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RECENSIONE DI: NEED FOR SPEED CARBON - OWN THE CITY

Sistema: GBA
Target: 3+
Genere: Automobilistico
Giocatori: 1

Wireless Single Card: /
Produttore: EA
Sviluppatore: EA Sports
Distributore: EA
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile


Testo in italiano


I modelli tridimensionali delle vetture sono stati realizzati con dovizia di particolari.

 


La città, almeno all'inizio, stupisce per via della buona realizzazione grafica.

 


Come nella versione DS, la storia viene narrata sottoforma di un comic americano.

 


Purtroppo molto spesso i particolari dello sfondo si amalgamano creando confusione.

TRAMA:  6,5

+ La trama più interessante di un NFS.

- Si poteva escogitare qualche colpo di scena in più...

GRAFICA: 7,3

+ Fluida e solida.

- Scarna e impastata.

SONORO: 8,1

+ Ottime musiche...

- A tratti gracchianti.

GIOCABILITà: 6,5

+ Sulle prime diverte...

- Track design troppo ripetitivo, alla lunga stanca.

LONGEVITà: 6,5

+ 5 modalità.

- Dov'è finita la connessione via cavo tra più console!?

GLOBALE: 7,0

In conclusione,  Need for Speed Carbon riesce a vincere la scommessa anche su Advance. Qualitativamente non siamo ai livelli della versione DS, ma il lavoro svolto non deluderà comunque tutti i possessori di GBA che attendono da tempo un titolo del genere.

Necessito di Velocità.

A meno che non abbiate passato gli ultimi anni della vostra vita in un mulino a vento, è impossibile che non siate stati invitati, almeno una volta, a provare un qualsiasi Need For Speed.

Sbocciata, su console, nell’era dei 128 bit, la saga si è imposta subito come termine di paragone di un genere che quasi è stato inventato dalla EA stessa: i giochi di auto dove l’importante non è tanto cosa accade in pista, bensì quello che succede prima.

Da sempre supportate da modifiche da fare invidia a Barman, le auto di NFS sono sempre state soggette a modifiche al limite del possibile.

Questo Own the City è l’ultimo testimone di questa dinastia: abbandonato l’Underground cittadino, le corse illegali si sono spostate nel bel mezzo della città e nei suoi dintorni.. Ma cosa ci abbiamo guadagnato?

 

Necessito di Adrenalina.

Titolo previsto per tutte le piattaforme esistenti (alla faccia dell’era delle esclusive), questo Need For Speed Carbon – Own the City si presenta sul piccolo portatile Nintendo (che sia Advance o Micro poco importa) in un momento particolarmente critico sulla tabella di marcia dei distributori: il Natale.  Se la genesi del titolo automobilistico EA sia stata accelerata per motivi di marketing non ci è dato saperlo, ma sicuramente la sua presenza in questo periodo non è casuale.

Le 15 auto su licenza presenti permetteranno al giocatore di percorrere i 12 tracciati: se le prime sono caratterizzate abbastanza bene, anche grazie alle modifiche che personalizzano l’auto, i secondi in realtà non brillano di luce propria sotto l’aspetto della creatività; abbastanza simili tra loro, non riescono a dare quel brivido d’imprevedibilità che ci si  aspetterebbe soprattutto per la presenza solo di un paio di bivi, per di più abbastanza prevedibili (e segnati sulla cartina)

La città, complice l’hardware, è abbastanza piatta senza veri punti di riconoscimento che possano far distinguere i vari quartieri tra loro.

Difatti la metropoli è stata suddivisa in varie zone: al giocatore il compito di conquistarle nella modalità carriera. Qui la trama è abbastanza banale ( “Ti hanno ucciso il fratello e hai perso la memoria. Ora andiamo a conquistare tutto”) e consiste in un susseguirsi di gare di diverso genere; si passa dal classico circuito allo Spint passando per l’eliminazione e il cacciatore. In queste gare non sarete mai soli bensì parteciperete alla sfide con un vostro fido compagno.

Richiamabili durante la gara, i vostri amichetti di scorribande illegali vi daranno una mano a far aumentare la vostra reputazione nella città malavitosa.

Esistono principalmente due tipi di compagni di viaggio: l’attaccabrighe e il gregario.

Il primo cerca in tutti i modi di attaccare e fermare gli avversari, permettendo così di guadagnare terreno prezioso. Il secondo invece vi sorpasserà così che gli potrete prendere la scia e ricaricare la barra di Nos.

L’ N2O vi permetterà, come al solito, di percorrere brevi tratti a velocità incredibili, permettendovi di raddrizzare una partita che sta prendendo la strada sbagliata.

Parlando di Nos è impossibile non notare il frame rate: sempre costante e solido, il gioco fila liscio come l’olio, e nei momenti in cui si usa la reazione magica il paesaggio si deforma, come Burnout ha ultimamente insegnato, rendendo il punto focale più nitido.

Tutto questo è stato possibile grazie ad una tecnica dei programmatori che non consente a più di due auto (oltre a quella del giocatore) di affollare il piccolo schermo del GameBoy Advance. Come già potuto apprezzare in altri giochi, la furbizia in questione riesce certamente a tenere fluido il ritmo di gioco, ma spezza in parte l’atmosfera fumosa e caotica di una gara clandestina.

Continuando a parlare del reparto tecnico, bisogna comunque applaudire EA perché è riuscita a spremere gran parte di un hardware che è sempre stato timoroso nei confronti del 3D. Seppur qui la terza dimensione costi al gioco uno stile grezzo, quasi spartano, sia nelle ambientazioni sia nella riproduzione delle auto, non crediamo fosse comunque possibile andare molto oltre.

Buone anche le musiche, che creano atmosfera nei menù e che non disturbano mai nella gara, proponendosi come sottofondi al rumoroso rombo del motore.

 

Necessito di opzioni.

Facendo un giro nella dash del gioco possiamo trovare qualche opzione interessante: per esempio si può modificare la visuale (anche se in prima persona il gioco diventa più complesso), modificare il cambio (automatico o manuale?) o infine selezionare le miglia orarie come unità di misura sull’HUD, da qui disattivabile.

Ma alla fine,che cosa ci rimane?

Un gioco semplice, con una grafica che mostra picchi e pecche dell’Hardware su cui gira, una giocabilità sempre solida con un livello di difficoltà stimolante.

Un gioco che venderà sicuramente, soprattutto per essere impachettato e messo sotto un pino natalizio, ma che comunque non convince fino infondo.

 

MI FERMO PER FARE RIFORNIMENTO!

Insomma, Need for Speed Carbon - Own the City, non è certo uno sprovveduto: come titolo si è impegnato seriamente per dare il meglio anche su di una console dalle limitate caratteristiche tecniche.

Il piccolo GBA muove quasi senza fatica la grande metropoli americana che ci troveremo a conquistare, con una fluidità d'aggiornamento dello schermo sempre accettabile e costante.

I grattacieli, le vie, le perfiferie, le zone industriali, sono state ricreate in solidi poligoni anche nel piccolo visore del Game Boy Advance e per quanto fermarsi accanto allo scenario significhi notare quanto impastate siano le texture, galoppando velocemente col proprio bolide godrete comunque di un buon colpo d'occhio.

A far da sfondo a tutto questo ci pensa un autoradio virtuale ricca di brani campionati in modo a dir poco eccellente, se si pensa che i suoni provengono dall'altoparlante del Game Boy! Anche gli effetti FX, prevalentemente i motori delle macchine, le frenate, ed il rumore degli incidenti, sono stati riprodotti più che degnamente.

Il track design è ridotto all'osso, soprattutto per via delle potenzialità della console, ma il gioco si fa giocare, grazie a controlli semplici ed intuitivi.

Per quanto riguarda la longevità, infine, la modalità Carriera riuscirà a garantirvi un discreto numero di ore spensierate, finita quella potrete poi sempre affondare i denti sulle altre quattro opzioni di gioco.

 

Autore: Niccolò Ballerio

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