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RECENSIONE DI: ZACK E WIKI IL TESORO DEL PIRATA BARBAROS

Sistema: Wii
Target: 7+
Genere: Rompicapo
Giocatori: 1/2

Wireless Single Card: /

Wi-Fi:
Produttore: Capcom
Sviluppatore: Capcom
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in buon italiano.

 


Questa immagine dovrebbe rispondere più che egregiamente alla vostra domanda: "ma chi sono Zack e Wiki?".

 


Non fatevi ingannare dalla cartoonesca simpatia dei personaggi: Zack & Wiki è un gioco zeppo di prove davvero ostiche.

 


Un colpo d'occhio che, oltre a farci gustare il panorama, permette di capire quanti pericoli siano ancora in agguato.

 

 


La simpatia dei personaggi non ha eguali, ma graficamente Zack & Wiki poteva dare ancora di più.

 


Il sadismo degli sviluppatori è fuori dall'umana comprensione: i tesori sono sempre a portata di mano, ma raggiungerli chissà perché non è mai così facile...

TRAMA: 7,0

+ Personaggi matti!

- Trama non sempre all'altezza.

GRAFICA: 8,0

+ Colori brillanti e scenari dettagliati.

- Nulla di next-gen...

SONORO: 7,6

+ La musica non distrae...

- ...Ma il tema è uno solo!

GIOCABILITà: 8,8

+ Wiimote sviscerato.

- Non è un titolo per tutti.

LONGEVITà: 8,5

+ Tantissimi segreti...

- ...Ma non tutti avranno la voglia di sbloccarli!

GLOBALE: 8,3

In conclusione, 

Zack & Wiki Il Tesoro del Pirata Barbaros deve fungere da esempio per tutte le terze parti che intendono sviluppare un titolo per Wii.

Se si vuole creare qualcosa di unico e simpatico che sfrutti l'incredibile Wiimote, allora questa è la direzione giusta.

Zack & Wiki Il Tesoro del Pirata Barbaros è un titolo originale, unico, fresco come una rosa e foriero di un'incredibile dose di divertimento. Certo, non è adatto a tutti e alcuni enigmi un po' troppo cervellotici rischieranno di far venire un bel mal di testa a chi predilige l'azione alla soluzione di un enigma.

Tuttavia, se siete alla ricerca di qualcosa di veramente innovativo, che possa essere definito come il naturale erede del genere "punta e clicca", allora l'ultima fatica Capcom è ciò che fa per voi.

Chi trova Zack & Wiki trova un tesoro!!

I punta & clicca arrivano su Wii! Cosa dite? No no, non avete sbagliato recensione…

 

In effetti il rischio di porsi un dubbio simile, può affiorare, specialmente se conoscete ancora poco Zack & Wiki. Oppure, pensavate di conoscerlo benissimo ma vi aspettavate tutto meno che fosse il genere nominato nel sottotitolo. La verità, è proprio questa: il gioco che stiamo per andare ad analizzare avrà una grafica bellissima e coloratissima, certo, due personaggi strambi che più strambi non si può, come darvi torto, ma sotto questa patina schietta e spensierata si cela un meraviglioso e, sinceramente, insperato, gioco d’altri tempi. E quando un gioco d’altri tempi sbarca su una console che sprizza tecnologia da tutti i pori, il risultato è semplicemente esplosivo.

 

OLD SCHOOL E NEW GENERATION

Frasi di simile significato erano state spese in occasione della recensione di Resident Evil: The Umbrella Chronicles, apparsa giusto il numero scorso. Il gioco in questione, promosso seppur con qualche remora dalla vostra redazione preferita, si era soprattutto distinto per quell’aspetto “retro” che andava a combaciare con le meraviglie del Wiimote, supportato per l’occasione dallo Zapper. Maciullare zombie in un uno sparatutto on rail e con in mano un simile gingillino, era un qualcosa di estremamente godibile. Non è insomma un caso se il Meyf, portale notoriamente “puntiglioso”, ha valutato RE:UC con un ottimo 7,9. Anche in questo caso, si è trattato di un genere ormai morto e defunto, rispolverato con un nuovissimo sistema di controllo, che naturalmente ha donato nuova linfa ad un genere oramai superato.

L’unico elemento in comune di RE:UC e Zack & Wiki si trova nello sviluppo, affidato in entrambe le occasione alla celebre Capcom. La software house giapponese, diciamolo senza remore, ci ha doppiamente preso in giro. Ma di questa presa in giro ne siamo felicissimi.

Dapprima ha sfruttato un marchio celebre come Resident Evil per “propinarci” (virgolette d’obbligo) uno sparatutto su binari e poi ha fatto di tutto per far sembrare un Punta & Clicca come un coloratissimo platform. No no no cara Capcom, così non si fa. Eppure, pur mantenendo una punta di sana rabbia, ti ringraziamo con tutto il cuore per averci preso così bellamente per i fondelli.

Laddove nessuno se l’aspettava, Capcom con grande coraggio rispolvera un altro genere ben avviato, purtroppo, sul viale del tramonto, quello dei Punta & Clicca ovviamente. Con Zack & Wiki la famosa software house nipponica ha colto l’occasione per dare una bella ripulita archeologica, andando a rispolverare un altro genere in questi ultimi anni, a torto, abbandonato. Una console potenzialmente “semplice” come il Wii ben si predispone al genere, proprio come il DS. Proprio sul doppio schermo Nintendo sono apparsi alcuni ottimi esponenti del genere, come Another Code e Hotel Dusk, per cui perché non provarci anche su Wii? In effetti il Wiimote è pronto a sostituire concettualmente il mouse per quanto riguarda le celebri avventure testuali per PC e in effetti, nel caso di Zack & Wiki, l’obiettivo è stato centrato in pieno.

             

DUE EROI ALLA RICERCA DEL TESORO

Zack è un impavido apprendista pirata che si mette all’ostinata ricerca dei tesori sparsi per il mondo, attirando ovviamente la rabbia di pirati un po’ “navigati”. Ed è dopo una caduta su un’isola misteriosa che Zack viene a conoscenza di Barbaros, il leggendario pirata al quale è stata lanciata una maledizione che l’ha costretto praticamente ad uno scheletro. Ma c’è un modo per far tornare Barbaros come il leggendario pirata d’un tempo; bisogna che Zack trovi i dodici tesori di Barbaros che si sono sparsi per il mondo. Il pirata in questione, per incentivare Zack, gli promette come premio speciale la mitica Nave Fantasma, praticamente il sogno proibito di ogni pirata che si rispetti, Zack incluso, ovviamente.

Wiki è invece il simpatico (oddio, mica tanto!) eroe che coadiuverà Zack nell’ardua impresa. Non sono chiarissimi per la verità né l’origine di Wiki né come i due protagonisti si siano conosciuti e forse questi aspetti in sede narrativa avrebbero potuto anche essere sviluppati con maggior cognizione. Ad ogni modo, Wiki sarà una presenza fondamentale, non tanto per i suoi odiosi versi che di tanto in tanto echeggiano, quanto la sua capacità di fornire qualche consiglio a Zack ma soprattutto di trasformarsi in una campana. Questa abilità è fondamentale, giacchè permette a Wiki di trasformare alcune specie di animali (o anche umane) in utensili. Scotendo il Wiimote per qualche secondo insomma potremo trasformare un serpente in cacciavite, un castoro in trivellatrice, un pipistrello in un ombrello oppure un umanoide in totem. Questa è l’azione più importante di tutte per l’economia del gioco, perché la risoluzione degli ingegnosi enigmi passa attraverso l’uso particolare di ogni oggetto. In poche parole, qualsiasi meccanismo verrà sbloccato tramite l’uso di un determinato utensile al momento giusto. Quest’ultima precisazione è importante dal momento che in Zack & Wiki si può morire. Non è una cosa per la verità capita spessissimo, ma capita. Se per qualche motivo abbiamo errato (ci siamo avvicinati troppo ad un gruppo di cannibali oppure abbiamo attivato una statua congelante senza avere aperto l’ombrello), ecco che parte una scenetta, per la verità simpatica, che anticipa la schermata del classico Game Over. Quando ciò avviene, il giocatore avrà sostanzialmente due opzioni: la prima consiste nel ricominciare il livello da capo (cosa consigliabile, dal momento che anche quelli più avanzati sono piuttosto concentrati e non molto lunghi), oppure ci si può sempre rivolgere all’Oracolo. Questa simpatica (ma anche un po’ avida…) coniglietta ci potrà far riprendere comunque il livello dal medesimo punto della nostre morte, sborsando una Bambola di Platino (vedremo meglio tra poco di cosa si tratta). Tuttavia, non è l’unico caso per il quale potremo richiamare l’Oracolo; premendo il tasto 1 in qualsiasi momento, e soprattutto tirando fuori una Bambola d’Oro, potremo chiederle un prezioso suggerimento qualora ci fossimo bloccati.

Ma cosa sono queste Bambole poc’anzi citate? Non sono altro che “coupon” che dovremo sborsare all’Oracolo allorché incappassimo in una di quelle due situazioni appena citate. Per comprare questi coupon, sarà sufficiente rivolgersi alla coniglietta stessa durante la “pausa” tra un livello e l’altro, pagando una somma di denaro che raccoglieremo nel corso dei livelli.

Un altro aspetto interessantissimo di Zack & Wiki, che gli dona anche un incredibile livello di rigiocabilità, va ricondotto in un sistema di punteggio che premia, in pratica, i giocatori più geniali. Ad ogni enigma risolto, verrà assegnato un certo punteggio, che ovviamente verrà anche influenzato dal numero di tentativi che il giocatore applicherà prima di risolvere l’indovinello. Quasi sempre non si ottiene mai il punteggio massimo, per cui è consigliabile rigiocare un livello perlomeno almeno una seconda volta se si aspira al best score. Questo punteggio serve sostanzialmente per ottenere Bambole extra oppure per far salire di livello piratesco il nostro Zack.

Alla fine di ogni “mondo” poi (ognuno è composto da 4-5 livelli) dovremo affrontare anche il classico Boss di fine livello. Considerando che né Zack, né tantomeno Wiki affrontano direttamente i nemici, anche nel caso del Boss bisognerà escogitare qualche azione che permetta al mostro in questione di perire. Insomma, nonostante ci troveremo dinanzi a creature dalle abominevoli dimensioni, l’arma migliore da spolverare sarà sempre e comunque la nostra materia grigia.

 

IL TESORO STA NEL WIIMOTE

Il gioco di per sé è abbastanza impegnativo (anche se il grado di difficoltà è naturalmente proporzionale al vostro grado di dimestichezza con il genere in questione), eppure il sistema di controllo è semplicissimo, per tutti i tipi di giocatori. Il nunchuk nel caso di Zack & Wiki non è contemplato, dato che il 100% della mappatura è affidata al solo Wiimote (e già questo aspetto è abbastanza sintomatico). Ma al di là di questo i tasti del telecomando Wii vengono utilizzati veramente poco: A possiede, prevedibilmente, la funzione di “tasto tuttofare”, + per attivare il menu di gioco e 1 per chiamare l’Oracolo, punto. Tutto il resto è assegnato all’affidabilissimo puntatore di movimento. Ed è veramente incredibile scoprire come Capcom l’abbia sfruttato a meraviglia, girandolo, rigirandolo, scotendolo, il tutto con una continuità impressionante, e con il conseguente divertimento che ne scaturisce il fantasioso uso del Wiimote. Anche il mirino a forma di stella costantemente presente sullo schermo, ha un ruolo di primaria importanza; quando è giallo, permette di far camminare Zack nella direzione che vogliamo, semplicemente premendo A, dal momento che il giocatore non controllerà direttamente Zack. Quando il mirino invece si colora di rosa, significa che in qualche modo possiamo intergire con la parte di schermo selezionata.

Il gameplay di Zack & Wiki insomma è veramente eccezionale; il sistema di controllo è trasparente e fantasioso che magicamente ben si integra con il genere dei Punta & Clicca. Gli enigmi proposti sono intelligenti ed ingegnoso e spesso davvero ci si chiede come Capcom abbia costruito un gioco di simile acume. Badate bene, la soluzione non è quasi mai celata, ma qualsiasi giocatore alle prese con Zack & Wiki dovrà certamente spremere le meningi prima di risalire alla soluzione corretta.

 

MERAVIGLIA… GRAFICA

Anche graficamente parlando, l’ultima fatica Capcom ha veramente tanta qualità da vendere: i colori sono brillantissimi, grazie soprattutto all’eccellente uso del Cel Shading che sprizza personalità da tutti i pori e che presente uno stile smaccatamente nipponico, il che fa sempre piacere. Ottima anche la caratterizzazione dei personaggi, anch’essi resi alla perfezione dalla tecnica grafica utilizzata dagli sviluppatori. Altresì la qualità delle ambientazioni è davvero eccellente, seppur alcuni livelli siano complessivamente meno dettagliati di altri. Graficamente comunque Zack & Wiki è davvero una gioia per gli occhi, posizionando il gioco tra le vette più alte dei giochi che fin’ora hanno sfruttato meglio l’hardware del Wii. Parliamoci chiaro, dopo Mario Galaxy e Metroid Prime 3, in termini di grafica, c’è senz’altro Zack & Wiki.

Il comparto sonoro non regala invece particolari picchi; più che altro, le musichette di sottofondo che accompagnano l’avventura sono molto carine e rilassanti, il punto è che sono poche proprio a livello numerico. In certi livelli, il silenzio regna sovrano ed è una scelta anche abbastanza discutibile.

 

MERAVIGLIA… E BASTA

Il risultato finale comunque è in buona sostanza un perfetto mix fra tradizione e innovazione. La tradizione è rappresentata da un genere che sembrava ormai morto e defunto ma che, grazie all’innovazione del Wii appunto, riaffiora più vivo che mai. Il merito va riconosciuto senza dubbio a Capcom, che ha costruito un titolo valido sotto quasi tutti gli aspetti, ricchissimo di idee e tecnicamente curatissimo. Avrebbe forse potuto sviluppare meglio certi aspetti della trama o impreziosito qualche dialogo (altri due punti di forza delle migliori avventure testuali), ma ciò non intacca minimamente il valore globale di Zack & Wiki.

Paradossalmente il difetto principale è forse la natura stessa del gioco: come ribadito più volte all’interno dell’articolo, il genere dei Punta & Clicca si è avviato sulla via del tramonto da un bel po’ di anni, per cui i giocatori moderni potrebbero anche non apprezzare l’opera Capcom come si dovrebbe. Ma sappiate che questo, a nostro avviso, è uno dei migliori prodotti disponibili per Wii. Per cui, se possedete la console, il nostro consiglio è quello di acquistare comunque Zack & Wiki: Il tesoro del pirata Barbaros; la sua grafica bellissima, la simpatia dei suoi protagonisti e la semplicità del sistema di controllo potrebbero farvi scoprire, in men che non si dica, un meraviglioso e luccicante tesoro.

 

Autore: Alessio Dossena

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