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Xenoblade Chronicles 3D



Xenoblade Chronicles 3D
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
GdR
Giocatori
1
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Monolith
Distributore
Nintendo Italia
Versione
Eur
Requisiti
New 3DS
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
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UNO DEGLI RPG PIU’ RIUSCITI DEGLI ULTIMI TEMPI RIVIVE ORA SU NEW 3DS


Quando Nintendo ha annunciato Xenoblade Chronicles 3D, la platea è rimasta interdetta. Se da un lato, infatti, il gioco di ruolo di Monolith Soft è forse il titolo ideale per dimostrare la rinnovata potenza grafica del nuovo hardware, dall’altro il rischio di rovinare qualcosa che è subito entrato di diritto nell’Olimpo videoludico era davvero enorme. Senza contare, inoltre, che Xenoblade Chronicles è un prodotto estremamente vasto, studiato per soddisfare la platea delle console casalinghe, che dunque potrebbe stridere con le partite di soli cinque minuti in attesa sull’autobus che solitamente caratterizzano le sessioni di gioco su portatile.

Queste considerazioni erano doverose per darvi l’idea dei dubbi che hanno caratterizzato l’attesa di questo particolare remake. Vediamo all’ora come se l’è cavata Xenoblade Chronicles 3D e se è riuscito a spazzare via timori tanto seri e condivisibili…



 IL TITANIC DEI TITANI

Il mondo di Xenoblade Chronicles 3D è particolare. A differenza della Terra, il pianeta che andremo a visitare è infatti interamente coperto da oceani. Le uniche terre emerse sono, in realtà, due titani: Bionis e Mechanic, due colossi rivali che, nella notte dei tempi, si sono sfidati a singolar tenzone, uscendone entrambi sconfitti. I loro corpi esanimi oggi si stagliano come statue ancestrali. Con il passare dei secoli, su Bionis si sono sviluppate foreste, paludi ed oceani, divenendo in breve tempo un piccolo paradiso terrestre brulicante di forme di vita. Non solo bestie, ma anche animali intelligenti: gli homs, simili in tutto e per tutto a noi esseri umani, hanno colonizzato la parte inferiore del gigante; le buffe creaturine Nopon vivono all’ombra dell’immenso bosco che occupa la schiena del titano mentre i saggi ed algidi Haientia hanno costruito una società assai avanzata ben radicata sulla testa del colosso.

La vita su Bionis scorre tranquilla fino a quando, all’improvviso, un implacabile armata di creature robotiche create nelle fornaci di Mechanis, inizia a sciamare sull’altro gigante, seminando morte e distruzione.

Gli eserciti degli Homs nulla possono contro i Mechan e la situazione per le pacifiche razze che popolano Bionis sembra volgere al peggio, senonché, dal polverone della battaglia spunta Dunban, valoroso eroe di guerra, il quale, impugnando l’arma sacra Monade, spazza via interi squadroni avversari, mettendo in fuga gli orrendi esseri metallici.

Nessuno su Bionis sa bene cosa sia la Monade: alcuni la ritengono un lascito degli dei, altri la credono strettamente imparentata con Bionis; sta di fatto che è una spada in grado di sprigionare un potere immane, come dimostrano le eroiche gesta di Dunban.

Il problema, però, è che lo stesso Dunban è rimasto logorato dal potere di Monade, che gli ha consumato i tessuti del braccio e ora non è più in grado di impugnarla. Come se non bastasse, la Monade è una sorta di “spada nella roccia” futuristica: non tutti la possono impugnare e solo con pochi eletti scatena il suo reale potenziale. Questo fa sì che gli Homs siano ora sguarniti del proprio difensore: se i Mechan attaccassero nuovamente le loro colonie, per le razze che popolano Bionis non ci sarebbero possibilità di cavarsela. Ma lì entra in scena Shulk…

 

PERSONAGGI IN CERCA DI AUTORE

E’ proprio la caratterizzazione dei personaggi, legata a doppio filo alla tragicità di una sinossi sincopata e zeppa di colpi di scena, a risultare la dorsale del gioco di ruolo di Monolith Software, prodotto enciclopedico, vastissimo, dalle mille ore di gioco, durante le quali imparerete ad amare gli eroi del vostro party di gioco.

Shulk, nonostante l’aspetto esteriore, non è quel bimbetto senza arte né parte che ci si aspettava: vive invece con profondo travaglio il ruolo che suo malgrado è costretto a rivestire e matura incessantemente durante tutta l’avventura, anche perché dovrà sopravvivere ad un nutrito numero di tragedie. Per sua fortuna, potrà contare su validissimi amici che lo sosterranno nel momenti di bisogno: Reyn, il focoso amico di infanzia buono come il pane ma incline alla rabbia; la seriosa Sharla, dall’impressionante rigore militare; la timidissima Melia e il tondo Riki, esponente della innocua razza dei Nopon e di più non vi diciamo perché, si tratterà anche di un remake, ma vogliamo lasciarvi il piacere di scoprirli da voi.

 

VIAGGIO NELLA CATENA ALIMENTARE

La vera punta di diamante del titolo di Monolith Soft. è senz’altro il battle system. E, per fortuna, il remake per New 3DS lo ripropone intatto, senza adulterarne la delicata alchimia.

Ma iniziamo dal principio. Anzitutto, in Xenoblade Chronicles 3D non esistono battaglie a turni: i nemici sono visibili sul mondo di gioco e quando ci si scontra con loro non si viene trasportati in apposite arene. Non è nemmeno detto che i mostri vi attacchino: la vasta fauna di Bionis si divide in modo realistico tra erbivori e carnivori e i primi tenderanno ad ignorarvi se li lasciate in pace a vostra volta; i carnivori, invece, saranno molto più aggressivi e, a seconda della specie, potrebbero aggredirvi se farete rumore o se entrerete nel loro campo visivo. Le icone che compaiono sugli stessi (e che potrete comunque eliminare smanettando nelle opzioni) sono fondamentali per avere queste informazioni e, soprattutto, per capire se conviene o meno sfidarli, visto che se l’iconcina è blu, il nemico è alla vostra portata, se è nera la sfida sarà alla pari mentre, se è rossa, vi conviene girargli alla larga, almeno fino a quando non avremmo livellato il party di eroi. Tornano poi i mostri rari: esemplari eccezionalmente forti che vi daranno del filo da torcere, lasciando però dietro di sé premi assai preziosa nel caso riusciate a batterli.

Ma veniamo al battle system. In Xenoblade Chronicles 3D troviamo intatto il riuscito sistema già visto nella versione per Nintendo Wii che mette in soffitta i turni degli RPG tradizionali a favore di battaglie in tempo reale. Si controlla solo il caposquadra, mentre gli altri possono essere guidati attraverso semplicistiche strategie (attaccate quel mostro, fate come volete, copritemi) e si possono utilizzare delle tecniche speciali che poi impiegheranno del tempo per ricaricarsi. Le tecniche, per essere davvero efficaci, vi chiederanno di posizionarvi sul fianco del nemico piuttosto che in fronte o alle sue terga: questo vi consente di intuire quanto siano dinamici i combattimenti e quanto ci si debba spostare di continuo per il campo di battaglia. Il nuovo stick 3D destro introdotto dal New 3DS qui si rivela fondamentale visto che vi permette, alla meno peggio, di destreggiarvi con la telecamera. Sono comunque parecchie le situazione in cui il mostro (o i mostri) di turno sparisce oltre la visuale e voi, nella foga del combattimento, vi troverete a menar fendenti alle mosche, senza avere il tempo di regolare la telecamera.

 

LE NOVITà DELLA NUOVA CONSOLE

Veniamo ora alle novità introdotte in questa nuova edizione portatile del classico sviluppato dai ragazzi di Monolith. In realtà, si tratta di elementi marginali, o quasi. Nel menu ad esempio è presente una voce inedita che consente di scambiare le monete Street-Pass con i modelli poligonali dei personaggi o le musiche del gioco. Poca roba. Come non soddisfa il fatto che l’Amiibo di Shulk serva solo per ricevere tre gettoni per la lotteria di cui abbiamo appena parlato.

Ben più interessante, invece, è l’introduzione dei fast travel che consente di miniaturizzare il gioco. Ricordate i nostri timori ad inizio recensione? Xenoblade Chronicles è un gioco immenso, difficilmente coniugabile con i sistemi portatili. Effettivamente un po’ di attrito rimane, perché girovagare per Bionis sul 32 pollici di casa è una cosa, farlo su di un visore di pochi centimetri in qualche modo svilisce comunque la resa, per quanto ottima. Tuttavia, grazie ai fast travel per lo meno è possibile inoltrarci in questa vastissima avventura anche nei buchi di tempo libero: mentre si è sul bus, mentre si attende il proprio turno dal barbiere o quando si ha la necessità di ridurre la tensione nella sala d’aspetto del dentista. Si tratta insomma di una scelta sensata e ragionata, perché il mondo di gioco è sterminato e perdere i ¾ del tempo solo per raggiungere una locazione sarebbe follia in un titolo per console portatile.

Graditissima, pur non essendo una novità di questa versione, è poi l’opportunità di salvare in qualsiasi momento la quale, unita a caricamenti molto rapidi (sia nel richiamare i file, fino a tre, sia tra una location e l’altra), agevola appunto le partite “mordi e fuggi”.

Tecnicamente, Monolith ha compiuto l’ennesimo miracolo. Cinque anni fa il team di sviluppo nipponico ci aveva fatto cascare la mascella in terra, spingendo il vecchio e obsoleto hardware di Wii U verso limiti impensabili. Oggi la resa su New 3DS è ugualmente strepitosa: c’è esattamente tutto ciò che avevamo visto all’epoca e pure molto di più, se si pensa allo strepitoso 3D stereoscopico che guarnisce il tutto, ricordandoci quanto sia potente il nuovo handheld della Casa di Kyoto.

Stesso dicasi per il comparto sonoro, con l’intera soundtrack che torna inalterata, nella sua magnificenza, e del doppiaggio, superbo, che sottolinea con la dovuta enfasi ogni dialogo presente nel gioco.

Insomma, la perla è rimasta lucida come la ricordavamo. Forse anche di più. Non potevamo sperare in conversione migliore, invece eccola qua. Una sola parola: sublime.

 

 

 


A cura di : Carlo Terzano


pro_contro_piu Il miglior JRPG degli ultimi tempi
pro_contro_piu Conversione inimmaginabile
pro_contro_piu Tecnicamente superbo
pro_contro_piu Ottima resa della stereoscopia 3D
pro_contro_piu Rallentamenti ridotti all’osso
Il touch screen giace inutilizzato pro_contro_meno
Battaglie caotiche per la visuale pro_contro_meno

Valutazione Xenoblade Chronicles 3D
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9.6
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9.3
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9.4
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8.8
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9.6
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9.3
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In definitiva, Xenoblade Chronicles 3D risulta essere una conversione che va oltre alle più rosee aspettative. Tecnicamente è gargantuelico: pareva impossibile anche solo lontanamente, per una console come il New 3DS, eguagliare il miracolo fatto su di una console da salotto nel 2010, invece i ragazzi di Monolith hanno sorpassato loro stessi e sono riusciti anche a rivestire il prodotto con una nuova, sfavillante, veste 3D stereoscopica. Le novità a livello contenutistico sono risibili, così come è accessoria la compatibilità con gli Amiibo, mentre risultano più gradite quelle che permettono di rendere accessibile l’esperienza anche a chi ha poco tempo (cioè il pubblico di riferimento degli handheld), che non consistono nel facilitare il gioco, ma introducono ad esempio i viaggi rapidi e features analoghe. Spiace constatare che il touch screen sia stato relegato nel dimenticatoio.
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