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Fire Emblem Awakening



Fire Emblem Awakening
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Strategico
Giocatori
1
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Intelligent System
Distributore
Nintendo Italia
Versione
Eur
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
19 Aprile 2013
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IL 3DS STA PER ESSERE MARCHIATO A FUOCO...


La saga di Fire Emblem ha superato indenne oltre due decadi, diversi cambi di console, rivoluzioni grafiche, rivoluzioni ludiche, riuscendo a proporre il medesimo gameplay ad ogni sua -attesa- apparizione.

E se fosse giunto il momento di cambiare?



UN DRAGONE PER DOMARLI...

Narrano le leggende che il mondo sia stato creato a seguito di uno spaventoso conflitto scoppiato tra due possenti draghi: Naga e Grima.

Le montagne, le valli, i mari ed i fiumi sarebbero stati plasmati da queste due incredibili forze in perenne lotta per ottenere la supremazia.

Naga, soprannominato il “Divino Dragone”, avrebbe creato gli esseri umani e veglierebbe su di loro. Grima, il Drago delle Tenebre, vorrebbe invece sterminarli solo per fare un dispetto al suo eterno rivale.

Nel regno di Ylisse c'è ancora qualche vecchio che ricorda questi racconti arcaici, ma pochi ormai prestano attenzione ai miti di un tempo lontano. Così il culto del Divino Dragone Naga si è a poco a poco affievolito ed il popolo ha finito col dimenticare di essere in attesa di un “eletto” cui demandare il compito di salvare il mondo quando la situazione volgerà al peggio.

Di contro, nel vicino reame di Plegia, le antiche leggende non sono mai andate perdute e la casta sacerdotale che venera il drago Grima è riuscita a soggiogare il governo di re Gangrel, reso pazzo da chissà quale oscuro incantesimo, e la popolazione.

I pochi dissidenti scampati alle patrie galere sostengono che la Chiesa di Plegia abbia raggiunto il potere usando le arti magiche di alcuni stregoni neri guidati da Validar che, si dice, traggano la forza proprio dallo spirito di Grima con l'intenzione di farlo risorgere per ridurre Ylisse in fumo...

Questi eventi preoccupanti non sono certo sfuggiti a Frederick, altero capitano imperiale di Ylisse, che ora teme che la guerra sia alle porte.

Ed è proprio lui, assieme al principe Chrom e a sua sorella Lissa, a trovarci svenuti in una prateria. Il nostro alter-ego, nella migliore tradizione dei giochi di ruolo nipponici, non ricorda nulla del suo passato: chi siano i suoi genitori, cosa ci facesse steso nel bel mezzo di una piana, cosa faccia di mestiere. Sa solo, inconsciamente, di essere un abile guerriero, un discreto mago e, soprattutto, un ottimo stratega, e non mancherà di dimostrarlo ai suoi nuovi alleati alla prima occasione.

Occasione che non tarderà a mancare: oltre alla Plegia, il regno di Ylisse sta infatti affrontando un'altra piaga, rappresentata da portali dimensionali che continuano a spalancarsi vomitando spaventose e fameliche creature non-morte. Chrome, Lissa, Frederick ed il nostro alter-ego non possono certo rimanere a guardare: è tempo di sguainare le spade!

 

ALLA RICERCA DELL'HIGHLANDER

La prima spia che ci avverte del fatto che Intelligent System abbia voluto rivoluzionare, almeno parzialmente, gli schemi della saga, la visualizziamo subito dopo lo stupendo filmato iniziale in CG che ci introduce al menu di gioco, quando cioè Fire Emblem Awakening ci chiede il livello di difficoltà che vogliamo affrontare. Ce ne sono tre: il primo forse è fin troppo tranquillo, e prevede (anche, ma lo si può rifiutare) l'indubbio vantaggio di non perdere per sempre le unità morte in combattimento, il secondo, invece, è molto più tosto e ci espone alle angherie classiche della serie, mentre il terzo è sicuramente improponibile, una sorta di tortura ludica legalizzata.

Se non avete mai preso parte ad un Fire Emblem, vi consigliamo di iniziare proprio dal livello Facile, selezionando possibilmente l'opzione che consente il ritorno sul campo degli eroi caduti in battaglia. E' un po' un sacrilegio giocare ad un Fire Emblem con una deroga alla sua regola principale, ovvero quella che seppellisce per sempre i defunti, ma un neofita rischia altrimenti di impattare contro un sistema di gioco cinico e spietato che potrebbe fargli abbandonare anzitempo un gioco di gran caratura, e sarebbe com'è ovvio un peccato.

Del resto c'è un motivo se è consigliabile far resuscitare gli eroi: in Fire Emblem Awakening non solo i personaggi possono sposarsi tra loro, ma possono anche avere dei bimbi che, a sorpresa, combatteranno al nostro fianco nella seconda parte del gioco. Una morte improvvisa, avvenuta magari nei primi minuti di gioco, quando ancora si tenta di inquadrare le spigolose regole del titolo, rischierebbe di modificare per sempre la vostra esperienza ludica, impedendovi di fare la conoscenza con nuovi personaggi.

Del resto, nonostante la difficoltà Casual renda il gioco più mansueto del solito, Fire Emblem Awakening è pur sempre un Fire Emblem, pronto cioè a darvele di santa ragione al minimo errore. Basta un attimo di distrazione, per vedere spirare sotto i propri occhi increduli il più forte dei nostri eroi.

Le regole della pugna del resto vertono sul sistema “matematico” della morra cinese secondo cui la spada batte la lancia, la lancia batte l'ascia e l'ascia la spada. Non si scappa, insomma. Quando un uomo armato di coltello incontra un uomo armato di pistola è un uomo morto...

In questa architettura si incastrano poi personaggi con ulteriori abilità, come arcieri, maghi e cavalieri viverne, che potranno essere piazzati strategicamente sul campo di battaglia perché possono colpire dalla lunga distanza o passare indenni baratri e altri ostacoli naturali.

Bisogna dunque tenere sempre d'occhio le potenzialità d'offesa della squadra nemica e, soprattutto, calcolare la loro linea di tiro. Inoltre, come negli scacchi, è fondamentale provare a prevedere le mosse che potrebbe fare l'avversario. Potete credere che il vostro arciere sia al sicuro dietro ad un muro, ma se non avete calcolato che un mago può colpirlo anche stando al di là dello stesso, o che un cavaliere grifone può scavalcarlo volando, il vostro combattente farà una brutta fine!

Per questo motivo la modalità più difficile incarna in realtà un vero e proprio incubo: noi non siamo nemmeno riusciti a superare le primissime missioni, ma se siete più caparbi di voi potrebbe andarvi meglio!

Di contro, la difficoltà casual è forse un po' troppo placida: intendiamoci, le cadute eccellenti sul campo di battaglia non mancheranno, ma quando avrete fatto maturare ad almeno due eroi (solitamente Chrom ed il vostro alter-ego) la giusta esperienza, non ci sarà più nulla che possa fermarli e potrete piazzarli anche contro avversari la cui tipologia li piazzerebbe teoricamente in svantaggio. E' quasi impossibile perdere le battaglie, anche giocando alla rinfusa, senza aver prima tessuto una vera e propria strategia.

Il nostro consiglio, quindi, è quello di iniziare dalla modalità casual per poi passare a quella normale (che nel gioco si chiama 'difficile'), così da farvi i muscoli con avversari non troppo mordaci per poi provare il vero tenore di sfida classico della saga.

 

UN EMBLEMA IMPERITURO?

Con Fire Emblem Awakening, Intelligent System ha deciso di introdurre una serie di piccole-grandi novità nel concept di gioco. E non ci riferiamo alla sola apparizione di un livello di difficoltà rabbonito, che consente ai neofiti di affrontare l'avventura ed agli eroi di tornare in vita.

Altra grande sorpresa è infatti data dalla possibilità di creare da zero il proprio personaggio. L'eroe di Fire Emblem Awakening potrà essere modellato a piacere dall'utente, che avrà facoltà di sceglierne il volto, il colore della carnagione, la stazza ed il sesso. Non si tratta di un editor particolarmente approfondito, anzi: è possibile scegliere solo tra pochi modelli “pre-fabbricati”, tuttavia questa singolare (per la serie) opzione vi consentirà di creare un legame particolare con il vostro alter ego, il quale turberà da subito i vostri pensieri, dato che lo vedremo fare qualcosa di particolarmente cruento nel filmato iniziale che seguirà subito dopo averlo creato.

Ma naturalmente qui ci fermiamo per non rovinarvi la sorpresa!

Altra novità di tutto rispetto la possibilità di abbinare due personaggi con l'apposita opzione “duo”. Così facendo i due elementi procederanno assieme. Ciò non solo velocizza la disposizione delle truppe, ma permette anche ai due di rinsaldare il proprio legame e di aiutarsi vicendevolmente. Il personaggio di supporto potrà infatti attaccare a sua volta il nemico, raddoppiando quindi il danno infertogli, ed anche proteggere l'alleato, se tra i due c'è la giusta intesa. Intesa che crescerà battaglia dopo battaglia, quindi abbiate l'accortezza di abbinare sempre gli stessi combattenti, possibilmente di sesso differente, così da farli innamorare e mettere al mondo nuovi eroi che rinfoltiranno le vostre fila.

Altra novità riguarda infine la possibilità di variare classe, facendo evolvere il proprio personaggio: un cavaliere potrà diventare un generale, un mercenario un eroe, un lottatore un guerriero e via di questo passo, migliorando le proprie caratteristiche.

 

ARMATEVI E PARTITE

Insomma, nonostante le novità, Fire Emblem Awakening è e resta Fire Emblem. I fans storici della saga non avranno nulla di ché preoccuparsi, i neofiti al contrario potranno finalmente godere di uno strategico ultraventennale di grande impatto, mentre i detrattori... beh, loro probabilmente continueranno a guardarlo con aria di sufficienza, perché anche quest'ultimo capitolo, purtroppo, si trascina dietro diversi errori già evidenziati in passato.

Anzitutto, lo schema tattico continua ad appoggiare su di una tripartizione fedele alla morra cinese che limita eccessivamente la strategia bellica, edulcorandola, mentre, secondariamente, la maggior parte delle battaglie vi chiederà di schierare un numero eccessivamente esiguo di unità, ed anche questo contribuisce a limitare le strategie che potrete mettere in atto.

A voler essere pignoli, potremo anche citare, tra i difetti, un sistema di tavole, menu e schermate non proprio chiarissime, da richiamare via touch screen pigiando su porzioni di spazio non evidenziate in alcun modo e, soprattutto, il fatto che a volte sia difficile capire quale unità a nostra disposizione non abbia ancora giocato il turno, per via di uno stile grafico che continua ancora ad essere caparbiamente bidimensionale e povero di dettagli (le pedine s'assomigliano davvero molto, troppo facile scambiarle).

Ma, a prescindere da ciò, Fire Emblem Awakening compie egregiamente il proprio lavoro e si ripromette di intrattenervi per oltre trenta ore, anche al livello di difficoltà per casualoni.

Intrigante, longevo, ricco di side-quest, difficile e foriero di tantissime soddisfazioni, si posiziona meritatamente tra i titoli più belli e completi dell'attuale line up del Nintendo 3DS.

Non ci sono scuse: da avere.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 


A cura di : Carlo Terzano


pro_contro_piu Finalmente un livello di difficoltà per casual!
pro_contro_piu Alto livello di sfida
pro_contro_piu Poche regole, ma in grado di assemblare un gioco di spessore
pro_contro_piu Longevo ed appassionante
pro_contro_piu Possibilità di espandere l'avventura tramite DLC
pro_contro_piu Grafica pulita...
...Ma non all'altezza di altre produzioni Nintendo pro_contro_meno
Le truppe bidimensionali sono piccine e tutte uguali pro_contro_meno
Sarebbe l'ora di abbandonare il sistema “morra cinese” pro_contro_meno
Le musiche non sono all'altezza del main theme pro_contro_meno
Manca l'on line pro_contro_meno

Valutazione Fire Emblem Awakening
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8.4
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8.4
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8.5
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9.6
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9.7
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8.9
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In definitiva, Fire Emblem Awakening si posiziona tra gli episodi più interessanti ed avvincenti della saga. Forte di alcune novità di spicco che fanno però perno su di una base fedelmente ancorata alle tradizioni, riuscirà senz'altro ad appassionare una platea molto ampia di giocatori, uscendo così da quella nicchia che si era costruito negli anni. Un ottimo strategico, da avere a tutti i costi, anche se non si è propriamente fans del genere!
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