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RECENSIONE DI: FINAL FANTASY CRYSTAL CHRONICLES RING OF FATES

Sistema: Nintendo DS
Target: 3+
Genere: Gioco di Ruolo
Giocatori: 1/4

Wireless Single Card: No

Wi-Fi: No
Produttore: Square-Enix
Sviluppatore: Square
Distributore: Halifax
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in inglese.

 


Il più grande difetto del gioco riguarda la mancata localizzazione in Italiano da parte di Halifax.

 


I modelli poligonali dei protagonisti e dei mostri sono davvero curati.

 


Quattro giocatori dovranno cooperare attivamente per riuscire nell'impresa.

 


Le battaglie sono ora in tempo reale ed assomigliano più alle meccaniche di un picchiaduro che di un gdr.

TRAMA: 7,3

+ Solo in single player.

- Assente in multiplayer.

GRAFICA: 8,2

+ Alcuni scenari incredibilmente dettagliati.

-  I dungeon si somigliano tutti.

SONORO: 8,0

+ Le solite musichette fantasy.

- /

GIOCABILITà: 7,7

+ Un rpg davvero frenetico.

- Che forse scontenterà i fan di vecchia data.

LONGEVITà: 7,5

+ Incredibile in quattro...

- ...Trascurabile da soli.

GLOBALE: 7,7

In conclusione, 

Final Fantasy Crystal Chronicles Ring of Fates rappresenta davvero una novità nel campo dei giochi di ruolo per Nintendo DS. Quattro giocatori possono infatti vivere la medesima avventura, spalleggiarsi negli scontri con i mostri, fare cassa comune e provare un concept più frenetico e moderno.

Tuttavia, il gioco, se affrontati da soli, perde gran parte del suo fascino e non merita neppure di essere acquistato. Senza contare, inoltre, che non è neppure stato localizzato nel nostro bell'idioma ma parla unicamente lingua inglese...

UNA SEMPRE Più PRODUTTIVA SQUARE-ENIX CONTINUA LE PROPRIE “FANTASIE” SUL DS…

 

Se da un lato il Wii, ad un anno dalla sua nascita, risulta ancora piuttosto sguarnito di rpg e, in particolar modo, di Final Fantasy, il piccolo DS inizia invece a presentare una softeca sempre più nutrita e ricca di capolavori.

Purtroppo non tutti i giochi di ruolo giungono fino a noi, ma quando arrivano, si tratta quasi sempre di piccole perle.

E’ in parte questo il caso di Final Fantasy Crystal Chronicles Ring of Fates che, come dedurrete dal nome, rappresenta la continuazione di quella serie parallela alla saga ufficiale che ha avuto i suoi natali su Nintendo GameCube.

 

DUE GEMELLI A CONFRONTO

Le console Nintendo sono spesso, a torto, considerate giocattoli adatte ad un pubblico prevalentemente infantile, ed è per questo che Square-Enix ha deciso di partorire per loro una saga “minore” dall’aspetto più comico e cartoon.

La qualità, fortunatamente, è rimasta invariata, e nemmeno la longevità a subito ritocchi verso il basso. L’unica vera differenza tra la serie Crystal Chronicles e quella che ormai è ben radicata sulle macchine Sony riguarda prevalentemente l’aspetto estetico. Più serio in un caso, molto meno realistico nell’altro.

Sempre deliziosa in entrambi i casi, specie su DS, dove il comparto tecnico riesce quasi sempre a spingere la console verso limiti a prima vista irraggiungibili.

 

I SIGNORI DEGLI ANELLI

La più grande novità portata da questo Final Fantasy Crystal Chronicles Ring of Fates risiede nell’impostazione, prevalentemente multiplayer.

Il richiamo con il Final Fantasy Crystal Chronicles del GameCube è ben evidente, ma questa volta per fortuna, giocare con un amico è ben più semplice di quanto non lo fosse nel passato (nel prequel, infatti, occorreva possedere tanti GBA e cavi per collegarli al Cubo, quanti erano i partecipanti).

Fino a 4 amici, ora, possono condividere la medesima avventura, anche se, purtroppo, ciò può avvenire solo sfruttando le porte wireless della console, relegando nel dimenticatoio quella che sarebbe potuta essere un’interessante modalità on line.

Spostato il baricentro verso la multiplayer mode, si ha avuto anche una brusca sterzata in termini di gameplay. Ora, infatti, le meccaniche di gioco ricordano più quelle di un Diablo che le classiche di un Final Fantasy preso a caso.

Questo perché non c’è più un vasto mondo da esplorare, non ci sono più i chilometri da macinare a piedi lungo sconfinate praterie e mancano all’appello persino i continui (e spesso frustranti) incontri casuali.

Il tutto è stato cestinato a favore di un gameplay molto più rigido, limitato, ma snello e sicuramente più consono al gioco multiplayer che fa di una grossa città l’hub principale, dalla quale poi si dirameranno tutte le missioni che vi porteranno ad esplorare in lungo ed in largo i molteplici dungeon presenti.

Nella cittadina, invece, oltre a interloquire con i vari PNG, potrete anche migliorare il vostro equipaggiamento (che modifica, in tempo reale, il proprio alter ego!), depositare i tesori raccolti, attendere che si colleghino i vostri amici ma anche e soprattutto accettare gli incarichi che via via vi vedranno impegnati in spedizioni sempre più lunghe e complesse.

Sono cambiati anche gli stessi combattimenti: niente più incontri casuali, dicevamo, ma neppure niente più duelli a turni, sostituiti da scontri in tempo reale che strizzano l’occhio alle meccaniche dei vari Tales of .

 

LA COMPAGNIA DELL’ANELLO DEL FATO

Sul fronte della giocabilità e della ridda di emozioni suscitate, Final Fantasy Crystal Chronicles Ring of Fates regala qualcosa di veramente nuovo ai giocatori. Scambiare quattro chiacchiere nel villaggio, fare cassa comune per equipaggiarsi al meglio, partire per chissà quale antro maledetto ed aiutarsi vicendevolmente nelle battaglie, è un’esperienza che, fin’ora, era stata preclusa ai possessori di DS e questo perché, se i GDR abbondano, mancano quasi totalmente quelli in grado di supportare una nutrita modalità cooperativa.

La sterzata verso un gameplay improntato più all’azione che alla riflessione (la trama, infatti, è pressoché inesistente se comparata ai canoni ai quali la saga ci ha abituato), con combattimenti più simili ad un picchiaduro che ad un rpg, rende il multiplayer incredibilmente appassionante e divertente, con quattro giocatori che faranno di tutto per incrementare le abilità della propria compagnia, salvare gli amici in difficoltà dal mostro di turno e superare le avversità più impensabili.

 

“l’esperienza è galvanizzante in 4, divertente in 2, trascurabile da soli.”

 

Viceversa, proprio per i motivi appena descritti, Final Fantasy Crystal Chronicles Ring of Fates mal si adatta al gioco in singolo, che diviene ben presto un’esperienza piuttosto ripetitiva ed anonima.

Ma la vera sorpresa, ahinoi negativa, riguarda la localizzazione. Nonostante infatti ormai la quasi totalità dei titoli per DS venga tradotta in italiano, Halifax ha discutibilmente deciso di lasciare il gioco in lingua inglese. Il che non è un particolare problema in quanto non c’è una trama forte da dover capire a tutti i costi, ma può comunque rendere davvero ostica la navigazione dei menu ai più piccoli, che spesso utilizzeranno a caso i 1000 e più oggetti senza capire di cosa si tratti effettivamente.

 

MA QUALE CRISTALLO! È UNA PERLA!

Quanto segue non è certo una novità, del resto abbiamo seguito con attenzione l’intero sviluppo del gioco, dedicandogli ben 3 anteprime in soli 6 mesi, ma Final Fantasy Crystal Chronicles Ring of Fates è davvero un titolo d’alta qualità, specie dal punto di vista tecnico.

Graficamente parlando, non rasentiamo la perfezione, ma ci troviamo per le mani un prodotto che si situa comunque sopra la media.

Modelli poligonali dei personaggi e dei PNG grandi e dettagliati, ottima regia, stupenda la realizzazione del paese che costituisce l’Hub del gioco.

Solo i dungeon lasciano spesso a desiderare, ma siamo comunque su livelli superiori rispetto all’ormai vecchio Final Fantasy III.

Quando troppi nemici affollano lo schermo, invece, è possibile avvertire piccoli rallentamenti, ma nulla che costituisca un difetto davvero grave.

Buono anche il sonoro, con i soli motivetti epici medievaleggianti che di rado stancano. In più alcuni dialoghi sono persino doppiati, anche se solo in inglese.

Ottima la giocabilità, a patto che possiate condividere l’avventura con almeno un altro amico.

Da soli Final Fantasy Crystal Chronicles Ring of Fates è poca cosa e, sebbene spunti una trama che rimane invece assente nel multiplayer, chi sa già che non potrà sfruttare l’opzione multiplayer può mettersi il cuore in pace e risparmiare i 49 euro necessari per l’acquisto. Perché, come già detto, l’ultima fatica Square-Enix può essere goduta solamente in compagnia.

Stesso discorso va fatto per la longevità: l’esperienza è galvanizzante in 4, divertente in 2, trascurabile da soli.

 

PERCHé NON MI PARLI?

L’unico vero, grosso, inconcepibile neo, riguarda il fatto che Halifax non abbia localizzato il gioco.

E questo, di per sé, ci ha obbligato a defalcare un punto dalla voce Globale nella pagella. E’ vero che oggi tutti sanno (o dovrebbero sapere) l’inglese, è vero anche che la trama, questa volta, è superflua e risicata (scompare persino se si affronta il gioco con un amico), ma dato che non mancano gli oggetti, tra armi, armature, vestiti e pozioni di mille tipologie è spesso troppo facile confondersi se non si conoscono i termini.

 

“L’unico vero, grosso, inconcepibile neo, riguarda il fatto che Halifax non abbia localizzato il gioco.

E questo, di per sé, ci ha obbligato a defalcare un punto dalla voce Globale nella pagella.”

 

Considerando poi che, oramai, il 99,9% dei giochi è localizzato nel nostro bell’idioma, trovarsi a giocare con un RPG che parla solo la lingua di Sua Maestà è davvero un fastidioso, anche perché molti non hanno acquistato la versione USA (uscita quattro mesi fa) ed hanno aspettato questa proprio in vista di un buon lavoro di traduzione.

Una nota davvero stonata in una sinfonia che sarebbe potuta essere molto vicina alla perfezione.

Autore: Leonardo Gatto

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