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RECENSIONE DI: FIRE EMBLEM RADIANT DAWN

Sistema: Nintendo Wii
Target: 12+
Genere: Strategico
Giocatori: 1

Wireless Single Card: /

Wi-Fi:
Produttore: Nintendo
Sviluppatore: Intelligent S
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo e doppiaggio in ottimo italiano.

 


Come nel prequel su GameCube, anche in Radiant Dawn la storia è narrata tramite bellissimi filmati in CG.

 

 


Le mappe si suddividono in quadratini che indicano le zone percorribili dalla vostra truppa e da quella nemica.

 


La grafica è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al prequel per GameCube, ma gli effetti speciali sono migliorati.

 


Sebbene il motore tecnico non sia straordinario, il cell shading caratterizza degnamente i numerosi personaggi.

 


Come in ogni Fire Emblem, qualora un vostro personaggio cada in battaglia, non ci sarà modo di riportarlo in vita. Dunque state attenti.

TRAMA: 8,0

+ Interessante...

- ...Ma sa di deja-vu

GRAFICA: 7,2

+ Qualche effetto speciale meritevole...

- Animazioni, queste sconosciute...

SONORO: 8,5

+ Ottimo il doppiaggio in italiano!

- Effetti FX datati.

GIOCABILITà: 8,2

+ Completezza inarrivabile.

- Poche novità rispetto al prequel.

LONGEVITà: 8,0

+ Circa 40 capitoli.

- Il multiplayer resta assente.

GLOBALE: 8,0

In conclusione, 

Fire Emblem Radiant Dawn è davvero un buon esponente della categoria "rpg-strategici".

Una storia interessante vi porterà alla scoperta di un universo sconvolto da mille guerre. Una meccanica di gioco coinvolgente vi indurrà a dover completare il gioco prima di ogni altra cosa.

Purtroppo la realizzazione tecnica è, ancora una volta, il tallone d'Achille della produzione di Intelligent System, tuttavia basta l'ottimo doppiaggio in italiano (una vera rarità nei titoli Nintendo) per farci tornare sereni...

La Brigata della Luce illumina il Wii

 

Chi/cosa è la Brigata della Luce poc’anzi citata? Prima di svelare il mistero, facciamo un ripasso della trama che lega Radiant Dawn con Path of Radiance uscito su GameCube qualche anno fa.

Dopo aver assistito alla sconfitta del regno di Daein contro il regno nemico di Begnion, che ne ha assunto il pieno controllo, il popolo di Ozna ha trovato invece la pace. Daein, tuttavia, non ha lo stesso destino di Ozna, oppresso com’è dall’impero Begnion che ne ha assunto la piena autorità e sovente violenta, verso i cittadini di Daein. Ed è partendo da questo fondamentale concetto che verremo a conoscenza della Brigata della Luce, un gruppo di ribelli che credono ancora in un futuro radioso, ribellandosi ai soldato di Begnion utilizzando tutte le loro forze. In linea di massima è questo lo spunto narrativo di Radiant Dawn, che nelle sua 30 ore circa di gioco si dipanerà in altrettanti interessanti sviluppi narrativi e con tanti colpi di scena. E questo comparto è da sempre stato uno dei più brillanti punti di forza di Fire Emblem, grazie ai suoi lunghi dialoghi mai banali e a dei bellissimi filmati che, introdotti in Path of Radiance, fanno da cornice ad avventure sempre appassionanti. Tra l’altro, Radiant Dawn è stato omaggiato di un ottimo doppiaggio interamente in italiano, una sorpresa senz’altro graditissima per tutti gli aficionados della saga.

 

UN GRADITO RITORNO

Come anticipato nell’introduzione, Fire Emblem: Radiant Dawn giunge su Wii poco più di due anni da Path of Radiance per GameCube. Rispetto al titolo in questione, il gameplay non si è modificato di una virgola, nonostante qualche piccolo accorgimento. Anche Radiant Dawn insomma conserva intonso tutte le caratteristiche che da sempre stanno alla base della saga Fire Emblem, una saga strategica per eccezione che dal 1990, allorchè apparve sullo storico NES, ammalia tutti gli appassionati del genere. Da allora tanti episodi si sono alternati, uno più bello dell’altro. Ma ora concentriamoci sul nuovo pargolo di Intelligent System, che si dimostra ancora una volta un campionissimo nel suo genere. E finalmente anche il Wii stesso viene omaggiato da un GdR strategico classicheggiante che più classico non si può… questo è senz’altro un pregio, anche perché fin’ora titoli del genere sulla rivoluzionaria console Nintendo non se ne sono ancora visti.

 

LA GIUSTA STRATEGIA

Come tradizione comanda, il compito del giocatore sarà quello di guidare la Brigata della Luce (che poi nel corso del gioco sarà arricchita sempre di più da personaggi, anche più o meno noti) in circa quaranta missioni nel tentativo uscirne vincitori. Ogni missione ha un obiettivo ben preciso che dev’essere portato a termine per essere risolto, ma ad ogni modo sarà essenziale battagliare sul campo a mo’ di scacchiera, come ogni buon strategico insegna e che vedranno tutti i battaglieri doversi muovere su una mappa suddivisa a sua volta in griglia. Una conformazione insomma prettamente strategica, che fa la gioia degli appassionati ma che certamente impedisce di cambiare idea ai detrattori del genere in questione.

Anche in Radiant Dawn sarà essenziale accrescere l’esperienza dei nostri uomini, non solo ovviamente con i classici punti esperienza, ma anche con l’assegnazione loro di armi e abilità sempre più consoni al livello di difficoltà previsto. Naturalmente, esistono diverse categorie di battaglieri (che si possono modificare con l’accrescersi dei livelli) e soprattutto ogni personaggio è specializzato nell’utilizzo di certe armi o abilità piuttosto che altre. E’ lampante che chi utilizza una Spada dev’essere più propenso nel combattimento corpo a corpo, mentre colui che maneggia armi a distanza come Arco o Giavellotto, e magari è di per sé deboluccio, conviene farlo attaccare a distanza (cosa che il gioco ti consente).

Oltre quindi a questo lato strategico, come sempre essenziale, Fire Emblem si è sempre distinta dalla massa per un paio di particolarità che da sempre l’hanno distinto dalla massa. Il primo elemento sta nel fatto che, gli scontri arma contro arma con gli avversari, sono regolati da una sorta di “morra cinese” che è sempre consigliabile seguire alla perfezione se si vuole uscire vincitori da ogni qualsivoglia battaglia. Chi da sempre vive di pane e Fire Emblem saprà perfettamente di cosa sto parlando, ma chi conosce poco la saga Nintendo ignorerà, con ogni probabilità, di cosa sto parlando. Siamo qui apposta, per cui sarà presto spiegato l’arcano. Il sistema in questione è esattamente uguale alla classica Morra Cinese che da bambini siamo sempre stati abituati a giocare con gli amici, quella sistemino della “carta, forbice e sasso”, dove forbice è forte sulla carta, la quale è forte sul sasso il quale vince sulla forbice. Concettualmente parlando, la stessa medesima cosa la troviamo anche in Fire Emblem. Sostanzialmente sono molte le tipologie di armi presenti in Radiant Down, ma tutte sono regolate da questo semplice schema: le spade prevalgono sulle asce ma sono deboli con le lance le quali, a loro volta, sono deboli nei confronti dell’ascia. Questa implementazione ovviamente andrà ad inficiare sulla potenza dei colpi: è abbastanza lampante che se il nostro nemico maneggia un’ascia, è altamente consigliabile affrontarlo con un alleato che possiede una spada. I risultati saranno garantiti oltremodo.

 

AIUTA L’ALLEATO

Come in ogni GdR che si rispetti, a maggior ragione strategico come nel caso di Fire Emblem, vi sono personaggi forti, caparbi e quasi imbattibili che si contrappongono ad alleati decisamente più deboli. Nel caso di Radiant Dawn, sono rappresentati sostanzialmente da arcieri, maghi e ladri. Questa premessa è doverosa, dal momento che in ogni Fire Emblem a caso, se un membro della nostra squadra muore, sarà perso per sempre. Infatti Fire Emblem non contempla oggetti curativi che resuscitino l’alleato che è spirato in battaglia, anche se, ovviamente, sarà possibile curarli qualora fossero feriti. Per cui, se notate che un vostro membro è ferito, indietreggiatelo o curatelo in qualche modo; perché se muore, o ricominciate il livello dall’inizio oppure dovrete proseguire senza il suo apporto. Da questo concetto infatti parte poi una serie di possibilità, tutte importanti, volte proprio a proteggere determinati alleati, come quello di subire il colpo al suo posto, di caricarselo sulle spalle evitando così di essere colpito, o di scambiarsi armi e oggetti. La cooperazione in Fire Emblem è un elemento imprescindibile, al quale ovviamente Radiant Dawn non si discosta minimamente.

 

BUONE NUOVE SOTTO IL SOLE?

Più che una recensione di Radiant Dawn, questo articolo sembra più una sorta di retrovisione di tutto ciò che è stato Fire Emblem. Ma la colpa non è del redattore che è incapace, la colpa è di Intelligent System (sempre a dare le proprie colpe agli altri!ndrCarlo) che non ha aggiunto praticamente nulla di nuovo al gameplay. O meglio, ciò che è stato introdotto è spendibile in qualche riga, non di più. Mi riferisco in particolar modo alla possibilità di salvare il gioco anche all’interno delle missioni e in certi frangenti (cosa assai gradita, vista la lunghezza di certi livelli) e all’opportunità di “trasferire” tramite Memory Card le statistiche di quei personaggi che avevano fatto la comparsa nel prequel per GC e che ricompaiono anche in Radiant Dawn (e non sono neanche pochi, tutto sommato).

 

"Più che una recensione di Radiant Dawn, questo articolo sembra più una sorta di retrovisione di tutto ciò che è stato Fire Emblem."

 

Fin’ora ci siamo concetrati giustamente sul gameplay vero e proprio tralasciando il sistema di controllo. Tale scelta in realtà è voluta, giacchè non vi sono particolarità da segnalare. Il Wiimote nel caso di Radiant Dawn va posto orizzontalmente, ma si gioca in maniera assolutamente classica, tant’è che, volendo, sono compatibili sia il Joypad del GameCube che il Classic Controller del Wii, anche se il Wiimote stesso si dimostra più che affidabile.

Tecnicamente parlando, si notano dei miglioramenti rispetto a Path of Radiance: globalmente il livello di dettaglio è sensibilmente cresciuto, specialmente nei bellissimi filmati in FMV e nella fase 3D che mostra lo scontro durante la battaglia. La piena compatibilità poi con i 16:9 dell’HD poi funziona bene ed è un ulteriore passo avanti. Nonostante questo, siamo ancora ben lontani dagli standard promessi dal Wii, specie per quanto riguarda le animazioni, pressochè pari a zero. Un buon lavoro insomma, ma ancora una volta si poteva fare di più.

Giù il cappello invece per ciò che concerne il comparto sonoro: escludendo qualche effetto sonoro scarno infatti, le musiche di sottofondo che accompagnano l’avventura sono semplicemente splendidide, ben articolare e in perfetta sintonia con le atmosfere medievali del gioco. Da applausi poi il doppiaggio dei filmati, interamente in italiano.

Ciò che lascia ancora una volta l’amaro in bocca è l’assenza totale di una modalità multiplayer, sia locale che online, esattamente come su GC.

In conclusione, Fire Emblem: Radiant Dawn si è confermato ancora una volta come un grandissimo e complesso GdR strategico, tutto sommato bello da vedere ma soprattutto bello da ascoltare, praticamente essenziale per ogni appassionato del genere e, ovviamente, evitabile come la peste per tutti gli altri. Ci aspettavamo forse qualche novità in più e soprattutto una degna modalità multiplayer, ma anche così non ci lamentiamo più del dovuto. I GdR insomma arrivano finalmente su Wii, che sia finalmente la volta di un’ alba radiosa per il genere anche sulla bianca console Nintendo?

Autore: Alessio Dossena

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