Home Magazine Speciali Archivio' Redazione'
topcontenuti

E' incredibile come talvolta argomenti tanto differenti riescano a far breccia nei cuori dei nostri lettori, infiammandoli e spingendoli a scrivere di getto interminabili missive cariche talvolta di odio e talvolta di amore, tutte comunque caratterizzate da quella passione che ci porta a traguardi apparentemente invalicabili.

La magia si è ripetuta questo mese. Nonostante la calura, nonostante l'afa, nonostante i più siano partiti per le vacanze (non i nostri lettori, però, dato che in Luglio abbiamo registrato un notevole aumento delle visite giornaliere!), il Carlo's Café di Agosto è il più caldo degli ultimi mesi. E non ci riferiamo, appunto, al clima, ma alle mail frizzanti, intense e profonde che ci sono pervenute. La metà riguardava il fenomeno dei Pokémon. Già con l'uscita delle versioni USA qualche timido lettore aveva provato ad affrontare l'argomento ma evidentemente i tempi non erano ancora maturi perché scoppiasse la discussione. Oggi invece, con le versioni PAL sugli scaffali, il Poké-popolo si è diviso. Da un lato abbiamo coloro che sostengono che Pikachu & Co. farebbero bene ad andare in pensione (loro che possono!), dall'altro abbiamo invece chi esalta ed osanna l'ultima fatica delle bestioline di Satoshi Tajiri, in mezzo il nostro Pokémon-Master redazionale, Luigi, che ci propone la sua recensione. Ma anche Manhunt 2, e soprattutto la posizione del Ministro delle Comunicazioni Gentiloni, hanno spaccato in due la piazza dei nintendofili. Qui l'argomento si fa decisamente più serio, perciò per gli approfondimenti del caso vi lascio alle missive che seguono e al nostro Editoriale.

 

**  ****  **

L'indirizzo cui far riferimento è sempre quello: carloscafe@libero.it

Scriveteci numerosi, mi raccomando!

 

POKéMON Sì...

Un caloroso saluto a tutta la redazione del Mario & Yoshi's friends -MAGAZINE- e, ovviamente, ancora AUGURI per il vostro centesimo numero.

Mi chiamo Marco, ho quasi diciasette anni e sono divenuto, con quasi quarantotto ore di anticipo sulla data ufficiale per la distribuzione, possessore del nuovo Pokémon Perla(^^). Ieri, infatti, mi sono recato nel solito negozietto di Terni, dove so che il proprietario tende se può a non rispettare i dettami imposti da Nintendo Italia iniziando la vendita dei giochi non appena gli vengono consegnati, senza aspettare il day one della distribuzione. Probabilmente il comportamento sarà disonesto, non lo so e non mi interessa, io che sono un nintendofilo di quelli che non dorme la notte prima dell'uscita di qualche grossa bomba, però, apprezzo sempre di poter avere con anticipo le follie videoludiche della mitica Enne. Ieri, comunque, al negozietto c'ero solo io. Non che l'evento dei Pokémon fosse stato dimenticato, specie qui nel negozietto, in cui è stato festeggiato con due giorni d'anticipo, ma c'ero solo io nel senso che solo io svettavo tra ragazzini cicciottelli che avranno avuto si e no 11 o 12 anni. E tra i loro puerili commenti ("speriamo che ci sia Pikachu", "speriamo che ci sia MewTwo") mi sono fatto largo per arrivare di fronte al negoziante proprio nel momento in cui estraeva le otto copie del gioco in suo possesso (cinque di Pokémon Diamante e tre di Pokémon Perla) dalla vetrina per vendercele. Spinti due bambocci, dopo aver resistito ai loro temibili pizzichi di protesta, ho potuto comodamente scegliere la versione che più mi aggrada, Perla, pagare e salutare con ironia i loro maleducati gesti di protesta per aver saltato la fila più o meno ordinata che si era creata.

Arrivato a casa non ho perso tempo ed ho scartato prontamente la confezione, infilato la cartuccia nello slot e acceso il DS (perdonami Elite Beat Agents per averti già dimenticato... -_-'). La prima partita, dall'inserimento del nome alla sconfitta del terzo capopalestra è passata in un soffio, ma in un soffio erano anche passate le tre pomeridiane, ora in cui avevo iniziato l'espolorazione, e mio malgrado mi ritrovavo a dover interrompere per la cena.

Le vostre numerose anteprime non sono state parole sprecate. Ed è stato proprio il vostro entusiasmo ad avermi spinto a ritornare sui sentieri infestati dai Pokémon. Avevo preso Verde Foglia e Zaffiro, ma sinceramente li avevo trovati troppo uguali a tutti gli altri. Questo episodio, invece, si distacca abbastanza dai predecessori e, soprattutto, torna a mostrare un design dei mostri davvero più curato e convincente!

Insomma, con questo mio resoconto spero di avervi espresso la mia gratitudine. Senza di voi, infatti, probabilmente non avrei più dato fiducia ai Pokémon e mi sarei perso quest'ultimo e fondamentale frammento di storia videoludica!!

Grazie e a presto!

Marco, vero Pokémon Master Italiano!

Siamo contenti che le nostre entusiastiche parole siano servite a qualcosa, del resto nell'esatto momento in cui, nello scorso Natale, abbiamo inserito le versioni giapponesi di Pokémon Perla e Diamante, abbiamo inteso che qualcosa finalmente stava cambiando, nel Poké-Mondo.

Personalmente, però, ritengo gli sforzi fatti ancora decisamente troppo pigri per essere apprezzati con la convinzione che sprizza la tua missiva. Io, ad esempio, avrei introdotto un comparto grafico ed uno sonoro degni per un DS, e invece nostro malgrado ci ritroviamo ancora di fronte ad un titolo che rimane saldamente ancorato al Game Boy Advance. Insomma, Pokémon avrebbe potuto assomigliare, nella veste grafica, a Final Fantasy III, proponendo ambientazioni maggiormente evocative e dettagliate, e invece Game Freak ha quasi avuto paura di osare, e questa non gliela si può perdonare. Il prossimo episodio per DS dovrà avere una grafica adeguata al DS, o tanto vale sarà ritornare sui vecchi schermini del GBA...

_______________________________

 

...E POKéMON NO!

Carlo Carlo,

probabilmente solleverò un vespaio di polemiche con le cose che sto per dire, ma la mia insoddisfazione è tale che non posso non confidarmi con te, grande esperto Nintendo che non sei altro (suvvia, siamo tra amici: puoi semplicemente chiamarmi "dottore"!ndrCarlo)!

Ho detto che scatenerò più d'una polemica perché sto per fare qualcosa che i più interpreteranno come un insopportabile sacrilegio. Cosa? Semplice: sto per criticare i due ultimi episodi dei Pokémon. Proprio loro, Pokémon Diamante e Pokémon Perla. E ci andrò giù pesante, perché proprio non ne posso più!

Ho acquistato il mio bravo Perla e dopo quasi trenta ore di gioco (quindi non venitemi a dire che non l'ho provato a fondo prima di parlare!!), posso dire che se già le prime immagini divulgate via internet mi avevano fatto pensare che il gioco era l'ennesima scopiazzatura delle avventure per GBA, anche il gameplay mi ha poi dato ragione. Insomma, ci troviamo a fare SEMPRE le solite cose. Si da il nome al personaggio, si incontra nei punti più sospetti il proprio rivale (andiamo, è dal 1996 che prima del capo-palestra si incontra l'antipatico di turno... chi si sorprende più?), si devono ottenere 8 medaglie per la sfida ai Superquattro, ci sono tre pokémon rari pronti a farci sprecare mezza marea di Ultra Ball, ce n'è un quarto ma fortunatamente lui ha l'abitudine di entrare nella Master Ball... C'è il team di masnadieri, la cui sede è strutturata su di tante stanze collegate dai teletrasporti, c'è la zona safari, ci sono quei pokémon che compaiono una volta ogni sei anni... E BASTA!

Insomma, ok, squadra che vince non si cambia, ma almeno rinnovate un po' le meccaniche o qua si arruginisce tutto!

A 'sti punti preferivo maggiormente Pokémon Ranger, almeno là non c'erano le solite palestre e il sistema di cattura faceva ricordare di giocare con un DS e non con il classico Game Boy. Qui invece niente, il touch screen rimane inutilizzato, la grafica, salvo qualche poligono, è vecchia di anni, il sonoro è sempre quello...

Insomma, a mio avviso o cambiano un po' le cose o i Pokémon non potranno certo più andare tanto avanti. O meglio, venderanno sempre per il marchio, ma Nintendo solitamente non si affida a mezzi tanto meschini e vuole che sia la qualità a vendere, non il nome.

Che ne pensi, Carlo?

Grazie e, mi raccomando, pubblicami! ;)

Riccardo, nostalgico di Pokémon Blu.

 

Come puoi notare la tua missiva viene preceduta, non a caso, da un lettore che si trova esattamente agli antipodi della tua posizione. E tra le decine di missive arrivate, ho scelto le vostre perché forse rappresentano al meglio le due opposte posizioni.

Da un lato abbiamo infatti un diciassettenne che riscopre il suo amore per i Pokémon proprio grazie a Versione Perla, dall'altro abbiamo invece un "nostalgico"(come tu stesso ti definisci) delle primissime avventure di Ash e compagnia bella, rimasto incredibilmente deluso dallo stesso gioco. Insomma, volete mettervi d'accordo?

Com'è possibile che il medesimo titolo abbia suscitato in due fans di vecchia data emozioni diametralmente opposte?

E a quanto pare non siete neppure gli unici a pensarla così dato che, lodi e invettive ai ragazzi di Game Freak su internet si sprecano e si contrastano. La questione rimane aperta, anche perché il sottoscritto non saprebbe spiegarsela...

_______________________________

 

MANHUNT 2 Sì...

Ho seguito con apprensione gli ultimi avvenimenti legati a Manhunt 2. Non perché il titolo mi interessi, probabilmente se fosse riuscito ad uscire non l'avrei neppure mai preso, ma mi sta più a cuore il fatto che ultimamente è stato perpetrato l'ultimo atto vandalico ai danni del mondo videoludico.

Ricordo le inutili polemiche che si sollevarono attorno a GTA, attorno a Rule of Rose e a quel titolo per PC nel quale bisogna prendersela coi secchioni. Quanti servizi del TG1, quanti articoli giornalistici. Quanti commenti seccati e indignati. Tutti questi avevano però matrice comune: lasciavano trasparire la totale ignoranza dell'autore in materia. Chi scriveva non sapeva neppure cosa potesse essere un videogioco o, nella migliore delle ipotesi, riconduceva il tutto al classico e vetusto Pacman. E in questo buio mentale tutti erano concordi nel vedere questo meraviglioso hobby, dai nostri cugini francesi (che tanto disprezziamo) considerato una forma d'arte, tutti si ergevano al supremo ruolo di giudice dell'Inquisizione ed erano fermi sulle loro stupide ragioni secondo le quali i videogiochi sarebbero droghe, o peggio.

Farebbero deteriorare la mente di chi ci gioca, o peggio.

Ci farebbero impazzire, o peggio.

Ci trasformerebbero in decerebrati che provano piacere nel ripetere nella vita di tutti i giorni a ripetere le fantastiche azioni richieste nel mondo virtuale. O peggio.

Il vero incubo, semmai, è che si stanno sviluppando interessi multimilionari su Second Life. E' che milioni di persone non escono più di casa per creare il proprio avatar, per dar sfogo a tutte quelle pulsioni che nella vita reale non potrebbero mai porre in essere. Quello è il fenomeno più preoccupante. Ma, come al solito, dove gira troppo denaro l'occhio non vede e il cuore non duole.

Ora, io ho 38 anni, sono fidanzato, tra poco inizierò a convivere. Lavoro dall'età di 27 anni. Da quasi sette anni sono indipendente dal pdv economico. Vorrei sapere perché qualcuno, alla mia veneranda età, deve arrogarsi il diritto di dirmi ciò a cui devo giocare e ciò che non devo toccare.

Troppa Nutella fa venire l'appendicite, eppure i negozianti non hanno l'obbligo di vendertela nella "quantità ragionevole". Il fumo uccide, ma è legale. Il limite massimo di velocità stabilito dalla legge è di 130 km/h (150 in alcuni -pochissimi- tratti), ciò però non vieta di produrre macchine che facciano anche il 250 all'ora. Insomma, sulle cose serie si è transigenti e sui videogiochi, sulle inezie, si tiene il pugno di ferro?

Ma quand'è che la nostra classe politica smetterà questo inutile teatrino ed inizierà ad occuparsi dei problemi SERI di questo benedetto Paese?!

A 38 anni non l'ho ancora capito e forse è per questo che ho smesso di utilizzare il mio diritto al voto...

Daargh-Bah.

Caro e disilluso Daargh-Bah, felice di aver fatto la tua conoscenza.

La notizia del divieto di pubblicare in molti Paesi dell'Unione Manhunt 2 è stata colta come il classico "fulmine a ciel sereno". Il popolo videoludico era infatti ormai convinto di aver superato i tristi e bui giorni della censure, del resto, come tu stesso dici, titoli come GTA e Rule of Rose erano comunque riusciti nel loro intento senza venir colpiti. Il vespaio di polemiche, semmai, è servito loro da cassa di risonanza, da pubblicità gratuita e intrigante, che di sicuro è servita per vedere qualche copia in più (il tutto mi ricorda il caso de Il Codice da Vinci: non credete che il film non sarebbe stato campione di incassi se la Chiesa non ne avesse sconsigliato la visione?). Invece, per chi riesce a passare, c'è anche chi viene fermato. E tutto mi riporta agli anni medievali del fenomeno Playstation, quando cioé anche in Italia una certa censura iniziò ad interessarsi di quest'hobby giovanile un tempo ignorato. Venivano tagliate frasi, il sangue doveva non essere di colore rosso, i Lickers di Resident Evil 2 venivano considerati "non idonei al pubblico di videogiocatori minorenni"... Insomma, c'era di che ridere, o preoccuparsi. A seconda dei punti di vista.

Come tu stesso fai notare, però, il lato drammatico della questione è che chi dirige i fili del discorso, e ha poteri di censura, solitamente non è un tecnico, non è un esperto, ma è un profano. In questo modo si rischia un intervento male espresso ed inutile. Alcuni titoli, magari maggiormente diseducativi, ottengono il nulla osta, altri vengono invece messi al bando solo perché più chiacchierati... Insomma, l'equità non è di casa, ma è normale se ad operare è un profano del genere. Uno che non conosce cos'è stato prima e non può immaginare cosa sarà poi, non può certo ergersi a giudice e affettare qua e là le parti che, a suo dire, risultano sconvenienti. Uno che non gioca, inoltre, non può conoscere i risvolti reali che un videogioco può avere presso la sua utenza, dunque, se si vuole regolamentare il fenomeno, bisogna per lo meno fare le cose seriamente, e non all'italiana. Personalmente procederei con la istituzione di una autority di sorveglianza composta per lo più da tecnici (sviluppatori, giornalisti del settore, videogiocatori), più l'immancabile -purtroppo...- apporto del classico psicologo e darei a questo organo collegiale il potere di stabilire la classificazione dei giochi, svolgendo un lavoro del tutto simile a quello dell'ERSB o dell'europea PEGI. Però, salvo giochi che vadano a ledere i diritti basilari, quelli garantiti dalla costituzione, non vieterei mai la distribuzione di un prodotto. Insomma, se è un gioco che arreca pregiudizio ad una etnia, ad una religione o a determinati orientamenti sessuali, l'autority ha il dovere di bloccarne l'entrata in scena; viceversa, se si tratta semplicemente di un titolo adulto, condito da parolacce e riferimenti sessuali, l'organo ha unicamente il potere di consigliarne l'acquisto ai soli maggiorenni. Ma nessuno deve dirci a cosa giocare e a cosa no. Il proibizionismo non è mai servito a nulla, se non ad ungere le ruote degli ingranaggi malavitosi...

_______________________________

 

...E GENTILONI NO!

Ciao Carlo,

sono ancora una volta disgustato e amareggiato.

Insomma, la pubblicazione del comunicato stampa ministeriale, quello in cui si legge che Manhunt 2 è ufficialmente bandito dal nostro regno (sì, regno: siamo o non siamo nel medioevo?), mi ha fatto piombare al suolo le braccia. Mi ha fatto piombare al suolo altro, ma mai vorrei essere scurrile e macchiare il vostro strepitoso lavoro.

Ora non voglio annoiarvi con le classiche discussioni, vi lascio ad una sola domanda, alla quale spero che qualcuno vorrà tentare di dare risposta.

Può un ministro impedirci di giocare? Perché? Perché non lascia a noi la possibilità di scelta!? Capisco vietare il gioco ai minorenni, ma fare in modo che neppure i maggiorenni ci giochino mi pare assurdo... Non credete.

Vostro deluso

Amicabas.

 

Se i negozianti non vendessero ai bambini i giochi in cui campeggia la classica scritta 18+ di PEGI, forse, non si dovrebbe arrivare a tanto.

Ma se nel nostro Paese vengono regolarmente vendute sigarette e liquori ai tizi più imberbi, allora pretendere i controlli da un commesso di un negozio di videogiochi potrebbe assumere tonalità farsesche, non trovi? Non so, forse l'On. Gentiloni vuole tutelare solo i più piccoli, perché sa che in fondo quei giochi là finiscono sempre nelle loro manine. Se non sono loro a comprarli, magari guardano il fratellone o il papone giocarci e passivamente assimilano la violenza gratuita del titolo britannico. Chissà. Speriamo comunque di avere presto una risposta (convincente!) del ministro perché per noi la questione è ben lungi dall'essere chiusa.

_______________________________

 

 

Volete dire la vostra?

Scrivete a carloscafe@libero.it e potreste venire pubblicati!

 

Torna al Magazine - Torna alla Home

 

 


ifooter