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NINTENDO FA LA PREZIOSA

Le regole che gestiscono il mercato sono poche e semplici. Più una cosa è richiesta, più il suo prezzo aumenta. Più una cosa è rara, più il suo prezzo aumenta. Se la "cosa" in questione è molto richiesta ed in più è introvabile, si creano paradossali situazioni nelle quali l'utenza può arrivare a sborsare più del dovuto pur di averla. Follia? Isteria collettiva? Non lo sappiamo, ma le regole del gioco sono queste. Sono, del resto, le regole che fanno aumentare il valore delle azioni, che "salgono" quando c'è mercato e "scendono" quando la richiesta viene meno.

La speculazione classica, non a caso, sfrutta le oscillazioni del mercato per ottenere un ingiusto profitto ai danni di terzi. Si creano cordate di imprenditori, si acquistano quante più azioni possibili pur di far aumentare il loro valore quindi, quando questo ha raggiunto i massimi, si vende tutto ciò che si ha acquistato. E lo si vende nel momento di richiesta massima, quando cioé è davvero svantaggioso acquistare, ma se tutti fanno così... perché tirarsi indietro?

 

Il risultato è che gli ultimi che arrivano, convinti di aver fatto un affare, hanno invece preso parte al gioco quando la patata bollente è sul punto di esplodere: la bolla si sgonfia, tutti gli imprenditori della cordata si affrettano a vendere le azioni e il titolo ha un tracollo.

No, non siamo diventati Il Sole 24 Ore, ma queste nozioni base sono essenziali per capire quello che sta accadendo, per alcuni, nel mercato videoludico.

Di ufficiale non c'è ancora nulla, ma le voci a riguardo si fanno sempre più intense.

Secondo diversi esperti della finanza, infatti, Nintendo starebbe attuando una vera e propria politica speculativa, limitando volutamente la produzione di console nei tre mercati per mantenere alta la richiesta. E questo, ovviamente, costituisce reato. Reato che, tra l'altro, negli USA è punito anche molto severamente.

Noi non ci butteremo né dietro l'angolo dell'imputato, né monteremo sul pulpito degli accusatori. Ci limiteremo però ad osservare i fatti che hanno caratterizzato

 

l'ascesa di Nintendo anche in casa a nostra.

Tra Marzo e Giugno, infatti, il Wii avrebbe venduto, anche in Italia, più di PS3 e 360 messe assieme, con un boom che supera il 150%. A fare da traino agli acquisti della bianca console Mario Kart Wii e, soprattutto Wii Fit. Ma consumatori e negozianti denunciano fatti inquietanti: i rifornimenti di entrambi i titoli sono stati misteriosamente interrotti già dopo la seconda settimana dal lancio. Pochissime copie sono state distribuite al day one ed i corrieri di Nintendo non fanno consegne di nessun tipo da giorni (le stesse scorte di Wii Points si stanno esaurendo). Misteriose coincidenze oppure Nintendo non riesce davvero a far fronte alla richiesta?

Abile mossa per oliare il mercato o forse le copie italiane sono state dirottate per sfamare mercati da sempre più favorevoli alla Casa di Kyoto?

Volete dire la vostra? carloscafe@libero.it ! Le mail più interessanti saranno pubblicate nel nostro mensile angolino della posta!

 

Carlo Terzano.

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