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RECENSIONE DI: CUSTOM ROBO ARENA

Sistema: DS
Target: 7+
Genere: Picchiaduro
Giocatori: 1/2

Wireless Single Card:

Wi-Fi:
Produttore: Nintendo
Sviluppatore: Noise
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

Testo a schermo in italiano


Durante i combattimenti potrete monitorare lo stato del vostro robot grazie alle informazioni riportate sul touch screen.

 


Personalizzare il proprio beniamino è, ovviamente, la parte più intrigante.

 


Le arene non sono mal fatte ma certo è che il DS ha visto di meglio...

TRAMA: 6,8

+ Collega bene gli scontri...

- ...Ma è priva di spunti interessanti.

GRAFICA: 7,3

+ Fluida nei combattimenti.

- Primitiva nelle fasi RPG

SONORO: 7,5

+ Musiche rilassanti...

- ...Alla lunga ripetitive.

GIOCABILITà: 7,9

+ Scontri divertenti...

- ...Ma ripetitivi.

LONGEVITà: 7,9

+ Ottima mode on line.

- Il single p. poteva essere più curato.

GLOBALE: 7,5

In conclusione, Custom Robo Arena è un prodotto che, nonostante i difetti, si dimostra comunque interessante. Grazie alla possibilità di personalizzare graficamente (e non solo!) i robot vi terrà infatti incollati a lungo ai visori del piccolo DS. L'ottima modalità on line e la buona mode multiplayer in locale lo rendono di fatto sconsigliato a chi ha in programma esclusivamente tediose maratone solo soletto...

CHE NE DITE DI UN BEL COMBATTIMENTO TRA ROBOT?

GIUSTO PER INGANNARE L’ATTESA DI POKéMON DIAMANTE E PERLA…

 

L’arrivo dell’estate è sempre un banco di prova molto importante per il settore dei portatili, forse ancora di più di quello Natalizio.

Le console casalinghe si spengono, si fanno le valigie e tra secchielli e palette c’è spazio anche per un DS, magari con qualche gioco (nuovo).

La Nintendo, con la sua esperienza decennale, lo sa bene ed infatti ha messo al lavoro i propri geni per lanciare un gioco sul mercato in tempo per questo assalto ai negozi.

A dire la verità la campagna marketing non è delle migliori ( colpa dell’uscita ravvicinata del Wii?) ma, detto tra noi, poco importa.

Quello che davvero ci interessa è capire se questo Custom Robo Arena è degno o no di infilarsi nei nostri zainetti e se presenta un gameplay valido che possa divertire.

Trasformatevi in robot, e seguiteci in questa recensione….

 

Nell’arena si combatte…fino alla morte!

L’idea di un mondo basato su robot giganti non è certamente una novità e questo Custom Robo Arena non fa nessuna eccezione: ambientato in un futuro abbastanza vicino, un intrattenimento molto usuale e conosciuto tra i giovani sta diventato qualcosa di più che un fenomeno sociale.

I Robot, controllati mentalmente dagli esseri umani, stanno dando una grossa mano in più campi: dal mantenimento dell’ordine nelle città fino alla ricerca aereo-spaziale.

Il protagonista del gioco, che viene battezzato dal giocatore già nelle prime schermate, è un adolescente che si è appena trasferito in una nuova città; inoltre è il suo compleanno e il padre, instancabile programmatore di Custom Robo, decide di regalare al figliolo il suo primo robot, con la promessa di non esagerare e non trascurare gli studi ( cosa che puntualmente avverrà ).

Dopo aver fatto la colazione con la propria famiglia ( saltare un pasto qui è quasi impossibile) ci dirigiamo verso il nostro primo giorno di scuola nella nuova città: ad attenderci troviamo un clima teso, a causa dell’imminente gara di Custom Robo tra le diverse squadre dell’istituto ( chiamato Meridiana) che deciderà chi passerà ai turni successivi di un torneo locale molto importante.

Il nostro personaggio, spinto un po’ dai fatti, entra nei “Number One”, un clan in decadimento ma composto da due individui molto capaci: quale miglior pretesto che provare il regalo di papà?

In questa fase inizia l’apprendimento  delle basi del combattimento nell’arena: il mech si comanda attraverso la croce direzionale, mentre la fase offensiva è affidata all’utilizzo di tutti i bottoni disponibili, per una maggior varietà di fuoco.

 

Il pregio di questo gioco è certamente la possibilità di comporre, come se fosse un lego, il nostro robot fatto su misura, modificandolo ( come in un Need For Speed qualsiasi) in tutte le sue parti.

Esistono più di 200 pezzi, e trovare un mostro tecnologico uguale ad un altro, nelle fasi più avanzate di gioco, è certamente difficile, se non impossibile.

Possiamo modificare le gambe ( meglio svolazzare per qualche secondo o correre più velocemente?), il fucile ( tra lanciafiamme e mitraglie c’è l’imbarazzo della scelta), la bomba ( colpi  limitati ma molto potenti), il corpo ed infine il drone, peste tecnologica che non vede l’ora di farsi esplodere.

Ogni oggetto ha una piccola descrizione ed è costituito da 5 caratteristiche che influenzeranno profondamente le tattiche in combattimento.

Una volta scesi nell’arena ( ne esistono di diverse tipologie, da quella con tanti ripari a quella con nastri mobili ) i tatticismi pre-gara si fanno sentire, anche se la mano lesta e una buona dose di fortuna la fanno da padroni.

I combattenti svolazzano qua e là, evitando i colpi nemici: non esistono armi di difesa, quindi vi troverete molto spesso a scappare.

La struttura generale funziona e raramente durante uno scontro vi annoierete, poiché quest’ultimo è sempre molto frenetico e non ammette momenti di distrazione.

In realtà lo scopo è sempre quello di abbattere l’avversario con colpi sempre più potenti, quindi se l’idea di plasmare un robot non vi ispira…allora vi precludete gran parte del divertimento del gioco.

Infatti la trama, brevemente introdotta poco sopra, non offre spunti veramente interessanti ed è un semplice pretesto per collegare una sfida con l’altra.

La vera pecca dei momenti per così dire “esplorativi” è la grafica: la città, i personaggi, il paesaggio in generale è semplicemente abbozzato, tanto da risultare scarno in tutti i suoi frangenti.

Gli interni ricordano molto da vicino i giochi fatti con RPG Maker, e questo non è certamente un merito, anzi…

Il gioco si riscatta però alla grande nei combattimenti veri e propri, dove una grafica 3D riesce a seguire gli spostamenti felini dei giocatori, senza mai arrancare o inquadrare il punto sbagliato.

Ci troviamo quindi davanti a un comparto tecnico duplice: da una parte sprite bidimensionali grezzi e preistorici, dall’altra frenetici movimenti supportati da un buon motore poligonale.

Comun denominatore tra i due è l’audio, molto hi tech e in linea col gioco.

Nelle fasi esplorative propone sempre gli stessi motivi, comunque orecchiabili e piacevoli, mentre durante i combattimenti pompa adrenalina  anche grazie agli effetti sonori sempre azzeccati e mai fuori luogo.

 

Ascesa al potere

Nelle prima battute di gioco il giocatore si trova quasi frastornato: l’assenza di un tutorial vero e proprio rischia di scoraggiare i meno volenterosi, ma già dopo una trentina di minuti si capisce che questa mancanza non è dovuta ad un errore dei programmatori Nintendo, bensì al fatto che sarebbe risultato semplicemente inutile e superfluo.

Ma la verità definitiva la si raggiunge dopo molte ore di gioco: tutto il single player è in verità un tutorial, mirato ad addestrare il giocatore cosicché sia pronto ad affacciarsi alle sfide multyplayer.

I giocatori supportati sono due sia con il game-sharing sia con la modalità con più schede di gioco: ovviamente il divertimento raddoppia, soprattutto se i pretendenti sono di pari livello.

Ma il vero cuore del gioco è l’online.

Molto simile in quanto a impostazione a Metroid Prime Hunters, possiamo dedicarci a sfide contro quelli che consideravamo “amici” o contro i “rivali”.

Ovviamente si può sfidare qualcuno casualmente, sia senza limiti sia ponendo dei paletti alla ricerca ( per esempio l’utilizzo di pezzi “illegali” ).

Il livello di lag è certamente accettabile nelle partite contro gli sconosciuti, e non intacca la giocabilità frenetica; contro invece utenti a banda larga sembra quasi di giocare offline.

Con una piccola differenza: qui non si fanno sconti.

Per questo precedentemente si accennava a come l’intero single player fosse un tutorial per le sfide online; presentarsi con un robot non elaborato equivale a sfidare Mike Tyson armati di un solo ombrello: non ci sono chances.

Il lettore attento si sarà però accorto di una contraddizione: come può un gioco mirato a divertire il fruitore tra un salto in piscina e l’altro proporre come modalità principale quella online?

Questo quesito non deve però aver modificato la tabella di marcia dei designer Nintendo: infondo, il prodotto che avevano tra le mani, era di un livello indubbiamente elevato.

 

Autore: Niccolò Ballerio

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