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RECENSIONE DI: FINAL FANTASY III

Sistema: DS
Target: 12+
Genere: Gioco di Ruolo
Giocatori: 1

Wireless Single Card: No

Wi-Fi:
Produttore: Square-Enix
Sviluppatore: Square
Distributore: Halifax
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

Testo a schermo in italiano


I modelli poligonali dei personaggi sono realizzati con gran gusto...

 


...Di contro le mappe sono rimaste uguali alla versione ad otto bit. Così non si fa!

 


Anche alcuni dungeon si rivelano sottotono, mostrando stanze spoglie e tutte uguali.

 


Diversi scorci regalano colpi d'occhio davvero imbattibili. Peccato che sotto questo profilo la qualità sia altalenante.

 


Le battaglie sono rimaste invariate rispetto all'originale, ora però i mostri sono composti da solidi poligoni e fanno davvero paura. Insomma...

TRAMA: 7,0

+ Ottima localizzazione.

- La solita solfa.

GRAFICA: 7,8

+ Ottimi i modelli poligonali.

- Mappe e dungeon un po' spogli.

SONORO: 7,0

+ Musiche rilassanti...

- ...Alla lunga noiose.

GIOCABILITà: 7,5

+ Un grande GDR...

- ...Che non si è rinverdito e non sfrutta il DS.

LONGEVITà: 8,5

+ 40 ore di gioco...

- Ritmo non sempre sostenuto.

GLOBALE: 7,8

In conclusione, Final Fantasy III è davvero una perla immancabile nella vostra ludoteca. Dal momento che è un episodio inedito per l'occidente, infatti, dovreste fare a gara solo per aggiudicarvelo dal vostro negoziante. E' e rimane, comunque, un titolo vecchio, che nonostante il parziale maquillage, stride in certi punti e si mostra farraginoso in altri. Oggi siamo abituati ad altri rpg, ma c'è sempre posto nella nostra ludoteca per un Final Fatasy come si deve!

E’ giunto tra noi il più bel GdR per DS

 

Strana storia quella di Final Fantasy III. Giunto in Giappone quasi 17 anni fa su NES, il gioco non fu mai stranamente convertito dall’allora Squaresoft né in America, né tantomento in Giappone. Ma la cosa ancora più strana forse è che, tra le tanti riedizioni che Square Enix ha lanciato negli anni, nessuna di queste prevedeva un FF3 non dico “rimasterizzato”, ma perlomeno tradotto in una lingua più comprensibile a noi occidentali. Non c’è dunque da stupirsi se per molti collezionisti e fans di tutto ciò che è griffato “Final Fantasy” in tutti questi anni si sono crucciati per quel buco apparentemente insanabile presente nella collezione dei vari episodi, conversioni, spin off e chi più ne ha più ne metta. Tuttavia, Square Enix quasi un paio di anni fa, comunicò al mondo videoludico un progetto veramente interessante, ovvero lo sviluppo di un remake proprio del terzo episodio, naturalmente previsto per tutti i mercati europei e debitamente tradotto. Naturalmente gli urli di gioia e gaudio si innalzarono al cielo da parte di tutti i “FF maniaci”, che cominciarono a guardare quel buco di collezione di cui si diceva prima con occhio ben diverso.

Secondo i primissimi piani, questo remake sarebbe dovuto comparire su PS2, ma dato il grandissimo successo che il DS stava riscotendo, contemporaneo ad una logica decrescente popolarità del fenomeno PS2, Square Enix cambiò idea, puntando tutto sul bivalve Nintendo. E, confrontando tale decisione con il risultato finale, non si può certo fare un torto alla software house giapponese, tutt’altro. Infatti Final Fantasy III si potrebbe tranquillamente riassumere come il miglior prodotto della seconda era del binomio “Square Enix-Nintendo” il quale, come molti di voi sapranno, si interruppe bruscamente nel 1996, allorché Square Enix stava sviluppando il celebre settimo capitolo della saga su Nintendo 64, sviluppo che, ovviamente, trasferì armi e bagagli su PlayStation, decretando di fatto la popolarità che tale console ha iniziato a macinare in tutto il mondo. A dir la verità non sono ancora del tutto chiari i motivi che portarono a tale spaccatura tra le due software house: ciò che conta, è che nel 2003 quella sorta di “muro” instaurato per svariati anni tra Nintendo e Square Enix è ormai definitivamente crollato e a goderne sono decisamente i possessori delle console Nintendo.

Come dicevo qualche riga fa, il remake di FF3 può essere considerato tranquillamente l’apice di questa “nuova” collaborazione e i motivi di questa convinzione sono più che giustificati da un gioco in grado di appassionare come pochi. E’ giunto il momento di entrare nel dettaglio, per cui mettetevi a vostro agio e fate un bel respiro profondo, perché sto per parlarvi di un cristallo prezioso e dal valore intrinseco assoluto…

 

FINAL-MENTE TRA NOI!

La trama narra di Forze oscure che stanno influenzando il mondo pacifico e saranno quattro guerrieri predestinati, i "Guerrieri della Luce", a riportare la luce di quattro cristalli nel mondo e a restaurare la pace. La causa del male è tale Zande, uno dei tre discepoli del grande saggio il quale gli ha donato in eredità una vita mortale come quella degli umani. Irato per il dono poco gradito del maestro, dal quale si aspettava immortalità e potere, Zande fa si che il male possa scendere sulla terra, per questo motivo invoca il male stesso la "nube dell'oscurità". Naturalmente questa bozza di trama rappresenta soltanto ciò che forma la base dell’intreccio narrativo del gioco, un intreccio che, come tradizione comanda, si arricchirà nel corso dell’avventura di nuovi nemici da stanare, di tantissimi personaggi da salvare e da sottotrame dalle quali si possa risalire alla verità. Tutto sommato, in termini di narrazione, ciò che viene raccontato in FF3 non si discosta poi molto dai canoni del genere, ma stiamo pur sempre parlando di un titolo che, in un certo senso, ha 17 anni sulle spalle. Anzi, per l’epoca una trama del genere rappresentava l’apice in questo senso. Nonostante ciò, il comparto narrativo alla base del gioco riesce ad appassionare e conquistare ancora oggi, nonostante sia passato più o meno un oceano sotto il ponte, in fatto di GdR…

 

CRISTALLO LUCENTE

Naturalmente il sistema di gioco non è che sia cambiato molto, perlomeno per quello che potevano essere i canoni riguardanti un GdR di 17 anni fa. Ancora una volta il nostro obiettivo, DS alla mano, sarà quello di potenziare il party composto dai quattro Guerrieri della Luce, cercando di accrescere i loro livelli combattendo con i nemici casuali (ahimè, ancora una volta presenti), incrementando al tempo stesso i valori delle loro statistiche che compongono ciascun membro. Come in ogni GdR “d’annata” che si rispetti, la fase di addestramento del party è un elemento essenziale se si vuole venire a capo ad ogni situazione. Se vediamo che non siamo assolutamente in grado di abbattere il classico boss di fine dungeon, allora sarebbe opportuno affrontare qualche incontro casuale ed accrescere i livelli dei nostri personaggi, magari cercando qualche bel negozietto che ne potenzi non solo l’attacco, ma anche la difesa. Badate bene, FF3 a differenza di altri GdR di stampo classicheggiante, non prende subito a schiaffi il giocatore, anzi. La trama per esempio stenta a decollare, ma al di là di questo già dalle prime battute acquisiremo esperienza, abilità, magie e soprattutto combatteremo con avversari non particolarmente tosti. Insomma, anche i giocatori alle prime armi, potrebbero trovarsi subito a loro agio con il sistema di gioco che sta alla base di Final Fantasy III.

Un’innovazione importantissima introdotta 17 anni fa e, ovviamente, ulteriormente arricchita in questo remake è senza dubbio rappresentata dal cosiddetto Job System. Tramite questo sistema, ogni personaggio viene vestito di una particolare “professione” (Guerriero, Mago nero, mago Bianco, ecc…) scelta in assoluta discrezione dal giocatore. La particolarità sta nel fatto che in base al Job posseduto, il personaggio in questione può utilizzare soltanto determinate abilità, armi o anche armamenti di difesa. Un Guerriero naturalmente farà di cappe e spada uno suo stile di vita, mentre al Mago Bianco non dispiacerà certamente curare i propri compagni in difficoltà, e così via. La profondità che tale sistema raggiunge, specie nelle battute di gioco avanzate, ha dell’impressionante e sarà certamente uno dei motivi che spingerà moltissimi possessori di un DS ad affrontare centinaia di scontri casuali o a provare tutte le combinazioni possibili.

 

OTTIMO LAVORO(?)

Dopo alcune ore passate incollate al DS, l’opinione che abbiamo acquisito di questo remake si alterna a tante luci e qualche ombra. Partiamo da un presupposto importante; Final Fantasy 3 è un grande gioco fondamentalmente, dotato di un sistema di gioco d’annata ma ancora incredibilmente divertente, una trama abbastanza scontata, ricchissimo di ambientazioni variegate e di cose da fare, oltre che accompagnato da un comparto tecnico senza dubbio di prim’ordine. Tuttavia, un dubbio sorge: nel senso, è assai probabile che se quello stesso Final Fantasy III di cui vi stiamo parlando ora è un ottimo gioco, grande parte del merito va attribuita alla versione originale datata 1990, giacchè l’impressione generale che ne abbiamo ricavato è che Square Enix in sede di sviluppo sia stata un po’ pigra.

Da un punto di vista squisitamente tecnico, c’è poco da eccepire. Graficamente Final Fantasy III è senza dubbio uno dei migliori prodotti disponibili per DS, soprattutto per merito di alcuni modelli poligonali squisiti (tutti i personaggi sono deliziosamente deformed), di ambientazioni bellissime e varie e di qualche effetto grafico non di poco conto. Peccato davvero per qualche textures un po’ sporca e per un vistoso calo di dettaglio della mappa del mondo, altrimenti il giudizio sulla grafica avrebbe potuto essere anche più lusinghiero di quello che effettivamente è. Anche il sonoro è di primissimo livello, dotato di uno stile unico che ci presenterà, nel corso dell’avventura, alcuni motivetti eccellenti (seppur alcuni tendono a ripetersi tra di loro).

Se ordunque Square Enix ha certamente svolto un lavoro più che buono da un punto tecnico, dal momento che FF3 sfrutta molto bene l’hardware della console, da un lato la software house giapponese non si è certo prodigata nel modificare il gameplay che sta alla base del gioco. Da questo punto di vista, il gioco è più o meno lo stesso di quello datato 1990 e forse qualche nuova quest, qualche nuova implementazione al gameplay sarebbe stata assolutamente gradita. Non solo, ma Final Fantasy III sfrutta solo in minima parte quelle che sono le peculiarità del DS. Certamente l’intera avventura è affrontabile con il pennino alla mano, ma ciò è sconsigliabile, giacchè si dimostra poco affidabile e soprattutto i vari menu di gioco presentano delle scritte troppo piccole, il che si traduce inevitabilmente in errori di puntamento, rendendo sicuramente preferibile un tipo di controllo classico. Lo schermo superiore rimane poi praticamente buoi per gran parte del gioco, esclusi i momenti dove agiremo sulla mappa del mondo. In questi frangenti tuttavia le uniche informazioni disponibili sullo schermo superiore sono rappresentate soltanto dai villaggi o dungeon fin qui fin qui visitati, nulla di più nulla di meno. Anche la tanto sbandierata compatibilità con la WFC, si traduce in una mera corrispondenza con gli amico dotati di Codice-Amico, null’altro. Questa dell’online rappresenta naturalmente un’altra occasione persa per migliorare il giudizio globale, un giudizio che comunque, al di là di quest’ultime considerazioni, si eleva ad una più che dignitosa valutazione, perché la verità è che di Final Fantasy III si può certo dire quello che si vuole, ma rimane comunque un GdR appassionante come pochi. Detto in parole povere: se possedete un DS, una capatina nei meravigliosi mondi di FF3 va obbligatoriamente fatta, senon’altro per respirare ancora una volta l’essenza antica del Gioco di Ruolo. Ma dal remake di Final Fantasy IV in lavorazione vogliamo che il piccolo DS venga sfruttato meglio!

 

Autore: Alessio Dossena

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