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SPECIALE: IN VISITA A NINTENDO ITALIA - SUPER SMASH BROS. BRAWL

 

Speciale: In visita a Nintendo Italia
Target: Provare l'atteso Super Smash Bros. Braw prima dell'arrivo nei negozi.

Sito ufficiale: Nintendo

 

 Il gigantesco schermo posto nel bel mezzo della sala riportava in loop il filmato iniziale del gioco.

 

 


I locali del Rolling Stone ora sono vuoti, ma presto orde di giornalisti lo riempiranno... Anzi, no: se n'erano già andati tutti, colpa del nostro colossale ritardo!

 


Bella veduta, eh? Sembra uno stand dell'E3, e invece siamo nel bel mezzo di Milano. Complimenti agli organizzatori di Nintendo Italia!

 


Se volete sfidarci sappiate che, ogni mercoledì sera alle 21 organizziamo il Mario & Yoshi's Tournament!

 

Che giornata! Che fatica! Che divertimento! Che gioco!

L'avrete capito dal nostro divertente e divertito articolo. Super Smash Bros. Brawl è un capolavoro e non sarebbe servito un altro pezzo che si perdesse in smisurate lodi al lavoro di Sakurai, quando la nostra recensione lo fa in quasi dieci pagine. C'è invece parso giusto sottolineare con quanta passione e cura lavorino gli organizzatori di Nintendo Italia, in grado di mettere in piedi eventi che non sfigurerebbero su palchi d'Oltreoceano.

Piccolo appunto del caporedattore: Lo Speciale In visita a Nintendo Italia – Super Smash Bros. Brawl risale allo scorso Giugno. Ci scusiamo per il ritardo con cui è stato pubblicato ma le anteprime dell’E3 e numeri particolarmente ricchi di recensioni ce l’hanno via via fatto posticipare.

Grazie.

 

L’ARIA ESTIVA INIZIAVA PIGRAMENTE AD ENTRARE DALLA FINESTRA… ASSONNATO PICHIETTAVO LE DITA SULLA TASTIERA IN ATTESA CHE ARRIVASSE L’ISPIRAZIONE PER BUTTARE Giù L’ENNESIMA ANTEPRIMA QUANDO, ALL’IMPROVVISO, LO SQUILLO DEL CELLULARE…

 

Cap 1- La lieta novella

 

“Ciao Niccolò, cosa ne dici di provare in anteprima Super Smash Bros. Brawl?”

Tutto nasce da qui. Il nostro amato (non si sa bene da chi) caporedattore Carlo lancia un’esca a cui ovviamente abbocco senza pensarci due volte.

L’idea di base non era male a dir la verità: andare a Milano per provare (l’ultima volta prima del lancio) il gioco più atteso del momento, circondato da gadget e standiste in un evento tutto Nintendoso.

Effettivamente al momento non ho pensato “Se è davvero così perché non ci va lui?!”, ma ho composto velocemente un team di tre persone con cui partire per la spedizione.

 

Cap 2 – L’esodo

Addestrati e temprati a sopportare ogni tipo di fatica, l’elite del Mario&Yoshi’s friends (figuriamoci  il resto quindi!), il “Gombas team” che recentemente ha anche invaso il forum, è partita dal campo base di Busto Arsizio giovedì nel primo pomeriggio, con quel ritardo di otto ore giuste sull’inizio dell’evento.

Arrivare al Rolling Stone, famosa discoteca della zona, non sembrava affatto difficile: armati di navigatore satellitare, infatti, oramai si può arrivare ovunque.

Quello che non era stato considerato era come però le mappe del Tom Tom non fossero state aggiornate agli ultimi cambiamenti del labirintico luogo: per capirci era rimasto circa all’età del bronzo. Pensate infatti che segnava persino il mare all’imbocco di Porta Genova!

Dopo un lungo esodo passato ad imboccare per ben tre volte la tangenziale in contromano, colpa di due ore di viaggio passate ad ascoltare canzoni house che anche Gigi D’Agostino si vergognerebbe di sentire, arriviamo finalmente nel quartiere giusto; il navigatore, dopo aver detto testualmente “Esci quando devi uscire” mentre eravamo in autostrada (indicazione scientifica a mio avviso), si prepara a calcolare nuovamente il percorso quand’ecco che, per fortuna o purtroppo, si suicida, bloccandosi per sempre.

I tentativi di rianimazione risultano inutili e il tasto reset, irraggiungibile poiché la fessura è microscopica, sembra essere una bella presa per i fondelli.

Abbandonati al nostro destino a pochi passi dall’evento, - la via era infatti quella corretta-, rimaniamo privi del miglior componente del Gombas team ( il navigatore per intenderci) e dopo aver parcheggiato la macchina decidiamo di chiedere indicazioni.

Il buonuomo prescelto, saputa la nostra meta, ci irride dalla sua esorbitante altezza di circa 1.40 cm, informandoci con fare saccente che siamo lontani di circa “6 fermate di bus e mezzo”… ignorando a quanto corrispondesse in metri tale distanza, saliamo nuovamente in macchina, decisi più che mai a raggiungere il luogo di culto.

 

Cap 3 – Il bello deve ancora venire

A questo punto il nostro autista, che stava facendo di tutto fuorché guidare, nel tentativo di rianimare il navigatore con il tappo di un super attack apparso selvatico si rovescia addosso gran parte del tubetto. Risultato? Volante, cellulare, Tom Tom e mani completamente fusi in un unico groviglio di filamenti appiccicosi.

Procedendo utilizzando i gomiti decidiamo che è l’ora di scendere e di cercare questo benedetto Rolling Stone a piedi; le signore a cui chiediamo sono gentilissime e in pochi minuti arriviamo alla meta che, purtroppo, sembra chiusa.

Cercando di capirne il motivo (il ritardo di quasi dieci ore potrebbe esserne la causa?), un energumeno si avvicina a noi e con aria compassionevole ci dice “Mi spiace ragazzi, ma è un evento privato” con tono beffardo e volto serissimo.

Una volta scoperto che eravamo dotati dell’invito stampa si tramuta subito in un agnellino e ci accompagna fino alle postazioni da gioco.

 

Cap 4 – Non ce lo meritavamo

Una volta dentro i vostri stanchissimi redattori hanno subito testato la Modalità Classica ( a parte uno a dir la verità, che dall’alto della sua conoscenza è rimasto impigliato tra i menù nonostante la disperata standista cercasse di fargli capire cosa premere) finendola con un paio di personaggi.

L’evento si teneva in una grossa sala, con schermi da tutte le parti e la classica musica lirica del gioco, Audi Famam Illius, pompata a massimo volume; dopo aver terminato una prima volta il gioco decidiamo di utilizzare il nostro free-drink e di mangiare qualcosa conversando con un simpatico barista che vedendoci stravolti ci da il suo numero di cellulare così da poterlo avvisare quando arriviamo a casa.

Che abbia tentato di rimorchiarci? Nel dubbio tentiamo di scovare qualche intrigante presenza femminile.

Un’ultima occhiata alle standiste…ehm…al gioco e osserviamo il contenuto del pacchetto stampa: un cd con innumerevoli info, una mini-guida per diventare “giocatori professionisti”  e un bellissimo orologio da parete griffato Brawl.

Considerando che ormai il tempo che ci separa dall’uscita è ai minimi storici e che per i più affamati la recensione del gioco è già online, è inutile che mi soffermi a descrivere l’ultima fatica di Sakurai, rischiando di cadere nel vortice dello spoiler (ma allora cosa ti ci ho mandato a fare?! NdrCarlo).

Da appassionato della serie posso assicurarvi che non rimarrete delusi; avevo letto diverse critiche sul sistema di controllo via Wiimote e Nunchaku ma onestamente, per quanto sicuramente i controlli tradizionali saranno preferiti dai puristi, non vedo nulla di cui lamentarsi.

Per il resto tutto è al suo posto: i personaggi, gli scenari, le armi, le musiche, i gadget, le standiste (ehr…) e l’online gaming vi aspettano tra pochi giorni nei negozi.

 

Cap 5 – L’orologio se l’è acchiappato Niccolò…

Bene, ora che ho raccontato veramente com’è andata ( a Carlo ho detto che ho passato tutto il pomeriggio a provare il gioco e a fare interviste) (tanto Carlo non legge i tuoi articoli prima di pubblicarli, vero? NdCarlo) potete facilmente capire come i prossimi articoli che recensirò saranno simulatori di cucito (non sono così buono! NdCarlo).

Vi aspettiamo quindi sul nostro forum, per organizzare sfide con gli altri lettori e con la redazione!

Autore: Niccolò Ballerio

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