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RECENSIONE DI: POKéMON RANGER

Sistema: DS
Target: 3+
Genere: Avventura
Giocatori: 1

Wireless Single Card: No

Wi-Fi: No
Produttore: Nintendo
Sviluppatore: Hal Lab.
Distributore: Nintendo
Versione: Europea
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

Sottotitoli in italiano, segnaliamo la particolare copertina catarifrangente.


La grafica di Pokémon Ranger si distacca leggermente da quella della saga.

 


Una delle più grandi novità di questo spin off risiede nel fatto che i Pokémon catturati ci seguiranno "fisicamente" ovunque, partecipando attivamente all'avventura.

 


Ecco a voi, da sinistra a destra: Garret, Billy, Clyde e Tiffany. Chi sono? Imparerete presto a conoscerli...

 


Tre Gyarados infuriati: sarà meglio sparire....

 


Una delle prime missioni serie che dovrete affrontare sarà liberare l'acquedotto della città di Autunnia dalla presenza dei zozzissimi Grimer.

TRAMA: 7,6

+ Finalmente novità nel pokémondo...

- Banale nell'insieme.

GRAFICA: 6,5

+ Pokémon ben disegnati...

- ...Ma poco dettagliata.

SONORO: 6,4

+ Un paio di motivetti ispirati...

- ...Ma ripetitivi.

GIOCABILITà: 7,8

+ Simpatico lo Styler...

- ...Ma poco sorprendente per i veterani.

LONGEVITà: 8,2

+ Avventura lunga e ritmata...

- ...Alcune missioni un po' ripetitive...

GLOBALE: 7,3

In conclusione, Pokémon Ranger non è solo un buon antipasto col quale riempirsi la bocca nell'attesa di Pokémon Diamante e Perla, ma è anche uno spin off molto divertente che riesce ad offrire una simpatica visione alternativa a quella che è la serie principale. Se siete appassionati di Pokémon o cercate un'avventura sui generis, il nostro consiglio è quello di rivolgersi a questo titolo. Non sarà lungo come gli episodi principali, ma non mancherà di divertirvi... finché dura!

Una nuova affascinante Poké-avventura sboccia come un Fiore…

 

Oramai l’attesa per i nuovissimi episodi di Pokémon per DS sta diventando spasmodica. Tornare nella regione di Kanto, DS alla mano, catturando nuovi Pokémon e sfidando tutti i Pokéallenatori del mondo tramite la WFC non fa che accrescere ulteriormente il livello di attesa per i prossimi Perla e Diamante, in uscita entro l’estate anche in Europa. I due nuovi episodi, già disponibili in Giappone e in America, stanno, come ampiamente annunciato, battendo nuovi record di vendita, come ogni episodio della serie principale, nata sul primissimo Game Boy, ha sempre saputo fare.

Tuttavia, alla release europea dei prossimi Perla e Diamante manca ancora qualche mesetto e, a meno che non vi siate rivolti al mercato d’importazione, come anche qualche nostro affezionato utente del forum ha già fatto, starete attendendo con impazienza le due nuove gemme (è proprio il caso di dirlo) che Nintendo ha confezionato per i Pokéallenatori. E’ chiaro che quando si attende un gioco di tale importanza, è difficile resistere e, in certi casi, è difficile anche giocare ad altro. Ma se da sempre siete fan dei piccoli mostriciattoli, e in particolar modo delle loro produzioni videoludiche, allora dovreste seriamente tenere in considerazione questo Pokémon Ranger che stiamo andando ad analizzare, senon’altro perché propone una gustosa variazione sul tema, pur mantenendo quel coloratissimo e buffo Pokémondo.

 

GOTTA CATCH’EM ALL?

In effetti le differenze strutturali con questo Pokémon Ranger ed un episodio della serie principale a caso, sono davvero tante. Anzi, per riassumere meglio la questione, si potrebbe cominciare con elencare i punti in comune, un elenco che si sofferma solo e soltanto sulla presenza dei Pokémon. Punto e basta. Che poi anche in questo caso è bene operare una doverosa precisazione; se negli episodi regolari i Pokémon rappresentano un bene preziosissimo e, di fatto, sono i protagonisti principali, in Ranger le creature non sono altro che semplici comprimari, oppure, meglio ancora, una tenera cornice di un’avventura ben confezionata. Nella nuova Regione Fiore, non dovremmo catturare centinaia di Pokémon, non dovremmo lottare con decine e decine di Pokéallenatori, non dovremo passare le ore ad accudire i nostri Pokémon. Semplicemente, grazie al nostro nuovo incarico di Ranger che ci è stato assegnato, dovremo aiutare le persone in difficoltà, domare qualche Pokémon magari un po’ troppo agitato e, più in generale, affrontare alcune brevi missioni che ci verranno assegnate. Come anche accennato poco fa, siamo dei Ranger e da bravi Ranger dobbiamo necessariamente dare una mano a chi è in difficoltà, umano o Pokémon che sia. Logicamente risolvendo le varie missioni accresceremo il nostro grado di Ranger, dandoci l’opportunità di venire a capo circa situazioni più rischiose e che richiedono una maggior esperienza.

Un altro elemento di rottura con la serie Pokémon è che questo Ranger si presenta molto più “avventuroso” dovuta all’eliminazione di ogni qualsiasi elemento “GdRistico” presente in ogni episodio regolare. Non ci sono decine di statistiche da controllare, i Pokémon non salgono di livello e soprattutto non abbiamo nessun Pokédex da completare. Anzi, il poc’anzi citato oggetto chiave per ogni Pokéallenatore che si rispetti non lo possediamo proprio, semplicemente perché ad un Ranger Pokémon proprio non serve. Così come non servono le celebri Poké Ball, quelle sfere rosse che permettono di catturare i mostriciattoli e di tenerli custoditi una volta che diventiamo i loro padroni.

 

UN FIORE PER IL RANGER

Appena messo piede sull’Isola Fiore, l’atmosfera che si respira è sicuramente di casa per ogni Pokéallenatore. Alcuni Pokémon che sguazzano felici sulla spiaggia circostante, svariate persone che passeggiano liberamente, un sole accecante che si staglia all’orizzonte e un Centro Turismo pronto ad accoglierci e ad illustrarci, più o meno brevemente, in cosa consistono i compiti di un Ranger che si rispetti. Naturalmente, noi novelli Ranger, ascoltiamo con devozione ogni parola che ci viene proferita, perché vestendo gli inediti panni del Ranger può avere i suoi rischi, se non teniamo ben a mente tutto ciò che ci è stato riferito. Dopo un lungo preambolo, siamo finalmente pronti ad esplorare la Regione Fiore e a tuffarci nell’avventura che Hal e Nintendo ci hanno ancora una volta confezionato.

In realtà la nuova ambientazione non è vasta come quella di Kanto, giacchè è composta soltanto da quattro città. Ma questo non significa che ci si annoierà, tutt’altro. Le missioni, pur essendo piuttosto brevi, sono al contempo intense e soprattutto il ritmo di gioco è di quelli giusti, spezzettato di tanto in tanto da qualche gustoso dialogo, che portano avanti l’avventura in maniera più che apprezzabile. In effetti anche in Fiore davvero non ci si stanca mai; nonostante le cose da fare o i luoghi da esplorare siano in netta minoranza rispetto ad una Kanto a caso, il ritmo globale tutto sommato non ne risente, anzi. 

 

CATTURARE CON STILO

E così le primissime missioni si svolgono nella totale tranquillità, quasi un’ordinaria amministrazione. Tutto insomma sembra tranquillo, fino a quando non interviene l’odiato Team Rocket (quello non manca mai) che, passo dopo passo, rovina quell’atmosfera frizzante presente nella Regione Fiore. E il nostro Ranger protagonista verrà immischiato con certe faccende piuttosto losche. Tutto ha inizio quando il Team Rocket viene ad impossessarsi del Super Styler, una potente espansione dello Styler, strumento di enorme importanza per un Ranger. Più precisamente, che cos’è lo Styler? Semplicemente, è la chiave per ogni azione di gioco compiuta in Pokémon Ranger, nonché vero protagonista di questa nuova avventura. Le sue tante funzioni vi stupiranno, soprattutto per la sua incredibile versatilità.

Seppur i Pokémon non rappresentano certo una caratteristica fondamentale di Pokémon Ranger, non significa che in qualche modo non debbano tornarci utili. Anzi, nella grande maggioranza delle missioni assegnate, un Pokémon in particolare può risultare fondamentale per l’economia della missione stessa. I mostriciattoli in questione difatti possono servire per rimuovere alcuni ostacoli che sembrano insormontabili, i quali possono essere abbattuti grazie ad una particolare abilità richiesta posseduta da un Pokémon aventi determinate caratteristiche, oppure per essere riutilizzati nelle fasi di cattura di un Pokémon. Questo aspetto del gameplay, tra gli altri, è senza dubbio uno dei più originali e divertenti. Finalmente, grazie allo Stilo e al Touch Screen, il giocatore sarà chiamato a partecipare in prima persona alla cattura di un Pokémon, tramite l’uso proprio dello Styler. Appena visualizziamo un Pokémon qualsiasi, è sufficiente avvicinarsi al suo cospetto per entrare nella schermata di battaglia. Ed è proprio qui che entra in gioco Styler e Stilo. Pennino alla mano, il nostro compito è quello di disegnare dei cerchi attorno al Pokémon tanto quanto è la sua energia vitale. Per fare un esempio; poniamo il caso che il mostro in questione abbia 10 di vita. Per procedere alla sua cattura, bisognerà dunque disegnare su Touch Screen dieci cerchi, altrimenti sarà impossibile compiere ciò. Ma non pensiate che sia (sempre) un gioco da ragazzi. Certamente ci sono alcuni Pokémon che hanno poca energia e oppongono una resistenza flebile, ma per avere ragione su alcune specie bisognerà faticare non poco. Dovete sapere infatti che il cerchio disegnato, se colpito dal Pokémon che stiamo cercando di catturare, fa perdere energia allo Styler e questa raggiungesse lo zero, sarà Game Over. In questo caso può essere utile usufruire delle abilità dei nostri Pokémon compagni, le quali possono momentaneamente indebolire il Pokémon selvatico, facilitando così la sua cattura. Quando questo avviene, allo Styler verranno assegnati dei Punti Esperienza che confluiranno nello sviluppo dello Styler stesso, tramite la crescita dei Livelli, che gli permetteranno non solo di accrescere la sua energia ma anche di arricchirlo con nuove funzioni.

Come accennato in precedenza, lo Styler si può indebolire. Per ricaricarlo interamente, si può procedere verso due direzioni; o recarsi nei vari centri turistici sparsi per la regione oppure sfruttare la carica energetica dei Pokémon elettrici, anche se la fase di ricarica non è contemplata (purtroppo) in fase della cattura.

 

UN MERAVIGLIOSO (E NUOVO) POKé-MONDO

Se abbiamo dunque da un lato le meraviglie dello Styler e delle sue tante funzioni, dall’altro riscopriamo l’amore per i Pokémon che non si esaurisce mai, grazie anche alla perfetta caratterizzazione che Ranger riesce a donare loro. Oltre a questo, i mostriciattoli ci saranno molto utili anche quando vestiamo i panni di Ranger. Nel corso dell’avventura infatti ogni loro abilità può (anzi, deve) essere utilizzata per superare un certo ostacolo o situazione che non ci permette di progredire. Per distruggere un masso ci vorrà l’aiuto di un Pokémon di terra che abbia quella particolare abilità, o per graffiare via un cancelletto chiedendo aiuto magari ad un Meowth, ad esempio. Prevedibilmente le situazioni che richiederanno un saggio delle capacità dei Pokémon sono tantissime e dai più disparati obiettivi, ma anche questo fa parte dell’avventura. Tuttavia, i Pokémon catturati, a differenza della tradizione, ci seguiranno soltanto per un periodo limitato. Una volta che usciamo dal suo habitat naturale, il Pokémon ci abbandonerà, così anche quando avremo sfruttato le abilità di un certo Pokémon per eliminare gli ostacoli.

Da un punto di vista tecnico, forse era lecito aspettarsi qualcosina di più, se analizziamo la situazione a livello globale. Tuttavia, il comparto tecnico presenta delle qualità non di poco conto, che sfociano soprattutto ad una splendida caratterizzazione dei Pokémon (ben animati e perfettamente riconoscibili) e a qualche effetto grafico riuscito. Ma a livello di dettaglio forse si sarebbe potuto fare di più. Anche il sonoro non si assesta su livelli super, dal momento che i motivetti che ci accompagneranno nel corso dell’avventura tendono a ripetersi un po’ troppo e i vari effetti sonori provengono direttamente dal GBA (forse volutamente, ma il DS merita ben altro, anche da questo punto di vista). Ben poco da lamentarsi invece riguardo al gameplay proposto da Nintendo. Sì, perché Pokémon Ranger non è certo un capolavoro, demerito soprattutto di una semplicità di fondo e un accenno di ripetitività tra le varie missioni, ma coloro i quali da sempre vivono di pane e Pokémon potrebbero scoprire in Pokémon Ranger un’avventura davvero alternativa e, a conti fatti, valida e divertente. So benissimo che non vedrete l’ora di mettere le mani su Perla o Diamante (vi capisco alla perfezione), ma se state cercando un buono, anzi, ottimo riempitivo in attesa dei due nuovi Pokémon, il mio consiglio spassionato è quello di provare Ranger; chissà che magari l’atmosfera spensierata della Regione Fiore vi possa far dimenticare, anche solo per qualche giorno, le vostre prossime avventure nell’ancora incontaminata terra di Shino…

 

Autore: Alessio Dossena

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