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SPECIALE: UN ANNO DI WII

 

Speciale: Un anno di Wii
Target: Ripercorrere i dodici mesi che hanno riportato in vetta Nintendo grazie al rivoluzionario sistema di controllo.

 

 


Lo storico momento in cui Satoru Iwata ha presentato il Nintendo Wii (allora Revolution, allora nero) al mondo intero. Correva l'anno 2005.

 

 


Iwata e Miyamoto sono coloro che hanno spinto perché alla Nintendo EAD si cercasse un nuovo pad dal sapore rivoluzionario.

 


Il giorno del lancio, in Giappone, le code non furono poi particolarmente sorprendenti. Chissà se questa simpatica vecchina l'ha preso per sé o per il nipotino...

 


Pubblicità del genere, in fondo, non servono a molto: il Wii è già la console più venduta del pianeta!

 

 


I Mii sono la rivoluzione nella rivoluzione! Per ora non abbiamo ancora visto nulla, ma presto le loro esili figure diverranno sempre più presenti nei nuovi giochi e Canali.

 


Super Mario teneva compagnia ai newyorkesi in fila per comprare la sua ultima avventura, quella che c'è piaciuta di più!

 


Anche i Lego amano il Wii...

 

 


Che dire poi dello Zelda Version fatto da questo fan?

 

Dodici mesi in cui il Wii si è mosso timidamente, collezionando però un successo incredibile.

Siamo appena agli inizi della rivoluzione, ma già abbiamo potuto avere un assaggio di quello che arriverà nel prossimo futuro, grazie a giochi come Super Mario Galaxy, Wii Fit, Wii Play, Wii Sports, Metroid Prime 3, Endless Ocean e Resident Evil Umbrella Chronicles.

Insomma, l'anno della vera rivoluzione sarà il 2008...

Il prossimo 7 Dicembre, la versione europea del  Wii compirà esattamente un anno e il Meyf ha colto tale occasione per fare il punto della situazione. Promesse tutte mantenute o ci sono ancora margini di miglioramento? E soprattutto, quali sono le impressioni sul primo anno di Wii  della vostra redazza preferita? Scopritelo in questo speciale…

 

Addì 7 Dicembre 2006: il corriere redazionale fa giungere in redazione un fiammante Wii con la maggior parte dei titoli che l’hanno accompagnato in occasione del lancio europeo. Un’emozione ha cominciato ad espandersi in ogni redattore del Meyf, perché finalmente avevamo tra le mani la console dei nostri sogni, quella che volevamo maneggiare, rigirare ed osservare, quella sulla quale abbiamo perso chissà quanti litri di saliva ad ogni foto vista su internet o su riviste. Insomma, è inutile nascondersi dietro un dito, ma ogni appassionato Nintendo che si rispetti non poteva che attendere l’arrivo di questa console con un’attesa spasmodica. Non solo perché era la nuova console della grande N (motivo di per sé già sufficiente per mettere da parte i soldi necessari all’acquisto), ma perché prometteva di stravolgere le regole canoniche del videogioco casalingo grazie ad alcune interessanti peculiarità. Intraprendendo pedissequamente la stessa strada del DS, Nintendo ha deciso di puntare anche sul Wii, implementandogli alcune idee che hai tempi si rivelarono decisamente rivoluzionari, ma che ancora oggi si confermano azzeccate. Già, perché se, dopo un anno di gioco, un utente si mette a guardare il Wiimote e a pensare “ma può veramente tutto questo?”, significa che allora Nintendo ci ha visto giusto, per l’ennesima volta. Con Wii, in poche parole, Nintendo ha dato il via alla primissima forma di intrattenimento virtuale, ma nel vero senso del termine. Non più “interazione” con le immagini trasmesse sullo schermo, ma vera e propria “integrazione” del videogiocatore con lo schermo. In pratica il fruitore, Wiimote alla mano, partecipa in maniera molto più attiva che in passato decidendo il movimento di personaggi o cose sullo schermo senza premere nessun tasto. Il sensore di movimento allocato nel Wiimote (ma anche nella sua espansione Nunchuk) ha permesso di provare un tipo di divertimento tale che nessuno prima di Wii si sarebbe mai aspettato. Divertimento “nuovo” e genuino per gli appassionati nudi e crudi, divertimento essenziale per i neofiti. Potete chiamarlo come volete, ma sempre di divertimento si tratta. E quando si ha a che fare un videogioco, è certamente l’unico elemento che non deve assolutamente mancare.

Grazie a questo tipo di sistema di controllo, uno sviluppatore qualsiasi può scegliere diverse strade, ma tutte assolutamente valide e in effetti fino adesso è stato così. Chi possiede un Wii, ha la fortuna di poter scegliere tra un vasto assortimento di tanti genere e soprattutto di tante esperienze differenti. Da questo punto di vista, la lista dei giochi che avevano seguito il Wii nel suo debutto europeo, conferma in parte questo concetto. Non possiamo iniziare senza citare Wii Sports, il titolo che la grande N ha saggiamente deciso di includere nelle 260 euro necessarie per acquistare la console. Probabilmente, non c’era gioco migliore per far capire fin da subito con che console si aveva a che fare. Wii Sports come saprete benissimo contiene cinque differenti discipline (Tennis, Golf, Baseball, Bowling e Boxe) tutte quante volte a sfruttare in maniera larga ed efficace Wiimote e Nunchuk. Wii Sports fu insomma considerato come il vero e proprio pass par tout sulle immense potenzialità del Wii. E non è un caso se il software in questione sia ancora apprezzatissimo (e pubblicizzato) ancora a un anno di distanza, nonostante come gioco in sé non abbia nulla di tremendamente spettacolare da essere apprezzato ad un anno di distanza dalla sua release. Ma l’importanza “storica” che questo gioco ha avuto, ne fa una colonna portante di Wii e comunque, parliamoci chiaro, sfidare qualche amico a tennis Wiimote alla mano è comunque molto divertente…

Wii Sports lo si può catalogare insomma in quella schiera di giochi perfetti sia per chi non fa dei videogiochi la sua passione principale, sia per chi invece, al contrario, sì (esattamente come Wii Play o Rayman Raving Rabbids, due raccolte di minigiochi di semplice concezione che abbiamo citato sempre per rimanere in tema giochi di lancio).

Nintendo in occasione della concezione di Wii, ha pensato in particolar modo appunto a quei possibili utenti magari interessati ad entrare nel meraviglioso mondo videoludico, ma con scarse capacità in questo senso. Da un lato però, era ben conscia che il Wii era atteso anche e soprattutto dai suoi più assidui fan. Certo, accontentare tutti quanti in questi casi non è mai semplice, eppure quando al lancio di una console puoi portarti a casa un capolavoro come Zelda: Twilight Princess, bisogna mettere da parte qualsiasi altra congettura, inchinarsi e levarsi il cappello dinanzi ad una software house che sforna capolavori con una frequenza allucinante. La nuova incarnazione di Link è in poche parole IL gioco, una vera e propria killer application che ogni fortunato adepto di Wii aveva la possibilità di assaporare fin da subito. Tecnicamente parlando, la provenienza dal GameCube la si nota, eppure non si può non resistere nell’ammettere la totale ed ennesima affermazione di una saga che, ancora una volta, ha offerto un capolavoro come pochi altri, con in più il particolare sistema di controllo che ovviamente rappresentava un ulteriore valore aggiunto ad un titolo che è divenuto leggenda appena le commesse carine dei vari negozi l’hanno posato negli scaffali di vendita… Il vero erede di Ocarina of Time, in una Hyrule sempre più bella e tenebrosa al tempo stesso. Converrete che molto raramente nella storia videoludica si sia visto un gioco di tale portata al day one di una console.

Per chi ama le avventure però, non può vivere di solo Zelda: Red Steel e Super Monkey Ball: Banana Blitz rappresentano due ottimi completamenti del sacrosanto Zelda. Il primo era un FPS abbastanza classicheggiante, nel quale si alternavano alcune (per la verità, anonime) fasi di combattimento con la katana, dove il videogiocatore doveva sostituirsi al protagonista fendendo il Wiimote. Complessivamente un buon gioco, minato da un aspetto tecnico non certo da Wii e da qualche fase dell’avventura un po’ lenta. Comunque, come gioco di lancio, appassionò molti early adopter di Wii. Banana Blitz invece era il sequel della storica serie targata SEGA. L’episodio per Wii non ha fatto altro che confermare le ottime prestazioni viste su GC, al di là ovviamente del sistema del controllo sensibilmente differente dai prequel. Infatti, il giocatore non controllava direttamente la pallina, ma soltanto il piano sulla quale essa si vedeva costretta a rotolare, semplicemente muovendo il Wiimote nella direzione desiderata. Molto gradita anche l’introduzione dei classici boss di fine livello.

Accanto a questi giochi di qualità, vi si sono affiancate alcune delusioni. Call of Duty 3 è probabilmente il capobanda, dal momento che la controparte per Wii si è mostrata inferiore persino a quella per PS2, sia per un aspetto grafico poco curato ma soprattutto per un gameplay ai limiti dell’ingestibile. Anche da Need for Speed: Carbon ci si aspettava qualcosa di più: il gioco prevedeva cinque diverse impostazioni di controllo, eppure nessuno di questi funzionava al meglio. Graficamente poi non era nulla di eccezionale e soprattutto la versione per Wii era in inglese, nonostante le altre non lo fossero. Senza contare alcuni giochi da “perché esistono?” come GT Pro Series, dotato di una velocità pari a quella di una corsa di lumache rallentate dal fango e soprattutto di una grafica che probabilmente avrebbe ricevuto consensi solo su N64, ma neanche poi troppi.

Se dobbiamo assegnare un giudizio globale a questa prima ondata di giochi, possiamo comunque capire che sviluppare su Wii non è facile come si potesse pensare, soprattutto quando si parla di sfruttamento del suo hardware. Nunchuk e Wiimote sono stati sfruttati in maniera eccellente da certi titoli, eppure quei stessi titoli non hanno proposto comparti grafici superiori rispetto a quello che si vedeva su GameCube e, anzi, in certi casi si è visto anche di peggio. Pare abbastanza chiaro che il campo per il quale le software house avrebbero dovuto premere sull’acceleratore, era senz’altro quello tecnico. L’hardware del Wii è, anche dati alla mano, superiore rispetto a quello del già citato GC, eppure ci abbiamo messo un bel po’ di tempo per vedere i primi frutti… Ma andiamo con ordine e soprattutto con calma. Terminata la sbornia infatti del lancio, arriva il 2007 e l’anno solare attualmente in corso si apre con un party game (ancora?), coincidente con il debutto del mitico Wario sulla nuova console Nintendo. Stiamo naturalmente parlando di Wario Ware: Smooth Moves. Il nuovo capitolo della stramba saga Nintendo, arriva su Wii con tutto il suo carrozzone di follia pura e con un comparto grafico coloratissimo. Senza dubbio, il punto forte del gioco è rappresentato dai tantissimo e folli minigames che richiedevano una risoluzione alquanto folle. Wiimote alla mano (o “Bacchetta multiforme” com’è chiamato il controller all’interno del gioco), dovevamo reggerlo in maniere o modi più assurdi. Diciamo che da un punto di vista del gameplay vero e proprio, Wario Ware stupirebbe ancora oggi: è spassoso, divertente, alquanto frenetico e bizzarro in ogni suo recondito aspetto. Ma decisamente troppo breve per un divertimento duraturo, tanto che molti giocatori l’hanno abbandonato molto presto. Peccato veramente, perché ad oggi Smooth Moves è uno dei titoli più spassosi disponibili su Wii.

Arriva Febbraio, l’inverno continua imperterrito la sua marcia inarrestabile verso la Primavera e il Wii viene omaggiato con un altro ottimo gioco, ovvero Excite Truck, quello che viene considerato come l’erede spirituale di Excite Bike, solo che questa volta alcuni improbabili camion da strada hanno preso il posto delle biciclette da cross. Excite Truck è un gioco sostanzialmente arcade, dove la velocità e le acrobazie sono due elementi cardine della struttura di gioco. Il titolo di Monster Game infatti puntava tutto sulla velocità dei fuoristrada e sulla necessità di raggiungere un determinato punteggio derivanti da acrobazie e voli d’angelo, nelle incontaminate ambientazioni che fanno da sfondo al gioco. Anzi, tale struttura è talmente importante in Excite Truck che arrivare primi non è essenziale o meglio, non necessario. Con il Wiimote alla mano tenuto orizzontalmente a mo’ di volante, al giocatore è chiesto di effettuare più acrobazie possibili tra quelle previste. Ogni abilità dona un certo numero di stelle, che vanno da 1 a 5 in base alla spettacolarità dell’azione. La cosa fondamentale da sapere è che vincere una gara, significa concluderla con un certo numero di stellina al fine di sbloccare quelle successive. Tuttavia, arrivare comunque più in alto possibile anche nella classifica d’arrivo è importante, perché in base al piazzamento ci verranno assegnate delle stelle bonus, che vanno dalle 10 del 1° posto al nessun bonus del 6° e ultimo posto.

Parlando più specificatamente della qualità globale, il giudizio che si ha riguardo Excite Truck è sicuramente positivo: anzitutto perché il Wiimote è sfruttato in maniera ampia e precisa, tant’è che effettuare acrobazie con il controller del Wii è veramente appagante. Il gioco poi offre una sensazione di velocità più che soddisfacente, così come un buon numero di opzioni e gare. Il Wii comincia ad intervenire anche con il suo hardware, dato che il comparto grafico offre alcuni scorci di primissimo livello, una sensazione di velocità accettabile alcuni effetti speciali di primo livello (l’effetto blur su tutti). Certo il livello dettaglio globale non è dei migliori e le ambientazioni sono poche, ma anche da questo punto di vista non ci si può lamentare più di tanto. Excite Truck è per certi versi un titolo abbastanza atipico, ma comunque un gioco dalla qualità assicurata, a tratti anche straripante. E sempre a proposito di qualità e atipicità, Marzo è il mese del debutto di Sonic su Wii. Il celebre porcospino blu infatti arriva con Sonic e gli anelli segreti, un titolo molto differente dai suoi predecessori, ma non di meno interessante, anzi. Molti lo considerano come il miglior episodio di Sonic di questi ultimi anni e forse non a torto. Il titolo in questione vede come protagonista ovviamente Sonic, il quale deve questa volta affrontare una miriade di avventure nientemeno che direttamente nei racconti fatati ne Le mille e una notte. Non solo alcuni mostri stanno rovinando le incantate bellezze che fanno da cornice alle narrazioni, ma il cattivone di turno ha catturato anche alcuni storici amici di Sonic, rubando loro le rispettive identità. Knukles ad esempio è Knukles, ma nel gioco non se ne rende conto… spetta ancora una volta a Sonic porre fine a questa tortura e riportare la pace in quel della fiaba. Il gameplay era davvero particolare: il giocatore controllava Sonic, ma del porcospino soltanto la sua velocità e la direzione, dato che Sonic in tutto il titolo si muove autonomamente. Wiimote orizzontalmente alla mano, al giocatore è richiesto di direzionare in pratica Sonic, quasi come se si trattasse di un gioco di guida. Naturalmente Sonic può saltare, fare acrobazie, abbattere nemici, il tutto da attivare con dei ben precisi movimenti del Wiimote. Il gioco è in questione si era rivelato come un’avventura molto particolare, ma a conti fatti adrenalinica ed appassionante. Controllare Sonic con il Wiimote è soddisfacente, sebbene non sempre questo sistema di controllo si sia mostrato preciso al 100%. Un esperimento che rimarrà forse unico nel suo genere, ma se molti fan del celebre personaggio SEGA considerano Sonic e gli anelli segreti come uno dei migliori episodi della saga di questi ultimi anni, forse c’è realmente da credergli. Dopo tante delusioni Sonic ritorna alle origini in un certo senso, tradizione che si mescola con le novità del Wii in un prodotto di assoluto spessore. Sempre a Marzo, debutta su Wii anche la spettacolarità dello snowboard con SSX Blur, l’apprezzata saga di Electronic Arts. Il carico di tavole e neve arriva sulla console Nintendo con tutta l’adrenalina dei precedenti episodi, con in dote un sistema di controllo davvero ottimo che dona alla serie nuova linfa. Forse un po’ troppo complicato per i neofiti del genere e tecnicamente non eccezionale, ma gli amanti di questo sport e possessori di Wii possono trovare in SSX Blur pane per i loro affamati denti.

Da qui in poi, inizia un periodo di transizione per il Wii (anche piuttosto lungo), composto principalmente da tante conversioni (tra le quali solo poche di qualità) e curiosi esperimenti, sebbene non sempre particolarmente riusciti. Se fino a Marzo dunque il Wii ha proposto una media qualitativamente di giochi, da Aprile in poi il Wii vive un periodo non particolarmente florido. Tra i migliori, citiamo Eledees, ovvero una curiosa avventura con protagonisti alcuni esserini colorati che hanno il compito di ristabilire l’energia in tutta la casa, Kororimpa, dal gameplay molto simile a Monkey Ball ma decisamente più facile e corto e Super Swing Golf Pangya!, un’interessante simulazione golfistica corredata da un’atmosfera colorata e spensierata. Tutti titoli abbastanza particolari, ma nessuno di questi riuscì a distinguersi dalla massa.

Tra le conversioni di cui vi abbiamo parlato poco fa, tra la massa di mediocrità spiccano senz’altro Il Padrino, ottima conversione del gioco uscito qualche tempo prima su PS2  e ottimamente riadattato su Wii e Blazing Angel: Squadron of WWI, un buonissimo simulatore aereo ambientato nei tristi meandri del Secondo Conflitto Mondiale.

Questi mesi di relativa calma piatta sono tuttavia movimentati da un gioco che per ciò che concerne il Wii possiede un’importanza storica non di poco conto, stiamo parlando di Mario Strikers Charged Football. Non solo il titolo in questione era il seguito del divertentissimo Mario Smash Football apparso su GC, ma sanciva l’ingresso del Wii nel online gaming, già sperimentato con successo su DS. E sto citando la console bivalve non a caso, ma per un motivo ben preciso. Infatti, la funzionalità online del Wii funziona esattamente come per il DS. C’è sempre la gestione del Codice-Amico, è gratuita e ci si connette sempre tramite modem router (nel caso di Wii bisogna collegarlo con la console tramite il cavo LAN venduto separatamente) o con la chiavetta USB prodotta da Nintendo. Giocare online con il Wii è insomma semplice e dai costi bassissimi esattamente come per il DS. Mario Strikers Football è, come detto poco fa, il primo titolo che sfrutta la Wi Fi Connection del Wii. Il gioco in sé propone in buona sostanza gli stessi ingredienti visti nel suo predecessore, ovvero un calcetto molto arcade e scanzonato con tutto il mondo della grande N a darsele di santa ragione. Di certo, l’episodio per Wii offre nuovi spunti al gameplay derivanti ovviamente dell’utilizzo del Wiimote, come la possibilità di sbatacchiare a terra un avversario oppure di parare i Supertiri nei panni del portiere, semplicemente muovendo il controller nella direzione corretta. Mario Strikers Charged se vogliamo condivide anche più o meno gli stessi difetti di Smash Football, ovvero un comparto tecnico non eccezionale e una pochezza di opzioni per ciò che concerne la modalità in singolo. Ma, tanto nel prequel per GC e quanto più in Mario Strikers Charged Football su Wii, le sfide multiplayer rappresentano il fulcro di questa saga. Naturalmente su GameCube si limitava solo la locale, con la possibilità di sfidare fino a tre amici, ma ovviamente su Wii c’è l’opportunità di sfidare perfetti sconosciuti in giro per l’Europa (al di là ovviamente del comunque sempre presente Multiplayer locale). Comunque, globalmente, è uno di quei classici titoli che giocato da soli perde almeno il 70% del suo potenziale. Se avete la possibilità di sfidare amici online, Mario Strikers Football è in parole povere uno dei migliori giochi per Wii. Altrimenti, è un buon gioco arcade come tanti.

E’ comunque sempre un periodo di transizione per il Wii e difatti dopo Mario Football bisogna attendere un altro mesetto prima di vedere un ottimo prodotto sulla console. Stiamo parlando ovviamente di Resident Evil 4 Wii Edition, ovvero lo sbarco su Wii di un classico recente. Il capolavoro Capcom per la verità, non è che lasci a bocca aperta, ma non tanto perché il gioco non sia di qualità (anzi, lo ribadisco, RE4 è un gioco magnificente sotto tutti i punti di vista), ma perché questa conversione lascia spazio a delle novità quasi nulle, limitandosi a proporre le varie modalità bonus apparse nelle versioni GC, PS2 e PC. Per il resto, il gioco è rimasto tale e quale alle precedenti versioni (anche tecnicamente parlando). Di contro, il sistema di controllo è stato ovviamente rinnovato per adattarsi alle peculiarità dell’accoppiata Nunchuk-Wiimote e la bella notizia è che tutto funziona perfettamente. Per quella che è la natura di RE4, sembra quasi un gioco realmente concepito studiando il sistema di controllo del Wii anche se come sappiamo bene, non lo è. E infatti, il gameplay di RE4 è talmente bello e “nuovo” che anche su Wii viene voglia di rigiocarselo dall’inizio alla fine, manco si trattasse di un prodotto inedito, ed è proprio per questo che comunque alla Wii Edition sono fioccate valutazioni alte in ogni dove (Meyf incluso, ovvero un portale che, tradizionalmente, regala ben poco in termini di voti). Da segnalare anche Harry Potter e l’ordine della Fenice, una buona trasposizione videoludica del celebre film e disponibile per tutte le console. Ovviamente la versione per Wii si era distinta dalle altre per il particolare sistema di controllo, che ne hanno fatto forse la versione migliore tra quello disponibili sul mercato.

I mesi estivi sono tradizionalmente avari di giochi e a maggior ragione su Wii, una console che sta decisamente sonnecchiando da troppo tempo ormai. Questo dormiveglia è in qualche modo interrotto dall’arrivo settembrino di Super Paper Mario, ad oggi uno dei titoli più atipici presenti nel panorama videoludico, perlomeno ciò che concerne Nintendo. Come anche il titolo del gioco può forse lasciare intendere, la fatica di Intelligent System può essere etichettato come un mix tra un classico Super Mario Bros e un episodio qualsiasi della saga Paper Mario. La sensazione è che in realtà l’ago della bilancia pendi più verso Mario Bros, anche perché gli elementi “GdRistici” tipici di Paper Mario sono stati per lo più eliminati, escludendo forse la progressione dei livelli. Certo, proprio come in Paper Mario è possibile sfruttare alcuni poteri particolari, come la possibilità di far diventare sottile Mario per raggiungere luoghi dalla fessura molto piccola, ma escludendo questi due elementi c’è ben poco altro di Paper Mario. Data la presenza massiccia del 2D, delle situazioni proposte e dei mondi coloratissimi e pixellosi, la sensazione di giocare ad un Mario Bros. “camuffato” e pompato è sempre presente. E, sia chiaro, non è certo un difetto, tutt’altro. Apprezzatissima anche la possibilità di cambiare la prospettiva di gioco dal 2D al 3D nelle situazioni che lo richiedono, come ad esempio per scoprire strade altrimenti invisibili, così come nemici o meccanismi particolari. Nel corso dell’avventura poi potremo alternare il controllo di tre storici personaggi, ovvero Mario stesso, Peach e Browser. L’aspetto più interessante è che ciascun personaggio possiede certe peculiarità esclusive rispetto agli altri: Mario, come abbiamo già detto prima, può per esempio cambiare la prospettiva, Peach può utilizzare il suo ombrello per raggiungere punti lontani e Bowser può usufruire del suo micidiale soffio di fuoco per abbattere i nemici più ostici.

Super Paper Mario insomma è un piccolo gioiello. Divertente, folle sotto certi aspetti e ricco di finezze che davvero vi terranno incollati davanti al teleschermo. Magari non sarà un manuale del game design, eppure il gioco in questione ha tantissima classe da vendere.

Da Super Paper Mario in poi inizia quella che verrà sicuramente ricordata come la fase migliore del Wii, quella che ha regalato titoli di una risonanza enorme, su tutti Metroid Prime 3: Corruption e Super Mario Galaxy, dei quali ovviamente non vi parleremo in questa sede, dato che le due chilometriche recensioni presenti nello scorso numero e anche le discussioni aperte nel nostro forum, sono più che sufficienti. Di possibile interesse lo sono anche Endless Ocean (una rilassante avventura negli sperduti oceani) e Rayman Raving Rabbids 2 (altra raccolta di minigames sulla falsariga del primo). Da qui alla fine dell’anno usciranno anche altri titoli di sicuro interesse come Resident Evil: Umbrella Chronicles e Link’s Crossbow Trainer (aspettatevi le due review nel numero di Dicembre) che condivideranno il Wii Zapper, ovvero quel controller plasticoso a forma di pistola che ospiterà sia Nunchuk che Wiimote, per un’esperienza sicuramente eccellente per ciò che concerne uno sparatutto. Ma ve ne parleremo molto presto.

Insomma, se dobbiamo tracciare un giudizio globale, bisogna ammettere che su Wii in questo primo anno abbiamo giocato tanto e ci siamo divertiti. Certo, i giochi mediocri sono stati tanti, qualche delusione di troppo ma parliamoci chiaro, se una console in un anno ti propone tre giochi come Zelda: Twilight Princess, Metroid Prime 3 e Mario Galaxy, ovvero tre dei migliori videogiochi di sempre, il giudizio non può non essere per forza positivo. E comunque, di giochi qualitativamente elevati ce ne sono stati abbastanza, per cui va bene così. Poi vogliamo anche dire che grazie alla Virtual Console, possiamo riassaporare tantissimi capolavori del passato e che grazie alla retrocompatibilità possiamo godere di tutte le perle apparse su GameCube? Diciamolo pure, perché alla fine questa è la verità e non è certo compito nostro celarla! Il nostro consiglio spassionato è quindi quello di acquistare la console se ancora non ce l’avete e se invece avete questa fortuna, complimenti, possedete una console magnifica sotto tanti punti di vista. E poi, il prossimo anno avremo la certezza di alcuni possibili pezzi da novanta come Mario Kart, Wii Fit, Super Smash Bros. Brawl, Zack & Wiki e Tales of Shymphonia 2. Se non è goduria questa… Ad ogni modo, buon Natale a tutti i nostri lettori e divertitevi con il vostro Wii!

Autore: Alessio Dossena

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