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RECENSIONE DI: MARIO PARTY 8

Sistema: Wii
Target: 3+
Genere: Sparattutto
Giocatori: 1/4

Wireless Single Card: /

Wi-Fi: No
Produttore: Nintendo
Sviluppatore: Hudson
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

Testo a schermo in discreto italiano.


La boxe secondo Mario potrebbe sembrare divertente ma in realtà è decisamente inferiore a quella di Wii Sports.

 


Anche il bowling non riesce ad essere all'altezza di quello di Wii Sports, presentando una sensibilità di controllo tutta sballata.

 


Il gioco delle Minimoto è più bello da vedere che da giocare. Il che è tutto dire...

 


Alcuni minigiochi per essere superati richiedono solo tanta fortuna.

 


Il tabellone cittadino presenta finalmente una meccanica un po' diversa dal solito, che proviene però da Mario Party 7...

 


Questo gioco è apparso nel primo Mario Party. Non sarebbe l'ora di mandarlo in pensione?

TRAMA: /

+ /

- /

GRAFICA: 7,3

+ Pulita e colorata.

- Solo a 50 hz.

SONORO: 7,2

+ Le solite musichette

- Appunto, le solite musichette...

GIOCABILITà: 6,6

+ /

- Un titolo che non riesce a sfruttare il Wiimote.

LONGEVITà: 7,2

+ In quattro ci si diverte.

- ...A meno che non siate veterani!

GLOBALE: 7,0

In conclusione, 

Mario Party 8 non strega come avrebbe dovuto, divenendo di fatto il primo titolo per Wii che non riesce a salvarsi neppure sotto il profilo della giocabilità. Il Wiimote ha saputo dare nuovo gusto a molte minestre riscaldate, eppure il titolo Hudson lo ha relegato nell'angolino ed il risultato è l'ennesimo Mario Party del tutto uguale ai suoi sette predecessori.

Che occasione mancata!!

LA FESTA, ORA, SQUOTERà ANCHE I VOSTRI WIIMOTE!

 

Dopo sette episodi, la serie di Mario Party torna nuovamente all’attacco, incurante delle ultime critiche mosse da pubblico e stampa riguardo ad un concept troppo uguale a sé stesso e incredibilmente fossilizzato sulle meccaniche di gioco di un titolo che apparve su Nintendo 64 quasi nove anni fa.

Mario Party 8, però, questa volta ha finalmente l’opportunità di svecchiarsi, grazie al mitico pad del Wii.

 

CRONACA DI UN PARTY RIUSCITO MALE…

Con il Wiimote come prezioso alleato, mettere assieme una nuova sfilza di minigiochi finalmente un po’ diversi dal solito sembrerebbe più facile a farsi che a dirsi, ma evidentemente non deve essere così.

Nonostante l’esperienza accumulata in otto anni di feste, sagre, e giochi dell’oca, Hudson ha infatti compiuto l’ennesimo passo indietro.

Iniziamo con l’elenco delle brutte notizie, quelle che non vi faranno digerire la torta del festeggiato.

Mario Party 8 si è dimenticato del microfono. Esatto: quel microfono che era stato incluso nel sesto e nel settimo capitolo ora è già passato di moda. E la decisione ci pare quanto mai inspiegabile dal momento che negli ultimi due episodi era stato comunque usato pochissimo. Il Wii del resto presenta gli stessi attacchi del GameCube, dunque riproporlo non sarebbe stata affatto una cattiva idea.

 

LA PIZZA FINì SUL TAPPETO DI MAMMA…

Non solo Mario Party 8 si dimentica di una delle poche novità che aveva saputo presentarci in questi ultimi nove anni, ma dimostra anche di non aver alcuna voglia di cambiare il proprio concept, nonostante le possibilità ci siano. Veniamo infatti all’argomento più spinoso del gioco: la compatibilità col Wii.

Hudson ci aveva promesso un’ovvia compatibilità col Wiimote, la possibilità di trascinare in campo i propri Mii e la comparsa di una modalità single player finalmente giocabile senza procurare catalessi allo sventurato di turno. Ma così non è stato.

Se, come noi, vi aspettavate minigame alla Wario Ware Smooth Moves, infatti, rimarrete a dir poco delusi. Dopo il primo giro di dadi, strabuzzerete gli occhi quando vi ricapiterà lo stesso giochino già visto in Mario Party 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7. Non stiamo dicendo che i mini-game siano sempre gli stessi, ma alcuni ormai si ripresentano con cadenza troppo frustrante per poter divertire ancora. Oltretutto la maggior parte continua a richiedere un’impugnatura tradizionale (cioè orizzontale) del Telecomando Wii, infischiandosene bellamente degli accelerometri del pad. Ed i minigiochi compatibili con i sensori di movimento, invece, si limitano solo a farvi ripetere il più velocemente possibile lo stesso gesto. Senza considerare che tutti si dimenticano delle possibilità offerte dal Nunchuck, che di fatto rimane nella scatola.

 

…I MII TARDARONO…

La possibilità di far scendere in campo i Mii non solo non viene assolutamente sfruttata, ma ora ci appare anche quanto mai inutile. Avrebbe avuto infatti un senso, se il titolo Hudson avesse contenuto, come speravamo, qualche modalità on line, ma ritrovarsi con i propri avatar quando si gioca da soli o con qualche amico non è certo chissà che cosa. Inoltre i giochini accessibili ai Mii sono appena una manciata e tutti piuttosto uguali: si va dal tennis tavolo già visto in Wii Sports ad una brutta copia del bowling di Wii Play, passando per un tetris poco sorprendente e due competizioni sportive tanto semplici quanto noiose. Torna, direttamente dal primo episodio, il minigame delle bandierine. Con il Wiimote ha acquistato tutto un altro sapore, ma è ormai l’ottava volta che finiamo per ripetere sempre le stesse azioni…

 

…BALLANDO SI RUPPE IL MING…

Spiegarvi per l’ottava volta il concept di Mario Party mi sembrerebbe a dir poco superfluo. Chi non si fosse perciò mai interessato alla saga prima di oggi è pregato quindi di andarsi a rivedere le sette recensioni degli altrettanti prequel che precedettero quest’ultimo capitolo.

Detta in breve, comunque, la festa di Mario altre non è che un Gioco dell’Oca secondo Nintendo. Si sceglie l’ambientazione, si tirano i dadi, quindi si affronta il minigioco che chiude il turno. A seconda del fatto che i concorrenti siano tutti o meno capitati sulle caselle blu (che regalano tre monetine) o su quelle rosse (che invece le sottraggono), il mini game vi vedrà impiegati in furibonde e velocissime lotte tutti contro tutti, due contro due o tre contro uno.

Chi vince i minigame si porta a casa un bel gruzzoletto (10 gettoni d’oro) che dovrà essere investito nell’acquisto delle Stelle. Vince, infatti, chi allo scadere dei turni prestabiliti ha nel proprio portafogli il numero maggiore di stelline.

Ovviamente Mario Party 8 è stato costruito per rendere possibile la vittoria anche all’ultima mano. In questo modo il giocatore che annaspa non si annoierà fino allo scadere dei turni ma conserverà sempre qualche recondito barlume di rivalsa.

Basta infatti capitare su di una casella evento, su quella che chiama in gioco DK o Bowser (ancora una volta purtroppo png) o usare una caramella magica (l’equivalente delle Palline degli scorsi episodi) per stravolgere in un attimo la situazione. Prima di proclamare il vincitore, poi, il buffo cicerone di quest’ottavo episodio regalerà stelle bonus ai personaggi più meritevoli, che potrebbero così scalare la classifica proprio in zona Cesarini.

 

…TRE INIZIARONO A LITIGARE…

Ma quel che è peggio è che, nonostante le promesse, Mario Party 8 rimane un titolo incredibilmente noioso se giocato da soli. Hudson aveva annunciato che quest’ultimo capitolo avrebbe contenuto un’avvincente modalità adatta ai solitari ma così, ovviamente, non è stato. E’ vero, ora il cpu tira più velocemente i dadi e le animazioni dei concorrenti a spasso per i tabelloni sono state notevolmente accelerate, ma si avverte il fatto che il gioco richiede comunque per essere giocato almeno altre due persone. Sì, altre due persone oltre a voi, perché oramai anche in due ci si diverte più poco, specie se si è entrambi veterani della saga.

 

…I VICINI PROTESTARONO…

Un’ultima spiacevole sorpresa, infine, attende i possessori di Mario Party 8. La versione PAL è compatibile solo con i tv a 50hz. Attenzione, ciò non significa che non lo potrete giocare sui modelli a 60 hz o sui plasma/LCD, ma ha comunque come relativo svantaggio che chi ha un televisore particolarmente nuovo o ha appena investito sull’acquisto del cavo rgb rischia di ritrovarsi con un leggero sfarfallio delle animazioni. Che nel 2007 esca un titolo compatibile unicamente con i 50hz, poi, ha davvero dell’incredibile.

Un altro problema, infine, attiene alla visualizzazione: due fastidiose bande viola sono infatti solite incorniciare ai lati l’azione di gioco, rendendo lo schermo un piccolo quadrato. Questo non si nota quando i minigiochi buttano tutti i giocatori in un’unica arena, ma quando invece suddividono lo schermo in quattro parti, risulta davvero scomodo e difficile riuscire a vedere ciò che accade, anche sui televisori più grandi, figuriamoci poi cosa non si vede nei modelli più piccini!

 

…LA MUSICA SI SPENSE…

Ovviamente anche in campo tecnico Mario Party 8 non riesce certo a brillare, ripescando modelli poligonali e scenari dalle due ultime puntate per GameCube. E’ vero che in questo primo periodo di vita la maggior parte delle produzioni apparse su Wii non ha comunque saputo far di meglio, ma da Hudson e da un gioco di Mario ci saremmo comunque aspettati molto di più anche perché si ha l’impressione che sia stata la pigrizia a fermare gli sviluppatori. Del resto non riusciamo a capacitarci del perché alcuni minigiochi e alcuni tabelloni risultino tanto spogli e poveri di dettagli. Gli stessi personaggi non mettono certo in mostra le potenzialità della nuova macchina, anzi, presentano talvolta dalle animazioni tanto impacciate che su Mario Party 7 la situazione sembrava più florida. Viceversa, i colori appaiono più nitidi e brillanti e anche gli effetti speciali richiamano alla mente qualche barlume di next-gen.

Nell’insieme, però, la situazione non è delle più rosee: Mario Party 8 non è un brutto titolo, ma a quasi otto mesi dall’uscita della console siamo stanchi delle trasposizioni grafiche dal GameCube al Wii.

 

…E GLI AMICI SE NE ANDARONO ARRABBIATI!

Talvolta capita: si passano mesi ad organizzare la festa perfetta, si organizza tutto nei dettagli, eppure il gran giorno si ottiene solo un sonoro flop.

Mario Party 8 aveva diverse frecce nella sua faretra, eppure sembra averle sprecate tutte. Come abbiamo detto più volte, con ciò non intendiamo dire che l’ultima fatica Hudson sia brutta o ingiocabile, ma non è certo quella che ci saremmo aspettati.

Grazie alle potenzialità Wii avrebbe finalmente potuto cambiare, dare una svolta la concept o semplicemente scrollarsi di dosso tutta quella polvere accumulatasi in quasi nove anni di onorata carriera, eppure non è stato così. Non solo il titolo si è dimenticato del microfono, la novità più simpatica presentata negli ultimi due capitoli, ma ha anche lasciato inespresse le rivoluzionarie caratteristiche del Wiimote.

Siamo insomma di fronte all’ennesimo Mario Party, titolo che avrebbe potuto comparire tranquillamente su GameCube, Nintendo 64 o, ad essere provocatori, anche su Playstation 3 tanto sono poche e poco importanti le novità presentate.

Così proprio non va: con il nove la serie deve effettuare una brusca virata o fioccheranno le prime insufficienze…

 

Autore: Luisa Grotti

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