra. Ebbene, è naturale: il Nintendo 2DS nasce come restyling e non come evoluzione del 3DS. Va ad occupare una nicchia diversa rispetto a quella presieduta dalla macchina tradizionale, una nicchia tutta nuova che gli consentirà di sedurre con più facilità l'utenza più giovane. Non è stato insomma concepito per far acquistare un nuovo modello a chi già possiede un 3DS, ma per ammaliare chi non aveva ancora trovato il coraggio di fare il grande passo.

Il Nintendo 2DS debutterà in Europa il prossimo 12 Ottobre (guardacaso il dayone di Pokémon X e di Pokémon Y) in due colorazioni: Nero+Blu e Rosso+Bianco (curiosità: negli USA anche il modello Rosso avrà la scocca superiore nera).





© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Carlo Terzano

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