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RECENSIONE DI: RESIDENT EVIL THE UMBRELLA CHRONICLES

Sistema: Wii
Target: 3+
Genere: Sparattutto
Giocatori: 1/2

Wireless Single Card: /

Wi-Fi:
Produttore: Capcom
Sviluppatore: Capcom
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in ottimo italiano.


Nonostante sia più frenetico rispetto agli altri episodi della serie, in The Umbrella Chronicles non mancano gli attimi di tensione.

 


Eccolo là, uno dei nemici che proprio non avremmo voluto vedere di nuovo! Il temibile Nemesi ritorna dal terzo capitolo per farci la pellaccia...

 


La possibilità di pilotare Wesker, la mente grigia dietro l'Umbrella, ci ha davvero esaltato, anche perché ora potremo saperne finalmente un po' di più!

 


Come? Questo innocuo zombie vi mette l'ansia?

 


E allora cosa farete quando vi ritroverete in situazioni come questa?

 


Inspiegabilmente Capcom non pare essersi concentrata per nulla sul comparto grafico, e molti esterni ne risentono particolarmente...

 


L'avventura appassiona i giocatori solitari, ma in due dà proprio il massimo.

 


Umbrella Chronicles non è solo uno sparattutto: qua e là è possibile muovere il Telecomando per eseguire qualche tecnica di combattimento a mani nude.

 


Ricordatevi che il virus si trasmette con il morso. Il nostro amico non sembra stare molto bene... potremo fidarci? No!

TRAMA: 8,0

+ La summa dei R.E.

- ...Ma poche novità...

GRAFICA: 7,8

+ Ottimo design dei mostri.

- Dettaglio globale povero

SONORO: 7,6

+ Alcune musiche ben fatte...

- ...Ma la qualità è altalenante.

GIOCABILITà: 8,5

+ Ottimo con il Wii Zapper.

- NON include il Wii Zapper!!

LONGEVITà: 8,7

+ Appagante in due...

- ...Ma otto ore sono troppo poche...

GLOBALE: 7,9

In conclusione, 

nonostante il voto non eccellente, possiamo dire che Resident Evil The Umbrella Chonicles ha superato con disinvoltura l'esame del Mario & Yoshi's friends -MAGAZINE-. Certo, può non piacere, del resto si tratta di un sparattutto tipicamente vecchia scuola, di quelli su binari, non troppo difficili e non sempre particolarmente curati. Ci aspettavamo un capolavoro, ma per questa volta dovremo accontentarci "solo" di un titolo di buona qualità. Se sapete già di giocarci in due, potete anche aggiungere uno 0.5 al voto globale.

Gli Zombie infestano il Wii!

 

Resident Evil è senza dubbio diventata una delle principale saghe di riferimento per quanto riguarda il mondo videoludico. La serie Horror per eccellenza vanta un numero spropositato di episodi e spin off vari per più o meno tutte le console che negli anni si sono alternati per la gioia di tutti i fan. Con l’avvento di Resident Evil 4, la serie targata Capcom ha cambiato faccia, modificando sostanzialmente il canovaccio giocoso che stava storicamente alla base di RE. Fino al quarto episodio ufficiale, la ricetta di gioco era dominata principalmente dall’esplorazione degli ambienti circostanti e dalla risoluzioni di alcuni particolari enigmi. Con l’uscita n° 4, Capcom ha preso la difficile decisione di cancellare quella ricetta di gioco oramai vetusta per proporre un titolo davvero nuovo, sotto quasi tutti punti di vista. RE4, uscito su GC e, per qualche mese, sua esclusiva, fu un gioco di grandissime proporzioni. Fondamentalmente, un enorme gioco d’azione che più azione non si può insito in una piacevole atmosfera à la Resident Evil e con un comparto tecnico che ha messo in mostra delle meraviglie che sinceramente non pensavamo di vedere su Cubo. Ad oggi, RE4 è considerato, in poche parole, come una delle migliori produzioni di sempre e fatichiamo a dare torto a questo giudizio. Anzi, lo sottoscriviamo in toto.

Caso RE4 a parte, la celebre software house giapponese ha sempre cercato nel corso degli anni di stravolgere un po’ le fondamenta del gameplay proponendo al pubblico alcune variazioni, non del tutto riuscite. Su tutti, la saga di Survivor (DC, PSone e PS2) e Outbreak (PS2). La prima, è forse quella più simile ad Umbrella Chronicles che stiamo per andare ad analizzare. I vari episodi proponevano difatti una visuale in prima persona, con la differenza che il personaggio non si muoveva su binari prefissati come nel caso di UC. Come idea in sé non era affatto male, peccato che il sistema di controllo di base deficitava in ogni aspetto. Con la Gun Con era molto difficile, con il classico Dual Shock semplicemente ingestibile. Totalmente inutile invece Outbreak, l’unica comparsata della serie nel mondo dell’online gaming. L’unico aspetto veramente positivo era il comparto tecnico, che per la prima volta proponeva una grafica interamente poligonale e anche piuttosto dettagliata. Peccato che le sessioni online funzionavano male e l’avventura in singolo era veramente poca cosa. Alla luce dunque di questi giudizi poco lusinghieri, la fase che ha accompagnato lo sviluppo di questo Umbrella Chronicles è stata vissuta, dai fan di RE in primis, con grande preoccupazione. Capcom è stata chiara fin da subito, nessuno avrebbe avuto a che fare con un Resident Evil tradizionale, né con la stessa ricetta esplosiva del quarto episodio. E la mente tornava quindi inesorabile verso quelle due sotto serie, dalla scarsa qualità globale. Eppure, pare veramente che questa Capcom abbia fatto le cose per bene…

 

IL WII E LA SUA RESIDENZA DEL MALE…

Questo Resident Evil: The Umbrella Chronicles è stato sviluppato (e di conseguenza pensato) esclusivamente per Wii, ma non ha rappresentato certo il debutto di RE nella meravigliosa console Nintendo. Come probabilmente ricorderete, quest’estate Capcom ha saggiamente deciso di convertire Resident Evil 4 proprio su Wii, adattando il sistema di controllo alle meraviglie del Nunchuk e Wiimote, che sembrano perfetti per questo genere e in effetti lo sono stati. Una conversione da paura insomma, in tutti i sensi. La saga Capcom ritorna dunque su Wii, in un episodio questa volta curato e pensato esclusivamente attorno alla console.

Prima di entrare nel dettaglio, spieghiamo brevemente di cosa si tratta, a beneficio soprattutto di chi avesse ancora qualche dubbio.

Resident Evil: The Umbrella Chronicles è un classico sparatutto in prima persona e quasi totalmente su binari. Ciò significa che i personaggi che man mano controlleremo, si muoveranno in maniera del tutto autonoma, mentre al giocatore è chiesto “soltanto” di sparare contro le varie abominevoli schifezze che si alterneranno dinanzi a noi o di optare la direzioni in alcuni bivi che ci verranno proposti. Un lavoro sporco insomma, ma qualcuno deve pur farlo. Di certo, i fan nudi e crudi della saga di fronte a tale classificazione storceranno il naso e in parte li comprendo. Anche perché questo è tutto, fuorché Resident Evil. Eppure, dicevamo la stessa cosa di RE4, ma fortunatamente eravamo stati tutti quanti smentiti da un gioco meraviglioso sotto tutti i punti di vista. Certo, Resident Evil The Umbrella Chronicles non lo è affatto, eppure riesce a divertire e neanche poco.

Poco fa ho detto, pressappoco, che questo UC è tutto fuorché un Resident Evil canonico. Ciò non corrisponde totalmente alla verità. Sono difatti soprattutto tre gli elementi in comune con altri episodi della saga, ovvero i personaggi, le ambientazioni e i mostri che in tutti questi anni sono stati abbattuti sotto i nostri colpi. Da un punto di vista narrativo infatti, UC fa una sorta di “punto della situazione” di tutti gli elementi salienti di tutto quello che è stato RE, oltre che proponendo alcuni aspetti completamente inediti relativi a certi personaggi. Da questo spunto narrativo, Capcom ha potuto costruire l’intero gioco vivendolo nelle tante storiche ambientazioni che naturalmente i fan di RE non faticheranno riconoscere. Si va dalla magione dello storico capostipite, alle strade infuocate di RE3 o al treno presente in RE0. E’ indubbio che questo rappresenta uno specchietto delle allodole bello e buono per attirare tutti i fan della saga sparsi per il globo, ma dal punto di vista “emotivo” UC compie un lavoro non di poco conto. Ripercorrere certe ambientazioni trite e ritrite può essere tedioso, ma non in prima persona e tramite un sistema di gioco completamente nuovo.

Questione narrativa a parte, è forse il gameplay che potrà far nascere le maggiori perplessità agli aficionados di Resident Evil: non tanto perché il gioco non funzioni, ma proprio perché ha ben poco a che fare con un episodio canonico. E poi i personaggi manco si possono controllare direttamente… A questo punto dovrei dire “per cui, carissimi Residentini, uscite da questa pagina e leggetevi la recensione di Giulia Passione Stilista”. E invece non lo dico, anzi vi consiglio di stare sintonizzati con questa recensione. Credo che alla fin fine non ve ne pentirete…

 

BRRRRIVIDI

Insomma, Resident Evil The Umbrella Chronicles è uno sparatutto nudo e crudo e questo penso lo sia perlomeno capito. Naturalmente, lo sviluppo di questo genere è stato anche facilitato dalla precisione e affidabilità che l’accoppiata Nunchuk-Wiimote inevitabilmente possiede. Tuttavia, nel gioco in sé l’utilizzo di una pistola è la cosa migliore, perché il Wiimote nel caso di UC non raggiunge la stessa precisione. Purtroppo, all’atto della release del gioco, Nintendo non ha ancora lanciato il suo Wii Zapper, ma fortunatamente la casa Big Ben ci è venuta incontro e ha pubblicato un controller a forma di pistola, abbastanza simile allo Zapper di Nintendo. Naturalmente il vostro redattore assetato di sangue se n’è procurata una e credetemi, tutto il gameplay ci guadagna. Prima di entrare nel dettaglio, vi consiglio insomma di procurarvela qualora non aveste intenzione di acquistare lo Zapper con in bundle Link’s Crossbow, dato che la sua affidabilità è percepibile sin da subito. Proprio alla luce di questo, sappiate che la recensione da qui in poi sarà strutturata sulla base proprio dell’esperienza derivante dall’uso della pistolina, anche se si può benissimo utilizzare sia Nunchuk che Wiimote, la mappatura dei tasti più o meno è la medesima.

Il gioco propone la classica progressione a livelli; si comincia con il treno e terminato il livello (intervallato da un checkpoint a metà) si sblocca quello successivo. Capita sovente che in realtà di livelli se ne sblocchino due: il primo naturalmente è la naturale continuazione dell’avventura, mentre il secondo è un livello speciale nel quale verranno svelati alcuni elementi particolari delle narrazione o di un particolare personaggio. Quest’ultimi non sono essenziali per il proseguo del gioco, ma per i fan di RE rappresentano delle piccole chicche imperdibili. Alla fine di ogni livello poi vi verrà assegnato un punteggio con relativo giudizio che va da S ad A. Una progressione insomma da sparatutto puro che più puro non si può.

I controlli di per sé sono molto semplici: ovviamente il Wiimote va incastonato nella pistola (il Nunchuk è compatibile ma non è affatto necessario, si può giocare anche senza) e il grilletto serve ovviamente per sparare (con il Wiimote si utilizza il tasto B). Se preferite giocare con il controller a forma di pistola, il mio consiglio è quello di tenere anche la mano libera su di essa: anzitutto perché ciò contribuirà nel tenere ferma la mano che stringe il controller e in secondo luogo potremo agire sul Wiimote in maniera del tutto semplice. Vi sono infatti alcuni casi in cui, evidentemente, dovremo agire proprio sul telecomando. Prima di tutto, per cambiare l’arma è necessario agire sul tasto direzionale basso, con il tasto A potremo raccogliere i vari oggetti eventualmente sparsi per il livello ed infine potremo lanciare una granata premendo dapprima il tasto A (tenendolo premuto) e successivamente il grilletto. Molto utile anche l’uso del coltello: per farlo, basta tenere premuto A e scuotere il Wiimote (o la pistola). Per ricaricare l’arma è sufficiente agitarla vorticosamente per qualche secondo.

Una parte importante del gameplay è però costituita dal mirino: infatti, grazie ad esso potremo venire capire quando dovremo ricaricare l’arma (ci sarà una piccola barra circolare attorno al mirino che si esaurirà quando il caricatore è terminato) o per capire il punto debole di un nemico. Infatti, una volta mirato questo, il mirino brillerà indicandoci che è quello principalmente il punto sul quale insistere maggiormente.

E’ stata anche modificata la gestione delle erbe curative; anzitutto sono rimaste soltanto Spray ed erbe verdi e le prime si utilizzano soltanto quando la barra energetica scende a zero, mentre l’erba ridona una piccola parte di energia immediatamente, al momento della raccolta.

Una buona rilevanza nel gameplay è costituita dai Quick Time Event, introdotti in RE4. Si tratta di fasi nelle quali dovremo premere uno o più pulsanti al momento giusto, utili sia per schivare certi attacchi o alcuni particolari ostacoli.

Per un titolo del genere la longevità che possiede Umbrella Chronicles non è di poco conto: solo per completare l’avventura principale ci metteremo circa otto ore, ma la sua struttura a punteggio finale e la presenza di numerosi bivi in certi livelli, lo rende perfetto per essere riaffrontato una seconda volta, soprattutto se siete poi giocatori che mirano al best score o se volete esplorare ogni angolo più recondito di Raccoon City. Per di più, è possibile affrontare l’intera avventura con a fianco un altro utente (cosa utile soprattutto per affrontare certi boss particolarmente coriacei).

 

TECNICAMENTE PARLANDO

Se insomma il gameplay in sé dona tantissime soddisfazioni, specie agli appassionati del genere, un discorso a se stante va affrontato se si parla del comparto tecnico. Purtroppo, diciamocelo chiaramente, l’aspetto grafico di UC rappresenta uno dei difetti di maggior peso del gioco. Globalmente non ci siamo, qui di Wii c’è ben poco: lo notiamo soprattutto in fase di dettaglio generale, piuttosto scadente e da un frame rate non sempre stabile. Questi due difetti vengono ulteriormente pompati dal televisore HD. Tuttavia, qualche aspetto particolarmente positivo c’è anche graficamente parlando; anzitutto, la qualità delle ambientazioni è eccellente, i vari filmati in Computer Grafica sono semplicemente eccezionali, così come la caratterizzazione dei nemici sullo schermo, davvero impressionante. Globalmente insomma qualcosa di più si poteva fare, ma anche così il comparto grafico di Umbrella Chronicles si pone ben sopra la sufficienza.

Il sonoro invece propone delle musiche questi interamente inedite, anche se non tutte di qualità.

Per concludere, Resident Evil: The Umbrella Chronicles si è mostrato un gioco molto divertente, adrenalinico al punto giusto e, a tratti, anche spettacolare. Un titolo decisamente old school per via di un comparto ludico ormai superato, ma che grazie a RE: UC viene rispolverato in un gioco che è in grado di regalare tante emozioni e una bella scarica di adrenalina, in quello che, nel suo genere, è senz’altro un piccolo capolavoro.

Autore: Alessio Dossena

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