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RECENSIONE DI: WING ISLAND

Sistema: Wii
Target: 3+
Genere: Sparattutto
Giocatori: 1/2

Wireless Single Card: /

Wi-Fi: No
Produttore: Nintendo
Sviluppatore: Hudson
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

Sottotitoli in italiano


Notare le texture stiracchiate su questo costone: può una console come il Wii avere un gioco che sembra confezionato per il Nintendo 64?

 


Possibile che tutti i cloni di PilotWings debbano per forza presentare missioni in cui si devono abbattere i palloni? E chi ce li ha messi lassù? E se poi si arrabbia con noI!?

 


Ecco uno scorcio di grande effetto: quattro alberi e una motagna. Non chiedetegli di più.

 


Recuperare le vacche con un biplano? E' possibile, del resto il gioco è tutto matto...

TRAMA: /

+ La Storia è raccontata con dovizia di particolari.

- /

GRAFICA: 3,5

+ Tre isole...

- ...Sembra un N64 in alta risoluzione.

SONORO: 6,0

+ Musiche simpatiche...

- ...Ma nulla più!

GIOCABILITà: 5,1

+ L'idea è simpatica...

- ...Ma funge poco!

LONGEVITà: 4,5

+ Multiplayer divertente...

- ...Ma comunque limitato!

GLOBALE: 4,6

In conclusione, Wing Island si posiziona di diritto tra i giochi più brutti su Wii. Ci ha illusi convincendoci di essere il degno erede di Pilotwings e invece il sogno è finito ancor prima che fossimo riusciti a decollare. Chi lo compra, in compenso, proverà l'ebbrezza di precipitare senza paracadute...

WING ISLAND: OVVERO LA RIEDIZIONE DI NINTENDO DELLA STORIA DEL “CAPITANO CAPOTTATO” DI COCHI E RENATO!

 

In una delle loro ultime, simpaticissime, canzoni, Cochi e Renato si interrogano sulla fine del “capitano che potava capottato”, ovvero di un giardiniere che, stanco di potare, si è dato all’aeronautica, ma con scarsi, scarsissimi, risultati…

Il titolo Hudson, già dalle prime battute di volo, mi ha subito fatto balzare in mente questo brano-scioglilingua del duo comico lombardo: da una parte, infatti, abbiamo un giardiniere che, stanco di potare, capotta con l’aereo, dall’altra un’Hudson che, stufa di Mario Party, precipita con Wing Island. Un tempo qualcuno disse: “A ciascuno il suo…”mestiere!

 

IL CAPITANO CHE POTAVA CAPOTTATO…

L’ultimo gioiello di Hudson è un titolo che, più che un gioco in sé, dà subito l’idea di essere una demo tecnica, utile solo per capire le potenzialità del Wiimote. Pare incompleto sotto il profilo tecnico, sotto quello contenutistico, sotto  quello del gameplay. Come se non bastasse, inoltre, diversi bug affollano sovente lo schermo, dunque sembra che neppure la squadra di beta tester abbia fatto ancora il suo lavoro.

Si accende il Wii sperando di trovarsi di fronte il Pilot Wings del 2007, lo si spegne dopo circa mezz’ora convinti invece di aver ripescato una brutta copia di PilotWings 64…

 

…PEC-CATO PEC-CATO PEC-CATO!

Intendiamoci: Wing Island non è un brutto gioco. Non soffre di errori di programmazione che ne pregiudichino il contenuto, eppure è come una bella villa rimasta a metà, con le impalcature che ne rovinano l’estetica, la mancanza di vetri e persiane che ne pregiudicano l’accoglienza, l’assenza dei muri che provoca una certa instabilità della struttura.

 

"L’ultimo gioiello di Hudson è un titolo che, più che un gioco in sé, dà subito l’idea di essere una demo tecnica, utile solo per capire le potenzialità del Wiimote."

 

Noi siamo soliti dare poca importanza all’aspetto meramente tecnico, ma quando ci presentano un titolo così scarno è impossibile rimanere indifferenti. Del resto è ormai da tempo che il Wii continua a sfornare titoli incredibilmente obsoleti, almeno dal punto di vista grafico. Se però eravamo passati sopra a Blazing Angels, Call of Duty 3, Excite Truck e Medal of Honor Vanguard, tanto per citarne alcuni, non possiamo rimanere in silenzio anche di fronte al gioco di Hudson. Da un titolo partorito con la compiacenza di Nintendo, infatti, era naturale attendersi qualcosa di più, e invece ci troviamo con un prodotto paragonabile al primo periodo di vita del GameCube: aree spoglie, texture scialbe e piatte, modelli poligonali squadrati, pure qualche scatto.

 

"Noi siamo soliti dare poca importanza all’aspetto meramente tecnico, ma quando ci presentano un titolo così scarno è impossibile rimanere INDIFFERENTI."

 

E come se tutto ciò di per sé non bastasse a rendere il quadro assai fosco ci pensa anche il gameplay: tenere per la “coda” il Telecomando Wii come se fosse un modellino d’aereo all’inizio sembrava divertente, ma dopo qualche virata ci si accorge dell’insensibilità del controllo alla maggior parte dei nostri comandi. Se ruotate il pad, infatti, l’alter ego non vi seguirà: virerà se e solo sé inclinerete a destra o a sinistra la punta del telecomando, in un sistema che non si rivela affatto comodo e naturale.

 

"Prima di precipitare, comunque, anche Wing Island riesce a regalare qualche sorriso. Come? Con una modalità multigiocatore che se solo fosse stata più ampia avrebbe potuto salvare, da sola, l’intero gioco."

 

Le missioni, dal canto loro, peccano di varietà: il più delle volte, infatti, al nostro Sparrow Wing Jr. (il protagonista, nonché capo della squadra di corrieri alati) verrà richiesto di recapitare merce ai quattro angoli delle tre isole prima dello scadere del tempo. Solo poche volte alcuni avvenimenti potranno spezzare la monotonia del lavoro del postino, e allora vi toccherà spegnere gli incendi, recuperare il bestiame andato perso per i boschi, sparare ai classici palloncini colorati… insomma, tutti lavori che contribuiscono ad affossare il povero gioco di Hudson perché la noia verrà presto a reclamare la sua presenza.

 

…UN CAPITONE CAPOTTATO!?

Prima di precipitare, comunque, anche Wing Island riesce a regalare qualche sorriso. Come? Con una modalità multigiocatore che se solo fosse stata più ampia avrebbe potuto salvare, da sola, l’intero gioco. Il multiplayer, però, è off line e in più limitato a sole due persone, quindi anche in questo caso si tratta di un mero palliativo che non può allungare più di tanto il brodo. Tra le modalità disponibili è però annoverabile la battaglia, che, sullo stile di Mario Kart, vi chiederà di far esplodere i palloncini che sono legati alla coda del velivolo avversario.

 

"tenere per la “coda” il Telecomando Wii come se fosse un modellino d’aereo all’inizio sembrava divertente, ma dopo qualche virata ci si accorge dell’insensibilità del controllo alla maggior parte dei nostri comandi."

 

Stranamente, in due, Wing Island può essere visto sotto un’altra luce: il gioco Hudson acquista infatti freschezza e vitalità, peccato solo che non bastino poche ore di gioco “gustoso” a salvare un così grande sfacelo.

 

"Si accende il Wii sperando di trovarsi di fronte il Pilot Wings del 2007, lo si spegne dopo circa mezz’ora convinti invece di aver ripescato una brutta copia di PilotWings 64…"

 

Insomma, se ora andassimo a recuperare la demo tecnica che, in quel di Los Angeles, ci fece sperare nello sviluppo di un PilotWings per Wii, avremmo per le mani il gioco così come oggi Hudson l’ha messo sugli scaffali. Da allora, infatti, il titolo non ha fatto progressi, ma nel 2007 non possono certo venire pubblicati giochi che sfigurerebbero persino nella passata generazione di console.

 

"se ora andassimo a recuperare la demo tecnica che, in quel di Los Angeles, ci fece sperare nello sviluppo di un PilotWings per Wii, avremmo per le mani il gioco così come oggi Hudson l’ha messo sugli scaffali."

 

Salvo infatti qualche piccolissimo effetto speciale, il titolo del simpatico Sparrow Jr. non riesce proprio a prendere il volo. Sicuramente, se mai verrà fatto un sequel, Hudson riuscirà a produrre un serio rivale di Pilotwings, ma fino ad allora girate alla larga da Wing Island!

 

Autore: Carlo Terzano

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