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SPECIALE: GUMPEY YOKOI, L'UOMO DEI PORTATILI

Nome: Gumpey Yokoi
Classe: 10/09/1941
Nato a: Kyoto
Ruolo: Ingegnere elettronico

Segni particolari:

Inventò i Game & Watch ed il Game Boy.

Attualmente lavora su: Purtroppo è morto nel 1997 in un incidente stradale in tangenziale.
 

Gumpey Yokoi, creatore del Game Boy e ideatore della saga di Metroid e di Super Mario Land

 


Purtroppo quand'è scomparso aveva ormai rotto con Nintendo, ma noi lo vogliamo ricordare così, mentre stringe felice l'ultima versione del suo frugoletto.

 


Schivo e di poche parole, Gumpey era un uomo timido che passava il suo tempo libero tentando di progettare quello che gli altri neppure si sognavano. Ci manchi, Gumpey!

 


Se passate i vostri giorni giocando ai nuovi titoli per DS, al momento dell'accensione pensate per qualche secondo che tutto è nato da qui...

 


Il Game Boy è sicuramente la console che ha potuto godere di un maggior numero di rifacimenti nell'arco della sua onorevole carriera. Se considerassimo poi le edizioni speciali e quelle limitate (cioé dalla cover griffata), potremmo mettere assieme più di 40 tipi diversi di console!

 


Chissà perché, eppure negli anni '90 spopolavano soprattutto le console dalle cover trasparenti. A noi non sono mai piaciute, e a voi?

 


I mitici Game & Watch altri non sono che i nonni del Game Boy. Avevano un solo limitie: i giochi non erano interscambiabili!

 


Diamo a Cesare quel che è di Cesare: negli anni dell'avvento della Playstation sono stati soprattutto i Pokémon a trainare le vendite delle console Nintendo, Game Boy incluso.

 


Molti sostengono che, senza le creature di Satoshi Tajiri, Nintendo avrebbe ormai chiuso da tempo, proprio come è successo a Sega.

 


Con il DS si è chiusa l'era del Game Boy, ed il ricordo di Gumpey Yokoi si è andato così affievolendosi. Prima di chiudere un'era, Nintendo ha però voluto omaggiare il Game Boy ed il suo creatore con un'ultima versione: il Micro.

Si tratta purtroppo del Game Boy meno venduto nella storia del portatile.

Biografia in breve:

Gumpey Yokoi

(横井 軍平) (Kyoto, 1941-1997) è stato uno dei programmatori più importanti della Nintendo, famoso soprattutto per aver creato le saghe di Metroid, Kid Icarus e Super Mario Land, e le console portatili Game Boy e Virtual Boy.

Nel 1996 lasciò Nintendo per fondare una propria casa di produzione chiamata Koto Laboratory. Morì nel 1997 a causa di un incidente d'auto. Tra le sue invenzioni più rimarchevoli si annoverano la croce direzionale e la lightgun per l'uso nei videogiochi casalinghi.

Fonte: Wikipedia

“….è stato uno dei programmatori più importanti della Nintendo, famoso soprattutto per aver creato le saghe di Metroid, Kid Ikarus e Super Mario Land, e le console portatili GameBoy e Virtual Boy...

 

Questa è la frase con cui si apre la descrizione di Gumpey Yokoi nelle pagine di Wikipedia, ma non sarebbe sufficiente nemmeno un libro per descrivere fino in fondo la persona di questo geniale ed incommensurabile programmatore, che è stato in grado di donare a Nintendo e al mondo dei videogiochi alcuni dei migliori prodotti per l’intrattenimento domestico.

 

L’invenzione che non ti aspetti…

Gumpey Yokoi nasce a Kyoto il 10 Settembre del 1941 da una famiglia benestante che si occupava di prodotti farmaceutici.

Dopo aver conseguito il diploma ed essersi laureato in ingegneria elettronica all’Università di Doshisha, inizia a cercare lavoro e in un giorno del lontano 1965, quando Nintendo era capeggiata dal presidentissimo Hiroshi Yamauchi, venne assunto per la manutenzione della catena di montaggio delle carte Hanafuda.

Potrà sembrare strano, ma fino agli anni 80, Nintendo non si era mai occupata di giochi elettronici ma di quelli da tavolo, infatti sin dal 1889 la principale produzione della grande N era costituita da tipiche carte da gioco giapponesi.

Giunti al 1969, Nintendo decide di entrare nel mondo dei giocattoli e nell’intento di creare un prodotto per il periodo natalizio, Yokoi viene interpellato per proporre nuove idee.

 

DA QUI, FORSE, NACQUE IL GAME BOY...

Ma il creativo ingegnere aveva già da tempo molti progetti in mente, tanto che durante il tempo libero fra un controllo e l’altro aveva dato vita a una specie di gancio estensibile, così il giorno seguente al primo colloquio con la dirigenza, presentò a Yamauchi la sua ultima e ingegnosa invenzione.

L’oggetto piacque e lo stesso anno venne commercializzato con il nome di Ultra Hand, riuscendo a vendere in appena dodici mesi ben un milione e mezzo di pezzi in tutto il mondo.

Questo inaspettato successo gli fruttò una promozione a direttore di un gruppo che si sarebbe occupato dell’ideazione di nuovi giochi e in soli tre anni riuscirono a produrre moltissimi successi tra i quali una macchina in grado di misurare l’amore chiamata Love Tester, l’ Ultra Machine: una sparapalle, l’Ultra Scope: una specie di periscopio e i primi esempi di light gun, prodotti in collaborazione con Sharp.

Però, a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, scoppia in America il boom dei videogames e Nintendo decide di buttarsi in questo nuovo ed inesplorato business…

 

La nuova frontiera del divertimento.

Per la seconda volta venne chiamato in campo Yokoi, al quale venne richiesto di creare un gioco elettronico che non costasse troppo all’azienda e che usasse le nuove tecnologie.

Fu così che vennero ideati i Game&Watch, le prime console portatili che all’epoca erano un concentrato di innovazioni come il display a cristalli liquidi, la croce direzionale inventata ad hoc per l’occasione (ovviamente anch’essa da Gumpey), e addirittura alcuni modelli erano dotati di design a conchiglia e due schermi: ebbene si, l’idea del DS è meno recente di quanto si pensi.

Non c’è bisogno di dire che fu un successo immediato, infatti i nonni dell’ultimo portatile Nintendo riuscirono a vendere ben 40 milioni di pezzi.

Fra i 60 titoli che uscirono vanno ricordate alcune pietre miliari della storia dei videogiochi, quali Donkey Kong e Mario Bros.

Grazie al talento dimostrato dal geniale programmatore di Kyoto e al crescente successo delle sue creazioni, Yamauchi decise di metterlo alla guida di un gruppo formato da 55 programmatori, ingegneri e designer, chiamato Research and Development  1 (R&D1), che si sarebbe occupato dello sviluppo di nuovi giochi per il NES.

Non ci volle molto che Yokoi sfornò nuovamente due successi, nonché capolavori, chiamati Metroid e Kid Icarus.

Inoltre, prima che un certo Miyamoto, ai tempi ancora sconosciuto, venisse messo alla guida di un proprio gruppo, le versioni arcade di Mario Bros, di Donkey Kong e Donkey Kong Jr., vennero adattate proprio dal gruppo numero uno.

Rimanendo fedele alle sue origini, e con l’aiuto del R&D1, Gumpey diede vita al R.O.B (Robotic Operating Buddy),  uno strambo e al contempo originale gioco-accessorio, se così può essere chiamato, da collegare al NES.

Il R.O.B. non era altro che un piccolo robot con degli arti, che una volta collegato alla console casalinga prendeva vita e muoveva le proprie braccia, spostando dei piccoli blocchi colorati da una parte all’altra. 

 

Game Boy: arriva LA console portatile.

Nel 1986, una parte dei membri del R&D1 lasciarono il gruppo e andarono a fondare la first-part chiamata Intelligent System, nel frattempo Yokoi dava vita a Fire Emblem: serie quasi sconosciuta dalle nostre parti, ma che ha avuto un discreto successo in Giappone.

Arrivati al 1989, viene il momento di produrre un valido erede che unisca la praticità dei primi Game&Watch alla possibilità di cambiare i giochi tramite le cartucce come accadeva nel NES.

Dall’unione di queste due caratteristiche ne esce fuori il Game Boy una delle console marchiate N più vendute e che verrà ritenuta ancora oggi la console portatile per antonomasia.

I punti di forza che gli permisero di vendere oltre 80 milioni di pezzi in tutto il mondo furono la qualità dei giochi, il prezzo e la durata delle batterie.

Le scale di grigi con cui venivano visualizzate le immagini sul piccolo schermo non gli impedirono di avere la meglio sulle rivali di allora, quali l’Atari Lynx e il Game Gear, che nonostante lo schermo a colori e una maggiore potenza di calcolo, vennero sconfitte a causa del prezzo troppo elevato (179$) e di una scarsa autonomia (circa 4 ore, contro le 35 del GB).

Gli anni passarono e vennero prodotti titoli del calibro di Tetris, Super Mario Land, Super Mario Land 2, Metroid II, Bomberman, Dr. Mario fino agli storici Pokemon Rosso, Blu (Verde in Giappone) e Giallo.

Dopo alcune versioni che differivano dall’originale solo per il colore, nel 1996 venne lanciato il Game Boy Pocket, che vantava peso e dimensioni minori: questo fu l’evento che diede inizio all’abitudine di Nintendo di far uscire periodicamente delle versioni soggette a restyling.

Tra tutti gli accessori, utili e non, che vennero progettati per il Game boy uno dei più particolari fu la Game Boy Camera, piccolo dispositivo che permetteva di scattare delle foto e in seguito di stamparle grazie al Game Boy Printer.

Quando i tempi e le tecnologie lo permisero, venne rilasciato il Game Boy Color, versione dotata di uno schermo a colori, di una porta infrarossi e di dimensioni e peso leggermente maggiori di quelle del Pocket.

Tra i maggiori titoli di spicco si hanno: Zelda:Oracle Of Ages e Zelda: Oracle Of Seasons, Pokemon Oro, Pokemon Argento, Pokemon Cristallo, Pokemon Pinball.

L’ultimo arrivato della famiglia Game Boy fu la versione Advance, che venne rilasciata nel 2001 e in seguito sostituita dalla rivisitazione chiamata SP dotata di design a conchiglia e dimensioni minori.

Una migliore grafica, nuovi titoli e un design del tutto nuovo hanno permesso alle due versioni di superare complessivamente i 120 milioni di unità vendute in tutto il globo, rendendo il GBA la console più venduta della storia.

In realtà, successivamente all’SP è stata prodotta un’ ulteriore versione chiamata Micro, ancora più ridotta nelle dimensioni e con uno schermo dai colori più brillanti.

Per via dello scarso successo che ha ottenuto (non più di 2 milioni di pezzi venduti fino ad oggi), quest’ultima è sconosciuta ai più ed è entrata per la maggior parte solamente nelle tasche dei fan Nintendo più accaniti.

Gran parte del successo è dovuta anche alla presente di titoli di ottima fattura quali Pokemon Rubino e Zaffiro, Pokemon RossoFuoco e VerdeFoglia, Super Mario Advance, Super Mario World: Super Mario Advance 2, Mario Kart Super Circuit, The Legend Of Zelda A Link to the Past, The Legend Of Zelda: Minish Cap, Yoshi’s Island: Super Mario Advance 3, Metroid Fusion, Metroid Zero Mission e Mario&Luigi: Superstar Saga.

 

Il ragazzo virtuale.

Dopo 3 anni di progettazione, nel 1995 venne lanciato il Virtual Boy, una bizzarra console composta da un casco e da un pad.

All’interno dell’elmetto erano presenti dei piccoli schermi che permettevano una visione di immagini tridimensionali, anche se gli unici colori disponibili erano il rosso e il nero.

Complici un prezzo non troppo basso (180$) e disturbi alla vista causati da sessioni di gioco troppo prolungate, il Virtual Boy fu il primo flop che Nintendo ricordi, tanto che non venne neanche commercializzato in Europa.

Esso venne prontamente soppiantato nel 1996 dal Nintendo64, fatto che evidentemente non andò giù a Yokoi.

Probabilmente, vedendo il frutto del suo lavoro mal ripagato e in seguito a pressioni di Nintendo stessa, Gumpey si dimise nel 1995, pochi giorni dopo l’uscita del Game Boy Pocket e andò a fondare una società propria chiamata Koto Laboratory.

 

La fine inaspettata.

Dalla collaborazione tra Koto e Bandai era nato il progetto del WonderSwan, una console portatile che doveva fronteggiare il Game Boy Color.

Purtroppo i piani del destino erano diversi da quelli di Gumpey, infatti il 4 Ottobre 1997, durante un viaggio con un dipendente di Nintendo, egli venne coinvolto in un incidente stradale che gli costò la vita.

Fu così che terminò la sua storia, senza neanche poter vedere il completamento del WonderSwan, avvenuto nel 1999.

 

MA LUI RIVIVE NEL GAME BOY E NEL DS!

Sicuramente oggi sarebbe contento di vedere come il DS stia andando bene e come la sua filosofia sulla maggiore importanza del gameplay rispetto alla grafica sia stata ripresa perfettamente da Nintendo.

Dalla nostra parte, noi non possiamo far altro che sperare che al mondo dei videogiochi siano donati in futuro altri geni come Gumpey Yokoi e dargli, per tutto quello che ha fatto e avrebbe potuto fare, un semplice ringraziamento.

 

Grazie, Gumpey.

Autore: Luigigiuseppe Prosperi

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