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RECENSIONE DI: LINK'S CROSSBOW TRAINING

Sistema: Wii
Target: 12+
Genere: Sparattutto
Giocatori: 1/4

Wireless Single Card: /

Wi-Fi: No
Produttore: Nintendo
Sviluppatore: Nintendo
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in buon italiano. Il gioco viene venduto esclusivamente in bundle con il Wii Zapper.

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Il Wii Zapper funziona molto bene, ma la domanda resta quella: ce ne era davvero bisogno?

 


Le ambientazioni più belle di Link's Crossbow Training tornano prepotentemente alla ribalta, ma graficamente il gioco è vecchio...

 


Camminare e sparare, col Wii Zapper, non è affatto difficile. Per la verità non lo era neppure prima...

 

 

 


Lo stage più poetico vi permette di giocherellare con questi palloni ricolmi di polvere pirica che esploderanno nel cielo notturno rilasciando splendidi fuochi artificiali.

 

 

 


Qualcuno chiami la protezione animali! I Goron saranno anche esseri di roccia, ma essere colpiti in quel posto non è mai piacevole...

 

 

TRAMA: /

+ /

- /

GRAFICA: 7,7

+ Tratta da Twilight Princess...

- ...Ma oramai datata.

SONORO: 8,0

+ I brani della serie...

- ...Senza novità.

GIOCABILITà: 7,5

+ Il gioco funziona...

-  ...Ma è povero di modalità.

LONGEVITà: 6,5

+ Un buon biglietto da visita.

- Ma si finisce in fretta.

GLOBALE: 7,4

In conclusione, 

Link's Crossbow Training assolve il suo compito egregiamente, ma non fa nulla in più di quanto non ci si aspettasse. Pubblicizza in maniera onesta e simpatica il Wii Zapper senza mai assumere le forme di un gioco in grado di vivere autonomamente.

Ci si chiede se per una commercialata del genere fosse proprio necessario scomodare il sacro e altisonante nome di Zelda.

La casa reale di Hyrule rimane indignata...

E PENSARE CHE C’ERA CHI ACCUSAVA NINTENDO DI NON SAPER FARE AFFARI…

 

Durante i tempi bui del Nintendo 64, molte scelte discutibili della Casa di Kyoto spinsero i più a dubitare del fiuto per gli affari dei suoi addetti al marketing. Oggi la situazione si è radicalmente capovolta e l’azienda di Iwata guadagna milioni per qualunque cosa che porti impresso il marchio dei Pokémon o il rubicondo volto dell’idraulico in salopette.

Ma fino ad ora solo un marchio si era salvato da questo nuovo fenomeno commerciale che punta a stupire, tra un Pokémon Stadium ed un Mario Party, la cosiddetta fascia dei “non giocatori”: Zelda.

Quando si parla di The Legend of Zelda, infatti, interi gruppi di hardcore gamers sarebbero pronti ad immolarsi pur di non vedere quel nome profanato. Quando si parla di The Legend of Zelda, non si parla di un comune videogioco, ma di un “credo” collettivo che unisce milioni di persone in tutto il mondo.

Ma con il Wii tutti i punti fermi della politica di Nintendo erano destinati a cambiare, e così anche Link, suo malgrado, si è trovato coinvolto in quella che potremmo definire una commercialata bella e buona, almeno in apparenza…

 

IL MONDO DELLE OMBRE E POI…

In realtà, la saga di Zelda non è così aulica e intonsa come i più pensano. Basta infatti fare un salto all’indietro nel tempo per riportare alla luce trascorsi non propriamente edificanti, come il The Legend of Zelda per Game & Watch o, peggio ancora, la mini serie edita su CD-I di Philips.

Insomma, il popolo di Hyrule, negli anni, non se l’è dovuta vedere solo con le continue minacce di Ganon, ma anche con programmatori senza scrupoli che hanno tentato di spendere il nome della serie nel modo più proficuo possibile.

Di tutti gli spin off, Link’s Crossbow Training è comunque il più riuscito. Non che ci voglia molto, considerati i precedenti su Game & Watch e CD-I, ma è sufficiente superare quella spessa coltre di diffidenza che ci spinge a mal vedere qualsiasi novità che riguardi la saga, per accorgersi che, in fondo, il gioco funziona.

 

…HYRULE TORNA A SPLENDERE?

Funziona e diverte pure! Ma cosa è esattamente Link’s Crossbow Training? In breve è un biglietto da visita. Un elegante e lussuoso biglietto da visita che ha come scopo, appunto, quello di introdurre al meglio l’ultima pensata di Nintendo, il Wii Zapper.

Proprio nel nostro Speciale: Guida ai regali di Natale, vi abbiamo parlato del Wii Gun di BigBen, la pistola che permette di godere al meglio delle meccaniche dei titoli come Resident Evil The Umbrella Chronicles e Ghost Squad. Ebbene, sappiate che il Wii Zapper è pressappoco la stessa periferica, solo che ha una forma diversa. Conosciamo infatti bene la politica anti violenza di Nintendo, quindi è normale che questa “mitraglietta” non abbia volutamente alcuna somiglianza con pistole e fucili di sorta. Anche perché all’occorrenza può trasformarsi in qualsiasi bocca da fuoco, dalla balestra di Link’s Crossbow Training al fucile a pompa di Resident Evil The Umbrella Chronicles, fino ad arrivare ai bazooka che impugneremo in Ghost Squad. Basta usare la fantasia!

A differenziare il Wii Zapper dalla Wii Gun, però, non è solo una questione di forma e dimensione, ma anche diverse scelte tecniche e di struttura della periferica. Il Wii Zapper è solo un guscio in cui infilare il Telecomando e, all’occorrenza, il Nunchuck. Punto. Un vestito, un ornamento bizzarro. Chiamatelo come volete, ma si limita ad aggiungere solo della plastica all’essenza del gioco. Certo, migliora l’impugnazione, per certi versi aiuta persino ad immedesimarsi ulteriormente nell’avventura, ma plastica è e plastica rimane. La Wii Gun di BigBen, invece, è una periferica vera e propria, che al suo interno contiene due porte e i relativi circuiti per connettere Telecomando e Nunchuck. Insomma, su questo fronte è BigBen a stravincere, anche perché la forma della Wii Gun, più piccola, maneggevole e realistica, si rivela anche più accattivante.

Nonostante questo, anche il Wii Zapper, seppur giocattoloso e plasticoso, funziona, e pure bene! Adatto, come il Wii Gun, ad una ristretta cerchia di giochi (quasi unicamente ai titoli che prevedono di supportarlo, perché tutti gli FPS usciti fino ad ora sarebbero in giocabili) si rivela un ottimo e simpatico prodotto che mira ad ottenere un coinvolgimento maggiore, nel giocatore, mentre spara contro lo schermo. Non aiuta a migliorare la mira, ma senz’altro migliora la postura, che diviene meno stancante, e l’impugnazione, dal momento che offre superfici d’appoggio più ampie e confortevoli. Non vibra e non emette suoni, ma influisce comunque sull’immedesimazione.

 

SE ESCI DA SOLO, NON ADRAI LONTANO…

In quel di Nintendo dovevano aver capito che, da solo, il Wii Zapper non avrebbe mai combinato nulla. Del resto, come abbiamo detto poco sopra, è un guscio di plastica neppure troppo ben fatto che deve già scontrarsi con avversari ben più accattivanti e agguerriti (vedi il Wii Gun di BigBen). Ecco allora che i vertici hanno deciso di farlo accompagnare da un nome che riuscisse ad attirare l’attenzione. Stranamente non hanno scomodato Mario, che ormai è talmente abituato a commercialate del genere da essere inflazionato, e così la scelta è ricaduta sulla mascotte numero due, quel biondo e taciturno elfo in verde che perderebbe la propria vita pur di difendere la sua causa.

Link’s Crossbow Training viene così modellato attorno alla bizzarra figura del Wii Zapper, ergo non aspettatevi la solita ed appassionante avventura con qualche tinta di gioco di ruolo, perché questa volta occorrerà impugnare una balestra è sparare a tutto ciò che si muove.

Le modalità di gioco sono tre e in tutte e tre dovrete collezionare record su record per agguantare le agognate medaglie d’oro. Nella prima dovrete vedervela con degli inermi bersagli, posizionati lungo le locations storiche della saga; nella seconda dovrete invece esplorare delle arene e far fuori tutti i nemici che si pareranno al vostro cospetto, mentre nell’ultima non potrete muovervi e dovrete difendere la vostra postazione dagli assalti dei mostri. Qua e là qualche bonus conferirà ora più punti, ora il potere di sparare ancora più velocemente.

Sullo sfondo si alterneranno gli scorci più poetici che ci hanno ospitato lo scorso Natale: dal villaggio Calbarico al fiume degli Zora, passando per il Ponte sul lago Hylia, al cortile del Castello di Hyrule.

 

DURO E PURO.

Come abbiamo detto più volte, Link’s Crossbow Training nasce proprio ad uso e consumo del Wii Zapper, e se il Wii Zapper altro non è che un pezzo di plastica, il software allegato (Link’s Crossbow Training), non un gioco che agli sviluppatori sia costato troppa fatica.

L’intero motore tecnico è stato prelevato di peso da The Legend of Zelda Twilight Princess. Tutti gli stage, così come le musiche e i modelli poligonali sono stati arraffati dall’ultima avventura di Link per GameCube, senza che un po’ di maquillage tentasse di mascherare il gap tecnico che divide questo gioco dalle ultime produzioni per Wii. Intendiamoci, The Legend of Zelda Twilight Princess ha ancora oggi il suo fascino, ma dopo aver visto Metroid Prime 3 Corruption e Super Mario Galaxy è chiaro che quelle texture stinte e quei modelli poligonali tanto risicati inizino a far aggrottare le sopracciglia. Del resto è un gioco della passata generazione di console…

Nonostante non ci sia piaciuta l’idea di svendere in questo modo il nome di Zelda, occorre comunque affermare che il gioco diverte. Purtroppo, però, dura poco, davvero troppo poco, e dopo che avrete collezionato tutte le medaglie d’oro (impresa che richiede non più di qualche ora d’allenamento), di sicuro rivolgerete altrove le vostre attenzioni. E questo non fa altro che confermare la nostra prima impressione: si tratta di una commercialata a basso costo che mira però a ingenti profitti…

 

COMPRARE O NON COMPRARE?

Concludendo, Link’s Crossbow Training da un lato riesce ad essere visto come un buon spin off, ma dall’altro si palesa come un giochino non in grado di intrattenere come invece avrebbe dovuto.

Se fosse stato un tantino più longevo, se avesse presentato qualche modalità secondaria in più, forse sarebbe persino riuscito a superare, in attrattiva, titoli del calibro di Wii Sports e Wii Play. Invece tutto finisce proprio sul più bello, e non c’è neppure un bel deathmatch a due giocatori in grado di giustificare l’acquisto di un secondo Zapper, che tra l’altro non verrà neppure venduto separatamente…

 

 

Autore: Carlo Terzano

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