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ANTEPRIMA DI: LOST IN BLUE 3

 

Sistema: Nintendo DS
Target: 3+
Genere: Avventura
Giocatori: 1
Produttore: THQ
Sviluppatore: Blue T.
Distributore: THQ
Versione: Demo
Requisiti: /

Uscita:
EU: Settembre
JAP: Disponibile
USA: Disponibile

 

 


Quel vento non promette nulla di buono: sarà meglio trovar rifugio in quella grotta prima che arrivi la tempesta!

 

 


Una volta che il nubifragio sarà passato, occorrerà non perdere tempo e tuffarsi subito nella ricerca di cibo!

 


Le ore ed i giorni si alterneranno, sull'isola, e il vostro compito primario sarà sempre quello di evitare la prematura dipartita dei due protagonisti.

 


Fortunatamente, stylus alla mano, sarà possibile mescolare gli ingredienti trovati per creare gustose ricette. Se solo avessi portato il mio DS con La Guida in Cucina...

ASPETTATIVA

3 STELLE SU 5!

 

Non siamo mai stati fan della serie Lost in Blue e questo perché, nonostante le premesse, i due capitoli hanno puntualmente dimostrato di non saper evolvere il concept e, soprattutto, di non cancellare i difetti. Speriamo dunque che Lost in Blue 3 rappresenti la svolta, anche se ormai non ci crediamo più troppo.

Incidenti di percorso…o di rotta ?

 

Come possono finire un gruppo di persone su un isola deserta in mezzo  al mare senza volerlo? Con un naufragio, ovviamente, e così dopo Robinson Crusoe e Cast Away anche il mondo dei videogiochi ha la sua versione di una delle sventure che più spaventano i viaggiatori sugli aerei e che, soprattutto, rappresenta un topos letterario affascinante, specie per i ragazzi.

In questo caso la sfortuna è insistente, o forse si è accanita su THQ, visto che questo è il terzo capitolo della serie Lost in Blue, vale a dire è il terzo naufragio che si verifica in appena tre anni.

Ricordiamo, inoltre che la serie ha avuto anche una controparte su Wii (la cui anteprima sarà a breve pubblicata sul Mario & Yoshi’s friends Magazine! ndrCarlo).

Ma concentriamoci ora su questo nuovo Lost in Blue 3, che rispetto ai predecessori riprende alcuni elementi e ne modifica altri.

 

L’ISOLA DEGLI SVENTURATI

Una volta scelto il sesso del nostro personaggio sbarcheremo sull’isola e ci verrà assegnato un compagno dell’altro genere che ci tornerà in aiuto nel corso del gioco.

Con esso dovremo fare i conti per tutto il tempo, dal momento che ne avremo bisogno per effettuare alcune azioni a noi impossibili. Ma saremo anche responsabili della sua incolumità e dovremo in ogni momento monitorare le sue statistiche onde evitarne una prematura e spiacevole dipartita.

Durante la nostra persistenza sull’isola dovremo, ovviamente, ingegnarci per sopravvivere.

 

"LA SFORTUNA SEMBRA PERSEGUITARE I PROTAGONISTI DEI GIOCHI THQ: POSSIBILE CHE IN TRE ANNI CI SIANO STATI ALTRETTANTI NAUFRAGI!?"

 

Ci ritroveremo a dover andare a caccia e in cerca d’acqua, a raccogliere vegetali e oggetti utili per creare armi, dal momento che l’isola non è certo priva di fiere.

Ma la priorità, ovviamente, sarà quella di costruire un riparo.

E in tutte queste situazioni torneranno utili i due protagonisti e le loro rispettive abilità.

Mentre il personaggio maschile sarà più adatto per le fasi di esplorazione e di caccia, quello femminile sarà imbattibile per quanto riguarda le operazioni di cottura dei cibi e di costruzione di cestini di vimini.

 

La fame fa brutti scherzi.

La vita su un’isola deserta si sa, non è certo facile, ma le capacità di adattamento dell’uomo vengono fuori proprio nei momenti di maggiore bisogno ed è grazie ad esse che riesce a sopravvivere anche nelle condizioni più ostiche.

Contando anche sul fatto che a un certo punto avremo in aiuto anche un terzo naufrago, possiamo dire che in fin dei conti basterà organizzare le proprie strategie di sopravvivenza per riuscire a rendere meno difficile il nostro soggiorno forzato sull’isola.

Come già detto, dovremo stare cauti a non far scendere sotto determinati livelli gli indicatori di fame, sete ed energia fisica e per far questo dovremo procurarci dalla natura ciò di cui abbiamo più bisogno.

Per far questo sfrutteremo le caratteristiche del DS: ad esempio, grattando il pennino sullo schermo potremo scavare nella sabbia per cercare utensili, oppure facendo dei segni particolari, potremo costruirne di nuovi.

 

"FORTUNATAMENTE CI VERRà IN SOCCORSO L'IMMANCABILE PENNINO, UTILE PER SCAVARE NELLA SABBIA, CREARE UTENSILI, FAR DA MANGIARE, ALLONTANARE LE BELVE FEROCI E COSTRUIRE RIPARI DI FORTUNA PER LA NOTTE..."

 

Ai tasti dorsali, sarà adibita la funzione di mungitura, nel caso riuscissimo mai a catturare una mucca (ci saranno anche altri animali addomesticabili) oppure di scuotimento degli alberi per far cadere le noci di cocco.

Inoltre il touchscreen ci tornerà utile per cucinare squisiti piatti e il microfono potrà essere utilizzato per “soffiare” sul fuoco mentre si sfregano due pezzi di legno o per comunicare con le scimmie (alla Konami vengono in mente le idee più strane) che potrebbero tornar utili per recuperare frutti su alberi altissimi.

Durante le fasi di esplorazione dovremo poi casi aiutare i nostri compagni, ad esempio per scavalcare una roccia o per attraversare un canale, sarà bisogno attuare strategie combinate. Non mancheranno, inoltre discese lungo i corsi d’acqua a bordo di una zattera…

 

Che bel paesaggio!

L’unica cosa bella di quando ci si ritrova su un’isola incontaminata è quella di aver di fronte paesaggi bellissimi e suggestivi.

E anche Lost in Blue 3 se la cava bene con le ambientazioni tropicali e rilassanti che si possono trovare nei paradisi tropicali.

Durante la nostra avventura ci ritroveremo a dover a che fare con improvvisi cambi di tempo e di locations: spiagge assolate lasceranno presto il posto ad oscure foreste, sempre mantenendo però quell’atmosfera di mistero e pericolo che si percepisce mentre ci si aggira in esplorazione sull’isola.

Anche lo stile è rimasto pressoché simile a quello dei due precedenti Lost in Blue, tranne per qualche aggiunta ai modelli poligonali dei personaggi e per via di uno stile che sembra un po’ più cartoonesco e meno realistico.

 

"La vita su un’isola deserta si sa, non è certo facile, ma le capacità di adattamento dell’uomo vengono fuori proprio nei momenti di maggiore bisogno ed è grazie ad esse che riesce a sopravvivere anche nelle condizioni più ostiche."

 

In fine dei conti questo terzo capitolo non aggiunge molto a quanto già visto in precedenza: chi dunque sperava in chissà quale rivoluzione resterà deluso, mentre i fan della saga si ritroveranno da subito a proprio agio.

Sperando che Lost in Blue 3 cresca soprattutto dal punto di vista della giocabilità, l’aspetto puntualmente più acerbo fin’ora riscontrato nella serie, vi rimandiamo ai prossimi appuntamenti del Mario & Yoshi’s friends Magazine per la recensione.

Autore: Luigigiuseppe Prosperi

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