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RECENSIONE DI: OKAMI

Sistema: Nintendo Wii
Target: 12+
Genere: Avventura
Giocatori: 1

Wireless Single Card: /

Wi-Fi: No
Produttore: Capcom
Sviluppatore: Clover
Distributore: Halifax
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in inglese.

 


Le splendide sequenze di intermezzo, purtroppo, sono rimaste in inglese anche su Wii. Halifax si fa sempre più pigra...

 

 


Più che un gioco, Okami è un acquerello in movimento!

 


Il titolo Capcom sprizza zeldosità da tutti i pori: non solo, infatti, il lupo rimanda a Twilight Princess, ma la grafica ammicca al cell shading di Wind Waker!

 


Okami permette di farsi un interessante viaggio nella cultura giapponese.

TRAMA: 8,5

+ Trama interessante...

- Solo alcune flessioni.

GRAFICA: 9,0

+ Stile incredibile.

-  Qualche sbavatura in più rispetto a PS2.

SONORO: 8,7

+ Musiche epiche orientaleggianti.

- /

GIOCABILITà: 7,5

+ Il Telecomando è un ottimo pennello!

- Chi conosce Zelda non lo troverà innovativo.

LONGEVITà: 8,5

+ Starete incollati allo schermo per 40 ore.

- Non si rigioca facilmente.

GLOBALE: 8,5

In conclusione, 

Okami è un'avventura davvero imperdibile, ricca di fascino, stile, carisma e tante trovate convincenti.

Come abbiamo più volte ripetuto nel corso della recensione, chi segue Zelda da diverso tempo non potrà trovare le meccaniche alla base del gioco Capcom molto innovative, ma per tutti gli altri Okami rappresenterà una sorpresa in piena regola, rovinata unicamente dalla mancanza della traduzione dei testi in italiano e di un prezzo budget che, data l'anzianità del titolo, non sarebbe poi stato un pensiero sgradito.

 

ANTICHE LEGGENDE DEL GIAPPONE FEUDALE RIVIVONO OGGI SUL TELEVISORE DI CASA GRAZIE AL WII

 

Un eroe dalle candide orecchie a punta, un nemico malvagio che mira alla conquista del Giappone, un’ambientazione storica che fa rivivere su schermo vecchi miti e mai assopite leggende.

No, non stiamo parlando del cartone animato di Inuyasha, anche se le somiglianze ci sono e sono parecchie, ma della splendida avventura dipinta su schermo da Clover: Okami.

 

C’ERA UNA VOLTA…

Tanto tempo fa, un’orribile creatura assetata di sangue, potere e distruzione. Rispondeva al nome di Orochi ed era una divinità malvagia, pronta a radere al suolo interi villaggi per puro divertimento. Gli uomini nulla potevano contro di lui e vivevano nel terrore, compiendo sacrifici pur di colmare la sua brutale collera. All’improvviso, però, un gigantesco lupo bianco di nome Shiranui si materializzò nella regione: il male era stato cacciato e la popolazione poté vivere finalmente in pace.

Sono passate diverse centinaia d’anni da quando il Male ha bussato alle porte del regno di Nippon, ma le notti, ora, sono tornate ad essere pericolose.

Misteriose nubi si addensano all’orizzone: qualcosa è all’opera al di là delle montagne, qualcosa è pronto a sferrare l’attacco decisivo contro la civiltà degli uomini.

Ma quando le tenebre sembravano diventare impenetrabili, il candore del vello di un altro lupo magico, Amaterasu, iniziò a diradarle.

E’ così che ha inizio Okami, è così che ha inizio una delle più belle avventure videoludiche degli ultimi anni.

 

MEGLIO TARDI CHE MAI

Non si vive di solo Nintendo, perciò immaginiamo che i più, tra voi, già conoscano il titolo firmato Clover – Capcom.

Pubblicato originariamente nel 2006 sotto il vessillo della PlayStation 2, Okami si è subito distinto non solo per via della sua incredibile e particolarissima realizzazione tecnica, della quale parleremo a breve, ma anche per la profondità del gameplay e per il grande spessore della trama.

Non a caso, da molti illustri giornali del settore, Okami è stato più volte ribattezzato come lo “Zelda di Capcom”, ma andiamo con ordine e tentiamo di capire quanto ci sia di vero nell’affermazione appena menzionata.

 

LE LEGGENDE, SPESSO, SI MESCOLANO!

Le somiglianze che intercorrono tra la saga di Zelda e Okami vanno ben oltre alle sembianze del protagonista: un lupo come l’alter ego di Link in Twilight Princess. Del resto l’animale è al centro di tantissime leggende orientali, quindi se ci soffermassimo a quest’unico particolare, non avremmo neppure iniziato a grattare la superficie.

 

“Misteriose nubi si addensano all’orizzone: qualcosa è all’opera al di là delle montagne, qualcosa è pronto a sferrare l’attacco decisivo contro la civiltà degli uomini.

Ma quando le tenebre sembravano diventare impenetrabili, il candore DEL VELLO di un altro lupo magico, Amaterasu, iniziò a diradarle.”

 

Ben più interessanti paralleli, infatti, possono essere tracciati assaporando le meccaniche di gioco: la possibilità di vagare per mondi fantastici, la presenza di piccoli villaggi in cui recuperare le forze, una serie di oggetti che torneranno utili per il proseguo dell’avventura ed una lunga lista di personaggi strambi ed ottimamente caratterizzati sono solo alcuni dei caratteri che Clover ha preso in prestito dalla Leggenda Nintendo.

A questi si aggiungono il design pressoché perfetto dei dungeon, la risoluzione dei tanti enigmi che puntellano la storia, le meccaniche di gioco che reggono le esplorazioni, i combattimenti, le sfide dei boss e la possibilità di avvicinarsi al genere GDR rimanendo comunque un titolo votato al’azione.

Insomma, non stupisce che Nintendo abbia fatto scuola, del resto Zelda è il manifesto videoludico per eccellenza delle avventure. Stupisce invece che Clover sia riuscita ad apprendere così bene da arrivare persino ad eguagliare il maestro!

 

CHE ZANNE BIANCHE CHE HAI!

In più, Okami e The Legend Of Zelda Twilight Princess sono accomunati da un destino molto simile: sono entrambi titoli nati su console differenti dal Wii e solo successivamente riadattati alle funzionalità del Wiimote.

Non deve stupire, dunque, se anche il sistema di controllo, specie per quanto riguarda i combattimenti, sia molto simile a quello provato nell’ultima avventura di Link.

Anche nel titolo Capcom, infatti, gli sviluppatori hanno preferito non addentrarsi troppo nell’utilizzo del Wiimote, richiedendo al giocatore di scuoterlo solo in presenza del nemico. In questo modo, il lupo dal candido vello attaccherà in automatico che gli intralcia il cammino, proprio come faceva il Link-quadrupede in Twilight Princess!

 

“la possibilità di vagare per mondi fantastici, la presenza di piccoli villaggi in cui recuperare le forze, una serie di oggetti che torneranno utili per il proseguo dell’avventura ed una lunga lista di personaggi strambi ed ottimamente caratterizzati sono solo alcuni dei caratteri che Clover ha preso in prestito dalla Leggenda Nintendo.

A questi si aggiungono il design pressoché perfetto dei dungeon, la risoluzione dei tanti enigmi che puntellano la storia, le meccaniche di gioco che reggono le esplorazioni, i combattimenti, le sfide dei boss e la possibilità di avvicinarsi al genere GDR rimanendo comunque un titolo votato al’azione.”

 

Ben più riuscita, per fortuna, è invece la conversione del sistema di controllo nei frangenti in cui dovrete usare la magia per disegnare “letteralmente” su schermo forme e colori.

Il Wii, infatti, si trasformerà in un vero e proprio pennello e voi, grazie al puntatore del Telecomando, potrete esibirvi in rapide ma precise pennellate che avranno l’effetto di tramutare il mondo che vi circonda.

Un tratto rapido e deciso, ad esempio, taglierà a metà quell’albero che vi intralciava la strada; un cerchio nel cielo, invece, farà sorgere istantaneamente il sole, mentre disegnando una bomba potrete, in men che non si dica, liberarvi di tutti i nemici che vi stavano infastidendo!

Questo perché l’intero mondo di Okami vive su di una tela animata: aguzzando la vista è infatti possibile notare come, tra un colore e l’altro, si intraveda la filigrana del tessuto sul quale è stata dipinta la storia del lupo Amaterasu.

Un tessuto magico, che anima i disegni che lo decorano e che permette al giocatore, in qualsiasi momento, di cimentarsi nella tecnica pittorica dell’Ukiyo-e con veloci e decise pennellate del Telecomando Wii!

 

UKIYO-CHE?!

Se pensavate che il cell shading fosse una tecnica innovativa inventata dai videogiochi, vi sbagliate di grosso.

In realtà questo stile, infatti, ha un antenato pluricentenario che ha segnato indelebilmente l’arte del Giappone feudale: l’Ukiyo-e, appunto.

Questa tecnica, le cui radici più antiche risalgono persino a prima del 1600, è caratterizzata dall’uso di tratti e colori decisi, impressi su pergamene e tessuti molto spesso grezzi.

Il taglio è aggressivo, i colori piatti e privi di sfumature, le linee sono semplici e scorrono veloci, i paesaggi appena abbozzati. Il risultato globale dovrebbe essere un’opera caratterizzata da una grande forza interiore in grado, quasi, di animarla, ma in realtà utilizzando i caratteri aspri e decisi dell’Ukiyo-e gli artisti nipponici sono soprattutto riusciti a tramandarci le istantanee di sereni e bucolici paesaggi: colline baciate dal sole, montagne che si perdono nella nebbia, canneti che seguono il placido cammino tracciato dai fiumi, piccoli villaggi arroccati sulle ripide pendici delle montagne.

Insomma, questa breve parentesi artistica serve a farvi capire che, le caratteristiche classiche del cell shading sono saldamente ancorate a questo movimento pittorico. Non è un caso che proprio il cell shading sia stato utilizzato da Clover per riportarci nella magia artistica del Giappone feudale.

 

BELLO COME ZELDA…

Ormai l’avrete capito: Okami non solo è un gioco sopra le righe, ma un titolo sopra alla media.

Purtroppo arriva su Wii con due anni di ritardo rispetto alla versione PlayStation 2, quando dunque i più avranno già avuto modo di goderselo sulla grigia console Sony.

 

“non stupisce che Nintendo abbia fatto scuola, del resto Zelda è il manifesto videoludico per eccellenza delle avventure. Stupisce invece che Clover sia riuscita ad apprendere così bene da arrivare persino ad eguagliare il maestro!”

 

La conversione, per fortuna, è stata attuata con grande cura: solo in alcuni passaggi l’occhio allenato può, effettivamente, notare qualche sbavatura a livello grafico. Nella stragrande maggioranza dei casi, però, il titolo Capcom sembra avere i suoi natali proprio su Wii.

Dal punto di vista grafico siamo a livelli davvero altissimi: vere e proprie pennellate classiche dell’Ukiyo-e disegnano montagne innevate, castelli immersi in paesaggi autunnali, placidi villaggi distesi lungo le risaie. Lo splendore del Giappone feudale rivive sullo schermo di casa grazie al talento di Clover.

Anche dal punto di vista del sonoro il lavoro svolto è encomiabile: musiche epiche medievaleggianti si affiancano a brani tipicamente orientali. Sono soprattutto le percussioni a farla da padrone, in quel di Okami!

Parlando della giocabilità, il voto si assesta su livelli medi, perché i nintendofili non troveranno nulla di effettivamente nuovo. Chi infatti gioca da decenni a Zelda, non si stupirà certo di quelle meccaniche che proprio dal Regno di Hyrule traggono la propria fonte di ispirazione.

Neppure gli enigmi da risolvere disegnando su schermo piccole tracce di colore risultano, per quanto ben congegnati e divertenti, innovativi: più di una volta, infatti, vi verrà in mente che “questo l’avevate già fatto con la stylus su DS…”.

 

“Solo due note stonate rovinano una sinfonia pressoché perfetta: la mancata localizzazione in italiano e il fatto che il gioco sia venduto a prezzo pieno, nonostante i due anni di anzianità accumulati sulle spalle.”

 

Torniamo a voti decisamente più alti sul fronte della longevità: l’avventura, infatti, è ricca, lunga ed interessante. Non sempre riesce ad offrire al giocatore i giusti spunti, ma se siete appassionati di Zelda siamo sicuri che rimarrete incollati allo schermo per diverso tempo.

Solo due note stonate rovinano una sinfonia pressoché perfetta: la mancata localizzazione in italiano e il fatto che il gioco sia venduto a prezzo pieno, nonostante i due anni di anzianità accumulati sulle spalle.

Su questo fronte Halifax delude in pieno, anche perché la presenza della sola lingua inglese, renderà il titolo inavvicinabile ai più piccoli dato che, molto spesso, i dialoghi si rivelano utili se non essenziali per proseguire nell’avventura…

Autore: Carlo Terzano

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