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RECENSIONE DI: POGO ISLAND

Sistema: DS
Target: 3+
Genere: Rompicapo
Giocatori: 1/2

Wireless Single Card:

Wi-Fi: No
Produttore: EA
Sviluppatore: EA
Distributore: EA
Versione: Europea
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo in sola lingua inglese.


L'arcipelago sul quale naufragherete è davvero ben caratterizzato.

 


Con uno sfondo così fresco, più che a giocare, vien voglia di tuffarsi. Se giocate in spiaggia, però, occhio a non bagnare anche il DS!

 


Il mitico Puzzle Bobble rivive, almeno in parte, in questa simpatica versione piratesca.

 


Il gioco che piacerà di più alle mamme e alle nonne: per vincere, infatti, occorre pazienza ed una mente un po' matematica.

TRAMA: 7,0

+ Simpatica come tutto il gioco!

- Niente di straordinario.

GRAFICA: 6,5

+ Fresca e colorata.

- Piatta ma funzionale.

SONORO: 7,0

+ Motivetti allegri e in sintonia col gioco.

- Qualche traccia in più avrebbe giovato.

GIOCABILITà: 7,2

+ Pochi minigiochi ma "stilosi"

- La mancanza della lingua italiana mina l'esperienza ai più piccoli.

LONGEVITà: 6,7

+ Tra il single e il multi c'è di che divertirsi.

- I più pretenziosi si stancheranno in fretta.

GLOBALE: 7,0

In conclusione, Pogo Island è un fresco e divertente puzzle game pensato appositamente per le vacanze. Se l'avete comprato aspettate a giocarci: i suoi minigiochi sono infatti l'ideale per passare il tempo quando ci si crogiola in spiaggia sotto il sole, tra un tuffo e l'altro!

I videogame si fanno mini!

 

Dopo l’annuncio delle caratteristiche definitive del Nintendo Ds, gran parte degli sviluppatori privi di idee si è ritrovata con i proprio brand più famosi ancorati agli antichi paradigmi basati su tasti, inadattabili per le nuove console Nintendo.

Qualcuno non si è posto nessun problema è ha imposto comunque e con scarsi risultati vecchi concept, qualcun altro ha cercato di adattarsi, raggiungendo anche buoni risultati, infine troviamo chi ha trovato nel genere dei “minigiochi” la propria salvezza.

Lunghi dal criticare l’intera categoria (quello sporcaccione di Wario come farebbe a racimolare soldi? ) dobbiamo però sottolineare come gran parte dei game designer abbia trovato nella categoria delle sotto-prove un’ancora di salvezzain attesa di proporre cibi meglio conditi.

Ultimamente esperimenti del genere si presentavano sempre più raramente, ma ecco che è arrivata l’ Electronic Arts a smentirci: il colosso Americano ha difatti proposto sugli scaffali dei negozi di tutto il mondo questo Pogo Island, gioco uscito in sordina anche a causa di una campagna marketing quasi inesistente.

Poco male: è quindi con una stimolata curiosità e nessun preconcetto già insito nella nostra mente che ci avviciniamo a questo prodotto, sulla cui scatola compare il misterioso bollino “Wi-fi”.

Cosa vorrà mai dirci? E quel “Family Action,puzzle, adventure” ben piazzato al centro della confezione, cosa vorrà indicare?

La curiosità sale, mentre il gioco carica…

 

Un’isola piena di sorprese!

Una nave naufraga, indovinate dove? Ovvio: su di una paradisiaca isola deserta! Ma i personaggi della crociera non sono figure losche come Robinson Crusoe bensì simpatici individui chiamati “mascotte Pogo”.

Prive di quel senso di sopravvivenza che rendeva tanto accorto ed intelligente il personaggio di Daniel Defoe i suddetti personaggi si disperdono nella speranza di riuscire a trovare materiali consoni alla riparazione dell’imbarcazione.

Tocca quindi a noi riunire tutti i Pogo e raccogliere oggetti utili che possano permetterci di abbandonare quest’isola deserta, fortunatamente priva di mostri ed indigeni come la tradizione insegna.

Facendo girare una ruota ( come nell’omonimo programma televisivo) potremo progredire di un certo numero di caselle, in uno schema molto simile al gioco dell’oca o di un comunissimo gioco da tavola con dadi, segnaposti e tabelloni.

Ma cosa accade una volta che si ha tirato? Ovvio, si inizia a giocare!

Esistono 5 minigiochi, che ci apprestiamo quindi a descrivere brevemente, per poter poi così passare alla fase di commento.

 

Poppit!: Lo schermo è invaso da una gran quantità di palloncini di diverso colore. Toccandone due o più dello stesso colore questi scoppiano, facendo salire quelli sottostanti e permettendo così nuove combo e possibilità. L’idea di base non è una novità nel panorama ludico, poiché possiamo trovare esperimenti simili anche su palmari di vario genere. Bisogna però lodare i diversi livelli di difficoltà, che permettono a chiunque di affrontare una sfida sempre adeguata. A questo si aggiungono due oggetti che possono far nascere situazioni di gioco davvero divertenti.

 

Tri-Peaks Solitaire: Una versione del classico gioco di carte “solitario”: bisogna completare un certo numero di cime; queste devono presentare una carta con un valore superiore o inferiore di un’unità. Si possono ovviamente pescare carte in continuazione e vincendo una mano si ricevono dei potenziatori. Sono presenti anche dei moltiplicatori ( da 1.5x a 3.0x) che permettono di far salire il proprio punteggio alle stelle.

Tra tutti i minigiochi questo risulta il più scarno: a meno che non siate appassionati del gioco di carte vi stancherete in fretta o lo riprenderete in mano giusto per farci una partita una volta ogni tanto…

 

Word Whomp: Sei lettere vengono disposte alla rinfusa sullo schermo inferiore: al giocatore l’arduo compito di comporre parole sensate, dalla lunghezza variabile ( si va dai 3 ai 6).

Questo minigioco è certamente quello più penalizzato da una mancata traduzione nella nostra lingua: spesso infatti il gioco chiede parole di cui magari nemmeno si conosce l’esistenza, a causa delle nostre pecche linguistiche. Un selezionatore della difficoltà e la possibilità di ricevere suggerimenti viene certamente incontro al giocatore, che però deve possedere comunque solide basi Inglesi. Questo in parte va contro quel “Family Action” posto in copertina, limitando la possibilità di godere pienamente del gioco solo a una parte dei cittadini nostrani.

 

Squelchies: Più colonne di Squelchy si dirigono verso la fine dello schermo inferiore: tocca a noi impedire che questo accada, spostando l’ultimo della fila orizzontalmente, cercando di combinarne il più possibile con lo stesso colore, facendoli quindi scomparire dallo schermo.

Diversi potenziatori rendono più vario lo stile di gioco, effettivamente un po’ piatto ma comunque fruibile da tutti anche grazie al selezionatore di difficoltà che modifica in parte anche le regole di gioco.

 

Phlinx: Avete presente Puzzle Bubble? Ecco, questo minigioco è molto simile al titolo dei due simpatici draghetti: sul touch screen c’è un cannone che spara pietre di diverso verso l’ammasso presente poco sopra. Quando tre o più pietre sono vicine ovviamente scoppiano, facendo cadere anche quelle a loro attaccate, aumentando le possibilità di vittoria.

Esistono tipologie particolari di pietra ( da quella del tempo a quella della distruzione) e premi a chi vince utilizzando meno di 35 colpi. C’è anche la possibilità di conservare una pietra per poterla utilizzare in un secondo momento.

 

A questi sbuffi ludici si alternano anche altre prove, non selezionabili dal menù principali e della minore importanza, affrontabili durante la vostra permanenza sull’isola.

Questa “vacanza” non sarà molto lunga, e più che altro durerà a seconda della vostra predisposizione verso questi esperimenti firmati Electronic Arts.

 

CROCIERE? PAROLE CROCIATE!

Il denominatore comune è l’utilizzo prepotente dello stilo: i classici tasti sono lasciati alla loro sorte.

Questa scelta è certamente azzeccata, e permette anche ai casual gamer di potersi accostare al gioco senza grosse difficoltà.

Il comparto visivo è ovviamente ridotto all’osso, ma è da applaudire la pulizia generale e la freschezza dei colori. Anche la caratterizzazione dei fondali, per quanto scarna, riesce ad esprimere al meglio la vitalità del simpatico e bizzarro atollo tropicale che ci ospiterà per tutta la durata della nostra (dis)avventura. Da sottolineare invece il comparto sonoro, composto da tracce audio orecchiabili e molto allegre, certamente in linea con l’andamento festoso e vacanziero del titolo.

Il wi-fi invece non è utilizzato (purtroppo) per sfide online, bensì per trasferire i propri gettoni al vostro account del sito internet www.pogo.com.uk .

Certamente una caratteristica che pochi di voi sfrutteranno.

Al contrario il servizio multyplayer è ben strutturato, con sfide sia in gamesharing sia con più schede di gioco ( dove a volte è anche richiesta la collaborazione).

A tutto questo si aggiunge la possibilità di inviare ad un amico la demo di Poppit, certamente una caratteristica da sfruttare per un titolo tanto peculiare.

Cosa rimane quindi? Un titolo bizzarro ed interessante, che però non va fino infondo alla sua natura frammentata, presentandosi così come un contenitore di 5 minigiochi più o meno interessanti.

Un po’ un’occasione sprecata, un po’ un titolo fuori dagli schemi!

Autore: Niccolò Ballerio

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