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RECENSIONE DI: BARNYARD BLAST IL PORCELLO DELLE TENEBRE

Sistema: Nintendo DS
Target: 7+
Genere: Piattaforma
Giocatori: 1

Wireless Single Card: No

Wi-Fi: No
Produttore: Neko
Sviluppatore: Sanuk
Distributore: BigBen
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in discreto italiano.

 


Il piccolo Cliffy ha avuto la malaugurata idea di imbrattare il maniero di Mr. Final Boss...

 


Difficile come un Castlevania, lugubre come un Castlevania... lode ai giovani sviluppatori di Sanuk Games!

 


Ovviamente non mancano le piattaforme e i salti da calibrare al millimetro!

 


BarnYard Blast è davvero un gioco difficile. Non l'avreste mai detto, eh?

TRAMA: 6,0

+ Simpatica

- Sconclusionata

GRAFICA: 7,0

+ Alcuni scenari ben fatti.

-  Sprite troppo piccoli.

SONORO: 7,5

+ Buone le musiche.

- Discreti gli FX.

GIOCABILITà: 7,0

+ Diversi livelli ispirati.

- Touch screen dimenticato.

LONGEVITà: 8,0

+ Molto impegnativo...

- Scoraggia i neofiti.

GLOBALE: 7,1

In conclusione, 

BarnYard Blast - Il Porcello delle Tenebre è davvero un buon esponente del genere. Offre una divertente e scanzonata rilettura di Castlevania e, sebbene qua e là ci sia qualcosa da limare, divertirà e non poco chi cerca un platform vecchio stampo.

BARNYARD BLAST, QUANDO LA SAGA DI CASTLEVANIA INIZIA A GRUFOLARE...

 

Un lugubre maniero infestato da mostri d’ogni tipo. Una serie infinita di piattaforme, pericoli e trabocchetti. Baratri senza fondo, fosse zeppe di lava. Un eroe armato fino ai denti.

Sembra la descrizione di un Castlevania e questo non è un caso, perché BarnYard Blast – Il Porcello delle Tenebre, è la scanzonata rilettura della saga di Konami.

Sanuk Games, sviluppatori del gioco, e Neko Entertainment (produttori) hanno cambiato l’eroe, non più un affascinante e massiccio bellimbusto, ma un tondo e roseo maialetto, hanno mutato lo spirito, perché non è certo un horror, ma è invece una parodia stracolma di sarcasmo, ma hanno lasciato immutato il concept.

Il risultato? Non possiamo anticiparvi molto, ma per ora sappiate che BarnYard Blast – Il Porcello delle Tenebre potrebbe divenire un gustoso antipasto in attesa di un nuovo Castlevania DS…

 

TUTTI I GIOCHI HANNO UNA STORIA…

Robert Belmart è un suino di poche parole. Gestisce assieme a sua moglie (Julia, patita di fucili e altre armi d’assalto) una grande fattoria nelle vicinanze di BarnYard Town.

Quando la sera di Halloween il suo frugoletto, il piccolo e pestifero Cliffy, va insieme ad alcuni amici ad imbrattare con la carta igienica il maniero di Mr Final Boss (bhé, capite bene lo stile scanzonato del gioco), Robert agguanta la sua rivoltella e l’immancabile frusta. Quella sera, infatti, sarebbe andato a caccia di vampiri…

Ha così inizio il dissacrante emulo di Castlevania, in un lugubre cimitero ai piedi del maniero di un perfido caprone che, guarda caso, ha un debole per le costolette di maiale ed è pure rimasto a corto di carta igienica.

 

UN MAIALE ARROSTO!

In genere, i titoli che si rifanno ad altri magari più blasonati, oltre allo spirito scanzonato presentano, purtroppo, un gameplay ripetitivo e ridotto all’osso.

Non è questo il caso di BarnYard Blast – Il Porcello delle Tenebre, che di carne al fuoco (di rigorosa origine suina) ne mette davvero molta.

Risate e battute a parte, c’è infatti tutto quello che si potrebbe volere da un’avventura: quattro tipi di armi (frusta, pistola, fucile a pompa e i candelotti di dinamite), tre varianti di power up (cuore rosso, cuore blu e stella) e sei differenti magie, che permetteranno al nostro eroe dal tondo aspetto di affrontare anche i boss più duri.

Non mancano poi i nemici: zombie, idre, serpenti, draghi, pipistrelli, piante carnivore, troll, goblin, demonietti… tutte simpatiche riletture di storici volti della saga targata Konami.

E non mancano nemmeno i boss: grandi, grossi, infuriati e coriacei.

 

“In genere, i titoli che si rifanno ad altri magari più blasonati, oltre allo spirito scanzonato presentano, purtroppo, un gameplay ripetitivo e ridotto all’osso.

Non è questo il caso di BarnYard Blast – Il Porcello delle Tenebre, che di carne al fuoco (di rigorosa origine suina) ne mette davvero molta.”

 

 

Insomma, BarnYard Blast – Il Porcello delle Tenebre per certi versi si rivela davvero un ottimo emulo di Castlevania, e per altri aspetti, lo supera persino. Parliamo della difficoltà: Castlevania non è certo un gioco facile. I primissimi episodi per NES, poi, erano davvero diabolici. BarnYard Blast – Il Porcello delle Tenebre torna all’insana crudeltà dei capostipiti e propone livelli incredibilmente ostici.

Piattaforme da superare con salti ottimamente calibrati, nemici che sbucano da tutte le parti, munizioni che latitano, magie che si esauriscono troppo in fretta…

 

 "I neofiti rischiano infatti di lasciarlo perdere troppo in fretta, scoraggiati da una difficoltà davvero insolita al giorno d’oggi (sembra uno di quei platform sadici per NES). Gli hardcore gamers, invece, potrebbero trovare pane per i loro denti, ma difficilmente chi ha superato la quindicina sarà attratto da un titolo sulla cui copertina spunta la rubiconda facciona di un maialino cartoon."

 

Insomma, nonostante i personaggi tipicamente cartoon, e quel titolo scherzoso che potrebbe attirare più i bambini degli hardcore gamers, BarnYard Blast – Il Porcello delle Tenebre non è certo una passeggiata.

Tutt’altro, lo consigliamo infatti soprattutto agli esperti dei platform e, in particolar maniera, a chi si è già gustato tutti gli episodi della saga di Castlevania.

I neofiti, invece, potrebbero trovarlo troppo duro e frustrante e, soprattutto, potrebbero perdersi tutte le gustose citazioni di cui il gioco è pieno.

 

MAI-A-LETTO!

In definitiva, BarnYard Blast – Il Porcello delle Tenebre ci ha davvero sorpresi.

Pensavamo di trovarci di fronte il solito platform game che, con la scusa di prendere in giro un titolo blasonato, scopiazza qua e là, presentando un gameplay poco interessante ed una longevità incredibilmente bassa, ma in realtà l’ultima fatica di Sanuk Games è tutt’altro.

Non tutti i livelli godono della medesima ispirazione, non tutti i nemici hanno la stessa (riuscita) caratterizzazione, ma in linea di massima ci troviamo quasi sempre di fronte ad un gameplay soddisfacente.

 

“Castlevania non è certo un gioco facile. I primissimi episodi per NES, poi, erano davvero diabolici. BarnYard Blast – Il Porcello delle Tenebre torna all’insana crudeltà dei capostipiti e propone livelli incredibilmente ostici.”

 

Buona la grafica. I programmatori, nonostante siano alle prime esperienze, hanno sfruttato discretamente le potenzialità del DS, anche se, il lavoro generale, non si discosta più di tanto dai Castlevania per GBA. Fondali variegati, colori brillanti, livelli sempre diversi.

Unico appunto: gli sprite. Troppo piccoli, eroe incluso, e dalle animazioni ripetitive. Le dimensioni stringate, alla lunga, creano qualche fastidio alla vista, specie quando si muovono per i livelli più bui.

Riguardo alla longevità, BarnYard Blast – Il Porcello delle Tenebre non è certo un titolo facile da recensire. I neofiti rischiano infatti di lasciarlo perdere troppo in fretta, scoraggiati da una difficoltà davvero insolita al giorno d’oggi (sembra uno di quei platform sadici per NES). Gli hardcore gamers, invece, potrebbero trovare pane per i loro denti, ma difficilmente chi ha superato la quindicina sarà attratto da un titolo sulla cui copertina spunta la rubiconda facciona di un maialino cartoon.

 

“BENVENUTI IN MIA UMILE DIMORA” (Dracula di Bram Stocker – Coppola)

Concludendo, se siete alla ricerca di un platform vecchio stampo e ricco di sfida, se siete amanti della saga di Castlevania e non sapete come ingannare il tempo che vi separa dall’uscita del prossimo episodio o se semplicemente state cercate un titolo senza troppi fronzoli che vi intrattenga per un buon lasso di tempo, allora BarnYard Blast – Il Porcello delle Tenebre è il titolo che fa per voi.

Viceversa, se state muovendo i primi passi nel mondo dei platform, o se odiate la saga di Castlevania, allora fareste bene a lasciare il gioco distribuito da BigBen sugli scaffali.

Autore: Luisa Grotti

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