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ANTEPRIMA DI: DIDDY KONG RACING DS

 

Sistema: Nintendo DS
Target: 3+
Genere: Automobilistico
Giocatori: 1/4
Produttore: Nintendo
Sviluppatore: Rare
Distributore: Nintendo
Versione: Demo
Requisiti: /

Uscita:
EU: Marzo 07
JAP: Marzo 07
USA: 2 Febbraio


Apparentemente il gioco sembra identico alla sua versione originaria, nata su Nintendo 64.

 


In realtà, nel trasferimento da una console all'altra, molte texture hanno risentito maggiormente della fretta con la quale è stato condotto il lavoro, diventando brutte e caotiche.

 


Diddy Kong Racing è stato uno dei capolavori più entusiasmanti apparsi su  Nintendo 64... su DS cosa ci riserverà?

 


Siccome sappiamo bene quanto ai nostri lettori piacciano gli artwork...

 


...Concludiamo con una sfilata dei personaggi vecchi e nuovi di DKR.

ASPETTATIVA

4 STELLE SU 5!

 

Diddy Kong Racing apparve su Nintendo 64 come un fulmine a ciel sereno. Quando Rare lo rivelò al mondo lo sviluppo del gioco era già quasi terminato e il titolo si presentò prepotentemente come un capolavoro. Il suo remake, di contro, ha sofferto di un parto ben più travagliato tra finte uscite, posticipazioni, rumors che ne volevano la cancellazione... Oggi è finalmente pronto al debutto ma il livello globale del gioco non ci ha convinti più di tanto. Tra una grafica che ha risentito del passaggio di console e lavori svolti troppo frettolosamente, questo DKR rischia di rovinarci il ricordo dell'ottimo prequel...

LA SCIMMIA è TORNATA ALL’OVILE… EHR…

 

Probabilmente i nintendofili irriducibili non lo ammetteranno mai, forti del loro amore Nintendo e deboli per l’incollabile e ottusa fede riversata nei confronti di una software house che commette, come tutti, molti sbagli, ma la dipartita della Rare dalle seconde parti della Casa di Kyoto ha lasciato una lacuna a tratti incolmabile. Incolmabile per tutti: per Nintendo, per i giocatori, ma anche per la Rare stessa, che da tempo sembra soffrire di quella crisi d’identità che è classica dei geni che vengono costretti a lavorare seguendo regole non loro, che vengono obbligati ad un lavoro seriale, ad una profanizzazione delle loro opere. Poi c’è Nintendo, che se prima poteva contare di un valente collaboratore in più, ora ne dispone di uno in meno. Sembrerà banale ma è così, o almeno è così che la Grande Enne ha commentato l’acquisizione dell’azienda dei fratelli Stamper da parte di Microsoft. In realtà la Rare, negli anni, ha contribuito e non poco al crearsi di un fenomeno particolare, che alcuni sono soliti definire “Fattore N”. Noi, più poeticamente, lo chiamiamo “magia videoludica”, ovvero quel qualcosa in più che si palpa nei titoli delle case produttrici più esperte e attente. La serie di Donkey Kong Country per SNES ne è un fulgido esempio dato che quei tre episodi sono gli unici platform in grado di superare anche un Mario qualunque. Infine c’è stato il periodo non felice del Nintendo 64 e qui la Nintendo si dimostrerebbe fin troppo superba se non ammettesse che quella console ha tirato a campare anche e soprattutto grazie all’aiuto di Rare Ware. Le folli politiche aziendali ed economiche della Casa di Kyoto avevano avuto come unico esito quello di allontanarla dalle altre case produttrici: prima la rottura con l’ex Squaresoft, poi la sopravvenuta indifferenza del colosso nascente Electronic Arts nei confronti dell’ammiraglia a 64-bit, quindi la scomparsa di tutte le altre case produttrici che proprio grazie al SNES divennero grandi e famose. L’unica a remare contro le avversità e a far buon viso a cattivo gioco di fronte alle balzane idee di Mr. Yamauchi e seguite con convinzione dall’intera azienda, fu proprio la Rare, che nei lunghi anni dell’agonia del mostro a 64-bit seppe riempire pazientemente e sapientemente i buchi tra un’uscita e l’altra (o, per meglio dire, tra un ritardo, una posticipazione ed una cancellazione) dei giochi di Nintendo. Donkey Kong 64, Perfect Dark, Banjo-Kazooie, Banjo-Tooie, Conker’s Bad fur Day, 007 GoldenEye, Get Force Gemini e persino Blast Corps riuscirono, in qualche maniera, a tenere incollati alla chiglia della nave che affondava almeno i fan fedelissimi, quelli a cui insomma non pesava possedere una console i cui giochi –peraltro costosissimi- uscivano a cadenza semestrale. Questa, appunto, era la situazione in cui versava l’utenza, ma anche la stessa Nintendo.

Ora la situazione è profondamente cambiata: col Game Cube sono stati rivisti parecchi passi falsi commessi in passato, ricucite le inimicizie create con le altre software house ed azzerato il delirio di onnipotenza che accompagnava l’azienda di Kyoto dai tempi del NES. DS e Wii hanno dimostrato al mondo che i geni lavorano ancora per Nintendo, i giochi da seconde e terze parti fioccano ma ciò non vuol comunque dire che ai giocatori non manchi lo stampo dei Rare.

Con la loro dipartita non abbiamo infatti perso solo brand di successo come Conker, Banjo e Perfect Dark, ma anche i platform di Donkey Kong, personaggio che Nintendo si ostina a tenere in ombra.

Tutto questo, insomma, per dire che a noi i Rare mancano e pure tanto e che siamo dunque felici di vederli di nuovo sviluppare per la Casa di Kyoto, anche se si tratta di un progetto per DS e anche se questo è solo un remake di un vecchio titolo per Nintendo 64.

 

SCIMMIE E MOTORI.

Per chi non lo sapesse, Diddy Kong Racing è stato il principale avversario della serie di Mario Kart e probabilmente è stato anche l’unico clone in grado di surclassare il maestro.

Vuoi perché Mario Kart 64 è stato l’episodio più sottotono della saga, vuoi perché il titolo dei Rare poteva contare su di un altissimo livello qualitativo, sta di fatto che Diddy e l’allegra combriccola riuscirono in breve tempo a diventare una killer application, vale a dire uno di quei giochi per cui vale la pena comprare la console. Non esiste infatti possessore di Nintendo 64 che l’abbia ignorato, non esiste possessore di DKR che non l’abbia spolpato fino all’ultimo stage.

Diddy Kong Racing poteva, anzitutto, contare su di una lunga serie di caratteristiche innovative che ritroveremo anche su questo remake per DS. Al solito kart, si affiancavano sfide in hoovercraft e aero, ma il bello è che i tracciati erano realizzati talmente bene che potevano essere affrontati con tutti e tre i mezzi senza che nessuno venisse penalizzato. A seconda del veicolo, anzi, si aprivano nuove scorciatoie e nuovi bonus che rendevano ancora più intrigante l’esplorazione del circuito e che aumentavano lo spessore tattico del gioco. Per una strana scelta la cui ratio resta ancor oggi un mistero, gli sviluppatori decisero poi di non imporre nella rosa dei piloti selezionabili la presenza dei ben noti Donkey, Cranky, Candy, Dixie, (ecc…) ma di creare dei personaggi ad hoc del tutto inediti. Alcuni, come Bumper il tasso o Tipsy la topolina, si rivelarono totalmente privi di fascino e carisma da essere gettati in breve tempo nell’oblio, ma altri diedero vita a titoli di successo, parliamo ad esempio di Banjo e Conker, due colossi che nacquero proprio nel team di piloti di DKR…

Inoltre, ultima caratteristica che rese il titolo vincente, Diddy Kong Racing era strutturato più come un’avventura che come un racing game. Ciò voleva dire che vincere le gare serviva principalmente per sbloccare i mondi di una gigantesca area che fungeva da mappa principale, ma significava anche che al termine di ogni stage si doveva affrontare un gigantesco boss che richiedeva, proprio come nei platform, tempismo e strategia per essere battuto.

Si collezionavano palloni d’oro a mo’ delle mariesche stelle di Mario 64, si ottenevano chiavi, potenziamenti, bonus, si vagava per mappe apparentemente sconfinate proprio come si è soliti fare negli adventure più riusciti… e invece era un gioco di corse!

 

GIUNGLE A DUE SCHERMI!

Diddy Kong Racing DS vedrà la luce il prossimo 2 Febbraio, o almeno così alcune fonti avrebbero rivelato alla stampa inglese. Questo remake non si limiterà ad essere una fedele trasposizione dell’originale ma includerà anche percorsi e personaggi nuovi tra cui, ad esempio, spicca Tiny, la scimmietta –ormai cresciuta…- di Donkey Kong 64.

Dal punto di vista tecnico, la versione che abbiamo avuto modo di vedere al lavoro ci ha lasciato piuttosto interdetti. Da un lato, infatti, le piste apprezzate su Nintendo 64 sono state fedelmente ricostruite sul piccolo DS con dovizia di particolari, dall’altro la fretta di concludere il lavoro ha fatto sorgere diverse imperfezioni. Parliamo di texture che, nel passaggio, sono state rovinare e spixellate oltre ogni limite, parliamo di modelli poligonali dei piloti che oggi sarebbero potuti essere migliorati, parliamo del fatto che il gioco abbia tempi di caricamento lunghi e piuttosto sospetti. Insomma, qualcosa, all’interno di Diddy Kong Racing DS, pare non funzionare a dovere ed il titolo, almeno dal punto di vista grafico, sembra non riuscire a competere con Mario Kart DS, ben più vasto e curato. Certo, rimangono le trovate (allora) innovative, rimangono i colori brillanti e vividi, rimane la simpatia di un gioco che fu un capolavoro, ma tutto il resto non sembra esser stato trattato con la dovuta cura…

Autore: Leonardo Gatto

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