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RECENSIONE DI: ENDLESS OCEAN

Sistema: Wii
Target: 3+
Genere: Educativo
Giocatori: 1/2

Wireless Single Card: /

Wi-Fi:
Produttore: Nintendo
Sviluppatore: Akira
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in ottimo italiano.


Il Gabbiano, la barca del protagonista, funge contemporaneamente da base operativa e da menu di gioco.

 


Dalla cabina è possibile impostare la rotta, sviluppare le fotografie, scegliere l'orario di immersione, cambiare l'aspetto del proprio avatar, consultare l'enciclopedia ittica e salvare.

 


La seducente biologa marina ci guiderà attraverso l'interessante mondo subacqueo. Quando non sapete cosa fare e dove andare, chiedete pure a lei. Una curiosità: non sa nuotare!

 


E' possibile scegliere di esplorare i mari attraverso due visuali, in seconda e in prima persona. Noi vi consigliamo quest'ultima che, unita ad un audio a tutto volume, rende perfetta l'immedesimazione!

 


Endless Ocean alterna momenti di romanticismo e poesia...

 


...A incontri decisamente più inquietanti e sorprendenti!

 


Per fortuna neppure gli animali più famigerati sembrano intenzionati a far del male al nostro alter ego!

 


Il meglio di sé il gioco di Akira lo sfodera con i grandi modelli poligonali dei cinque cetacei che popolano il mare del gioco.

TRAMA: 8,0

+ Si da la caccia ad una balena, come nel più classico romanzo per ragazzi!

- Priva comunque di colpi di scena.

GRAFICA: 7,0

+ Ottimi i modelli poligonali dei pesci.

- Fondali a volte desolanti.

SONORO: 8,8

+ Musiche superbe, buoni gli effetti FX.

- /

GIOCABILITà: 6,5

+ Si impara a nuotare con facilità.

- Il Wiimote rimane in soffitta.

LONGEVITà: 7,0

+ Longevo per gli amanti dei documentari.

- Poco interessante per tutti gli altri.

GLOBALE: 7,5

In conclusione, 

Endless Ocean è  un titolo non valutabile, quindi il voto globale non può esprimere le sue potenzialità o i suoi difetti. Sicuramente siamo di fronte ad uno dei titoli più interessanti e curiosi del Wii, sicuramente abbiamo per le mani il miglior progetto low budget di sempre. Tuttavia la sua natura così poco ludica potrà interessare solo una ristretta fascia di giocatori. Tutti gli altri guardino pure altrove.

NEL BLU DIPINTO DI BLU, FELICI DI STARE “LAGGIù”

 

La nuova ammiraglia di Nintendo ha il merito non solo di aver tolto il mercato videoludico da quella pericolosa fase di stallo in cui giaceva da quasi dieci anni, ma anche di aver spinto gli sviluppatori di prime, seconde e terze parti (vengono definite così le software house a seconda del legame più o meno stretto con la Casa di Kyoto) alla creazione di nuove meccaniche di gioco.

Stranamente, però, uno dei titoli più curiosi e bizzarri della line up autunnale, non sembra esser stato costruito attorno alla figura del Telecomando Wii, dal momento che un simile esperimento è già rintracciabile su PlayStation 2. Ne è una conferma il fatto che, nonostante le apparenze, il titolo che ci apprestiamo a recensire sfrutti in maniera minima i sensori di movimento dei due pad, relegandoli in figure di secondo piano. Ma andiamo con ordine e vediamo di scoprire quali meraviglie oceaniche ci attendono solcando i mari saggiamente preparati da Akira.

 

QUESTIONE DI PINNE!

Quando Endless Ocean, prima Forever Blue, è comparso all’orizzonte, circa sei-sette mesi fa, ci siamo subito messi a fantasticare su che ruolo avrebbe avuto il Wiimote all’interno di un “simulatore di sub”. In redazione c’era chi ipotizzava che avremmo dovuto muoverlo come se stessimo nuotando, chi (guardacaso Leo), sperava malignamente che sarebbe potuto servire alla stregua di chissà quale fiocina e chi, invece, in maniera più scettica (il sottoscritto, appunto), temeva che avrebbe fatto le veci unicamente del mouse in una specie di punta e clicca sotto i mari.

E Carlo, purtroppo, aveva ragione!

Il Telecomando, infatti, viene usato come in Red Steel e in Metroid Prime 3 Corruption, ma solo per puntare il mirino sulle varie specie di pesci che attraverseranno lo schermo. Tutti gli altri movimenti del sub, invece, rimangono legati ai più tradizionali bottoni: con B si nuota, con A si analizzano gli animali che incrociano le nostre rotte, con la croce si accede all’inventario, mentre col pulsante + si zooma per rintracciare le forme di vita più piccole. Insomma, non ci si sbraccia mai (e forse è un bene, dato che chi non è abituato a nuotare avrebbe subito sofferto di stanchezza), ma ci si limita solo a puntare il Telecomando da una parte all’altra dello schermo.

Nonostante questo, però, bisogna dire che il controllo del sub è davvero ben fatto: già dopo i primi dieci minuti è possibile nuotare a piacimento, nonostante la fisica del gioco non pecchi certo di comportamenti reali. Ad onor del vero, le acque che andremo a visitare saranno sempre particolarmente stagnanti e prive di correnti (le poche che troverete non potranno essere “sfidate”), ma la sensazione di “immersione” è comunque ottima, complice anche un sonoro incredibilmente curato. Di ciò, comunque, parleremo più avanti…

 

UN UOMO E LA SUA MUTA!

Prima di iniziare dovrete affrontare un veloce e scarno editor di creazione del personaggio. Potrete infatti creare il vostro alter ego, intervenendo però su tre soli elementi: il sesso, l’abbronzatura e la capigliatura. E le scelte, almeno all’inizio, sono davvero limitate e vi consentono di optare solo per due, massimo tre, opzioni per voce. Questo perché nuove componenti si sbloccheranno proseguendo col gioco e rintracciando particolari reperti…

Endless Ocean, infatti, è uno di quei titoli appartenenti alla Touch! Generation, vale a dire uno di quei giochi soprattutto educativi privi quindi di un qualsivoglia obbiettivo ludico. Questo non significa che lo scopo del gioco sia quello di girovagare senza una meta, dal momento che il compimento delle missioni che via via vi verranno assegnate vi servirà proprio per ottenere più possibilità di opzioni per la personalizzazione del vostro personaggio. Si sbloccheranno così nuove capigliature, nuovi colori per i capelli, ma anche nuove mute, pinne, guanti e bombole. Nulla per cui gridare al miracolo, ma almeno potrete differenziare il vostro avatar da quello dei vostri amici nel caso scegliate di sfruttare l’opzione multiplayer via Wi-Fi Connection (internet).

 

IN FONDO AL MAR…

Abbiamo detto prima che Endless Ocean è essenzialmente privo di obbiettivi ludici. Ciò è in parte inesatto, dato che, dopo le prime sessioni di gioco, la storia inizierà ad ingranare e scoprirete che la biologa marina che accompagna le vostre spedizioni è intenzionata a documentare l’esistenza della Madre Bianca, un maestoso cetaceo che dovrebbe essere persino più grande della colossale balena azzurra. Il padre della vostra avvenente collega, infatti, ha perso la vita proprio nel tentativo di rintracciarlo, e ora Sunday (la biologa) è seriamente intenzionata a darle la caccia. In senso scientifico, naturalmente, dato che in Endless Ocean non è possibile uccidere alcun animale. Né nessun pesce potrà aggredirvi! Neppure i più famelici o i più famigerati! Siano essi squali bianchi, squali leopardo, calamari giganti o insidiosi barracuda! Endless Ocean è un titolo documentaristico. Non esiste alcuna barra della salute, o della resistenza, così come non esiste la possibilità di incappare nella fatidica schermata del Game Over. Ciò non si traduce, per forza, nel fatto che sia un titolo adatto unicamente ai più piccoli. L’enorme enciclopedia ittica che andrete a completare (e che costituisce il secondo scopo del gioco), possiede diverse terminologie complesse che tracciano quadri molto approfonditi sulle varie specie, dunque talvolta il titolo di Akira sembra più pensato per gli adulti appassionati di documentari (non a caso il sottoscritto è andato subito in brodo di giuggiole), piuttosto che per i bambini desiderosi di vedere le varie creature degli abissi.

 

MA QUALI SPIAGGE…

Il brutto del sub professionista, è che nonostante sia per lavoro a contatto con acque cristalline e spiagge da cartolina, non può mai fermarsi un attimo per fare il semplice turista. Ed infatti in Endless Ocean non è contemplata la possibilità di scendere a terra. Semmai potrete ingannare il tempo riposando sulla sdraio della nave, ma non è certo la stessa cosa.

Ciò che stupisce del titolo di Akira, è che, nonostante l’area esplorabile non sia troppo grande (per aiutarvi a capirne le dimensioni, potremmo paragonarla alla superficie della Piana di Hyrule in Zelda Twilight Princess, ma il paragone ovviamente è azzardato), comprende una varietà particolarmente interessante di microcosmi.

Ogni insenatura, ogni baia, ogni anfratto, ogni caverna nasconde infatti un scenario differente ed una moltitudine variegata di specie animali.

Si passa così dalla placida barriera corallina, le cui acque cristalline agevolano la visione di pesci particolarmente colorati (qui le mante giganti, gli anemoni, i pesci pagliaccio, i pesci pappagallo e le tartarughe marine vivono felici), a spettacolari ed intricate grotte che ospitano le specie più strane, come i pesci pietra, o gli squali chitarra. Per non parlare poi dei canyon rocciosi, in cui gli squali martello depongono le loro uova e le aragoste trovano rifugio per la notte, o dei sinistri relitti ormai casa di polpi, piovre e di giocherelloni delfini.

Ma il mare ha una doppia faccia, che viene fuori all’imbrunire.

Dopo che avrete messo le mani sull’attrezzatura per le immersioni notturne (cioè una torcia… ehr…), potrete abbandonare la poesia dei mille colori visti durante il giorno per addentrarvi nel buio della notte. Le specie marine cambiano col variare delle ore della giornata, e così nottetempo vi capiterà di imbattervi in incontri meno rassicuranti.

Squali bianchi, capodogli martoriati da lunghe battaglie, murene ed incredibili calamari giganti sono solo alcuni degli animali che potrete visitare negli abissi più profondi. Le loro carni scintilleranno sotto i raggi della torcia elettrica, le tenebre vi avvolgeranno e bestie più o meno grandi vi compariranno davanti solo quando è troppo tardi per schivarle. Fortunatamente nessuna di loro sembra intenzionata ad addentare il nostro baldo subacqueo…

 

UN GIOCO DEGNO DI PIERO ANGELA

Davvero lodabile l’intento di Akira e Nintendo: investire risorse umane ed economiche per un progetto il cui unico fine è quello di diffondere un’ideologia ambientalista che miri a sensibilizzare l’opinione pubblica (specie quella dei giovanissimi) nei confronti del problema della tutela dei mari.

Ripetiamo ancora una volta che lo scopo ultimo ed unico di Endless Ocean è quello di imparare a conoscere, e quindi rispettare, il variegato mondo marino. Sapere che sotto il pelo dell’acqua esiste un simile florilegio di creature, può contribuire ad essere più attenti alle tematiche della tutela dell’ambiente. Tematiche che presto o tardi investiranno anche le generazioni più giovani, ed è quindi un bene che possano imparare a rispettare la natura semplicemente giocando. In più il gioco viene venduto a prezzo budget, 29,90 € e questo già di per sé costituisce un ulteriore incentivo all’acquisto..

 

INVALUTABILE!?

Essendo un “non gioco”, Endless Ocean non può essere valutato. O per lo meno non secondo i canoni ai quali siamo abituati. Tuttavia un voto in pagella deve pur comparire, dunque sappiate che, una volta tanto, non sarà frutto di una mera media matematica ma di un insieme di compromessi.

Tecnicamente parlando il gioco di Akira fa più che egregiamente il suo lavoro. O meglio, lo svolge ottimamente se si pensa che si tratta di un progetto “low budget”. Di contro, se paragonato con il livello qualitativo medio dei titoli Wii, si può invece accostare a giudizi discreti. Alterna paesaggi da sogno a zone più spoglie e meno dettagliate, animazioni spettacolari ad altre (specie del nostro sub quando cammina per la sua barca) legnose e poco convincenti.

 

“Sapere che sotto il pelo dell’acqua esiste un simile florilegio di creature, può contribuire ad essere più attenti alle tematiche della tutela dell’ambiente. Tematiche che presto o tardi investiranno anche le generazioni più giovani, ed è quindi un bene che possano imparare a rispettare la natura semplicemente giocando.”

 

Ottimo, invece, il comparto sonoro, che comprende una decina di brani orchestrati che spaziano dal genere new age a quello classico. In ogni caso, un’ottima soprano non manca di accompagnare le nostre esplorazioni con acuti da pelle d’oca. Ottimo anche il comparto degli effetti FX: dal fruscio del respiratore al gorgogliare dell’acqua, dai versi dei delfini ai canti delle balene, dagli schiamazzi dei gabbiani alle “risate” delle foche. Se pensavate che sott’acqua gli animali stessero in silenzio avrete modo di ricredervi!

Buona la giocabilità, monca di un intervento del Wiimote che andava aggiunto, ma forte del fatto di garantire ad ogni fascia di giocatore, dal più giovane al più esperto, un ingresso veloce e comunque foriero sempre di divertimento. Meno buona la longevità, dal momento che l’oceano esplorabile non è poi così vasto e il completamento dell’enciclopedia marina può non essere un input a continuare a setacciare i fondali virtuali. Ma del resto Endless Ocean è un titolo di nicchia. O piace o non piace. Prima dell’acquisto, fate bene i vostri calcoli.

 

TOUCH! GENERATION

Insomma, la fatica di Akira è sicuramente encomiabile, dato il fine naturalistico del progetto. Non è priva di sbavature, ma per essere un titolo low budget fa più che egregiamente il proprio lavoro, specie sotto il profilo del sonoro, che regala delle vere emozioni.

Endless Ocean è anche uno dei primi tentativi interessanti che permette di sfruttare in modo serio e approfondito la Nintendo Wi-Fi Connection (il multiplayer via internet), dal momento che la modalità on line consente a due giocatori di esplorare assieme i fondali oceanici. Niente sfide o deathmatch, ma l’intento rimane comunque carino.

Se amate il mare, atmosfere rilassanti ed i documentari, Endless Ocean è quello che fa per voi. Se invece volete giochi frenetici, meno poesia e caricamenti (che nel gioco abbondano), voltate pure il vostro sguardo altrove. Non riuscireste a capire quello che è Endless Ocean.

Autore: Carlo Terzano

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