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Pikmin 3



Pikmin 3
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Sistema
Nintendo Wii U
Genere
Avventura / Strategia
Giocatori
1/2
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Distributore
Nintendo Italia
Versione
PAL
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkon scheda_pegi3
   
 
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E' TEMPO DI CONCIMARE IL WII U!


Per molti, l'esercito di istrioniche ed improbabili creaturine vegetali che segue compatto e più o meno diligentemente un astronauta venuto da un pianeta lontano, lontano, odora di GameCube.

Odora insomma, di passato, ma non di quel passato ammuffito e stantio. Bensì di quel passato agrodolce, carico di ricordi e nostalgia.



PASSATO DI VERDURE

Correva l'anno 2002 quando una nuova etichetta si affacciava timidamente sulla soglia del cubetto violaceo di Nintendo, andando a rinfoltire la lunga lista di esclusive d'eccezione (Super Smash Bros, Mario Kart Double Dash!!, The Legend of Zelda Wind Waker, Metroid Prime, Star Fox Adventures, ecc...).

All'epoca Nintendo doveva ancora riprendersi dal declino iniziato con il Nintendo 64 e sfornava titoli a ripetizione nel tentativo di non restare troppo indietro.

La leggenda, però, vuole che la nascita dei Pikmin non sia legata al bisogno impellente di ritornare in vetta, ma al caso. L'idea alla base del gioco sarebbe infatti venuta a Miyamoto-san mentre meno se l'aspettava ed era dedito a curare il proprio orticello.

Proprio così: il game designer ha raccontato che in quel frangente non era al computer e non stava pensando al lavoro, ma si stava rilassando nel giardino dietro casa, intento a montare una struttura in bambù lungo la quale far arrampicare i pomodori. E' stato allora che il papà di Super Mario si è accorto che una lunga fila di formiche stava già percorrendo quelle che aveva montato il giorno prima e sembra che sia stato osservando proprio questi ligi esserini che l'idea dei Pikmin gli sia venuta in mente!

Del resto, le file di formiche avevano già ispirato Esopo (sua la memorabile favoletta della Cicala e della Formica), Montale (Meriggiare pallido e assorto), quindi perché non avrebbero dovuto far breccia in una mente sorprendente come quella dell'uomo simbolo di Nintendo?

E infatti ecco che, da una lunga processione di insettini neri come la notte, il buon Shigeru ha tirato fuori l'allegro, divertente e a tratti frenetico concept alla base del variopinto Pikmin.

Chi ha giocato a quelle due splendide avventure le ricorda ancor oggi con un sorriso inebetito stampato sul volto. Non è un caso se la platea Nintendo abbia negli anni chiesto a gran voce l'arrivo del terzo episodio...

 

NON C'E' IL DUE SENZA IL TRE

Episodio che da qualche giorno è finalmente realtà! Così eccoci di nuovo calcare lande sconosciute ma anche famigliari, fare la conoscenza di creaturine dimenticate ma anche indimenticabili, rimettersi alla prova con un gameplay nuovo, ma anche d'annata.

Pikmin 3 non nasce per rivoluzionare la serie. Questo, GamePad Wii U alla mano, appare subito chiaro. Nasce piuttosto con l'intento di consolidare le basi gettate con i primi due capitoli, che qui vengono fusi in un terzo dal sapore “omnicomprensivo”.

Se qua e là è evidente che Nintendo abbia rinforzato gli argini, puntellato possibili crepe e rinforzato paratie che potevano cedere sotto il peso degli anni, sarebbe comunque ingiusto dire che Pikmin 3 non presenti novità degne di nota. Ad iniziare anzitutto dal manipolo di protagonisti che sostituiscono i vecchi Olimar e Louie. Questa volta, infatti, dovremo calarci nei futuristici e striminziti panni di Charlie, Alph e Brittany, tre coraggiosi astronauti grossi “tre mele o poco più” che partono dal loro pianeta, il desolato Koppai, alla ricerca di materie prime da depredare.

Naturalmente, come qualsiasi storia di fantascienza impone, nel bel pieno della traversata interspaziale, la navicella ha un guasto ed ai tre non rimane altro che tentare un atterraggio d'emergenza sul misterioso corpo celeste PNF -404 (Page Not Foud – Error 404!?).

Là i nostri finiscono però preda di un microcosmo brulicante di forme di vita primitive e spietate: non c'è spazio di sopravvivenza nella tortuosa catena alimentare per tre astronauti più piccoli di una noce ed altamente impacciati, per cui dovranno riparare in fretta e furia la loro navicella, la Drake, se vogliono salvarsi!

Ma quando la fine sembra giunta, ecco che i naufraghi spaziali fanno il loro incontro con i Pikmin: deliziose creaturine vegetali ben disposte nei loro confronti e ansiose di dar loro una zampa.

Peccato solo che, di quella catena alimentare di cui abbiamo parlato sopra, anche i Pikmin costituiscano l'anello debole, almeno presi singolarmente. Un manipolo di Pikmin può fare ben poco contro gli spietati predatori che brulicano nell'operoso megaminimondo in cui saremo costretti a muoverci. Un esercito di Pikmin, invece, è virtualmente inarrestabile. Ed ecco allora far breccia nel gameplay quell'idea presa di peso dalle formiche: esseri microscopici e piuttosto deboli da soli, una vera forza della natura quando marciano compatte assieme, in chilometriche file indiane.

Il motto “l'unione fa la forza”, vi seguirà per tutto il gioco, questa volta ulteriormente arricchito dalla presenza di tre personaggi (Charlie, Brittany ed Alph) costretti a collaborare per portare a casa la pellaccia...

 

RAZZIA PORTAMI VIA

Sparito il temuto, inviso ed odiato limite temporale dei 30 giorni che aveva caratterizzato il primo episodio, Pikmin 3 ripropone comunque al giocatore un'avventura basata su micro-limitazioni temporali che scandiranno inevitabilmente le sezioni di gioco.

Il vostro scopo sarà quello di portar via dal pianeta tutto ciò che può servirvi per riparare la Drake, allietare la sofferenza degli abitanti del pianeta Koppai e produrre nuovi Pikmin. Quindi l'esplorazione dei labirintici stage sarà finalizzata a reperire e riportare indietro al campo base oggetti, frutta, carcasse di nemici e nettare zuccherino (questi due elementi sono essenziali per la produzione ed il potenziamento dei Pikmin), suddividendo di volta in volta l'esercito di vocianti e variopinte creaturine al proprio servizio per far compiere loro più compiti contemporaneamente.

Bisogna infatti agire in fretta, perché i livelli sono giungle spietate cariche di nemici, e sebbene sia sparito il limite invalicabile dei 30 giorni entro cui dover obbligatoriamente terminare l'avventura (a pena di rimanere senza ossigeno), non vi conviene restare sulla superficie del pianeta PNF -404 al calare delle tenebre, dato che col buio il mondo diventa ancora più ostile e spietato! Ecco quindi che le vostre missioni saranno scandite dal ciclo del sole: atterrerete sul rigoglioso corpo celeste all'alba e dovrete ritornare obbligatoriamente entro il tramonto.

Nell'arco delle dodici ore (virtuali) voi dovrete semplicemente sopravvivere, e completare la vostra missione, ma soprattutto sopravvivere, tentando di incardinarvi alla meno peggio in quello splendido, variopinto e a tratti credibile catena alimentare aliena che i creativi di Nintendo hanno messo in piedi, anello dopo anello.

Il brulicante sottobosco di PNF -404 pullula di vita strisciante e affamata: coccinelle grosse come una palazzina, bruchi lunghi quanto un autobus, lombrichi che paiono autotreni e libellule che ricordano elicotteri militari... non è affatto facile la vita quando si è poco più grossi di un Pikmin, e se l'aspetto di queste orripilanti creature non fosse stato edulcorato a dovere, ci troveremo quasi in un horror!

 

IL COLORE DELLA FRUTTA

Per fortuna, come detto prima, l'unione fa la forza, ed una cricca variegata di Pikmin determinati non la ferma proprio nessuno. Qui entra in gioco il secondo punto fermo alla base del gameplay: l'esercito in sé non basta, deve essere anche variegato.

Deve cioè comprendere tutti i Pikmin esistenti, che in questo terzo episodio sono ancora cinque, ma lascia nel semenzaio sia il Pikmin viola, sia l'inquietante Pikmin bianco. Al loro posto troviamo invece i Pikmin rocciosi, tipetti di ossidiana capaci di rompere le barricate più dure ed i gusci più coriacei, ed i Pikmin volanti, in grado di rappresentare la vostra aeronautica, essendo gli unici capaci di volare.

Averli tutti, sempre, è indispensabile per poter proseguire senza trasformare ogni incontro in un passato di verdure, dato che i nemici non solo hanno tipologie di attacco differenti, molto adatte a colpire determinati Pikmin, del tutto ininfluenti su altri, ma sono più resistenti ad alcuni Pikmin e vunerabili ad altre tipologie. Così, per mettere K.O. quei formichieri lanciafiamme, dovrete obbligatoriamente combatterli con i Pikmin rossi, resistenti alle alte temperature, per passare per le armi i nemici corazzati, dovrete mandare in prima linea quelli rocciosi, per silenziare i mostriciattoli elettrici sarà bene servirsi dei Pikmin gialli, mentre contro i nemici aerei dovrete obbligatoriamente rivolgervi a quelli alati, e via andare...

I poteri individuali delle differenti specie cromatiche di Pikmin vi torneranno comodo non solo negli scontri, ma anche durante l'esplorazione, per risolvere i tanti enigmi ambientali di cui il gioco è disseminato. In una grotta, ad esempio, troverete un congegno elettronico sabotato: qualche animale ha infatti rosicchiato i fili: per rimetterlo in funzione dovrete unire i due capi del cavo con una decina di Pikmin gialli, che conducono la corrente senza temerla. La lampadina, accendendosi, permetterà la crescita istantanea di alcuni grossi funghi che vi apriranno una nuova via! Si rimane sempre stupiti di ciò che accade nel mondo di Pikmin 3. Gli enigmi sono facili e intuitivi, ma presentati in maniera tanto deliziosa che li si ricorda tutti con affetto.

Così come si ricordano con affetto gli stage, non solo per l'ambientazione poetica ed i colori vividi, ma soprattutto per via della loro incredibile struttura, semplice ed arzigogolata al tempo stesso. Servono giorni per arrivare ad esplorare solo il 50% dei territori attorno alla Drake, ma mano a mano che si avanza si ha la possibilità di liberare sentieri in disuso, costruire ponti o scalette che al prossimo passaggio vi consentano di tagliare buona parte del livello!

Una simile arguzia nella costruzione dei livelli fin'ora l'avevamo trovata in pochi giochi, tra cui lo splendido Quake (1996, Id Soft) e l'incredibile Metroid Prime (2002, Retro Studios). E' infatti davvero incredibile notare la cura riversata dagli sviluppatori per rendere impegnativa ma al contempo mai frustrante l'esperienza di gioco, e così, se da un lato vi sembrerà di non riuscire ad avanzare nella lussureggiante giungla che si estende a perdita d'occhio davanti a voi, dall'altro una miriade di piccoli accorgimenti velocizzeranno la vostra esperienza, permettendovi di mettere subito a frutto ogni vostra conquista.

Ad aiutarvi sensibilmente nell'esplorazione del vasto corpo celeste PNF -404 ci penserà poi il KopPad: una sorta di navigatore GPS dalle fattezze in tutto e per tutto simili al GamePad Wii U che riporterà le mappe delle ambientazioni, informazioni in tempo reale sui tre capitani (Charlie, Alph e Brittany) e sui Pikmin a disposizione di ciascuno. Tutto ciò navigando in punta di stylus lungo intuitive e veloci schermate tattili, da tenere sempre sott'occhio senza dover spezzare l'esperienza di gioco mettendo in pausa.

Ed è proprio la presenza dei tre capitani a costituire l'ossatura del gioco: sarà infatti possibile spedirli nelle zone più disparate della mappa, così da risparmiare tempo e portare al raggiungimento più obiettivi contemporaneamente. L'uno potrà sbloccare la strada all'altro, ma i tre potranno anche scambiarsi Pikmin e materiali raccolti, o soccorrersi in caso di bisogno. Una novità davvero gradita che certo aumenta lo spessore strategico di un titolo votato all'azione.

 

UN BEL GIOCO DURA POCO?

Qualcuno dice che i fiori più belli appassiscano nel giro di pochi giorni, se non di poche ore. Forse è per questo che Pikmin 3 dura inaspettatamente poco. Una decina di ore scarse, che possono salire a quindici nel caso vogliate recuperare ogni singolo oggetto nascosto nei più reconditi meandri di PNF -404.

Davvero poco, considerato quanto Nintendo ha lavorato a questo gioco, ma soprattutto quanto l'abbiamo atteso. Giocare a Pikmin 3 sembra dunque una parentesi meravigliosa che si frappone tra due lunghi periodi di inattività di Wii U: quello precedente al debutto del gioco e quello immediatamente successivo, che si aprirà infingardo non appena avrete riportato la Drake nello spazio, vissuto l'ultimo, commovente, livello, e visti scorrere i titoli di coda.

Nemmeno la modalità di contorno a due giocatori denominata Bingo, nella quale vince chi riesce a recuperare per primo tutti gli oggetti presenti nel proprio elenco, riesce ad intrattenere per più di qualche ora.

Il maggior difetto di Pikmin 3, dunque, è proprio la longevità. E questo è un incredibile peccato, perché finché dura, è un capolavoro, una sorta di universo onirico di puro gameplay e ricordi nostalgici che ci rimandano ad epoche (quella del GameCube) passate. E la sostituzione della vecchia cianfrusaglia di Nintendo, che aveva caratterizzato i bonus del secondo episodio, con alcuni, anonimi, insignificanti frutti da rinvenire qua e là, non spinge certo a completarlo al 100%...

Dieci ore scarse dalla prima accensione ai titoli di coda non sono accettabili, dunque questa pecca finisce inevitabilmente per avere un peso determinante nella nostra pagella.

 

DENTRO UN DOCUMENTARIO

E' senz'altro il comparto tecnico l'elemento che da maggiori soddisfazioni in Pikmin 3. Il titolo Nintendo sembra fatto appositamente per essere giocato su televisori enormi e panoramici: grazie alle diagonali generose, infatti, il giocatore non solo ha modo di notare le migliaia di dettagli che la Casa di Kyoto hanno sparso qua e là, sotto una foglia parzialmente mangiucchiata da un insetto, dietro un fiore che sta appassendo a causa dei primi rigori dell'autunno o sopra il cappello di un fungo appena sbocciato, rigato dall'umidità mattutina, ma può vivere soprattutto l'incredibile sensazione di lasciarsi avvolgere da un mondo brulicante di vita, così alieno, eppure così dannatamente famigliare al nostro!

I colori sono stupendi, caldi, vividi, scintillanti, carichi di vita, e rendono Pikmin 3 un vero acquerello. Gli effetti di luce e di rifrazione dell'acqua incredibilmente realistici, e le texture un vero spettacolo, in grado persino di lasciar intravedere pori e venature sulla superficie dei Pikmin o di alcuni orripilanti nemici, resi ancora più brutti (ma affascinanti) dall'ottimo apporto dell'HD.

E poi, naturalmente, c'è il sonoro: una allegra sinfonia di musichette campagnole che sprizzano beatitudine e tranquillità da ogni singolo poro. Gli stage di Pikmin 3 seguono ancora una volta il placido andirivieni delle stagioni e le musiche si adattano perfettamente ad ogni scenario: briose in primavera, melodiose in estate, melanconiche in autunno e glaciali in inverno. Cigolanti, gracidanti, cicaleggianti, virano con maestria verso tonalità più seriose, quasi epiche, durante gli scontri con i tanti nemici dei piccoli Pikmin.

Più complesso il discorso giocabilità: abbiamo già detto che Pikmin 3 è puro gameplay. Gameplay allo stato liquido, anzi. Peccato solo che il gioco non miri a rivoluzionare la saga, puntando invece a consolidare quanto fatto nei precedenti episodi. La carica innovativa è dunque piuttosto flebile e si esaurisce appena si scoprono le funzionalità dei nuovi Pikmin. Solo chi non ha giocato ai precedenti titoli per GameCube potrà quindi assaporare quella sensazione di meraviglia che è propria della saga e che speravamo di ritrovare, intatta, anche in questo terzo capitolo.

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 


A cura di : Leonardo Gatto


pro_contro_piu Miyamoto non si smentisce!
pro_contro_piu Divertente ed intuitivo
pro_contro_piu Realizzazione tecnica superba
pro_contro_piu Modalità multigiocatore divertente
Poche sorprese degne di nota per i fans storici pro_contro_meno
Longevità esigua pro_contro_meno
Manca la modalità co-op a 2! pro_contro_meno

Valutazione Pikmin 3
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8.0
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9.4
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9.3
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8.2
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7.3
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8.4
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In definitiva, Pikmin 3 è senza dubbio una piccola gemma. Di più: costituisce la prima, vera, killer application della line up del Wii U. Maniacalmente curato, offre un comparto tecnico magistrale, fatto di grandi grafiche e di gioiosi componimenti sonori. La mano di Miyamoto si intravede in ogni dove e si fa più pesante in prossimità di dettagli che tante altre produzioni sognano. Peccato solo che la giocabilità non sia rivoluzionaria come speravamo, preferendo invece consolidare le solide fondamenta gettate con i titoli per GameCube e che la longevità sia davvero esigua, dato che si può terminare l'avventura in una decina di ore scarse.
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