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RECENSIONE DI: ELEDEES

Sistema: Wii
Target: 3+
Genere: Sparattutto
Giocatori: 1/4

Wireless Single Card: /

Wi-Fi:
Produttore: Konami
Sviluppatore: Konami
Distributore: Halifax
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

Doppiaggio e testo a schermo in discreto italiano.


Eccolo qua! E' da tutta la recensione che ne parliamo e poi magari non sapete neppure cosa sia un Eledees. Simpatico, vero?

 


La cucina è sicuramente l'ambiente più insidioso: con tutti quegli elettrodomestici da mettere in funzione avrete il vostro bel da fare...

 


Per aprire un rubinetto basta girare la manopola ruotando il polso. La doccia fredda sveglierà un bel po' di spiritelli!

 


Nei livelli più avanzati arriverete a sollevare persino le automobili... e non solo quelle!

 


Ogni tanto potrete anche decidere di scattare una bella foto ricordo, magari da mandare ad un amico via Wi-Fi.

 


Purtroppo l'editor per i livelli non è particolarmente completo, ma scambiare le proprie creazioni via Wi-Fi è comunque una trovata divertente!

TRAMA: 7,5

+ L'idea degli spiritelli è carina!

- Ma non è sfruttata a fondo.

GRAFICA: 6,8

+ Interazione riuscita.

- Mappe poco dettagliate.

SONORO: 5,6

+ /

- La vera falla del gioco.

GIOCABILITà: 8,0

+ Il primo titolo di una terza parte a sfruttare davvero bene il Wiimote!

- ...Ma rimane la sensazione di giocare ad una demo.

LONGEVITà: 7,6

+ Tra il multiplayer e la possibilità di creare nuove mappe ci si può giocare parecchio.

- L'avventura non dura tanto...

GLOBALE: 7,1

In conclusione, 

Eledees è uno dei titoli non Nintendo più carini che ci sia. Una volta tanto, infatti, non è una semplice conversione arricchita dal sistema di controllo tutto matto del Wii ma un gioco pensato appositamente per l'ammiraglia Nintendo.

Come sfrutta lui il Wiimote, non lo sfrutta nessun'altro. Neppure Wii Play e Wii Sports.

Nonostante questo, però, un comparto tecnico davvero datato ed un motore fisico a dir poco ballerino ne minano in profondità la qualità, rendendolo agli occhi della gente come un passatempo da qualche minuto e nulla più. Un vero peccato.

UN BIMBO TUTTO SOLO VAGA IN UNA GRANDE CASA RIMASTA IN CERCA DEGLI SPIRITELLI DELLA LUCE... SUL WII QUESTO ED ALTRO!

 

Il primo titolo di Konami per Wii è in realtà una bella favola raccontata con dovizia di particolari da stupende e toccanti tavole acquerellate che apriranno il menu di gioco.

Il protagonista è infatti un bambino che si trova malauguratamente solo nella sua grande casa di periferia durante un black-out. Il piccolo, però, non si perde d’animo: si arma anzi di pistola laser e inizia a dar la caccia a quelli spiritelli della luce che potrebbero far tornare la corrente elettrica in tutta la città!

 

WII BETA VERSION!

Questo Eledees è uno sparattutto davvero particolare anche perché secondo noi non nasce come sparattutto, ma come “gioco per Wii”. Avete capito bene: etichettare Eledees (niente paura se iniziate ad essere confusi: prima si chiamava Elebits) sotto un genere lo costringerebbe ad indossare una specie di camicia di forza che ne limiterebbe le qualità e ne sbiadirebbe in parte l’identità. Konami, infatti, ha plasmato il suo gioco attorno al Telecomando Wii e a null’altro. Che poi sia venuto fuori un FPS, un platform o un racing-game ha minor importanza.

 

FAI ORDINE, NON IN CAMERA TUA: NEL GIOCO!

Avete presente quei film di fantascienza tipicamente anni ’80 nei quali si era soliti immaginare i pad del futuro come dei guanti particolari che potessero permettere di manipolare la realtà virtuale? Ecco, il principio che sta alla base di Eledees è proprio quello, solo che al posto del guanto c’è un puntatore, dunque al posto della mano virtuale ci sarà una pistola. E che pistola, visto che spara un raggio gravitazionale in grado di sollevare ogni oggetto.

Scopo di Eledees sarà infatti quello di affrontare ogni livello, alias ogni stanza della casa, recuperando gli spiritelli della luce (gli eledees, appunto) sparsi per la villetta del giovane protagonista. Al contrario dei comuni sparattutto in prima persona, però, i nostri nemici non saranno né cattivi (infatti non ci aggrediranno mai), né sempre pronti ad apparire all’improvviso. Tutt’altro: questi esserini a metà strada tra un insetto ciccione ed un fantasma ristretto sono timidi e paurosi e per questo si nascondono un po’ ovunque: nelle scatole dei biscotti, dietro i libri, nel salvadanaio, dentro le pentole…

 

ELEDEES MANSION?

Inutile dire che, girovagando per le ambientazioni di Eledees, viene più volte alla memoria Luigi’s Mansion. Anche allora, infatti, si girava per una grande villa con lo scopo di intrappolare i fantasmi, anche allora, per vederli apparire, occorreva molto spesso risolvere dei semplici enigmi come innaffiare dei fiori appassiti o accendere il fuoco nel camino. La torcia è sparita, sostituita dall’utile pistola laser che ci aiuterà ad entrare, di fatto, nel videogioco. Ma l’emozione rimane.

Per ritrovare gli spiritelli, basterà, oggi come allora (oggi con il laser, allora con l’aspirapolvere), mettere a soqquadro le stanze, aprendo cassetti, buttando all’aria i libri sulla scrivania, capovolgendo pentole sulla dispensa… Un po’ come quando in camera vostra non riuscite più a trovare qualcosa di importante ed iniziate a buttare tutto alla rinfusa!

 

“questi esserini a metà strada tra un insetto ciccione ed un fantasma ristretto sono timidi e paurosi e per questo si nascondono un po’ ovunque: nelle scatole dei biscotti, dietro i libri, nel salvadanaio, dentro le pentole…”

 

Dietro o dentro a molti oggetti, infatti, si nascondono gli spiritelli, necessari non solo a riportare la luce nelle varie stanze della casa e quindi a superare i livelli di gioco ma anche e soprattutto a potenziare il raggio gravitazionale dell’utile pistola. Più energia assorbirà, più oggetti pesanti potrete sollevare. Pensate che alla fine del gioco arriverete persino ad alzare come se nulla fosse automobili e intere villette!

L’interazione di Eledees consiste proprio nello spostare gli oggetti tridimensionali che affollano il campo di gioco ed il bello è che per farlo dovrete muovere il vostro braccio simulando proprio l’azione che dovreste compiere nella realtà. Un po’ come quando trascinate una cartella sul desktop, per spostare una cassa da destra a sinistra dovrete puntare la pistola, sparare, tener premuto il grilletto, spostare il braccio verso sinistra, quindi rilasciare l’oggetto. Per aprire un’anta, invece, dovrete afferrare la manopola, quindi ritrarre il braccio verso di voi mentre intanto lo allontanate dal corpo. Ancora: afferrare e capovolgere una bottiglia si tradurrà in una rotazione del braccio, mentre per svitare il tappo occorrerà ruotare semplicemente il polso.

Eledees è un gioco fisico: mentre sollevate uno scatolone pesante e la pistola inizia a cedere sotto il suo peso avvertirete stranamente una sensazione di fatica al braccio, quasi steste realmente facendo uno sforzo.

 

“Inutile dire che, girovagando per le ambientazioni di Eledees, viene più volte alla memoria Luigi’s Mansion. Anche allora, infatti, si girava per una grande villa con lo scopo di intrappolare i fantasmi, anche allora, per vederli apparire, occorreva molto spesso risolvere dei semplici enigmi.”

 

Ma il bello di Eledees sono anche gli enigmi sparsi per la felice villetta all’americana. Tutti gli oggetti più comuni possono essere combinati assieme o usati con intelligenza per far apparire qualche spiritello bonus. Ad esempio, se a prima vista nella pentola poggiata sul fornello elettrico sembra che non ci sia nient’altro che acqua, basterà accedere il fuoco per veder schizzar via qualche decina di spiritelli. Nel bagno, invece, tirando lo sciacquone provocherete un fuggi fuggi generale, così come in salotto vi basterà spostare un libro per… Insomma, i teneri Eledees sono assopiti un po’ ovunque. Spesso si è talmente impegnati a spostare gli oggetti più grossi che non ci si rende conto che basterebbe una semplice interazione con qualcosa di molto più piccolo per risolvere un enigma foriero di tantissimi spiritelli.

 

LA LUNGA MANO DEL WII!

Ma il titolo di Konami è particolare non solo perché ci ricorda Luigi’s Mansion, ma anche e soprattutto perché, dopo averlo giocato a fondo, si ha la sensazione di essere a metà strada tra un gioco ed una semplice demo tecnica. Come i giochini di Wii Play o Wing Island, infatti, molto spesso Eledees dà l’idea di esser stato pensato e costruito soltanto per rendervi partecipi delle possibilità offerte dal Wiimote. Insomma, anziché essere di fronte alla classica situazione in cui si compra la console per avere quel determinato titolo, qui è il gioco che gira attorno alla console, pubblicizzandone le caratteristiche.

Disquisizioni filosofico-videoludiche a parte, il mondo crepuscolare di Eledees non è, purtroppo, tutto rosa e fiori.

 

“Eledees è un gioco fisico: mentre sollevate uno scatolone pesante e la pistola inizia a cedere sotto il suo peso avvertirete stranamente una sensazione di fatica al braccio, quasi steste realmente facendo uno sforzo.”

 

A rovinare in maniera massiccia un gameplay tanto semplice quanto affascinante ci pensa un motore di gioco che proprio non ne vuol sapere di affacciarsi sulle novità dell’ultima generazione di console. Gli ambienti, per quanto variegati, sono tutti spogli e piuttosto semplici. Gli stessi oggetti 3D che compongono l’arredo sono creati con un numero davvero esiguo di poligoni senza contare poi che le texture potrebbero essere uscite direttamente da un Nintendo 64. E la situazione, poi, non migliora negli ultimi livelli, quelli ambientati all’aperto, quelli in cui sarà ancora più evidente l’estrema povertà di poligoni e dettagli. Insomma, è vero: Eledees è soprattutto un laboratorio in cui sperimentare le particolarità del Wii, ma oltre a questo è anche un gioco, per di più una specie di FPS, e noi dagli FPS pretendiamo una signora grafica, non texture scialbe e scalettature a iosa.

Inoltre, del tutto sballato risulta il motore fisico del gioco: nonostante Eledees punti proprio sullo spostamento degli oggetti nello spazio, basta lasciar cader qualcosa per vederlo rimbalzare in maniera totalmente irrealistica. Non avremmo mai preteso di avere effetti diversi a seconda del peso, della forma e del materiale dell’oggetto fatto cadere in terra, ma se una pallina di gomma rimbalza alla stregua di un libro o di un frigorifero qualcosa proprio non funziona.

Orribile il sonoro, con musiche dolci, a tratti mielose quindi melanconiche, in un mix trasognato che proprio non conquista, così come non conquista il parlato ad inizio gioco (da dimenticare!) e gli effetti sonori, più adatti ad una demo tecnica che a un titolo finito e in vendita sugli scaffali.

 

“si è fatto un gran parlare della modalità di gioco on line Wi-Fi Connection inaugurata con Mario Strikers Charged Football, ma in realtà le cose non stanno così dal momento che anche Eledees sfrutta la connessione ad Internet ed è persino uscito prima del gioco calcistico di Next Level Games!”

 

La giocabilità, invece, vola alto grazie ad una sensazione fisica che fin’ora solo Eledees ha saputo regalare. Quel Telecomando dà quasi un’inebriante sensazione di onnipotenza mentre lo si usa per sollevare un’automobile o una lavatrice!

Infine, prima di chiudere, una piccola curiosità: questo mese si è fatto un gran parlare della modalità di gioco on line Wi-Fi Connection inaugurata con Mario Strikers Charged Football, ma in realtà le cose non stanno così dal momento che anche Eledees sfrutta la connessione ad Internet ed è persino uscito prima del gioco calcistico di Next Level Games!

Certo, l’on line di Eledees è a dir poco limitato: serve solo per scambiare mappe modificate a piacimento o piccole foto scattate mentre si gioca, ma comunque essere c’è e come qualunque cosa in più fa piacere.

 

RITENTA, SARAI Più FORTUNATO!

Proprio per via di questa sua intrinseca natura di demo tecnica, Eledees non poteva certamente trasformarsi in un buon gioco, in un titolo finito, ma sarà sempre e solo una vetrina utile alle dimostrazioni del (non più) nuovo pad che tenete fra le mani. Per questo motivo sarebbe stato meglio che anche in Italia il titolo Konami venisse venduto sotto Natale, assieme ad altre “demo” come Wii Play e Wii Sports. Invece quell’insensato cambio di nome gli è costato quasi quattro mesi di ritardo e così arriva oggi qua da noi già stanco e con un retrogusto stantio. Ormai il pad del Wii lo conosciamo bene, dopo averlo usato come matti nei minigiochi di Rayman Raving Rabbids o in quelli ancora più pazzi di Wario Ware Smooth Moves, dunque non ci stupiamo più se basta puntarlo sul televisore per far sì che questo inizi a volare a qualche metro d’altezza…

 

Autore: Luisa Grotti

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