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RECENSIONE DI: RESIDENT EVIL 4 - WII EDITION

Sistema: Wii
Target: 16+
Genere: Sparattutto
Giocatori: 1

Wireless Single Card: /

Wi-Fi: No
Produttore: Capcom
Sviluppatore: Capcom
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

Testo a schermo in ottimo italiano.


Le cut scene interattive sono rimaste ma ora richiedono spesso di eseguire dei veri e propri movimenti con il Wiimote. Potevano comunque essere rese un po' più varie e divertenti...

 


Il castello rimane l'ambientazione più affascinante di Resident Evil 4. Riscoprirlo con lo schermo panoramico, poi, è tutta un'altra cosa!

 


Rigiocare l'avventura nei panni dell'affascinante Ada Wong è l'unica novità introdotta in questa versione. Novità che sa già di stantio visto che era presente anche nell'edizione PC.

 


Ora con il Telecomando Wii non avete più scuse: se non riuscite a centrare i crani dei vostri nemici è solo perché avete una pessima mira!

TRAMA: 9,2

+ Ha ancora il suo fascino...

- ...Nonostante i 2 anni.

GRAFICA: 9,3

+ La miglior grafica per Wii...

- ...Proviene da un GC!

SONORO: 9,4

+ Musiche ed effetti FX superbi!

- /

GIOCABILITà: 9,6

+ Il Telecomando Wii proprio mancava!

- Occorre impratichirsi...

LONGEVITà: 7,8

+ Un titolo lungo e affascinante.

- Niente extra ad hoc per la Wii Edition!

GLOBALE: 9,1

In conclusione, 

se Resident Evil 4 era già un capolavoro su GameCube, Resident Evil 4 Wii Edition non perde lo smalto e aggiunge anzi altro carisma, rappresentato da nuovi controlli che sembrano essere nati proprio per questo gioco. Capcom ha curato magistralmente la conversione tra le due console, ma Resident Evil 4 Wii Edition rimane, comunque, un remake, dunque ponderate bene l'acquisto: se già avevate la versione cubica potreste ritrovarvi con in mano un doppione...

QUEST’ESTATE SAPETE GIà DOVE TRASCORRERE LE VACANZE: IN UN RIDENTE PAESINO SPAGNOLO SPERDUTO TRA GRIGIE E NEBBIOSE MONTAGNE…

 

Nel 1995 la Capcom distribuì insieme a Street Fighter Alpha una demo di un gioco che rappresentava per la software house Giapponese una scommessa: Biohazard.

L’hype che questa versione dimostrativa porto con sé fu completamente fuori parametro, e la versione definitiva andò letteralmente a ruba.

Mischiando suggestioni stilistiche, leit motiv narrativi dei film di seconda categoria Americani e aggiungendo un po’ di George Romero, il secondo progetto di Mikami ( dopo Disney Goof Troop, Snes, 1994) fu un successo planetario

Star assoluti del gioco sono gli Zombie, mai come oggi ben modellati nella loro putrefazione.

Anche l’ambientazione, la maniac mansion di Raccoon City, sarà destinata a diventare la culla di una serie con moltissimi sequel.

Con l’uscita di superbo secondo capitolo (1998) e di un sottotorno “Nemesis” (2000), la serie cercò la via dell’innovazione mettendo in stand-by  la saga principale.

Da questa ricerca di aria fresca nacque Code Veronica (2000), Resident Evil 0 ( in esclusiva su GameCube, 2003) e Outbreak ( in esclusiva Ps2, 2004).

Gun Survivor permettendo.

A ridosso della nuova generazione Hardware, Capcom decise di riprendere la trilogia iniziale, donandole un nuovo progetto riscritto completamente da zero: Residen Evil 4.

Quattro.

Come gli anni di sviluppo che ha dovuto affrontare il team “Producion Studio 4”.

Quattro, come le versioni preliminari mostrate alla stampa.

L’enorme sforzo compiuto da Capcom ha certamente portato i suoi frutti, donando al Gamecube ( e alla Ps2)  un capolavoro senza precedenti, da molti considerato come la vetta della produzione a 128bit.

Noi del Mario & Yoshi's Friends –MAGAZINE- lo abbiamo premiato con un altisonante 9,9.

La serie è rinata, e ritorna sono i riflettori dopo un periodo di crisi in cui era stata oscurata da altri survival horror.

Ma in questo nuovo capitolo non bisogna sono saper sopravvivere…

 

UN BIGLIETTO DI SOLA ANDATA…

Sono passati sei anni dalle peripezie del secondo capitolo e Leon si è dimesso dal dipartimento di polizia di Raccoon City per prestare servizio all’ agenzia governativa. Certamente un passo in avanti: paga buona, meno pericoli.

Poi la figlia del presidente viene rapita, le informazioni sono poche, e il prode Leon riprende in mano la sua pistola e parte per un villaggio rurale Spagnolo; molte cose non quadrano, meglio avere qualche ricarica nel baule.

Sul posto la situazione degenera velocemente e grazie ad una serie di cut-scene ben intavolate si incontra il primo nemico…ma non è uno zombie.

La Capcom ha infatti dovuto sacrificare i propri pargoli in nome della componente Action.

Sappiamo tutti come sono fatti gli Zombie: stupidi, lenti, partono da un punto A e si dirigono verso il nemico in linea retta, fino alla sua (o alla propria) eliminazione.

Si doveva cambiare aria.

Addio sfondi pre-renderizzati, addio visuale fissa: ora Leon può finalmente vedere la terza dimensione delle cose, spostando la visuale dietro le spalle per avere una maggior coscienza di ciò che lo circonda.

Quel primo nemico sopra accennato ha il lume dell’intelligenza negli occhi.

Riconosce la minaccia, chiama rinforzi, prende un’ascia e la lancia. I compagni lo soccorrono, parlano tra loro e si organizzano in un linguaggio ignoto ( lo Spagnolo “perché l’intonazione ci è parsa perfetta per i nostri scopi”, come dice Hiroyuki Kobayashi, producer del gioco)

E gli Zombi diventano immediatamente preistorici.

Forte della nuova visuale in terza persona, il protagonista di Resident Evil 4 Wii Edition ora può interagire con l’ambiente abbattendo scale, spostando mobili e rompendo finestre.

La gamma di azioni che si può compiere premendo sempre lo stesso pulsante è davvero incredibile e semplifica di molto il gameplay. E il sistema di controllo.

 

IL VERO PROTAGONISTA!

Eccolo qui, il sistema di controllo.

Fino a questo momento l’incauto lettore potrebbe credere di trovarsi davanti alla recensione della versione cubica. Ed è giusto così.

Il team di sviluppo ha preso la saggia decisione non toccare il codice del progetto originale: ogni nemico è dove lo avevamo lasciato, nulla e nessuno si è spostato, sono ancora li tutti ad aspettarci come ce li ricordiamo.

L’esperienza è resa diversa e più interattiva dall’utilizzo dell’accoppiata Wiimote - Nunchuck;

al primo è ovviamente affidato il reticolo di mira e lo sparo, mentre al secondo il movimento del personaggio e la ricarica, da effettuare agitandolo mentre si preme B.

Per estrarre il coltello basta fendere l’aria, mentre il Wiimote produce un gracchio che tende a riprodurre il suono.

Lo speaker è usato abbastanza spesso in maniera simpatica, annunciando per esempio con un suono sinistro l’arrivo di una comunicazione via radio.

Muoversi per la cittadella Spagnola richiede certamente una buona dose di coordinazione e allenamento, ma siamo sicuri che già dopo una trentina di minuti vi sentirete dentro l’orrore.

Possiamo quindi definire riuscita la conversione del sistema di controllo, per quanto a volte viene il dubbio di star facendo le stesse cose fatte due anni fa semplicemente in maniera diversa.

Ma se lo scorrere del tempo non ha intaccato la giocabilità, lo stesso non si può dire del comparto tecnico.

Quello che nel 2005 era considerato come un gioiello, oggi soffre lo scorrere del tempo e complice una nuova generazione Hardware, Leon mostra le occhiaie.

Giocato su una televisione HDTV\EDTV il fruitore non può fare a meno di notare texture slavate e scalettature (aliasing) davvero troppo evidenti, messe in risalto dalla nuova risoluzione.

Per il resto, le due versioni sono indistinguibili, anche se ora possiamo godere dei 16:9.

La versione Gamecube aveva eliminato il formato anamorfico per oscurare una parte dell’immagine, evitando così un sovraffollamento che avrebbe minato il frame rate.

A questo punto posso scagliare un’invettiva verso la pigra comunità di sviluppatori: come può essere che il titolo graficamente migliore per Wii appartenga alla generazione precedente? Come può dopo più di 6 mesi essere un Wiimake (termine per definire i Remake su Wii) il titolo più profondo e consistente? Ovviamente Zelda permettendo.

 

DAL GAMECUBE CON AMORE…

Durante la conversione il team di sviluppo ha comunque fatto alcune scelte che lasciano qualche incertezza nel giocatore, come per esempio la visuale telescopica del fucile di precisione che si appoggia ancora al sistema analogico o il movimento sempre uguale richiesto durante le scene d’intermezzo (QTE, alias Quick Timer Event), che si riduce ad agitare il pad in maniera abbastanza casuale.

Ciò che invece rende questa versione la più completa tra quelle disponibili ( Gc,Ps2,Pc) è la presenza di tutte le modalità ed extra venute in mente agli sviluppatori: cinque nuove missioni da percorrere con la cinica Wong, armi aggiuntive, la modalità “Mercenari” ed infine la possibilità di vestire i succinti panni di Ada in quella che fu la sorpresa riservata ai possessori della versione PC.

Gli extra, e la modalità esperto, terranno impegnati gli appassionati che potrebbero però non sopportare il dover pagare un titolo che, strutturalmente, rimane lo stesso già giocato 2 anni fa e comunque compatibile con la nuova console Nintendo ( a patto di aver tenuto da parte un pad GC).

Proprio per questa sua dualità, Resident Evil 4 Wii Edition può essere valutato in maniera duplice: da una parte abbiamo un capolavoro reso ancora migliore, dall’altra un’operazione commerciale architettata da Capcom per spremere il più possibile un concept targato 2001.

Nel caso vi troviate tra queste due scelte, probabilmente il prezzo di 39 euro vi farà mettere mano al portafoglio.

 

Autore: Niccolò Ballerio

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