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L'E TRE BARE

L' e tre bare: nessun errore di ortografia, ma un simpatico giochino di parole che riesce ad evidenziare in men che non si dica cosa ne pensiamo della kermesse losangelina.

Continua, infatti, la parabola discendente della più grande manifestazione videoludica dell'anno, tutto a favore delle vetrine secondarie europee e giapponesi che stanno ottenendo sempre più successo.

Anche quest'anno, infatti, il pubblico delle grandi occasioni ha chiesto alle tre regine dello spettacolo i classici giochi pirotecnici ed anche quest'anno da Microsoft, Nintendo e Sony è arrivato un silenzio tombale.

Nessuna sorpresa, nessun annuncio, nessuna rivelazione. Solo un viaggio di una mezza giornata per vedere titoli già pubblicati in Giappone.

Morto un E3 se ne fa un altro, qualcuno ha pensato. Morto l'E3, la Game Convention teutonica di fine Agosto è già pronta per sostituirlo. Tra le due fiere c'è sempre stata una grande rivalità e gli organizzatori europei non hanno mai nascosto le polemiche. Mentre alla mostra di Los Angeles andavano i miliardi e gli annunci più eclatanti, quella di Lipsia pareva un ritrovo tra adolescenti squattrinati: niente stand, effetti speciali e standiste da sogno.

 

Ora la situazione si è drasticamente ribaltata. Anche perché, al contrario di quanto è accaduto a Los Angeles, gli organizzatori

dell'evento europeo continuano ad a aprire le porte anche alla gente comune, favorendo così un indotto mostruoso.

Hotel pieni a fine Agosto? A Lipsia non si erano mai visti, ma ora tra giornalisti e semplici appassionati non si riesce più a trovare una stanza libera, e le prenotazioni iniziano ad arrivare da Maggio!

Ma come mai se l'E3 scende la Game Convention sale?

Coincidenza?

Noi crediamo di no.

Dal 2006, infatti, il mercato videoludico europeo sta crescendo senza un'apparente sosta. Il perché è presto detto: da un lato abbiamo il Wii e il DS che stanno introducendo utenti nuovi nelle maglie di questa intrigante passione, dall'altro abbiamo i Paesi dell'Est Europa in pieno sviluppo, pronti a diventare nuovi consumatori spendaccioni. Nel 2008 il grande sorpasso: sono stati venduti più videogiochi nella Vecchia Europa che negli USA! La Vecchia Europa, insomma, non è poi così "vecchia" se le piace così tanto videogiocare! E ora che le cifre parlano chiaro e ci hanno appena decretato mercato numero 1 per tutte le software

 

house, è chiaro che l'interesse di queste ultime si è focalizzato su di noi. Da qui, presumibilmente,  l'altalena qualitativa delle due grandi fiere: per un E3 calante una Game Convention crescente! Del resto le fiere sono solo delle vetrine. Nintendo lo sa bene: ne è un esempio il fatto che abbia sempre saltato l'appuntamento con il Tokyo Game Show perché consapevole di avere già in pugno la maggior parte del mercato nipponico.

La stessa cosa accade ora negli USA: quel mercato non affascina più i draghi del Sol Levante.

Le vendite scemano, la crisi frena gli acquisti e l'America non soddisfa più come un tempo.

Rivolgiamoci allora ad un mercato più nuovo, che ha iniziato a crescere solo negli ultimi anni!

Noi europei ne abbiamo solo da guadagnarci, perché avremo più titoli pensati appositamente per noi e relase list pianificate a nostro uso e consumo.

Almeno fino a quando anche Cina e India non inizieranno ad attrarre Nintendo, Sony e Microsoft... La bilancia, infatti, non pende sempre dalla stessa parte!

Buone vacanze a tutti, ci si rivede a Settembre!

 

Volete dire la vostra? carloscafe@libero.it ! Le mail più interessanti saranno pubblicate nel nostro mensile angolino della posta!

 

Carlo Terzano.

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