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RECENSIONE DI: THE SIMPSON IL VIDEOGIOCO

Sistema: Wii
Target: 12+
Genere: Avventura
Giocatori: 1/2

Wireless Single Card: /

Wi-Fi: No
Produttore: EA
Sviluppatore: EA
Distributore: EA
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in buon italiano, ottimo doppiaggio.


Basta ingurgitare un po' di birra Duff e l'Uomo Ape diventa subito un ricordo.

 


Homer lavora da più di vent'anni nella centrale nucleare più sgangherata d'America e... poi i risultati sono questi!

 


Springfield è fatta molto bene, è possibile riconoscere tutti i suoi luoghi più famosi.

 

 

 


Peccato che, tecnicamente, Simpson Il Videogioco sia messo maluccio.

 

TRAMA: 6,7

+ Ben raccontata...

- ...Ma troppo banale.

GRAFICA: 6,5

+ Fedele al cartone...

- ...Ma troppo semplice.

SONORO: 7,7

+ Ottimo il doppiaggio...

- ...Sufficienti le musiche.

GIOCABILITà: 6,7

+ All'inizio parte in quarta...

-  ...Ma annoia subito dopo.

LONGEVITà: 6,5

+ Un buon gioco su licenza...

- ...Consigliato ai soli fan dei gialli.

GLOBALE: 6,8

In conclusione, 

The Simpson - Il Videogioco è sicuramente il titolo più simpatico e curato che sia mai stato dedicato a questa stralunata famiglia statunitense. Tuttavia, un concept appena abbozzato, una realizzazione tecnica non soddisfacente ed una difficoltà media settata troppo in basso non lo rendono un prodotto appetibile a tutti. Consigliato solo ai fans!

I SIMPSON IN UN VIDEOGIOCO? D’OH!!

 

I giochi su licenza, in linea di principio, si rivelano sempre particolarmente brutti. I produttori spendono milioni per accaparrarsi i diritti e poi allo sviluppo dedicano le briciole rimaste nel porcellino salvadanaio. In particolare c’è una famiglia statunitense che, nonostante la fortuna riscontrata in tv, non è mai riuscita a produrre un buon videogioco su licenza. Tranne qualche rara eccezione (risalente ai tempi dello SNES), infatti, i Simpson non si sono mai rivelati dei buoni eroi videoludici. Electronic Arts, però, è pronta a dare un taglio a questa sfortunata consuetudine.

Resta da chiedersi se ci sia riuscita…

 

ARRIVANO I GIALLI!

Ve lo diciamo subito: la risposta alla domanda che ci siamo appena posti è positiva. Fughiamo fin dall’inizio ogni dubbio, anche perché così avremo più modo per spiegare le nostre numerose riserve. Simpson The Game è, per essere un titolo su licenza, un prodotto valido, ma questo non vuole comunque dire che globalmente sia un buon gioco. Basta infatti buttare un occhio alla pagella per rendersi conto che il voto cozza con le entusiastiche frasi che hanno aperto il paragrafo. Prima di continuare con la valutazione, però, vediamo di capire in cosa consiste questo titolo dedicato ai gialli più famosi d’America.

 

"Simpson The Game è, per essere un titolo su licenza, un prodotto valido, ma questo non vuole comunque dire che globalmente sia un buon gioco."

 

Anzitutto sappiate che, ancora una volta, i Simpson hanno peccato di presunzione, tentando di ricalcare (nel contempo deridendo) i gameplay dei titoli più famosi e amati.

Basta accendere la console per trovarsi catapultati in un chiaro riferimento a Super Mario 64 e ai suoi due discendenti (Sunshine e Galaxy): Simpson The Game permette infatti di affrontare i suoi sedici livelli in ordine sparso, ed una struttura di base funge da anticamera ai vari mondi. Al posto dei fiabeschi quadri del Castello della principessa Peach, qui troveremo dei poster, o meglio, delle locandine cinematografiche. Ogni mondo è poi a sua volta una citazione (e relativa presa in giro) di un game di successo. Si va quindi da Medal of Homer a Grand Theft Scratchy, passando per Sitar Hero, più alcuni richiami piuttosto cattivelli alle mascotte di Nintendo. Il concept di fondo, però, pare soprattutto basarsi sulle meccaniche con le quali Activision ha forgiato Lego Star Wars ed il più recente Spider-Man Amici o Nemici. Come nei due titoli appena accennati, infatti, anche qui il giocatore si ritroverà a pilotare due membri della famiglia Simpson, alternandone l’uso per sfruttarne al meglio i poteri.

 

UNA FAMIGLIA DAVVERO STRANA!

Già, perché ogni Simpson ha una serie di superpoteri davvero speciali e questi vi serviranno di volta in volta per superare i pochi e risibili enigmi che vi si pareranno dinnanzi.

Vediamo più nel dettaglio i superpoteri di ogni eroe:

 

Homer

Rutto: Il capofamiglia non è certo un’educanda, ma la sua mania di digerire in Dolby Sorround in faccia alla gente tornerà più volte utile per stordire i nemici. Una sua variante più potente può persino toglierli di mezzo definitivamente. E quando si hanno le pile scariche basterà ingurgitare qualche altro ettolitro di birra Duff!

 

Homer-Pallone gonfiato: Non si capisce perché, ma nel gioco Homer può attaccarsi a delle bombole d’elio e gonfiarsi come una mongolfiera, quindi iniziare a svolazzare. Superpotere utile, ma poco ancorato al DNA del cartone.

 

Homer-Bowling: Ecco un'altra trasformazione che ci ha fatto storcere il naso: qui il capofamiglia Simpson si trasforma in una palla da bowling ed è pronto a travolgere tutto e tutti.

 

Homer-Gommoso: Vi ricordate la puntata della Venere di Milo gommosa? Direttamente da quell’episodio questa sacra caramella servirà ad Homer per trasformarlo in una sostanza gommosa che potrà creare (il perché ci è oscuro) dei terremoti…

 

Homer incandescente: Il pericoloso peperoncino del Guatemala, che in un episodio veniva cucinato dal commissario Wintchester e riduceva Homer in uno stato pietoso, torna prepotentemente alla ribalta per trasformare il nostro in un blog arroventato indistruttibile.

 

Marge

Megafono controllamene: Marge è la coscienza di Springfield e con il suo megafono può controllare la mente di chiunque gli capiti a tiro, obbligando poi i proseliti ad obbedire ai suoi ordini.

 

Onda d’urto: Sempre col suo megafono la tranquilla (?) Marge può creare delle pericolose onde d’urto e stordire tutti i nemici.

 

Bart

 

Fionda: poteva mancare? Ovviamente no, e infatti il discolo di casa Simpson potrà armarla con tante tipologie di proiettili…

 

Bartman: L’alter ego del giovane Bart può servirsi di una pistola ad uncino per arrampicarsi alle facciate dei grattacieli e del mantello per planare delicatamente al suolo.

 

Robobart: Il potere meno carismatico consente al giovane teppistello di trasformarsi in un inarrestabile Terminator in giallo…

 

Lisa

 

Sassofono: La pensavamo pacifica, e invece anche Lisa ha diversi assi nella manica. Ad esempio, può stordire chiunque le passi affianco con una micidiale sonata di sax. Il colpo può essere potenziato e diventare davvero temibile.

 

Evocazione di Buddha. Alcuni livelli ospitano delle postazioni che permetteranno alla giovane Lisa di rilassarsi e meditare per evocare Buddha. Comparirà una gigantesca mano in grado di uccidere i nemici, congelarli, spostarli e sollevare grossi blocchi.

 

Insomma, i power up non mancano, ma come dicevamo poc’anzi non sono sempre perfettamente in sintonia con lo stile del cartone. Probabilmente ne avremmo preferiti meno, ma più accurati.

 

GIALLO E AVVIZZITO

Se il cartone va avanti da più di dieci anni senza mai stancare, il gioco non può certo dirsi altrettanto longevo. Vuoi per il fatto che la difficoltà è settata su livelli medio-bassi, vuoi perché le situazioni tendono a diventare da subito ripetitive.

 

"Il concept di fondo pare soprattutto basarsi sulle meccaniche con le quali Activision ha forgiato Lego Star Wars!"

 

Basta affrontare un paio di mondi per aver già visto tutto ed essere pronti a superare gli enigmi fotocopia che troveremo proseguendo. Il che è un vero peccato perché i cinque personaggi più i relativi power up avrebbero permesso una varietà di situazioni sicuramente maggiore.

Invece la maggior parte dei livelli risulta poco ispirata e del tutto povera di idee. Insomma, abbiamo appena finito di degustare Super Mario Galaxy, forse è normale che il ritorno alla normalità riservi qualche sorpresa piuttosto amara. Sta di fatto che la varietà, in Simpson The Game, non è di certo un titolo in grado di stupire.

Decisamente di gran gusto, invece, le cut scene che si frappongono tra una missione e l’altra, ottimamente doppiate in italiano dai doppiatori ufficiali. Una volta che avrete finito il gioco avrete messo assieme una puntata inedita del cartone.

 

LO STILE DI GROENING?

Tecnicamente parlando, non siamo certo di fronte ad un gioco next-gen, e questo nonostante la versione Wii sia identica alle controparti per PS3 e X-Box 360.

Lo stile è minimalista, essenziale, e ben si adegua al tratto del cartone, tuttavia in alcuni punti lascia davvero l’amaro in bocca, perché personaggi troppo legnosi e strutture decisamente squadrate denotano una cura minima per i dettagli. Per non parlare, poi, dei bug tecnici che affollano diversi livelli, delle scalettature che vi accolgono in pompa magna e del bad clipping che appare nelle zone all’aperto. Il motore di Simpson The Game, insomma, traballa troppo.

Più buono il comparto audio, che meriterebbe la lode solo per la presenza di tutti (o quasi…) i doppiatori ufficiali. Musiche ed effetti FX, invece, si attestano solo su livelli sufficienti.

Solo discreta la giocabilità: come dicevamo qualche paragrafo fa, infatti, le situazioni proposte dagli sviluppatori sono troppo poche e finiscono per ripetersi fin da subito. Quasi come se il gioco fosse stato completato frettolosamente e senza troppe idee idonee a supportarlo.

Anche la longevità, per i motivi appena citati, non può che posizionarsi su livelli discreti.

Insomma, Simpson The Game è probabilmente uno dei migliori giochi dedicati alla irriverente famiglia americana, ma questo non significa che sia un gioco davvero soddisfacente.

Consigliato unicamente agli appassionati, tutti gli altri possono tranquillamente rivolgersi ad altri prodotti (qualcuno ha detto Super Mario Galaxy?).

 

 

Autore: Carlo Terzano

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