Home Magazine Speciali Archivio' Redazione'
topcontenuti

 

ANTEPRIMA DI: THE LEGEND OF ZELDA - PHANTOM HOURGLASS

 

Sistema: Nintendo DS
Target: 3+
Genere: Avventura
Giocatori: 1
Produttore: Nintendo
Sviluppatore: EAD
Distributore: Nintendo
Versione: Demo
Requisiti: /

Uscita:
EU: Autunno
JAP: Disponibile
USA: Autunno

 

 

 

 


La Phantom Hourglass, l'oggetto che da nome a questa avventura, si trova già ad inizio gioco e da allora bisognerà riempirla continuamente.

 


Questo strambo cacciatore di tesori è un marinaio di provata esperienza. Tuttavia il suo rapporto con Link, e lo scopo che lo muove, rimarranno misteriosi fino all'ultimo...

 


Durante le "gite" in nave basterà picchiettare con il pennino sui nemici per esplodere i colpi di cannone. Più preciso e divertente rispetto a quanto accadeva in Wind Waker!

 


Inutile negarlo: Phantom Hourglass è, tecnicamente parlando, uno dei migliori titoli ad oggi apparsi su DS!

 


Non mancheranno le isole abitate dalle popolazioni più strambe. Avremo così occasione di fare la conoscenza con nuove razze e volti ben noti.

ASPETTATIVA

5 STELLE SU 5!

 

Il gioco più atteso per Nintendo DS. Punto.

Cos'altro dire?

Parliamo di Zelda.

Parliamo di Zelda per portatile.

Era dai tempi di Link's Awakening che Nintendo non sviluppava in prima persona un capitolo per la sua console portatile (gli altri capitoli, da Oracle of Age, Season a Minish Cap, infatti, erano stati affidati alle amorevoli cure di Capcom), dunque la nostra eccitazione è più che comprensibile.

Lo abbiamo tastato con mano per più di tre settimane e ne abbiamo lodato il nuovo gameplay... Cos'altro aggiungere? Ci si vede tra qualche mese per l'entusiastica review!

TORNIAMO A SOLCARE LE ONDE DELLA LEGGENDA!

 

Quando il buffo e colorato (decisamente troppo, per uno Zelda) package di Phantom Hourglass in versione JAP è arrivato in redazione, è stato accolto da una vera e propria ovazione.

Fortunatamente Carlo aveva già stabilito che sarebbe toccato in sorte a me, dunque ho potuto provarlo per prima, ed evitare che gli altri me lo sgraffignassero.

In questa preview tenteremo di scoprire cosa nasconde uno dei titoli più attesi per Nintendo DS. Niente paura, però, perché non abbiamo affatto intenzione di rovinarvi la trama!

 

LEZIONI DI STORIA

Prima di tutto, un passo indietro, dal momento che Phantom Hourglass è legato a doppio filo con  gli avvenimenti di Wind Waker (GameCube). Sul finale di quest’ultimo, avevamo lasciato i due protagonisti, Link e la piratesca Dazel (ZelDa, per chi non avesse capito il gioco di parole…) mentre erano intenti a ripartire per una nuova ed entusiasmante avventura. L’obbiettivo non era nemmeno dei più facili: trovare una nuova Hyrule da fecondare. Il duo aveva infatti scoperto da Ganondorf e dall’anziano fondatore della civiltà hylaniana che il vecchio regno, così come l’avevamo conosciuto in A Link to the Past, Ocarina of Time e Twilight Princess, era stato distrutto una volta per tutte, sommerso da quel mare che ora le nuove popolazioni solcano abitualmente. Le isole esplorate in tutta l’avventura, perciò, altre non sarebbero se non le cime dei monti più alti del leggendario Paese stracolmo di vecchi miti e leggende che prendono vita. Dopo aver visitato i fasti del vecchio castello e scoperto un Ganondorf dai sentimenti decisamente umani (che arriva persino a ripudiare quel secco vento del deserto –il deserto Gerudo, dal quale proviene-, che lo ha portato a invadere il borgo e il castello di Hyrule), Zelda e Link decidono di salpare alla ricerca del loro futuro. Vogliono trovare altre terre da colonizzare e ribattezzare con il nome del loro antico reame. Certo, quel nuovo mondo non sarà Hyrule, sarà un altro mondo, ma è giusto che i due bimbetti siano decisi a far sorgere dalle acque gli antichi miti di un regno così affascinante.

 

DAL PASSATO AL PRESENTE!

E Zelda Phantom Hourglass inizia proprio nell’esatto momento in cui Wind Waker finiva: Link si è unito alla ciurma di Dazel e assieme navigano lungo un oceano che pare sterminato alla ricerca di nuovi mondi da colonizzare. Ad un tratto, però, qualcosa turba l’uomo di vedetta. Dinnanzi a loro sta improvvisamente salendo una fitta coltre di nebbia, senza neppure avere il tempo di evitare il banco fumoso, l’intera nave si ritrova avviluppata dallo scenario inquietante. Piccoli fuochi fatui si accendono nell’aria ed una maestosa nave fantasma compare all’improvviso. Dazel, che ha perso la sua pacatezza da principessa, non attende un secondo in più: si aggrappa ad una cima e, da sola, conduce l’abbordaggio di questa misteriosa imbarcazione. La piccola capitana sparisce sottocoperta, poi più nulla. All’improvviso un grido, la voce è ben nota a Link, che corre come al solito in soccorso della principessa di Hyrule, preparandosi a saltare da un’imbarcazione all’altra.

Il Link di Wind Waker, però, il link piccolo e paffuto, non è certo quell’eroe indomito e perfetto. E’ invece una sorta di personaggio cartoonesco, e infatti inciampa e capitombola in acqua. Niente eroici salvataggi, niente prodezze ed evoluzioni, ma solo un sordo SPLASH! Il colpo fa anche perdere i sensi al nostro eroe che, svenuto, è trascinato dalla corrente.

Si risveglierà solo sulla spiaggia di un’isola semi-deserta, in quello che pare essere un canovaccio che ripercorre fin troppo fedelmente un altro, grandioso, Zelda per console portatile.

 

DAL PRESENTE AL GAME BOY!

Inutile dire che ci riferiamo proprio a Link’s Awakening, il primo Zelda creato appositamente per Game Boy (e Game Boy Color nella sua versione DX). Anche in quell’occasione, infatti, il povero protagonista faceva naufragio su di un’isola deserta e da lì avevano inizio mille e più avventure. Non ci stupiremmo troppo se nomi, fatti, o personaggi richiamassero più di una volta quella mitica leggenda, ma il testo in giapponese per ora non ci ha permesso di entrare troppo nello specifico. L’essersi voluti aggrappare a Link’s Awakening, comunque, non solo è un doveroso tributo nei confronti di un titolo che ha contribuito a fare la storia di Nintendo, specie ora che è stato annunciato l’effettivo pensionamento del Game Boy Advance e, con esso, la fine di un’era, ma è anche un simpatico tentativo scaramantico, quasi si volesse conservare e ottenere un po’ di quella fortuna che a suo tempo il gioco monocromatico seppe ottenere.

 

VAI Là E POI TORNA QUA!

Senza scendere troppo nei particolari, per non rovinarvi ulteriormente la trama (trama che, comunque, rimane in parte oscura a noi stessi, vista l’incomprensibilità del testo giapponese), sappiate che questo Zelda Phantom Hourglass è uno Zelda particolare, dallo svolgimento piuttosto anomalo.

Siamo infatti arrivati a metà gioco ed abbiamo capito che quest’ultima leggenda pare assomigliare, nel concept, più ad un Super Mario 64 o ad un Banjo Kazooie piuttosto che ai canonici episodi dell’elfo in verde.

Si parte infatti dall’esplorazione di un dungeon principale, quello che contiene la Phantom Hourglass (Clessidra Fantasma?), per poi partire alla volta delle nuove terre che contengono templi e sotterranei secondari. In questi troverete le armi classiche della serie, quali le bombe, gli scudi, le pale (sì, direttamente da A Link to the Past per SNES…) e i boomerang, più un gigantesco boss che, una volta ucciso, riempirà parte della vostra lanterna con della sabbia magica. Questa sabbia aumenterà il tempo a disposizione in cui potrete trascorrere nel dungeon principale, quello situato nell’isola più importante. Questo sotterraneo assomiglia molto al classico labirinto dei 100 livelli: si scende in continuazione ed ogni piano vi richiederà puntualmente l’uso degli strumenti raccolti nei templi secondari (l’arco, le bombe e il boomerang) per risolvere gli enigmi. Non solo: laggiù, infatti, l’aria è irrespirabile e potrete rimanerci solo per un determinato periodo di tempo, tempo che sarà scandito dalla Phantom Hourglass e che varierà a seconda della quantità di sabbia raccolta. In più, dei giganteschi Tauros milita la zona e sarà bene non affrontarli dal momento che basta un loro colpo di alabarda per essere rispediti all’entrata… Occorrerà, dunque, sgattaiolare alle loro spalle, proprio come accadeva nelle prime fasi di gioco, simpaticamente stealth, di Wind Waker. In alcune zone neutre, sarà infine possibile riposarsi un poco: lì i Tauros, questi temibili guerrieri corazzati, non potranno entrare e l’aria torna ad essere respirabile (perciò il tempo si congela e smette di decorrere).

Ecco dunque perché abbiamo paragonato Phantom Hourglass a Super Mario 64: la meccanica, del resto, è molto simile. Si affronta un dungeon, si ottiene un nuovo oggetto e della sabbia in più. Con questi sarà possibile affrontare un nuovo livello del sotterraneo principale. Si ritorna in superficie, si parte per il prossimo tempio e si ottengono altri oggetti e nuova sabbia per il piano che ci attende. Il dungeon “madre” insomma, è una sorta di Castello di Peach o di Antro di Gruntilda, solo che al posto delle Stelle (o dei Pezzi di Puzzle) qui abbiamo i caratteristici arnesi di Link e la sabbia che foraggia la clessidra fantasma, invece delle porte, in Zelda troviamo dei piani sterminati e labirintici che spesso metteranno persino a dura prova la nostra pazienza.

Autore: Luisa Grotti

Fai shopping con il Mario & Yoshi's friends -MAGAZINE-

Offerta valida solo per i nostri lettori: acquistando un titolo Wii da Multiplayer Shopping, riceverete in regalo un capolavoro sempreverde per GameCube!

Ampio assortimento: consulta il catalogo delle novità per Nintendo Wii!

Torna al Magazine - Torna alla Home

footer