Home Magazine Speciali Archivio' Redazione'
topcontenuti

RECENSIONE DI: NO MORE HEROES

Sistema: Wii
Target: 16+
Genere: Picchiaduro
Giocatori: 1

Wireless Single Card: /

Wi-Fi: No
Produttore: Rising Star
Sviluppatore: Grasshop.
Distributore: Atari
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in buon italiano.


Il salottino di Trevis funge un po' da menu di gioco: potrete riposarvi, giocare con la sua gatta ed osservare le statuine raccolte in giro.

 


Contrariamente alle aspettative, non servirà mollare fendenti col Wiimote per colpire i nemici...

 

 


...Basterà solo un rapido movimento nella direzione indicata dalla freccia su schermo per eseguire il colpo di grazia.

 


Holly è una vera matta! Lascia bombe ovunque e tenterà di ucciderci sul litorale di Santa Destroy!

 


La città è piena di negozi: Trevis può usare i centri commerciali o i cassonetti dell'immondizia per recuperare nuovi vestiti!

 


Purtroppo non sempre la grafica del gioco regala soddisfazioni: nelle esterne, difatti, il fenomeno del pop-up è piuttosto vistoso e il frame rate davvero ballerino.

TRAMA: 7,5

+ Sconclusionata come poche!

- Forse troppo.

GRAFICA: 7,5

+ Stile inimitabile!

- Motore tecnico inadeguato.

SONORO: 8,5

+ Ottimi brani.

- Può non piacere.

GIOCABILITà: 8,2

+ Il gameplay prende da subito.

- Ma il Wiimote rimane nell'angolo.

LONGEVITà: 7,5

+ Finché dura diverte.

- Peccato che si finisca in breve tempo.

GLOBALE: 7,9

In conclusione, 

No More Heroes rappresenta il classico caso dell'occasione mancata.

Avrebbe potuto essere un capolavoro, e infatti le carte in regola ci sono, ma è minato alle fondamenta da un motore tecnico davvero ridicolo.

Anche passando sopra ai cali nel frame e ai difetti del pop up, rimane comunque un gioco che si conclude in appena una decina d'ore e non offre poi ulteriori spunti per tornare a visitare le scialbe strade di Santa Destroy.

AAA EROE CERCASI DISPERATAMENTE…

 

I titoli di Goichi Suda hanno un denominatore comune: quello di stupire ad ogni costo.

L’ultima bravata del genio nipponico, Killer 7, aveva alzato più di un sopracciglio e fatto sentire qualche timido applauso. Ma nulla più.

Già, i più, infatti, o non lo avevano capito, o non si erano neppure fermati a tentare di comprenderlo.

Ed è un vero peccato, perché dietro quella grafica arida, spigolosa e spoglia, si nascondeva invece un gioco incredibilmente curato.

Ora Suda torna all’attacco con quello che sembra essere il figlioccio adottivo del grande e incompreso Killer 7… si salvi chi può!

 

IL SANGUE NON è ACQUA!

I punti d’incontro tra Killer 7 e No More Heroes non sono affatto pochi. Si potrebbe anzi arrivare ad affermare che, senza il primo, oggi non avremmo neppure l’altro.

Iniziamo dall’aspetto sicuramente più eclatante, quello della realizzazione grafica.

No More Heroes opta nuovamente per il cell shading, che oggi è quasi diventato un marchio di fabbrica del team di Grasshopper. Ma non è un cell shading “buono”. Un cell shading cartoonesco pulito e colorato, come quello utilizzato per The Legend of Zelda Wind Waker e Tales of Symphonia. E’ invece un shading “sporco”, grezzo, ruvido e quasi selvatico.

I colori sono spesso in contrasto e le ombre, non esistendo sfumature, si stagliano soprattutto sui visi del personaggio acuendo i loro lineamenti aguzzi e taglienti, deformandoli ulteriormente e rendendoli ad un passo dal grottesco. Non siamo più ai livelli di Killer 7, dove erano soprattutto il nero, il viola ed il rosso a farla da padrone, ma anche qui i colori piatti, forti e stonati mettono assieme una tavolozza tutt’altro che simpatica.

E la “simpatia” è un elemento che in No More Heroes rimane perennemente in bilico, perché essendo un titolo senza fronzoli, che non guarda ai convenevoli e con forte desiderio di rottura, o lo si ama, o lo si odia.

E infatti, mentre lo provavo in redazione, i pareri dei colleghi erano piuttosto contrastanti, anche se in fondo lo stile grafico mette d’accordo un po’ tutti: come Zelda Wind Waker è uno stile che può piacere o meno, ma indipendentemente da questo è comunque curato e particolareggiato, in grado di battere strade nuove ed accattivanti.

Il secondo punto di contatto tra No More Heroes e Killer 7 riguarda la violenza. Non aspettatevi un platform pacioccone à la Super Mario, ma nemmeno un anti-educanda à la GTA, perché da buon prodotto orientale, il gioco marchiato Grasshopper riesce a stupire senza per forza scadere nel solito tourbillon di turpiloquio misto a splatter. Insomma, violenza sì, ma nulla di accomunabile al trash spinto dei titoli Rockstar (GTA e Manhunt, tanto per dire i più noti).

In entrambi, il secondo protagonista presente sul palcoscenico è la figura dell’assassino senza scrupoli. In Killer 7 ci si calava negli psichedelici panni di una famiglia di killer spietati, in No More Heroes Travis Touchdown uccide quasi per noia e per divertimento, tra un lavoretto estivo ed una gitarella in moto.

 

“la “simpatia” è un elemento che in No More Heroes rimane perennemente in bilico, perché essendo un titolo senza fronzoli, che non guarda ai convenevoli e con forte desiderio di rottura, o lo si ama, o lo si odia.”

 

Un altro parallelo viene tracciato dalla musica. La colonna sonora, sgraziata e stonata come il comparto grafico, è strettamente collega a tutte le vicende del gioco e riveste un ruolo importante oggi come allora nel titolo GameCube.

Infine, abbiamo il genere arcade, che a sorpresa si rifà vivo dopo esser stato quasi dimenticato. No More Heroes e Killer 7 hanno molto di quei coin op dei primi anni ’90 in cui il realismo, per forza di cose, veniva quasi azzerato. Se in Killer 7 ciò si traduceva in una bizzarra meccanica di gioco che ci costringeva a muoverci lungo rotaie predefinite, in No More Heroes si fa sentire attraverso tutta una serie di meccaniche, scelte stilistiche e suoni che, più di una volta, porteranno alla mente i grossi e plasticasi cabinati delle sale giochi.

 

EREDE SENZA TESTAMENTO

Insomma, abbiamo appurato che No More Heroes è un discendente di Killer 7. Anzi, potremmo quasi dire che se il primo era una crisalide, questo è una farfalla. Se il primo era un prototipo, questo è il prodotto completo destinato al grande pubblico.

Ed infatti No More Heroes è un gioco molto più accessibile di quanto non lo fosse il suo prequel spirituale per GameCube.

Abbraccia meccaniche meno vincolate a favore di altre più note ed apprezzate, mischiando stili di gioco vari e differenti e prendendo il meglio dai titoli che hanno avuto fortuna in annate diverse.

 

“abbiamo appurato che No More Heroes è un discendente di Killer 7. Anzi, potremmo quasi dire che se il primo era una crisalide, questo è una farfalla. Se il primo era un prototipo, questo è il prodotto completo destinato al grande pubblico.”

 

C’è il girare per una grande città americana in tutta libertà che fa molto GTA, ma c’è anche una grande, enorme, componente picchiaduro che ricorda invece i titoli tanto in voga un decennio fa.

 

I MAGNIFICI 10

Il baldo Travis che, per amore della prosperosa e diafana Sylvia, si è arruolato nella fila della UAA (acronimo di United Assassin Association), dovrà vedersela contro centinaia e centinaia di nemici. Alcuni tutti uguali e un po’ anonimi, ma altri (i boss) a dir poco sorprendenti nella loro eccentrica unicità.

E sono proprio loro, i boss, a fare la parte del leone nella caratterizzazione del gioco e nello sviluppo della trama. Dieci pericolosi criminali, dieci figure stereotipate che guardano con occhio ironico e beffardo ai grandi capi della Yakuza o a quelli dei cartelli criminali statunitensi. E poi ci sono i richiami alle figure dei manga e degli anime, come quella pazza dinamitarda di Holly Summers che va in giro facendo esplodere il circondario o Naomi che uccide la gente vestita solo del minimo indispensabile. Che dire, poi, del Dr. Pace e della sua enorme magnum dorata, tributo evidente al cinema americano degli anni ’70-80 o di quel panzone in calzamaglia noto come Destroyman che tanto ricorda il mentore dell’eroe di Viewtiful Joe?

 

“No More Heroes è un gioco molto più accessibile di quanto non lo fosse il suo prequel spirituale per GameCube.

Abbraccia meccaniche meno vincolate a favore di altre più note ed apprezzate, mischiando stili di gioco vari e differenti e prendendo il meglio dai titoli che hanno avuto fortuna in annate diverse.”

 

Realtà, fumetti, videogiochi e cinema si mischiano nel tentativo di dare il peggior volto possibile ad un gioco che vuole apparire stonato e sconclusionato, ma che in realtà va ammirato dalla prima all’ultima scena in religioso silenzio.

 

SPAGHETTI WESTERN E SUSHI GANGSTER?

Alla fine della fiera, se proprio volessimo riassumere No More Heroes in pochi caratteri, dovremmo dire che è un concentrato di stile. Dalla schermata iniziale ai titoli di coda, non mancano infatti trovate uniche, bizzarre e sempre coraggiose in grado di farci sorridere, ma anche riflettere.

Che dire, ad esempio, del menu di gioco che poi è il salottino di Travis e della mappa della città realizzata in grafica dot, uscita direttamente da una schermata di un titolo NES? O della roulette che appare in sovrimpressione mentre si combatte e con la quale è possibile, se la fortuna ci assiste, mettere a segno delle combo particolarmente potenti?

E della simpatica moto di Travis, a metà strada tra i mezzi che calcavano le freeway nel telefilm Miami Vice e le navicelle Star Wars? I giri per Santa Destroy, un ultimo bastione di quella California Anni 80 fatta di polizieschi, mare e belle ragazze, sarebbero potuti avvenire tramite un autovettura qualunque, e invece il nostro Travis domina la city dall’alto del suo improponibile veicolo!

Cos’altro aggiungere, poi, in merito al simpaticissimo sistema di controllo, che conquista perché mette assieme i picchiaduro anni ’90 con i giochi musicali odierni (ci vuole parecchio tempismo!) e mette invece nell’angolo il Wiimote, che ritorna in auge solo per i colpi di grazia? Scelta discutibile per qualcuno, ma che noi abbiamo apprezzato e non poco, perché è meglio utilizzare poco i sensori sensibili al movimento, piuttosto che trovarsi a sventagliare di continuo e come matti il Telecomando Wii. I fendenti dell’improbabile spada verranno attivati mediante la pressione di A.

 

ARTE MESSA DA PARTE

Quello che più lascia l’amaro in bocca di No More Heroes, riguarda invece il motore tecnico del gioco.

Lo so, fin’ora abbiamo speso centinaia di caratteri solo per decantare lo stile grafico, ma dal punto di vista meramente tecnico, l’ultima fatica di Suda è messa davvero male.

Santa Destroy, la cittadina che vi ritroverete a visitare per raggiungere gli obbiettivi delle vostre missioni, è un agglomerato di poligoni appena abbozzati, texture scialbe e piatte, macchine squadrate, evidenti effetti di pop-up e, dulcis in fundo, rallenta e non poco il frame di gioco.

La situazione migliora visibilmente degli interni, tra suntuose ville o sgangherati rifugi di malavitosi dei bassi ranghi, ma anche in questo caso i modelli poligonali dei nemici comuni, troppo squadrati e un po’ tutti uguali, lasciano un profondo senso di mestizia.

E viene da chiedersi come mai Suda abbia potuto lasciare qua e là simili “macchie” in quella che, altrimenti, sarebbe potuta essere un’opera perfetta?

Perché un gioco che fa dello stile grafico la sua bandiera, è poi retto da una grafica che traballa da tutte le parti, fin dalle fondamenta?

Ovviamente non lo sappiamo, ma tutto questo ci fa davvero male, perché No More Heroes è un titolo che ha carisma da vendere, e cadere sulle cose più elementari denota invece una disattenzione tipica dei titoletti commerciali che sbocciano sotto Natale.

Neppure la longevità si assesta su livelli soddisfacenti: finire il gioco è questione di una decina d’ore e mancano poi gli incentivi necessari per riprenderlo alla ricerca di chissà quale bonus sbloccabile.

In conclusione, No More Heroes è sicuramente un titolo di rottura, ma dal punto di vista meramente qualitativo è un capolavoro sfumato.

Peccato!

Autore: Carlo Terzano

Fai shopping con il Mario & Yoshi's friends -MAGAZINE-

Vuoi utilizzare questo spazio pubblicitario?

Scrivi una mail a carloscafe@libero.it con oggetto: banner pubblicità!

Torna al Magazine - Torna alla Home

footer