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RECENSIONE DI: EA PLAYGROUND

Sistema: DS
Target: 3+
Genere: Sportivo
Giocatori: 1/4

Wireless Single Card:

Wi-Fi: No
Produttore: EA
Sviluppatore: EA Canada
Distributore: EA
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in ottimo italiano.


Lo stile di EA Playground, nonostante non tiri al massimo le potenzialità del DS, è comunque accattivante.


Le gare con le automobiline telecomandate hanno sempre il loro perché!


Da veri bulli potremo anche divertirci sputando sulla testa dei compagni di classe palline insalivate! Da piccoli si usa la cerbottana, da grandi si prende parte alle corse clandestine di Need for Speed!

 


Anche il gioco dello skate è davvero simpatico.

TRAMA: /

+ /

- /

GRAFICA: 6,6

+ Funzionale e pulita.

- Nulla di elaborato.

SONORO: 7,0

+ Musichette simpatiche.

- Povero di effetti FX.

GIOCABILITà: 6,8

+ Tante sfide...

-  ...Pensate per un pubblico di giovanissimi.

LONGEVITà: 6,7

+ Divertente in 4...

- ...Ma senza gamesharing.

GLOBALE: 6,8

In conclusione, 

EA Playground è un prodotto di buon livello mirato ad accontentare però solo i giocatori più giovani che muovono i primi passi nel mondo dei videogiochi.

Regalatelo al vostro cuginetto per Natale!

“Questa scuola è un manicomio!”

 

L’obiettivo di Nintendo è quello di far giocare tutti.

E fin qui direi che l’abbiano capito anche i muri poiché attraverso il DS prima e il Wii poi anche vostra madre e il vostro fratellino hanno potuto mettere le mani su di un apparecchio elettronico.

“Tutti sono videogiocatori” è il messaggio di Iwata e il colosso americano dei videogame per eccellenza, Electronic Arts, prende la palla al balzo e si mette a sviluppare un gioco dedicato ai più piccoli.

Se siete giocatori a cui inizia a crescere la barba sul mento o se semplicemente siete alla ricerca di una sfida davvero tosta, voltate recensione, a meno che non stiate pensando a un regalo natalizio per il cuginetto più piccolo e meno smaliziato.

Questa premessa è doverosa per far capire al lettore che nel nuovo prodotto sviluppato da EA Canada tutto, ma proprio tutto, è pensato per essere fruito dai bambini, come facilmente intuibile dal design dei personaggi, anche rappresentati sulla confezione.

Bene, ora che abbiamo fatto la cartella si parte per il primo giorno di scuola!

 

L’intervallo è bello perché dura poco?

Oggi al termine della lezione di educazione fisica ho tardato qualche minuto a raggiungere la mia classe per fare ancora qualche passaggio a calcio finendo per farmi richiamare dalla professoressa che stava facendo l’appello qualche metro più in là. Chi non ha mai sentito una frase del genere? E’ successo più o meno a tutti, da giovani.

Questo per farvi capire che se in Italia la scuola è ancora un posto dove le regole esistono e sono rispettate, in America, dove il gioco è ambientato, le 5 ore di lezioni sono una lunga pacchia dove è possibile spendere il proprio tempo giocando a pallacanestro e saltarello, o per lo meno questo è quanto si evince dal clima goliardico del titolo EA.

Il nostro primo giorno nella nuova scuola non è male: inizialmente si esplora l’hub iniziale, quello concernente l’istituto, poi dopo qualche gioco di gruppo possiamo finalmente esplorare nuove zone come lo stadio e la casa sull’albero ( guai a non averne una in ogni scuola…).

La mappa esplorabile è abbastanza ristretta e all’interno di essa troverete marmocchi che in stile “capo palestra” di pokèmon vi sfideranno in uno sport o presunto tale ritenendo di essere i migliori e di non poter essere battuti da nessuno.

 

LAUREATO IN DIVERTIMENTOLOGIA!

Una volta messi in riga con una sonora lezione si scuseranno per la loro arroganza e ci doneranno dei preziosi sticker, quella che sembra essere la valuta locale che ci permetterà di sbloccare nuove locazioni. Gli spostamenti sulla mappa sono gestiti in maniera molto simile ad Animal Crossing, cioè basta semplicemente toccare un punto sullo schermo perché il nostro personaggio si diriga in quella direzione. Da registrare un fastidioso, seppur ininfluente, bug che incastrerà il nostro alter-ego per qualche secondo sul fondale nel caso si comandi una direzione parallela ad esso.

Come avrete potuto intuire questo non è un gioco d’esplorazione, anche perché a destra della recensione c’è scritto “Minigiochi” sotto la voce genere, ergo qualcos’altro da fare ci deve pur essere.

Come accennato poco sopra, per guadagnare popolarità nella scuola bisogna battere gli altri ragazzacci nella loro disciplina. Ne esistono nove, elenchiamole:

 

-Calcio: quello che molti di voi proveranno come primo minigioco è sicuramente quello di stampo calcistico. Qui non siamo in Fifa, infatti dovremo solo calciare la palla nella giusta direzione spiazzando il portiere, in una via di mezzo tra i rigori e il classico “passaggi e tiri in porta”.

 

-Palla bollata: sotto questo strano nome si nasconde l’immortale palla prigioniera. La meccanica, per quanto privata dei “carceri”, funziona bene con il giocatore intento sia a muovere il personaggio sia a colpire il team avversario.

 

-Corse RC: le gare tra macchinine telecomandate ha un fascino innegabile, qui riprodotto con un gameplay puramente arcade e power-up che vanno dal razzo al missile, passando per la pizza (no, non avete letto male!).

 

-Cerbottana: come dei veri bulli dovrete dimostrare di avere uno futuro come cecchino posizionandovi su di un’altura e colpendo gli altri bambocci con la vostra fida cerbottana. Il sistema è gestito dal microfono, in maniera egregia, in cui dovrete soffiare al momento giusto. Divertentissimo!

 

-Saltarello: il vostro avversario comporrà una sequenza numerica che riprodurrà dei suoni, a voi il compito di emularlo con il giusto ritmo. Il gioco più semplice di tutti.

 

-Trampolino: buttatevi giù da un’altura anche voi, cercando di prendere dei palloncini volanti e possibilmente evitando gli uccelli, che decideranno di emigrarvi sotto il naso proprio mentre salterete così da rallentarvi.

 

-Caccia all’insetto: Alla ricerca delle farfalle in un campo dove alcune api hanno deciso di fare il nido. Lo scopo è sempre quello di prendere più farfalle dell’avversario.

 

-Skate e schizza: sul Ts compaiono dei numeri che voi dovrete collegare in ordine, in stile “Settimana Enigmistica”, così da permettere al vostro alter-ego, mostrato sullo schermo superiore, di compiere acrobazie sullo skateboard degne di Tony Hawk.

 

I minigiochi sono tutti gestiti in maniera semplice e intuitiva dallo schermo tattile il qualche registrerà senza incertezze le vostre azioni.

Il punto debole di queste prove è la difficoltà: per quanto ne esistano di 3 tipi, nessuna di esse rappresenta un problema per il giocatore navigato, che vincerà a mani basse anche le ultime sfide.

Da ciò ne deriva una possibile tendenza ad abbandonare il gioco prima di averlo concluso, tentazione dovuta al basso tasso di sfida e all’insoddisfazione che ne può derivare.

 Come detto in apertura EA Playground si lascia giocare tranquillamente da tutti, fratellini e genitori, ed essi certamente apprezzeranno la facilità con cui si può raggiungere il 100%.

Il comparto tecnico è buono, con una grafica pulita e priva di difetti anche nei minigame, dove comunque la mole di dati da gestire non mai troppo alta.

Il punto più alto è certamente toccato dal comparto sonoro, soprattutto per le musiche vivaci e simpatiche che non stonano  con l’ambientazione “festiva” ( per quanto lo possa essere una scuola!).

Tassello importante sul fronte della longevità è certamente il multyplayer: purtroppo anche se la sfida risulta essere più divertente e appagante tra amici, non è supportato il game-sharing, chicca che avrebbe potuto far conoscere il gioco anche ai non-giocatori, magari inviando loro una versione dimostrativa o portandoli subito sui campi da basket.

Il concept di base, per quanto classico, funziona grazie a minigiochi divertenti seppur privi di sfida. Dove EA ha deluso, almeno parzialmente, è nella realizzazione di alcuni aspetti (come l’intelligenza artificiale e la difficoltà media) che tendono a minare un gameplay comunque buono e appetibile per quei bambini che vogliono divertirsi in maniera spensierata, senza doversi impegnare troppo, il giorno di Natale.

 

Autore: Niccolò Ballerio

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