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RECENSIONE DI: ACE ATTORNEY APOLLO JUSTICE

Sistema: Nintendo DS
Target: 12+
Genere: Avventura
Giocatori: 1

Wireless Single Card: No

Wi-Fi: No
Produttore: Deep Silver
Sviluppatore: FusionS.
Distributore: Koch Media
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in ottimo italiano.

 


Cambia il protagonista ma non cambiano le gaffe: anche Apollo, infatti, farà una lunga serie di figuracce di fronte al giudice...


E questo bel tipino chi sarà mai? Un divo del cinema? Uno sportvio? Un DJ? No: è il procuratore, ovvero il vostro "nemico" in aula.


Ebbene si: questa volta Phoenix siede nello scomodo posto riservato all'imputato! A voi il compito di scagionarlo!


Grazie ad accurate ricostruzioni 3D della scena del delitto, potrete capire facilmente come si sono verificati i fatti.

TRAMA: 8,5

+ Diversi colpi di scena.

- Alcuni inverosimili...

GRAFICA: 7,5

+ Caratterizzazione.

- Molto GBA

SONORO: 7,3

+ Musiche rilassanti.

- Effetti FX trascurati

GIOCABILITà: 8,2

+ Gridare "obiezione" non ha prezzo!

- Il DS continua ad essere poco sfruttato

LONGEVITà: 8,3

+ Quattro casi tosti...

- Peccato che non sia molto "rigiocabile".

GLOBALE: 8,0

In conclusione, 

Ace Attorney Apollo Justice, a parte qualche rinfrescata qua e là e nonostante sia il primo capitolo pensato appositamente per DS non innova quanto avremmo voluto. Pregi e difetti sono sempre quelli: da un lato abbiamo storie intriganti e affascinanti, dall'altro un'eccessiva rigidità della fase processuale. Da un lato abbiamo a che fare con delitti quasi perfetti e diabolici assassini, dall'altro con magie e personaggi troppo demenziali. Il DS continua a rimanere poco sfruttato, i quattro casi sono però all'altezza dei precedenti capitoli.

 

Iniziate a fare gargarismi e a scaldare la voce perché tra un po’ si entra in aula: è il vostro primo giorno da avvocato! Non dovete dare il minimo cenno di agitazione e dovrete invece far vibrare al meglio le vostre corde vocali d’acciaio!

 

Apollo Justice è il quarto capitolo della serie Ace Attorney, divenuta ormai famosa anche qui da noi in Occidente grazie alla trasposizione, ad opera di Nintendo Italia, dei primi due episodi. La serie è nata infatti diversi anni fa in Giappone dalle mani degli sviluppatori di Capcom ed è rimasta confinata nel territorio nipponico sino all’uscita del DS, che ha ospitato le conversioni dei tre titoli disponibili sino ad allora solo per GBA. Sul bivalve Nintendo hanno così visto la luce le conversioni di Phoenix Wright, Justice For All e Trias And Tribulation. I titoli hanno riscosso un buon successo di pubblico e critica, anche se non presentano sostanziali differenze rispetto alle versioni per GBA. Il gioco ha attirato l’attenzione dei videogiocatori per la sua particolare struttura da avventura poliziesca. Caratteristica saliente della serie, che la distingue da altri titoli del genere, è quella che, accanto alla delicata fase delle indagini, è affiancata l’attività processuale. Il nostro compito sarà quello di cercare tutto ciò che è rilevante sulla scena del crimine per poi presentarlo come prova in tribunale.

Chi ha giocato i primi due episodi si troverà a proprio agio anche con Apollo Justice, infatti sebbene questo sia il primo titolo della serie pensato e progettato specificamente per DS, non presenta radicali differenze con i suoi predecessori. Pregi e difetti sono rimasti tutti più o meno al loro posto, come anche molti dei personaggi che conosciamo bene: il giudice, il procuratore e Phoenix Wright, questa volta però in una veste del tutto nuova ed inaspettata: l’imputato!

 

Silenzio! Si entra in aula!

A fare le sue veci ora c’è invece Apollo Justice, un giovane avvocato alle prime armi appassionato di diritto e vestito di rosso. Toccherà a lui scagionare il grande Phoenix Wright da un’accusa infamante di omicidio a suon di “Obiezione!” e “Un attimo!”.

Caratteristica fondamentale della fase processuale è ancora una volta quella di scovare le incongruenze e le menzogne nella deposizione dei testimoni e farle presenti al giudice, gridando “Obiezione!” al momento giusto.

Una delle peculiarità poco apprezzate nei precedenti titoli è ancora presente in Apollo Justice: siamo sempre sicuri dell’innocenza del nostro assistito! Ok, Phoenix Wright non si macchierebbe mai di una simile onta ma negli altri episodi, gli sviluppatori avrebbero potuto giocare maggiormente sulla presunta colpevolezza del nostro liente e sul risvolto psicologico che da tutto ciò sarebbe scaturito.

 

"Pregi e difetti sono rimasti tutti più o meno al loro posto, come anche molti dei personaggi che conosciamo bene."

 

Alcuni testimoni sono più abili di altri, sanno nascondere la verità senza dare il minimo cenno di nervosismo, almeno è quello che sembra in apparenza. In realtà tutti i teste si tradiscono con gesti o parole e se per smascherare alcuni sarà sufficiente incalzarli in un contro-interrogatorio, con altri dovremo far uso del nostro bracciale dai poteri magici che fa le veci dei poteri psichici dei vecchi episodi.

Selezionando l’icona braccialetto si entra nella modalità “percepisci” in cui la testimonianza viene riprodotta a rallentatore permettendoci di individuare il minimo tic nervoso e scoprire cosa si cela dietro.

 

Ispettore Derrick o Ispettore Gadget?

Se la fase processuale è l’elemento che distingue Ace Attorney da tutta la schiera di titoli dello stesso genere, una parte corpulenta del gioco è comunque dedicata alle indagini. Affiancati dalla nostra assistente Tracy, una giovane aspirante maghetta, dobbiamo ispezionare e visitare i diversi “luoghi del delitto” per raccogliere le prove e le informazioni da portare poi in aula per difendere l’imputato smontando una testimonianza dopo l’altra.

 

"Caratteristica fondamentale della fase processuale è ancora una volta quella di scovare le incongruenze e le menzogne nella deposizione dei testimoni e farle presenti al giudice, gridando “Obiezione!” al momento giusto."

 

Il giorno prima del processo ci troveremo ad indagare sul caso per raccogliere le prove che ci faranno vincere. Le azioni fondamentali che possiamo eseguire sono:

ESAMINA: utilizzando la croce direzionale o il touch screen possiamo spostare il cursore e controllare la videata;

SPOSTATI: per raggiungere un punto, con lo svolgersi della storia potremo accedere a sempre più luoghi;

PARLA: per ascoltare le dichiarazioni dei vari testimoni o degli ignari (?) passanti. Gli argomenti selezionati vengono man mano spuntati;

MOSTRA: per presentare le prove raccolte e sollecitare le informazioni di un teste.

 

L’imputato è accusato di plagio!

Le differenze tra Ace Attorney Apollo Justice e i precedenti titoli della serie, come abbiamo già avuto modo di ribadire, sono minime. A parte infatti un sistema di controllo completamente adattato all’uso della stilo e del touch screen, che tra l’altro ci permetterà di esaminare con semplicità e in ogni dettaglio le varie prove raccolte (ora tridimensionali e ruotabili in lungo e in largo), tutto il resto del gioco sembra ricalcare le orme dei suoi predecessori.

Anche i difetti che inficiavano i vecchi Ace Attorney sono ancora presenti! Nella fase processuale capiterà infatti di intuire qualcosa prima del tempo ma noi non potremo farla presente al giudice fin quando il testimone non avrà fatto alcune deposizioni; insomma, tutto deve avvenire quando è stato prestabilito e noi non possiamo fare nulla per cambiare l’ordine e la tempistica degli eventi.

Un’altra tara ereditata dai titoli precedenti è la lentezza negli spostamenti: per raggiungere delle locazioni è necessario visitare prima altri ambienti, che fungono quindi da punti di accesso. Avremmo di gran lunga preferito una semplice mappa dove poter selezionare con il pennino la nostra destinazione. Una soluzione semplice ed efficace, già presente in milioni di altri titoli, chissà perché alla Capcom hanno invece preferito adottare il vecchio sistema…

Anche il comparto tecnico non presenta grandi stravolgimenti. I personaggi sono caratterizzati dal solito aspetto manga. Questi risultano particolarmente grotteschi quando enfatizzano a dismisura i loro stati d’animo, con una mimica facciale che strapperà, più di una volta, un sorriso dalle vostre labbra. Le animazioni anche se ben realizzate risultano però ridotte ai minimi termini. Insomma, se non fosse stato per l’inserimento di alcune scene animate di intermezzo, ci saremmo trovati di fronte alla solita versione per GBA.

 

Verdetto finale

In conclusione Ace Attorney Apollo Justice non apporta radicali modifiche alla serie, il cambio più evidente sta proprio nel protagonista: Phoenix Wright ha ormai abbandonato la sua carriera da difensore legale e lasciato il suo posto ad Apollo. Lo sbarco su DS ha inoltre portato ad un cambio radicale dei controlli che ora sono completamente adattati al touch screen, soluzione congeniale per questo genere di giochi.

Chi ha apprezzato i precedenti episodi, di sicuro si divertirà anche a risolvere i nuovi 4 casi che gli sviluppatori hanno inserito in Apollo Justice. Chi invece non ha mai giocato ad un Ace Attorney, potrebbe iniziare proprio con Apollo Justice, che seppur non sfruttando appieno la potenza del DS, offre un’esperienza di gioco divertente e appagante. Gli appassionati di avventure grafiche inoltre non si dovrebbero lasciar sfuggire il titolo, che per le sue particolari caratteristiche ormai è entrato nel cuore di molti fans e nel novero dei migliori esponenti del genere.

Autore: Guido Tangorra

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