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ANTEPRIMA DI: ALONE IN THE DARK

 

Sistema: Nintendo Wii
Target: 18+
Genere: Avventura
Giocatori: 1
Produttore: Atari
Sviluppatore: Hydravision
Distributore: Atari
Versione: Demo
Requisiti: /

Uscita:
EU: Aprile
JAP: N.A.
USA: Marzo

 

 


A quanto pare il nuovo Alone in the Dark fonde elementi classici come un sinistro maniero...

 


...E le immancabili inquadrature d'effetto, ad altri più "moderni", quali, ad esempio...

 


...Una parte dell'avventura ambientata nel bel mezzo di New York...

 


...E qualche sessione di guida. Davvero interessante, anche se nella demo appariva piuttosto pasticciata.

ASPETTATIVA

1 STELLA SU 5!

 

Alone in The Dark è una saga caduta troppo precocemente in disgrazia.

Vuoi una lunga serie di errori interni, vuoi l'agguerrita concorrenza imposta da Capcom, il mitico ispettore Carnaby ha dovuto vedersela più con la sfortuna che con i mostri assetati di sangue.

Ora Atari tenta il colpaccio, ma Hydravision non sembra un team sufficientemente esperto per curare questo genere di pietre miliari. Ben felici di essere smentiti, attendiamo con ansia la copia definitiva del gioco.

L’uomo nero…

 

La saga di Alone in the Dark, seppur con qualche passo falso di troppo durante il suo ciclo vitale, ha il grande pregio di aver ispirato una serie di collane di giochi horror che ancora oggi stupiscono per la loro qualità: Resident Evil.

Già, a volte la vita è proprio cattiva, ed il destino quantomai beffardo. Alone in the Dark inventa un genere e subito Resident Evil glielo soffia, ottenendo peraltro un successo maggiore e costringendo l'ideatore ad una vita nel ruolo dell'inseguitore.

Inquadrature fisse, ville signorili abitate da inquietanti presenze, enigmi cervellotici, inventari ristretti con i quali litigare in continuazione... tutti elementi della saga Capcom che oggi non sarebbero con noi se Alone in The Dark non gli avesse inventati.

Oggi dunque la serie sembra intenzionata più che mai a reclamare una parte di quel successo che le spetterebbe di diritto...

 

SI RITORNA ALLA MAGIONE...

Ritornare dopo tanti anni a lavorare su un gioco tanto importante comporta rischi davvero grossi, ma lo studio menager e game director del titolo, David Nadal, è una persona coraggiosa, che ama i videogiochi e ha molte buone idee da mettere sullo schermo.

Dopo quasi 4 anni di sviluppo e una media di 70 persone nel team, il gioco sembra completo e la sua uscita, già segnata come un evento a cui non si può mancare da giornalisti e giocatori, è prossima.

Purtroppo questo non vale per noi utenti Wii.

 

"Già, a volte la vita è proprio cattiva, ed il destino quantomai beffardo. Alone in the Dark inventa un genere e subito Resident Evil glielo soffia!"

 

Alone in the Dark è si un progetto mastodontico pieno di ottime idee, ma al momento solo nella sua incarnazione “next-gen” prevista per Xbox360,Ps3 e Pc.

Seppur fortemente voluta da Nadal stesso, la versione Ps2 e Wii del titolo non è sviluppata a fianco delle altre, nell’Eden Studio, bensì in un’altra città, a Lille.

Lo studio Hydravision, già noto per Oscure e il relativo seguito, cerca di seguire passo passo le coraggiose scelte di design fatte dai colleghi, cercando di eseguire una conversione apprezzabile.

Purtroppo quello a cui stiamo assistendo non è il tipo di “miniaturizzazione”, se proprio così dev’essere, che avevamo sperato.

Addentriamoci ora nel buio e vediamo cosa offra dietro l’oscurità.

 

Una fiamma di speranza

Edward Carnby si sveglia al centro di quella che sembra essere una foresta.

Le domande, anche quelle più semplici, iniziano ad affollare la sua mente: chi è? E dove si trova?

Un edificio sta crollando proprio sopra di lui e la ricreazione è finita, è tempo di correre.

Edward, che ricordiamo essere lo stesso protagonista del primo Alone in the Dark ambientato negli anni Venti, arranca ma guardandosi attorno scopre di essere a New York, più precisamente a Central Park; questi dettagli diventano immediatamente secondari quando si accorge che tutto, città compresa, è in un forte stato di degrado.

La trama è incalzante ed è stata suddivisa in capitoli: la struttura è la stessa delle serie Tv (Nadal stesso ammette di amare 24), con tanto di “Previously on” nelle prossime puntate” posti all’inizio e alla fine.

L’elemento narrativo siamo sicuri che sarà uno degli elementi più impartanti del gioco, tanto che già si stanno ponendo le idee per una seconda stagione, anche se non si sa come verrà composta.

Elemento da sottolineare è come sia possibile saltare un capitolo e passare al successivo, così da non precludersi il resto del gioco e della storia solo perché non si riesce a battere quel boss.

Il protagonista e la sua amica Sarah, di cui si sa poco al momento, sono caratterizzati da un ottimo design, mirato a mostrare anche i difetti del corpo umano, non idealizzandolo: questa scelta si sposa perfettamente con la voglia del team di rendere Alone in the Dark un titolo per tutti e non di nicchia, filosofia che alla Nintendo ovviamente apprezzano.

Il gameplay si basa soprattutto sull’esplorazione e sulla soluzione di enigmi: questi, almeno nella versione “next-gen”, non hanno un modo unico per essere risolti ma necessitano per davvero di materia grigia e molto spesso del fuoco, elemento davvero importante.

Spesso infatti dovrete ricorrere a una sana fiaccola sia per fare un po’ di luce sia per bruciare gli zombie, se di questo si tratta, o i loro cadaveri, così da non avere brutte sorprese.

Temiamo purtroppo che Hydravision abbia compiuto i maggiori tagli proprio in questa libertà nell’agire, il che mozzerebbe l’immersione e di conseguenza tapperebbe le ali ad una grande produzione.

Il comparto sonoro già funziona alla grande con un’orchestra interattiva pronta a suonare ogni qual volta il protagonista compie qualche mossa, così da sottolineare il pathos e non lasciare mai qualche momento vuoto.

La grafica mostra ancora una realizzazione approssimativa, tanto da risultare in questo momento addirittura inferiore alla versione Ps2, anche se c’è da dire che gli sviluppatori assicurano che l’effetto definitivo godrà di texture più dettagliate e dei 16:9.

Dove invece lo sviluppo sembra ancora confuso è nel sistema di controllo, che riproduce i movimenti attraverso lo stick del nunchuk e il salto a un gesto verso l’alto dello stesso pad, mossa che risulta innaturale e scomoda.

Una modifica in tal senso sembra tanto imminente quanto logica, ma l’approssimazione della conversazione sembra spesso pacchiana, con elementi di gameplay solo abbozzati rispetto alla versione di base, che sembra proprio essere quella 360.

Tutto questo ci rattrista molto ma crediamo che le differenze tra le due produzioni siano talmente profonde da non poter essere sistemate nel poco tempo che manca all’uscita.

Il gioco sembra già essere brillante al momento, con l’aggiunta si inseguimenti automobilistici, l’abolizione del classico baule porta oggetti ( ora si deve guardare in prima persona nella giacca) e di una rigorosa applicazione della fisica, soprattutto quella relativa al fuoco, siamo sicuri che uscirà un gran gioco. Speriamo non solo sulle altre piattaforme.

Autore: Niccolò Ballerio

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