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L'ALTRA FACCIA DELLA LUNA

Si può non essere d'accordo, non condividere la politica aziendale, le idee e la direzione intrapresa, ma anche i detrattori dovrebbero convenire su di un punto: Nintendo continua a rivoluzionare il mercato.

E non ci stiamo riferendo a quella frase, ripetuta come uno slogan, che si legge un po' ovunque da un anno a questa parte, ma all'esclamazione che viene spontanea quando si analizzano i fatti accaduti.

Dall'uscita del DS ad oggi, infatti, non si possono non riconoscere a Nintendo i meriti di aver intrapreso una politica interessante e coraggiosa. La via intrapresa prima della "rivoluzione", infatti, non solo volgeva unicamente a favore di Sony, ma aveva anche avuto come unica conseguenza quella di portare il mercato allo stallo. Ovvero alla crisi. Questo succede quando i videogiochi interessano unicamente alle stesse persone e non c'è alcun ricambio d'utenza, perché chi se ne è sempre tenuto alla larga non ha alcun interesse ad avvicinarcisi.

 

Chiamare a raccolta questa folta schiera di potenziali clienti è, di per sé, una mossa a dir poco ardita.

Come interessare persone che si sono sempre dichiarate estranee al mondo dei videogames? Cosa inventarsi per un pubblico difficile, che in così tante generazioni di console non ha mai trovato alcuno spunto interessante?

Semplice: bisogna partire dalle basi.

Rivoluzionare il sistema o, per usare un'espressione tipicamente nipponica e tanto cara a Miyamoto, "rovesciare il tavolo da thé".

Basta con i pad sempre più simili a tastiere. Basta con mille tasti colorati e cinquecento joystick. Benvenga un oggetto dall'aspetto sobrio e dall'aria famigliare. Molto simile al telecomando della tv.

Basta alle console sempre più tecnologiche, che non fanno altro che spaventare chi non ci si è mai avvicinato. Basta a firmware così complessi da crashare con la stessa facilità con cui Windows ci mostra le sue fatidiche schermate blu! Meglio optare per un

 

concetto che riporti il videogioco alla sua etimologia: gioco da usare con la televisione.

Basta anche ai titoli complessi, quelli nei quali, per procedere e ottenere buoni risultati, è necessario perderci intere giornate.

Sì, invece, ai giochi che ti prendono da subito e che hanno un'incredibile e flessibile curva d'apprendimento.

Sì ai titoli che si giocano scuotendo il braccio, menando fendenti nell'aria, impugnando il pad come un volante. Sì, poi, ai piedi, che in tanti anni sono sempre stati dimenticati, e solo oggi si scopre che, volendo, possono diventare altri due interessanti modi per dialogare con li gioco.

Sì, infine, ai giochi che, oltre a divertire, ti fanno star meglio, rivelandoti in maniera chiara piccoli e semplici trucchi che, nella vita di ogni giorno, possono portare qualche beneficio in più. Sì, insomma, alle software house come Nintendo, che non hanno mai smesso di sognare! Volete dire la vostra? carloscafe@libero.it ! Le mail più interessanti saranno pubblicate nel nostro mensile angolino della posta!

 

Carlo Terzano.

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