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RECENSIONE DI: JAM SESSIONS

Sistema: DS
Target: 3+
Genere: Musicale
Giocatori: 1

Wireless Single Card:

Wi-Fi: No
Produttore: Ubisoft
Sviluppatore: Ubisoft
Distributore: Ubisoft
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in ottimo italiano.


Lo stile di Jam Sessions, per grafica e colori, talvolta è davvero accattivante.


Gli sfondi e le animazioni possono essere personalizzati...


...In modo da dare ad ogni vostra creazione l'accompagnamento adatto.

 


Se non fosse stato un prodotto così di nicchia, Jam Sessions avrebbe avuto le carte per sfondare.

TRAMA: /

+ /

- /

GRAFICA: 6,6

+ Possibilità di personalizzare sfondi e animazioni.

- Nulla di elaborato.

SONORO: 7,5

+ Molti brani da eseguire e creare.

- Accordi in Midi.

GIOCABILITà: 7,0

+ Una buona chitarra...

-  ...Da imparare ad usare come se fosse vera.

LONGEVITà: 6,2

+ Piacerà ai chitarristi.

- E solo a loro.

GLOBALE: 6,8

In conclusione, 

Jam Sessions non è un gioco per tutti i palati e la votazione finale tiene conto di questo. L'ultima fatica Ubisoft è invece indirizzata sia a tutti quei musicisti in erba che hanno tanti sogni negli occhi, sia a coloro che suonano da anni e cercano un buon software con cui mettersi alla prova.

Hai sempre sognato di eseguire riff complicatissimi ma non hai mai avuto tempo per prendere lezioni di chitarra? Questo Jam SessionS potrebbe rivelarsi un valido sostituto…

 

Il Nintendo DS ha dimostrato di essere una console molto versatile, capace di ospitare, grazie al suo particolare sistema di controllo, giochi di ogni tipo, alcuni dei quali difficilmente trasportabili su altre console mantenendo al contempo inalterato lo stesso feeling e divertimento. Chi crede che questo Jam Session possa essere un clone di Guitar Hero od un gioco sulla falsariga di Elite Beat Agent, si sbaglia di grosso, ci troviamo invece di fronte a qualcosa di completamente differente. La versatilità del piccolo bivalve Nintendo, ha permesso agli sviluppatori Ubisoft, di trasformare la console in una vera e propria chitarra virtuale, così che Jam Session si presenta più come un programma, un software, per imparare a suonare e creare musica che un videogioco vero e proprio. Se dobbiamo proprio fare un paragone, il gioco che più si avvicina ad esso è Electroplamkton, gioco che accompagnò il lancio della console ma che forse i più hanno già dimenticato.

 

Crisi di identità: un software per tutti o per nessuno?

Questo Jam Sessions ribadisce la sua natura di software musicale anche nella presentazione e nella presenza di menù molto simili a quelli che troviamo in tanti programmi per PC. La grafica all'inizio scarna e senza particolarità, può essere personalizzata cambiando sfondo ed effetti di pennata. Nulla di eccezionale, solo un tocco che dona più colore e brio ai nostri allenamenti.

Jam Session si prefigge di essere un valido strumento sia per neofiti che per esperti musicisti. I primi possono far pratica ed imparare i fondamenti mediante un utile modalità tutorial, gli altri invece possono subito cimentarsi nell'esecuzione di brani famosi o nella creazione di loro musiche, che è possibile registrare e riversare su altri supporti.

Anche se lo scopo dell'ultima fatica Ubisoft è alquanto nobile, possiamo dire che alla lunga può deludere sia gli uni che gli altri. I principianti devono infatti faticare non poco per ottenere dei risultati apprezzabili mentre chi sa già suonare la chitarra troverà alcune caratteristiche poco veritiere e limitate.

Lo stesso sistema di controllo ad esempio, ponendosi in una via di mezzo, non permette di suonare le singole note ma solo accordi. E' infatti possibile assegnare al d-pad un totale di sedici accordi differenti che si suonano pizzicando con la stilo, la corda presente sul touch screen. E’possibile modificare l’intensità del suono dell'accordo in base al verso di pennata: dall'alto verso il basso o dal basso verso l'alto. Il suono emesso risulta rispettivamente più deciso o tenue. Non staccando la stilo dallo schermo, inoltre le note continuano a vibrare permettendo di ottenere un suono senza interruzioni nel cambio di accordo.

 

Ma quando si inizia a far baldoria?

Nella modalità Tutorial ci vengono insegnati i controlli fondamentali mentre in quella Preparazione iniziamo a metterli subito in pratica suonando un intera canzone. In questa modalità sono attivi diversi aiuti come l'assistente posizionale, che segna la posizione dell'accordo sul d-pad e l'assistente delle pennate che indica quante volte e per quanto tempo deve essere suonato un accordo prima di passare al successivo e il verso della pennata. Una volta che ci sentiamo sicuri delle nozioni apprese possiamo passare alla modalità Canzoni e divertirci con pezzi ormai celebri. Qui gli aiuti della modalità preparazione non sono presenti a meno che non li attiviamo noi navigando nel menù delle opzioni. E' anche possibile inserire un metronomo che ci aiuta a tenere il tempo della canzone.

La natura di “non gioco” di Jam Sessions si nota anche in questi frangenti. Infatti nonostante la presenza di aiuti, il computer non ci segnalerà eventuali errori e non è tanto meno presente un sistema di punteggio, ma sta solo al nostro giudizio personale e alla finezza del nostro udito capire dove e come abbiamo sbagliato e se possiamo migliorarci in qualche frangente. Le canzoni disponibili sono parecchie, sono presenti per lo più pezzi internazionali ma gli sviluppatori hanno avuto la bella idea di inserire per ogni Paese in cui il gioco è localizzato, alcuni dei suoi brani celebri. Durante l’esecuzione nessuna base ci accompagna di sottofondo, siamo solo noi e la nostra chitarra. Non è subito chiaro come eseguire un brano, soprattutto se già non lo si conosce. Per fortuna per i primi dieci brani è possibile ascoltare una versione demo che si rivela molto utile per capirne il ritmo. Peccato che questa sia appunto presente solo per i primi brani, mentre per i restanti dovremmo arrangiarci noi. Le stonature e le storpiature di sicuro non mancheranno, i timpani alla lunga chiederanno pietà.

I veri rockettari apprezzeranno la possibilità di inserire diversi effetti speciali alle loro esecuzioni. Possono essere attivati al massimo due effetti alla volta, selezionabili però da una più vasta gamma. Sono presenti la distorsione, il taglio delle frequenze alte o basse, il ritardo e altri ancora. Tutti gli effetti sono facilmente regolabili attraverso delle manopole e vengono attivati semplicemente premendo il tasto R.

Sebbene la schermata iniziale possa sembrare scarna ed essenziale, il gioco è altamente personalizzabile attraverso un vasto menù di opzioni. Oltre a quanto già scritto segnaliamo la possibilità di cambiare a proprio piacimento la posizione degli accordi sul d-pad, di impostare la tonalità (Jam Sessions da infatti la possibilità di accompagnare le musiche cantando) e di regolare l'uscita audio.

 

Note finali, suoniamole!

E' difficile dare un voto a Jam Sessions come gioco, perchè in fin dei conti non si tratta di un gioco vero e proprio ma di un software musicale. Chi crede che Jam Sassions possa fare le veci di Guitar Hero su Nintendo DS si sbaglia di grosso. Jam Sessions invece è un software rivolto a chi ha sempre sognato di suonare le proprie canzoni preferite ma non ha mai avuto tempo di prendere lezioni di chitarra, in questa prospettiva infatti il gioco svolge egregiamente il suo compito. Bisogna comunque essere disposti a perdere diverso tempo e a mettersi d'impegno e dedizione per iniziare ad osservare i primi risultati. Il computer infatti non ci aiuta più di tanto, si limita a farci vedere lo spartito mentre non segnala i nostri errori. I più forse si scoraggeranno, non riuscendo ad ottenere un risultato decente sin da subito ed abbandoneranno il gioco prematuramente. Chi sa già suonare la chitarra può invece trovare in questo Jam Sessions un valido sostituto virtuale. Non è sempre possibile portarsi insieme la propria chitarra e l'ispirazione potrebbe venire proprio allora! Jam Sassions grazie alla possibilità di poter salvare le proprie creazioni (la nostra voce non verrà però registrata) può venire in soccorso dei rockettari più creativi. Rimaniamo comunque dell'idea che chi possiede una chitarra alla fine preferirà, quando possibile, utilizzare quest'ultima al posto di un gioco che seppur tecnico a sufficienza presenta diverse semplificazioni e lacune. Riteniamo che la più grande pecca di questo titolo sia quella di non riuscire a creare, fin da subito, l’illusione di essere dei grandi virtuosi della chitarra, come avviene invece ad esempio in Guitar Hero. Per ottenere dei buoni risultati in Jam Sessions si devono invece sudare le fatidiche sette camicie e questo lo rende meno appetibile al grande pubblico e lo indirizza invece ad un mercato di nicchia composto quasi esclusivamente da musicisti appassionati o apprendisti.

 

Autore: Guido Tangorra

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