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RECENSIONE DI: DRIVER PARALLEL LINES

Sistema: Wii
Target: 18+
Genere: Sparattutto
Giocatori: 1

Wireless Single Card: /

Wi-Fi: No
Produttore: Atari
Sviluppatore: Atari
Distributore: Ubisoft
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

Doppiaggio e testo a schermo in ottimo italiano.


La Grande Mela cambia parecchio a seconda del periodo: dagli Anni '70 ai giorni nostri non si modificano solo alcune texture dei palazzi e i veicoli in strada, ma compaiono e scompaiono intere vie!

 


Nonostante la grafica non sprema al massimo le potenzialità del Wii, Driver Parallel Lines permette di godere di scorci turistici ben caratterizzati.

 


Le macchine si distruggono in quasi ogni loro parte, rendendo gli inseguimenti più frenetici e coinvolgenti.

 


Ora con il Telecomando Wii è possibile sparare dalla macchina in tutta facilità e divertendosi un mondo, non come accadeva su PS2 e X-Box, dove proprio i controlli non funzionavano...

 


Anche le sessioni sparattutto su rotaia, grazie al Wiimote, hanno acquistato tutto un altro gusto! Ottimo lavoro Ubisoft!

 


In Driver Parallel Lines, tra camion, autobus, motociclette, berline, famigliari e suv sono presenti oltre 50 vetture, tutte personalizzabili a piacimento. Così Driver incontra Need for Speed!

TRAMA: 7,8

+ Il capitolo più interessante.

- Nessuna novità per il Wii.

GRAFICA: 7,6

+ New York di discreta fattura.

- Titolo old-generation.

SONORO: 7,8

+ Tante musiche ufficiali, ottimo doppiaggio.

- La serie GTA vanta più stazioni radio.

GIOCABILITà: 7,8

+ Buona la compatibilità con il Wiimote...

- ...Ma non sempre perfetta.

LONGEVITà: 8,1

+ Tra quest principali e secondarie saprà divertirvi.

- Niente extra ad hoc per la Wii Edition!

GLOBALE: 7,7

In conclusione, 

Driver Parallel Lines è sicuramente una conversione ben curata, specie dal punto di vista del gameplay.

Ubisoft ha saputo implementare degnamente l'uso del Wiimote, trasformando i controlli farraginosi delle versioni X-Box e PS2 in un sistema decisamente più originale e divertente.

Rimane una realizzazione tecnica poco convincente, e marcatamente old generation, ma del resto il titolo Atari è già uscito da più di un anno sulle console rivali. Inoltre si pone comunque un livello sopra al suo diretto concorrente: Il Padrino Blackhand Edition di EA.

Se vi piace il genere dei titoli à la GTA, fatelo vostro e non ve ne pentirete.

DOPO ESSER STATO INCASTRATO DA QUELLI CHE CREDEVA I SUOI MIGLIORI AMICI, UN PERICOLOSO CRIMINALE SCONTA TRENT’ANNI DI PENA.

ALL’USCITA DEL CARCERE VORRà UNA COSA SOLA: VENDETTA!

 

L’utenza Nintendo non ha mai potuto godere dei cosiddetti giochi “à la GTA”, ovvero quei titoli che permettono di impersonare il delinquente di turno alle prese con piccoli e grandi furti ai danni della classica megalopoli americana.

Con il Wii la situazione sembra finalmente destinata a cambiare.

Le danze sono state già aperte da Il Padrino – Blackhand Edition, seguito a ruota da questo Driver Parallel Lines di Atari e distribuito da Ubisoft.

 

UN GTA ANTE LITTERAM

Forse non tutti sanno che il primo ad aprire il genere, anni fa su Playstation, fu proprio Driver.

GTA allora era ancora un giochino bidimensionale con visuale dall’alto, e già il detective Turner muoveva i suoi primi passi all’interno di tre grandi city americane (salvo errori di memoria, New York, Chicago e San Francisco) in un mondo totalmente tridimensionale. Driver, insomma, aveva portato Gran Theft Auto nella terza dimensione. In realtà, però, il titolo Atari era senza dubbio caratterizzato da un aspetto più “bonista”: il protagonista, infatti, non era un criminale ma un poliziotto infiltrato in una banda di malavitosi, lo scopo del gioco, dunque, non era quello di delinquere (insomma…) ma di scoprire il più possibile sull’organizzazione. Non era neppure possibile sparare, uccidere o investire gli inermi passanti, passatempo preferito dall’utenza Rockstar, in Driver invincibili ad ogni sorta di attacco. Insomma, Driver seguiva la strada dei titoli politicamente scorretti ponendosi però in maniera edulcorata rispetto al genere.

Con l’avvento di GTA III però, il poliziesco di Atari è stato messo in ombra dalle vicissitudini di Vice City. Dopo un buon secondo episodio ed un deludentissimo terzo capitolo, la serie prova il ritorno in vetta con questo “nuovo” Parallel Lines.

 

UNA NOVITà IN RITARDO…

Il virgolettato di prima si riferisce al fatto che Driver Parallel Lines è in realtà uscito poco più di un anno fa per Playstation 2 e X-Box. Solo su Wii ha fatto la sua comparsa oggi, grazie ad Ubisoft, che ha recuperato i diritti da Atari e si è occupata dell’adattamento per questa nuova console.

Driver Parallel Lines per Wii è, insomma, una versione riveduta e corretta delle versioni per X-Box e Playstation 2. Ubisoft, infatti, non si è limitata alla compatibilità con i controlli della bianca console Nintendo, ma ha anche aggiunto qua e là qualche piccolo ritocco. Vediamo quindi di scoprire assieme le novità…

 

PERCORSI PARALLELI A NEW YORK…

Il protagonista di Parallel Lines, questa volta, non è il solito poliziotto infiltrato. Anche la serie di Driver, con gli anni, s’è incattivita ed ora ha messo da parte le scuse del dover agire sotto copertura permettendovi di calarvi direttamente nei panni malfamati di un criminale vero e proprio.

A dire il vero il nostro uomo, che all’inizio della storia è poco più che ventenne, entra, come molto spesso accade, nel mondo della devianza quasi per caso, facendo da tassista ad un rapinatore di banche che all’improvviso gli piomba in macchina mentre tranquillamente gira per New York. Quella sarà la nostra prima missione. Quello sarà il banco di prova per la compatibilità con il nuovo sistema di controllo.

 

…E CONTROLLI PARALLELI SU WII!!

Driver Parallel Lines, come Il Padrino Blackhand Edition, accoglie due sistemi di controllo differenti, a seconda che si stia guidando la macchina o che ci si stia muovendo a piedi.

Il primo prevede che il Nunchuck sia adibito a volante e, nel contempo, a freno a mano: inclinandolo a destra e sinistra si sterza, portandolo verso l’alto si inchioda. A dire il vero la sensibilità del pad in questa fase non si rivela troppo curata: l’angolo di sterzata tende ad essere molto limitato, ma per fortuna è sempre possibile affidarsi al vecchio stick 3D. Con i due dorsali, invece, si accelera e si frena.

Il Telecomando funge da arma da fuoco: dev’essere puntato sullo schermo dopo aver premuto A per sparare, mentre premendo il pulsante Giù sulla croce direzionale potrete scendere dalla macchina, con sinistra e destra si scorre velocemente l’inventario delle armi, con una rapida pigiata sul tasto 1, suonerete il clacson. Infine, con “-“ si accede alla mappa mentre con “+” è possibile cambiare la stazione radio.

 

"Nel gioco sono presenti oltre 50 veicoli e sarà possibile modificarli a piacimento, investendo i soldi raccolti con le proprie azioni criminose in vetri antiproiettili, paratie corazzate, nuovi motori, sospensioni più resistenti o, più semplicemente, in accessori per il tuning o vernici metallizzate."

 

A piedi la situazione cambia sensibilmente dato che il Wiimote cessa di essere utilizzato: ci si muove tramite lo stick, con il primo dorsale è possibile portare la telecamera alle proprie spalle, con il grilletto B si tirano i pugni e con A si estrae l’arma. In questo caso la visuale può essere ulteriormente avvicinata alle spalle del proprio alter ego attraverso la pressione del dorsale Z. In questi frangenti occorrerà nuovamente puntare il Telecomando verso lo schermo per mirare ai propri nemici. Se non si tocca il pulsante A, invece, il Telecomando serve a dirigere la telecamera, ma data la sensibilità del sensore è sempre bene tenerselo poggiato sulle ginocchia fino a quando non ci sarà nuovamente da sparare.

Se fra voi c’è qualcuno che ha già avuto modo di giocare con la versione PS2 o X-Box di Driver Parallel Lines, saprete già che, paradossalmente, erano proprio le sessioni sparattutto a rivelarsi piuttosto deboli nel titolo Atari. Come in Driver III, infatti, prendere la mira, localizzare un nemico e riuscire a colpirlo erano tutte azioni incredibilmente complesse e farraginose. I controlli faticavano a star dietro alla velocità delle azioni e il tutto si riduceva in un continuo sparare a destra e a manca nel cieco tentativo di colpire i propri avversari prima che fossero loro a beccare noi.

Su Wii le fasi in cui si impugna l’arma si fanno molto più avvincenti e incredibilmente somiglianti a quelle già applaudite ne Il Padrino Blackhand Edition. Premendo C ci si inchina, mentre tutto il resto viene delegato al Telecomando nelle modalità già spiegate. In questo modo è possibile far fronte a tutte le sparatorie previste nel titolo, sparatorie che grazie alla bianca console Nintendo assumono tutto un altro gusto.

Ma la vera punta di diamante si ha nelle delicate fasi degli inseguimenti automobilistici. Essendo un titolo che si ispira a GTA, infatti, le occasioni nelle quali far bruciare i propri pneumatici sull’asfalto proprio non mancano. Il tutto però viene impreziosito dalla possibilità, stranamente rara in questo genere di giochi, di sparare mentre si guida. In questo modo con lo stick (o tramite l’inclinazione di tutto il Nunchuck) si controlla l’auto, mentre puntando il Telecomando potrete mirare. Anche in questo caso, se su PS2 e X-Box queste fasi si rivelavano particolarmente frustranti proprio a causa della inadeguatezza del sistema di controllo, con il Wiimote è possibile assaporare ogni istante di queste sessioni tanto intense e frenetiche. Anzi, volendo è persino ipotizzabile di giocare in cooperativa: un giocatore potrebbe controllare la vettura impugnando il Nunchuck, mentre l’altro occuparsi della mira Telecomando alla mano.

Il tutto è impreziosito ulteriormente dalla sensibilità del metodo di puntamento e dalla soddisfacente particellarizzazione delle vetture: sparando alle gomme i veicoli rallentano, mentre colpendo le altre parti della macchina vedrete la carrozzeria deformarsi, i vetri creparsi fino a rompersi, gli specchietti saltare e i paraurti volare via.

 

UN AUTISTA NIENTE MALE!

Insomma, con i nuovi controlli studiati da Ubisoft, Driver Parallel Lines è sicuramente un’avventura più godibile rispetto al passato. Dal punto di vista della trama e del gameplay, infatti, l’ultima fatica Atari si pone come il miglior episodio della serie. Forte di un canovaccio solido e della possibilità di saltellare tra la psichedelica New York degli Anni ’70 e la caotica Grande Mela dei giorni nostri, Driver Parallel Lines ci mette a disposizione un concessionario che conta più di 50 veicoli tra camion, pullman, scuolabus, utilitarie, famigliari, motociclette, fuoristrada e auto da corsa.

 

“con i nuovi controlli studiati da Ubisoft, Driver Parallel Lines è sicuramente un’avventura più godibile rispetto al passato.”

 

Inoltre, sarà possibile salvarli tutte sul proprio file, naturalmente solo dopo averli rubati o ottenuti come premio per il soddisfacimento delle numerose missioni secondarie, quindi modificarli a piacimento, investendo i soldi raccolti con le proprie azioni criminose in vetri antiproiettili, paratie corazzate, nuovi motori, sospensioni più resistenti o, più semplicemente, in accessori per il tuning o vernici metallizzate. Anche le armi non mancano: a seconda dell’epoca avrete un arsenale ad hoc che si dipana lungo bocche da fuoco più o meno piccole, come revolver, magnum, mitragliette, mitragliatori, fucili di precisione, doppiette, lanciagranate e lanciarazzi.

Rimane poi l’opportunità di girovagare in tutta libertà lungo le note strade di New York. Contrariamente a quanto accadeva ne Il Padrino, qui la Grande Mela è riprodotta in tutte le sue vie più o meno famose e non ci si limita solo ai quartieri centrali. Dal Bronx al New Jersey, passando per Harlem e Brookling. Sarà insomma possibile perdere un po’ di tempo anche semplicemente girovagando qua e là alla ricerca dei classici simboli della city americana.

 

“Driver Parallel Lines su Wii è sicuramente la versione migliore del titolo di Atari e questo grazie alla paziente opera di conversione curata da Ubisoft.”

 

La realizzazione tecnica proviene direttamente dalla versione per X-Box ma, nonostante questo, non ci troviamo certo di fronte ad un titolo di primaria fattura. Per carità, la megalopoli statunitense è stata ricreata con dovizia di particolari, i luoghi più celebri sono tutti ben riconoscibili, il traffico è presente in discreta quantita, ma le texture e la pulizia dell’immagine è certamente old-generation. I particolari si concentrano maggiormente sulle vetture, tante e distruttibili quasi in ogni particolare, mentre lasciano l’amaro in bocca per quanto concerne la realizzazione dei pedoni che affollano le vie: tutti uguali e dai colori slavati.

 

LOTTA TRA DELINQUENTI.

Dovendo paragonare Driver Parallel Lines all’unico titolo del genere presente su Wii, ovvero Il Padrino Blackhand Edition, il gioco distribuito da Ubisoft risulta decisamente più curato, specie dal punto di vista tecnico. Oltre a presentare più armi, situazioni e veicoli, gode di effetti luce e di trasparenza di tutto rilievo, ma in generale la grafica non va oltre ai classici livelli discreti, già ampiamente raggiunti con la scorsa generazione di console. Parallel Lines perde invece il confronto con la serie malavitosa di Electronic Arts quando si esaminano i titoli dal pdv della giocabilità. Blackhand Edition sfrutta in maniera più intensa e sensata il Wiimote, Driver si limita a perfezionare i controlli delle precedenti versioni, ottenendo buonissimi risultati ma nulla di particolarmente innovativo. Infine, stando ai contenuti, Il Padrino offriva la possibilità di comandare un’intera famiglia, avere i picciotti al proprio seguito, rapinare banche, effettuare estorsioni. Driver su questo fronte si presenta più limitato, ma il numero di missioni, per quanto “vecchio stampo” tra quest principali e secondarie vi terrà impegnati sicuramente per più tempo. In questo caso, quindi, parità.

Insomma, pur non eccedendo in nessun campo, Driver Parallel Lines su Wii è sicuramente la versione migliore del titolo di Atari e questo grazie alla paziente opera di conversione curata da Ubisoft. Consigliato a tutti gli amanti di questo genere di avventure e, in particolar modo, a tutti coloro che aspettano un titolo simile da quando hanno portato a termine le sanguinolente avventure della famiglia Corleone.

Autore: Leonardo Gatto

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