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RECENSIONE DI: GHOST SQUAD

Sistema: Wii
Target: 3+
Genere: Sparattutto
Giocatori: 1/4

Wireless Single Card: /

Wi-Fi:
Produttore: Sega
Sviluppatore: Sega
Distributore: Sega
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in buon italiano.

 


I menu sono rimasti invariati rispetto al coin op ma ospitano ora icone ben più grandi che facilitano la navigazione tramite il Telecomando.


Ogni missione è preceduta da un briefing indispensabile...


...E da sequenze introduttive dalla discreta regia.


Ogni tanto la cpu vi aiuterà indicandovi la direzione degli spari che attentano alla vostra vita.


Con punteggi particolarmente soddisfacenti potrete ottenere i bonus più strani, come la possibilità di combattere con pin up norvegesi in bikini!

TRAMA: 5,0

+ Temi attuali.

- Ma mal sviluppati.

GRAFICA: 5,0

+ Pulita.

- Incredibilmente datata.

SONORO: 6,2

+ Il Telecomando parla un sacco!

- Musiche bruttine.

GIOCABILITà: 6,8

+ Il Wiimote funziona bene.

- Ma il gioco traballa.

LONGEVITà: 6,3

+ Si può giocare in 4!

- Stanca in fretta.

GLOBALE: 5,8

In conclusione, 

Ghost Squad è un titolo che fareste bene ad ignorare. L'acquisto sarebbe stato caldeggiato se avesse incluso almeno il Wii Zapper, ma perché pagare a prezzo pieno un gioco vecchio di un lustro che oggi ha dimostrato di saper far divertire davvero poco?

ALLA RISCOPERTA DEI GIOCHI ANDATI PERDUTI…

 

Ci sono generi che, con il tempo, sono stati accantonati.

Magari prima gettonatissimi, hanno raggiunto l’apice, il momento di massima inflazione, per poi sparire nelle retrovie.

Oppure non sono mai riusciti ad imporsi sul mercato, ma l’evoluzione tecnologica, implacabile, non ha lasciato loro scampo, relegandoli negli angoli bui.

Sparattutto e picchiaduro a scorrimento, avventure punta e clicca e sparattutto su rotaia, ad esempio, sono gli illustri scomparsi che siamo soliti citare quando diamo sfoggio a tutta la nostra anzianità videoludica. Ma siamo sicuri che ripescarli oggi sia un’azione buona e giusta?

 

IN CAMERA COL MORTO!

L’opera di riesumazione posta in essere da alcuni sviluppatori nei confronti di diversi generi estinti è per certi versi promettente, ma per altri preoccupante.

A tutti, ad esempio, piace l’idea di ritrovarsi faccia a faccia con le avventure testuali che hanno avuto la loro massima espressione su PC. Un bel punta e clicca conquista chiunque, specie quell’ampio spettro di non-giocatori che quotidianamente si avvicina al Wii. Non a tutti, però, solletica l’idea di ritrovarsi in camera giochi defunti diversi anni or sono e ripescati dal fango dai badili di sviluppatori annoiati e un po’ troppo pigri.

 

“L’opera di riesumazione posta in essere da alcuni sviluppatori nei confronti di diversi generi estinti è per certi versi promettente, ma per altri preoccupante.”

 

E’ il caso di The House of The Dead 2 & 3, di cui vi abbiamo già parlato ampiamente proprio in questo stesso numero del Mario & Yoshi’s friends Magazine, ma anche di questo Ghost Squad. Due titoli che il mondo videoludico aveva riposto nella bara anni fa e che Sega è andata a riesumare senza perdere troppo tempo in sessioni dall’estetista. Ma gli anni, si sa, passano per tutti, e gli zombie ogni tanto hanno bisogno di una lucidatina…

 

GHOST O ZOMBIE?

Ed il Ghost Squad di cui vi parliamo oggi non è altri che quel Ghost Squad che tanto faceva parlare quattro o cinque anni fa nelle sale giochi di tutto il mondo. Allora il genere degli FPS andava per la maggiore, oggi è stato semidimenticato. Allora le light gun godevano di un grandissimo successo, oggi le sale giochi si limitano ad esporre i cabinati del pokér, della roulette e di scala quaranta. Allora godeva di una realizzazione tecnica da urlo. Oggi l’urlo è rimasto, ma è più simile a quello del celebre quadro di Munch.

 

“Non a tutti, però, solletica l’idea di ritrovarsi in camera giochi defunti diversi anni or sono e ripescati dal fango dai badili di sviluppatori annoiati e un po’ troppo pigri.”

 

Insomma, incurante degli anni trascorsi ed accecata dai facili guadagni, Sega ha deciso di riproporre Ghost Squad sul mercato. Senza cambiamenti di gameplay e nuovi orpelli grafici aggiunti. Tutto, quindi, è rimasto come ce lo ricordavamo.

E tutto, naturalmente, viene venduto a prezzo pieno! E senza neppure la gradita aggiunta di una Zapper inclusa nella confezione…

 

CIBO PER VERMI!

Alla fine della fiera, Ghost Squad è dunque un titolo vecchio, trascurato dai programmatori e lanciato sul mercato dall’odiosa ottica del guadagno facile.

Non è tutto da buttare: il gameplay funziona e diverte, specie se si ha l’accortezza di aggiungere al Wiimote la Wii Gun di BigBen o la Wii Zapper di Nintendo, che vengono però vendute a parte…

 

“incurante degli anni trascorsi ed accecata dai facili guadagni, Sega ha deciso di riproporre Ghost Squad sul mercato. Senza cambiamenti di gameplay e nuovi orpelli grafici aggiunti. Tutto, quindi, è rimasto come ce lo ricordavamo.

E tutto, naturalmente, viene venduto a prezzo pieno! E senza neppure la gradita aggiunta di una Zapper inclusa nella confezione…”

 

 

Con o senza artifizi in plastica, Ghost Squad si lascia comunque ben giocare: si punta il Telecomando verso la televisione e si spara a raffica il più velocemente possibile, tentando anche di fare punteggi particolarmente elevati per sbloccare una lunga serie di trovate fuori di testa (potrete persino tramutare gli energumeni che vi sparano contro in avvenenti donzelle in intimo, come dimostra la foto a lato).

Certo è e rimane un gioco coin op, un titolo da sala giochi, uno di quelli, cioè, che vanno giocati in fretta e altrettanto in fretta finiscono e stufano.

Le tre ambientazioni presenti (una lussuosa villa, una giungla tropicale e l’Air Force One) non aggiungono nulla in più a quello che è l’obbiettivo principe del gioco: spara a tutto ciò che si muove. E questo non cambia al variare delle latitudini. Certo, il dover salvare degli ostaggi e completare una serie di azioni un po’ diverse, come disinnescare una bomba, allungano leggermente il brodo, ma alla fine della fiera Ghost Squad si rivela per quello che è: un gioco vecchio e anche struccato, che mette in mostra in tutta la sua attonita mestizia l’inadeguatezza per il mercato d’oggigiorno.

Anche il multiplayer non risolleva la situazione. Se già, infatti, c’eravamo lamentati di quello di Resident Evil The Umbrella Chonicles, ora muoviamo gli stessi rimproveri a Sega.

In due l’avventura non guadagna spessore, ma solo facilità. Il numero dei nemici rimane uguale, la loro aggressività idem. Ad aumentare sono però le bocche di fuoco che, volendo, possono anche diventare quattro, ma allora la confusione aumenta a dismisura…

 

I GIOVANI D’OGGI NON CI CAPISCONO!

Ma se sul gameplay non più grintoso ci si poteva passare sopra, anche grazie alle novità introdotte dal Telecomando Wii, quello che più fa scandalo è il livello grafico, rimasto del tutto inalterato da quello della versione coin op – Dreamcast.

Texture slavate, scialbe, piatte e dai colori smorti si fondono dando vita ad ambientazioni grezze e composte da un numero esiguo di poligoni mai rifiniti a dovere. Gli stessi modelli poligonali dei nemici sono grossolani e malamente animati. Oltretutto nelle schiere avversarie la clonazione è di casa (o sono tutti fratelli gemelli…) e personaggi tutti uguali abbondano, tant’è che spesso capita che, nella stessa schermata, compaiano contemporaneamente anche 4 nemici identici nell’aspetto! E come se tutto ciò non bastasse, a denunziare il pigro operato degli sviluppatori, ci pensa la totale assenza del formato 16:9.

Avete capito bene: chi ha un televisore ultimo modello potrà scegliere se giocarlo aggiungendo due corpose bande nere ai lati, o stiracchiando l’immagine e rendendola nel contempo ancora più brutta di quanto già non sia…

Unica aggiunta un po’ moderna riguarda il Telecomando del Wii che, oltre a fungere molto bene, “parlerà” tutto il tempo attraverso il microfono ben riproducendo il rumore degli spari (sibilo dei proiettili incluso) che, ovviamente, cambiano a seconda dell’arma utilizzata.

 

UNA NOTTE AL MUSEO.

Inutile andare oltre, perché tanto Ghost Squad è fermo nella sua stagnante insufficienza.

Non lo incriminiamo per via di una realizzazione tecnica del tutto inadeguata ai giorni nostri, ma per l’assoluta mancanza di innovazioni presenti nel gameplay.

 

“E come se tutto ciò non bastasse, a denunziare il pigro operato degli sviluppatori, ci pensa la totale assenza del formato 16:9.”

 

Sega ha tentato il colpaccio: ripresentare un gioco vecchio di un lustro sperando che il successo del Wii possa trascinarlo verso le case di milioni di utenti. Ma noi non ci caschiamo: non ci piace chi tenta il guadagno facile e ancor meno chi presenta a prezzo pieno un titolo sul quale non è stata messa sopra la mano degli sviluppatori.

Questa volta la squadra speciale ha toppato di brutto…

Autore: Leonardo Gatto

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