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RECENSIONE DI: CHI VUOL ESSERE MILIONARIO

Sistema: Wii
Target: 3+
Genere: Rompicapo
Giocatori: 1/2

Wireless Single Card: /

Wi-Fi: No
Produttore: Ubisoft
Sviluppatore: Route 1 G.
Distributore: Ubisoft
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in buon italiano. I +3 del PEGI sono totalmente inappropriati, data la difficoltà delle domande.


E questo chi è? Dove è finito Gerry Scotti?!


Purtroppo la telefonata a casa si svolge testualmente, senza doppiatore...


Avrete quattro amici tra cui scegliere... ognuno è specializzato in tre argomenti.

 

TRAMA: /

+ /

- /

GRAFICA: 6,0

+ Simile al quiz tv.

- Poteva essere fatto di più.

SONORO: 6,0

+ Le stesse musiche della tv.

- Manca il doppiaggio di Gerry.

GIOCABILITà: 4,8

+ Piacerà ai più grandi...

- ...Ma solo a loro.

LONGEVITà: 5,0

+ 2000 domande.

- ...Per 5 o 6 partitelle, poi lo metterete via.

GLOBALE: 5,5

In conclusione, 

Chi Vuol Essere Milionario è un prodotto troppo spartano per giustificare la spesa di sessanta euro. Consigliato solo agli appassionati del quiz e solo nel caso lo troviate di seconda mano.

IL POPOLARE QUIZ ARRIVA SUL WII MA SENZA GERRY SCOTTI NON C’è STORIA…

 

Come preannuncia il cappello introduttivo, Chi Vuol Essere Milionario su Wii non funziona. Ma la colpa non è da attribuirsi all’assenza di Gerry Scotti.

Certo, anche quella pesa, e non solo perché il conduttore, non comparendo in formato digitale ha lasciato un grande vuoto (nel senso materiale del termine… ehr), ma anche e soprattutto perché è uno di quei tanti difetti che, unito assieme agli altri, fa trasparire quanto il titolo di Route 1 Games sia stato messo assieme in fretta e furia.

Ma andiamo con ordine e vediamo di analizzare approfonditamente il gioco ufficiale di uno dei quiz di maggior successo degli ultimi anni.

 

PARTIAMO CON UNA DOMANDA FACILE…

La formula di Chi Vuol Essere Milionario già di per sé non trova facile applicazione su di una console da salotto. La scalata al milione, se il milione in palio non c’è, difatti, diviene ben presto una scarna vetrina in cui mettere in mostra, o al pubblico ludibrio, la propria (mancata) erudizione.

Non potevamo certo attenderci che anche il gioco elargisse somme monetarie, ma sarebbe stato comunque bello posizionare degli obbiettivi ludici che permettessero, una volta raggiunti, di sbloccare nuove sfide, qualche extra o anche semplicemente il video delle partite (reali) dei pochi che nel quiz televisivo hanno vinto il milione.

Invece in Chi Vuol Essere Milionario non solo non si vince nulla, ma non c’è neppure un registro in cui controllare i propri record, le materie nelle quali si va meglio e quelle invece in cui puntualmente mostriamo il fianco; un diagramma che, come succede in Brain Training, ci mostri le parti del cervello che sfruttiamo meglio.

Da soli, insomma, Chi Vuol Essere Milionario non può funzionare. Soprattutto su di una console da salotto rivoluzionaria come il Wii.

Ed ecco che quest’ultima frase introduce un ulteriore tasto dolente…

 

ABBIAMO RAGGIUNTO IL PRIMO TRAGUARDO!

Il baricentro del gameplay si sposta, per forza di cose, sul lato multiplayer. Non è un caso, infatti, che il gioco sia uscito proprio sotto le feste. E a pensarci bene una domanda di geografia, tra un cotechino ed una partita a tombola, una di storia, tra un regalo scartato e un nonno che trucca le partite al mercante in fiera, possono anche starci, solo che Chi Vuol Essere Milionario permette unicamente a due giocatori di confrontarsi. E peraltro con domande differenti. Ognuno gioca la sua partita, a intervalli regolari, e quando uno sbaglia viene definitivamente eliminato e dovrà attendere che l’altro capitomboli o riesca ad arrivare al traguardo in tempi brevi.

Riformulando qua e là le regole di gioco, invece, si sarebbe potuto creare qualcosa di più divertente e, soprattutto, estendere la competizione a 4 giocatori. Invece, l’aver voluto mantenere intatto il telaio del quiz televisivo, che è un gioco individuale, non permette neppure al parto di Route 1 Games di essere apprezzato come titolo multiplayer. Il che, ovviamente, è un vero problema...

 

LE RICORDO CHE HA TRE AIUTI…

Come dicevamo all’inizio, la stessa mancanza di Gerry Scotti pesa. In Italia è il suo rubicondo faccione a dare simpatia e carattere al quiz, e giocare a Chi Vuol Essere Milionario senza di lui sembra quasi di prendere parte ad una versione del gioco non ufficiale. Le frasi campionate sono dette da un doppiatore italiano mentre ogni tanto compare la faccia del presentatore inglese. Con qualche sforzo in più, Ubisoft avrebbe potuto ingaggiare il simpatico Gerry, considerando soprattutto che un titolo di così poco spessore e dalla facile realizzazione è venduto a prezzo pieno.

Per il resto Chi Vuol Essere Milionario è però identico alla controparte televisiva: gli effetti sonori, le musiche, i colori e la grafica sono fedeli trasposizioni del quiz di origine statunitense.

Ci sono, quindi, i tre aiuti, più la possibilità di mollare la partita quando proprio la sfida ci sembra insormontabile. Possibilità parecchio superflua dato che, non essendo possibile registrare i propri record, tanto vale è provare comunque ad “accendere” la propria intuizione. Non si perde nulla!

 

"Con qualche sforzo in più, Ubisoft avrebbe potuto ingaggiare il simpatico Gerry, considerando soprattutto che un titolo di così poco spessore e dalla facile realizzazione è venduto a prezzo pieno."

 

Cambia, rispetto alla tv, l’aiuto della “telefonata a casa”, che qua permette di scegliere l’amico da chiamare a seconda dell’argomento. Le opzioni sono quattro ed ognuno è specializzato in tre materie differenti. Particolarmente istruito, invece, è il pubblico, che difficilmente perde qualche colpo, mentre il 50 e 50 tende ad andare esageratamente random, lasciando talvolta ipotesi molto differenti.

 

È LA SUA RISPOSTA DEFINITIVA?

Le domande, ben 2000, riguardano come ovvio la cultura generale italiana e spaziano dalla storia dell’arte alla geografia, passando per la letteratura, la matematica, le scienze e la filosofia. Manca quasi del tutto, per ovvie ragioni, l’attualità: chi acquisterà il gioco tra due anni, magari di seconda mano, infatti, cadrebbe sicuramente sulle domande d’attualità (se ci fossero) che riguardano il 2007…

 

"Riformulando qua e là le regole di gioco, si sarebbe potuto creare qualcosa di più divertente e, soprattutto, estendere la competizione a 4 giocatori."

 

Anche nelle domande, comunque, c’è qualcosa che non va, soprattutto nel meccanismo che le gestisce: sono ben 2000, per nulla poche, eppure si ripetono con troppa facilità. Inoltre la curva di difficoltà è assolutamente sballata: succede troppo spesso, infatti, che domande molto complesse si presentino ancor prima del simbolico traguardo dei 500 euro…

 

LA ACCENDIAMO?

Parliamoci chiaro: Chi Vuol Essere Milionario non è certo un prodotto per tutti. Non è certo un prodotto ben sviluppato e, soprattutto, non è certo un titolo che meriti la spesa di sessanta euro.

Manca un buon multiplayer a 4 giocatori, le sfide a 2 si rivelano fin troppo monotone e pesa l’assenza di qualcosa da sbloccare e vincere mentre si va avanti con la scalata al milione.

E’ allora più funzionale su DS, dato che una domanda di storia tra una fermata e l’altra dell’autobus ci può stare meglio…

 

 

Autore: Luisa Grotti

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