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RECENSIONE DI: SUPER MARIO GALAXY

Sistema: Wii
Target: 3+
Genere: Piattaforma
Giocatori: 1/2

Wireless Single Card: /

Wi-Fi: No
Produttore: Nintendo
Sviluppatore: Nintendo
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in buon italiano.


Nei primi minuti di gioco potrete collaudare il sistema di controllo nell'allegro villaggio dei Toad...

 


...Neppure il tempo per godersi l'atmosfera di festa, però, che enormi navi volanti solcheranno minacciose il cielo stellato!

 


I cannoni faranno fuoco e l'intera cittadina cadrà nel panico! Solo Mario può fermare l'ennesima incursione di Bowser!

 


Notare le vesti dei Toad a guardia della principessina Peach. Super Mario Galaxy non potrebbe godere di una caratterizzazione migliore!

 


Anche il perfido Bowser fa bella mostra delle potenzialità grafiche del Wii!

 


Non appena l'intero castello sarà stato portato via avrà inizio il gioco vero e proprio...

 


Lo abbiamo cercato in lungo e in largo eppure Yoshi non è presente in Super Mario Galaxy... Perché!?

 


I pianeti "nascondono" innumerevoli citazioni che rimandano ai vecchi episodi...

 


Vediamo un po' i power up: strapazzando il Telecomando potrete lanciare delle letali fireball come in Super Mario Bros. Prima, però, dovrete agguantare il Fiore di Fuoco...

 


Ecco la stilosa veste di Super Mario quando raccoglie il Fiore di Ghiaccio...

 


...Con questo potere pattinerà lungo superfici che altrimenti non potrebbe attraversare (l'acqua fredda, infatti, danneggia Mario normale).

 


Mario Boo è il travestimento che, più di ogni altro, ci ha fatto sorridere. Occhio però ai fasci di luce: i fantasmi vogliono il buio...

 


Accanto a Mario Molla ecco comparire Mekakoopa, un nemico che non si vedeva da diversi anni...

 


In Super Mario Galaxy non mancano gli scontri con i boss finali, resi più ardui dal fatto che, questa volta la barra di salute di Mario si compone di sole tre unità...

TRAMA: 8,0

+ Nuovi e simpatici bersonaggi.

- Storia banale.

GRAFICA: 9,7

+ Molti livelli sono incredibili.

- Molti, ma non tutti.

SONORO: 9,8

+ Ottimo il comparto musicale.

- Meno la voce di Mario, sensibilmente cambiata.

GIOCABILITà: 9,9

+ Galattico

- Manca il 10 perché il Wiimote non è sfruttato a sufficienza.

LONGEVITà: 9,6

+ 120 stelle e la modalità multiplayer.

- Alcune stelle non offrono molta sfida...

GLOBALE: 9,8

In conclusione, 

Super Mario Galaxy è non solo il miglior gioco per Wii, ma anche il miglior Mario 3D di sempre, senza considerare poi che mette finalmente in mostra le effettive potenzialità tecniche della console.

Non sempre tutto fila liscio, ma a parte qualche minima sbavatura è davvero impossibile trovare qualcosa di cui potersi lamentare.

E' un capolavoro. Punto.

GALATTICO…

 

Potremmo anche limitarci a questo aggettivo tanto anni ’80. Mai, peraltro, calzerebbe così a fagiolo.

Eppure, per il fatto che nel titolo del gioco che andiamo a recensire campeggi il nome e la paffuta immagine di Mario, per la stupenda e perfetta intelaiatura del concept, per  l’incredibile qualità della realizzazione tecnica, dobbiamo per forza dire qualcosa in più.

Che le luci si spenga e che il sipario si alzi: l’avventura sta per… decollare!

 

DI NUOVO NELLA TERZA DIMENSIONE!

I più grandicelli tra voi si ricorderanno senz’altro le impagabili emozioni suscitate quando, per la prima volta, il nostro piede calpestò il vergine terreno della terza dimensione. Era il 1996 ed un Mario ancora spigoloso correva a destra e a manca nella lande virtuali che il Nintendo 64 era riuscito a creare. La sensazione di libertà era incredibile, si aveva l’impressione di poter andare dove si voleva, e i mondi parevano sterminati, tant’è che a molti piaceva raggiungere una postazione elevata per poi guardare fin dove si era estesa la fantasia degli sviluppatori. Oggi, ad undici anni di distanza, dopo un capitolo mediano un po’ particolare e non proprio in linea con i canoni della saga (Super Mario Sunshine), l’allegro idraulico baffuto conquista nientemeno che lo spazio. Ed è subito amore.

 

IL CASTELLO ERRANTE DI PEACH!

Bowser, che è uno che non demorde facilmente, è tornato all’attacco ed ha scelto una serata particolare per rapire Peach. Una sera di festa in quel del Regno dei Funghi, dal momento che si commemora un evento astrale che si verifica una volta ogni mille anni. Mario non fa neppure in tempo ad incontrare la sua bella principessa, che le truppe volanti di Bowser hanno già fatto scempio di tutto il villaggio dei poveri Toad. All’improvviso, un enorme disco volante aggancia persino il castello, trasportandolo nello spazio. Peach, impachettata nel suo maniero, chiede invano aiuto, ma questa volta Mario non sembra poterla soccorrere.

Inizia così, quasi drammaticamente, quest’ultima avventura.

Una volta che è terminato lo stupendo filmato introduttivo, ci si ritrova a muovere i primi passi per un pianetuncolo inesplorato. I Toad, vi daranno le prime dritte sul sistema di controllo, che poi tanto rivoluzionario non è, ma è comunque cosa buona e giusta sfruttare i primi pendii, le prime piattaforme, i primi ostacoli, per prendere confidenza con i comandi, in vista di livelli ben più astrusi ed arzigogolati.

Con la stick del Nunchuck si muove Mario. Con il pulsante A, invece, lo si fa saltare. Con Z si sfodera la classica sederata mentre il grilletto B è indispensabile per agguantare le Astroschegge, minerali iridescenti che possono essere scagliati contro i nemici o utilizzati per sfamare alcune stelline appena nate. Approfondiremo comunque il discorso più avanti, quando parleremo della modalità cooperativa. Ed il Wiimote? La sensibilità al movimento? Quando entrano in funzione? Ve lo diciamo subito: quando vorrete far compiere al baffuto idraulico il potente attacco rotante (proprio come in Super Mario World!). Agitando una delle due parti del pad, infatti, Mario si prodigherà nell’attacco. Tutto qui? Tutto qui.

In effetti stupisce proprio il fatto che, il portabandiera di Nintendo, sfrutti in maniera assai parsimoniosa le peculiarità del pad. Pad che comunque torna in causa tanto nella modalità cooperativa, quanto in talune frazioni in cui, in un concept che strizza l’occhio a Super Monkey Ball, ci ritroveremo a cavalcare enormi sfere plasticose lungo tragitti irti d’ostacoli.

Per il resto, non ci sono invece novità rilevanti da segnalare dato che Mario si muove e si controlla come su GameCube o Nintendo 64.

 

IL MIO REGNO PER UNA STELLA

I richiami a Super Mario Sunshine e Super Mario 64 non sono certo finiti qui, con le somiglianze dei rispettivi metodi di comando. Se infatti nei due titoli appena citati avevamo un Castello ed una italica cittadina a fare da anticamera a tutti gli avvenimenti, in Super Mario Galaxy sarà una stazione orbitante ad ospitare gli ingressi dei vari mondi. E qui, ahinoi, casca l’asino, dal momento che questa costruzione non riesce ad essere sempre all’altezza della poesia del maniero fiabesco di Peach o del fascino turistico ed esotico della assolata città di Delfinia. Alcune stanze, diversi luoghi, difatti, avrebbero potuto essere curati maggiormente, del resto consideriamo che è proprio in questa sezione che molti giocatori passeranno gran parte del loro tempo sia ad impratichirsi con i comandi, sia nel tentativo di trovare nuovi segreti.

Ben più soddisfacenti, invece, sono i mondi che si aprono accedendo di volta in volta ai vari osservatori. Questa volta sono giganteschi, anche perché un mondo contiene un’intera galassia, che a sua volta comprende almeno una decina di pianeti orbitanti. Come succedeva con le isole di Zelda Wind Waker, anche qui non tutti i pianeti meritano di essere citati. Alcuni, infatti, sono talmente piccoli da apparire insignificanti. Altri, sono grandi e dettagliati, persino più vasti dei vecchi mondi di Super Mario 64. Tutti, comunque, meritano almeno una tappa, anche perché tutti, del resto, nascondono qualcosa.

Ma nelle galassie non orbitano unicamente i corpi celesti, dal momento che incontrerete davvero di tutto: shuttle, capsule di salvataggio, navi pirata, case stregate, relitti abbandonati… per non parlare, poi, dei pianeti dalle forme più strane, basti pensare che c’è un intero mondo costituito da frutti volanti, ed un altro da dolci, gelati, caramelle e altre deliziose leccornie. Ogni galassia, insomma, ha un suo stile: si passa dal classico livello collinare, tutto prati e fiori (con magari qualche Pianta Piranha affamata di deretani), alle immancabili locations innevate o cosparse di magma. Ce n’è per tutti i gusti e, soprattutto, ce n’è per tutti i fans di Mario, visto che le citazioni, ovviamente, si sprecano.

Come non citare, infatti, il pianeta a forma di testa di Yoshi, o quello a forma di uovo, con tanto di pois verdi…

 

VECCHIE IDEE E NUOVI MITI

Sul piano di gioco, neppure le regole di base sono cambiate dall’ultimo episodio di Super Mario. Obbiettivo principe rimane infatti quello di rintracciare e recuperare le stelle, in modo così da poter sbloccare via via gli accessi agli altri mondi. Le porte che chiudono gli ingressi degli osservatori, infatti, si sbloccano solo dopo un certo numero di stelle, e solo setacciando i pianeti già disponibili potrete proseguire con l’avventura. Stelle che si ottengono completando i vari enigmi sparsi qua e là. Per agguantarne alcune, ad esempio, dovrete unicamente superare un percorso irto di ostacoli, battere un record ad una corsa o recuperare un certo numero di oggetti, mentre per recuperarne altre, invece, dovrete vedervela con i boss in persona.

I tirapiedi più potenti di Bowser, questa volta, custodiscono stelle speciali, nomate Megastelle, che, ovviamente, sono più potenti (ed utili) di quelle normali, chiamate SuperStelle.

Stupisce invece il fatto che questa volta la parte narrata abbia più peso sui fatti rispetto a quanto visto nei precedenti episodi 3D dell’idraulico italiota. Certo, non siamo di fronte ad un Final Fantasy ma nemmeno ad uno Zelda, eppure non mancano le sequenze d’intermezzo e le scene di dialogo. Complice una lunga serie di buffissimi comprimari che vi seguirà passo passo per l’avventura. Un team scelto di Toad, infatti, viaggerà per lo spazio alla ricerca di Superstelle, peccato che, ogni volta, il gruppetto di piccoli omuncoli fallisca l’obbiettivo e si cacci nei guai, confermando la sua manifesta inutilità. Anche Luigi tenterà più volte di darvi una mano e anche lui, puntualmente, finirà in qualche trappola ed attenderà frignante il vostro arrivo.

Non mancano, poi, le letterine di Peach. Nei suoi ultimi giochi Nintendo ha dimostrato di avere un grande interesse per la “posta”. Si pensi al ruolo che riveste in Animal Crossing, oppure alla mitica figura del postino di Ocarina of Time, Majora’s Mask e Twilight Princess (per non parlare poi dei falchi viaggiatori di Wind Waker e del putto di Phantom Hourglass). Tradizione che si consolida in Super Mario Galaxy dal momento che diverse volte verrete fermati da un Toad tutto affannato che vi consegnerà una missiva (rigorosamente rosa) di sua fungosità Peach Toadstool. Un graditissimo richiamo alle lettere apparse in Super Mario Bros. 3 anche perché, oggi come allora, la brava principessina continua ad allegare power up discretamente utili.

Fa invece arricciare il naso il fatto che, ogni missiva sia uguale a quella che l’ha preceduta:

 

“Caro Mario,

adesso mi trovo in un posto perduto ma cerco di rimanere tranquilla…

Sono sicura che presto verrai a salvarmi!

PS: Allego a questa lettera un oggetto che spero ti sarà d’aiuto.

Peach.”

 

Un po’ più di varietà non avrebbe guastato, considerando il fatto che non ne riceverete poi molte…

 

UN GUARDAROBA STELLARE

Rivoluzionano, almeno in parte, il gameplay, i nuovi e buffi costumini che Super Mario potrà indossare lungo la sua galattica avventura. Ogni tuta gli conferirà nuovi poteri che saranno essenziali, guardacaso, per recuperare nuove stelle.

Vediamoli tutti nel dettaglio.

 

Fiore di fuoco

Questo focoso vegetale segue Mario sin dai remoti tempi di Super Mario Bros. ed è senza dubbio uno dei power up più utili e letali tra quelli che la fantasia degli autori ha messo a disposizione dei due fratelli idraulici. Nonostante ciò, si è misteriosamente perso con l’arrivo di Mario nella terza dimensione, salvo finalmente apparire oggi. Per sparare delle incandescenti fireball è necessario scuotere il telecomando.

 

Fiore di Ghiaccio

L’alter ego del Fiore di Fuoco trasforma Mario in Mario Ghiaccio, un essere la cui temperatura corporea rimane sempre sotto lo zero. Ecco perché è in grado di congelare l’acqua e di pattinarci sopra in tutta tranquillità. Utile per arrivare in zone altrimenti non raggiungibili. Peccato che il potere duri davvero poco!

 

Fungo rosso

Il fungone con la grossa stella gialla sul cappello dona a Mario della salute extra. Indispensabile per non vedere troppe volte il Game Over, anche perché in Super Mario Galaxy il nostro eroe non può subire più di tre danni…

 

Fungo Miele

Con questo caramelloso fungo, Mario si trasforma in Mario Ape ed acquisisce tutte le abilità dell’operoso insetto: può arrampicarsi lungo alcune pareti, essere sorretto da fiori che altrimenti si piegherebbero sotto il suo peso e svolazzare per qualche secondo. Avremmo preferito il ritorno di Mario Procione, ma tant’è…

 

Fungo Fantasma

Una vera sorpresa! Questo funghetto bianco dallo sguardo cattivello tramuta il nostro Mario in un’evanescente presenza che odia la luce ma che, in compenso, può attraversare alcune pareti! Bisogna comunque prestare attenzione agli altri Boo che popolano le dimore abbandonate…

 

Fungo Molla

Probabilmente questo è il travestimento più assurdo dal momento che fa diventare il baffuto protagonista un moderno Tira e Molla in grado di spiccare gommosi salti più alti del normale. Simpatico, funambolico e divertente, anche perché può essere utilizzato in uno dei livelli più belli del gioco.

 

Stella

Questa stella non va confusa né con le SuperStelle, né con le MegaStelle in quanto non apre nuove porte della stazione spaziale ma si “limita” a rendere invincibile il nostro per qualche secondo. E’, insomma, la stella così come ce la ricordavamo negli episodi dueddì…

 

UN’AVVENTURA PER DUE

Se il sistema di controllo non sfrutta quanto avremmo voluto il Wiimote nell’avventura in singolo, dobbiamo ricordare che il sensore al tatto verrà comunque riesumato almeno in tre importanti occasioni: la corsa sulla Mantamille, le corse sulle sfere e la modalità cooperativa.

Andiamo con ordine.

La prima altro non è che una classica competizione a tempo. In Super Mario 64 ed in Super Mario Sunshine diversi obbiettivi vi chiedevano di arrivare al traguardo prima di un avversario (si pensi alla celebre discesa col pinguino o alla corsa coi calamari…). Super Mario Galaxy, ovviamente, continua la tradizione e semina qua e là diverse competizioni sportive. Tra corse con Boo e competizioni a suon di meteore rosse, quella che vogliamo ricordare in questa sede è sicuramente la gara a bordo di Mantamille. Si tratta di una competizione in stile jet sky, ma al posto delle rombanti moto d’acqua qui ci ritroveremo a cavalcare una veloce manta color viola. Manta che dovrà essere guidata attraverso le inclinazioni del Telecomando…

Ben più toste si configurano invece le prove che richiederanno a Mario di cavalcare una sfera al cui interno si nasconde una SuperStella. Per liberarla occorrerà infatti superare l’intero percorso, strutturato a metà strada tra i sali e scendi dei minigolf e le insidie tipiche della serie Super Monkey Ball. Tra stretti percorsi a precipizio, ghirigori, passerelle larghe appena pochi centimetri, curve a gomito e pericolose cunette, bisognerà dar prova di avere un polso davvero fermo dal momento che la sfera si muove, com’è facile intuire, attraverso i sensori del pad. Inoltre, i perfezionisti che volessero recuperare tutte le Astroschegge non avranno certo vita facile dal momento che, per agguantarle, occorrerà fare lunghi ed insidiosi cambi di rotta…

Infine, esiste una terza occasione che pone il Wiimote sotto i riflettori, ed è quella che permette di godere della compagnia di un amico attraverso una peculiare modalità cooperativa. No, purtroppo non si utilizza Luigi, e non è nemmeno possibile giocare in due in split screen. Le regole, infatti, sono queste: un giocatore controlla Mario, l’altro si limita a puntare il secondo Telecomando sullo schermo per sparare ai nemici e raccogliere le Astroschegge presenti per il livello. Mentre il primo giocatore, insomma, rimane avvolto dal classico gameplay del platform, l’altro si ritroverà immerso in un vero sparattutto in prima persona! Dovrà raccogliere le Astroschegge, quindi potrà sparare ai nemici con la conseguenza di congelarli per qualche secondo. Volendo, potrà anche sparare allo stesso Mario, non tanto per fargli un dispetto, quanto per bloccarlo in aria nel caso malaugurato in cui sia saltato su di una piattaforma mobile mentre questa pigliava il largo!

Diverse prove sono pensate appositamente per questa collaborazione, che non si può certo definire paritaria (il secondo, infatti, non si divertirà mai quanto il primo), ma che non mancherà comunque di intrattenere e di divertire…

 

LA TECNICA NON è UN’ARTE! O Sì?

Dopo quattro pagine e dodicimila caratteri spesi per tentare di delineare, almeno in parte, ciò che è Super Mario Galaxy, vediamo ora di affrontare il periglioso argomento della realizzazione tecnica.

Partiamo, come di consueto, dalla grafica.

Super Mario Galaxy, dal punto di vista tecnico, è sicuramente il gioco più bello e interessante per Wii. In un anno di giochi, a dire il vero, non abbiamo ancora visto molto, anzi, molto spesso ci sono capitate per le mani brutture degne di console ormai morte da anni, eppure l’ultima fatica di Nintendo riesce a riportare il comparto tecnico del Wii tra gli hardware di ultima generazione.

Certo, il divario tecnico che esiste con le console rivali c’è e rimane, ma Galaxy sfodera degli effetti grafici talmente belli e complessi che non mancheranno di lasciare a bocca aperta. Chi si diverte a programmare giochi in 3D, sa bene come sia difficile creare delle forme sferiche, anche e soprattutto perché richiedono una grande potenza di calcolo. Super Mario Galaxy, essendo ambientato nello spazio, fa gran sfoggio di corpi sferici e superfici curve, mescolandoli nel contempo con texture d’ultima generazione in grado di riflettere, distorcere e spalmare in più e più modi le varie fonti di luce. Alcuni livelli sono più classici e non mettono in mostra ambientazioni particolarmente evocative, altri, invece, sono decisamente più sperimentali e si perdono tra effetti di trasparenza, esplosioni, bump mapping, superfici curve e quant’altro il Wii possa muovere senza mostrare mai alcun segno di fatica.

I personaggi, dal primo all’ultimo, siano essi protagonisti (Mario, Luigi, Toad, Peach, Rosalinda e Bowser), comprimari (Kamek, Bowser Jr, ecc…) o semplici nemici (Koopa, Boo, Categnacci, Nelle…) sono tondi, morbidi, zuccherosi e flaccidi quanto bastano. Talmente ben realizzati da sembrare artwork, talmente soffici da apparire pupazzoni.

In molti frangenti si ha dunque la possibilità di assaporare la vera potenzialità grafica del Wii (e sapendo bene che nel primo periodo di vita di ogni console è impossibile ottenere il 100% delle prestazioni, abbiamo di che sperare…), in altri, invece, il dettaglio scende sensibilmente, gli effetti speciali diminuiscono e i paesaggi si fanno meno evocativi. Non sempre, insomma, Super Mario Galaxy rende bene, ma considerata la vastità dell’universo giocabile, ciò è anche comprensibile.

Se paragonassimo questo titolo a quello che, fin’ora, ha usato meglio l’hardware del Wii, cioè a Metroid Prime 3 Corruption, potremmo persino dire che tra loro è spesso notabile lo sbalzo generazionale che c’è puntualmente tra una console e l’altra. Se Metroid era rimasto ancorato alle impostazioni del GameCube, è con Super Mario Galaxy che si ha finalmente l’impressione che un titolo così, sul Cubo, non ci avrebbe mai girato.

Veniamo poi al comparto sonoro. Cosa dire? Delizioso. Incredibilmente curato e variegato. Anche in campo audio non mancano le citazioni, così qui e là saltano nelle orecchie i brani più vecchi e amati che la memoria di un nintendofilo come si deve possa ricordare. Tutti, naturalmente, remixati con gusto e riadattati alle nuove ambientazioni. Ma affianco alle composizioni storiche si posizionano poi tutti gli altri novelli orchestrati per l’occasione, in un tourbillon che non mostra mai affaticamenti e che rimane sempre su livelli eccezionali. Pochi giochi possono godere di un simile comparto audio. Pochi titoli possono godere di una simile cura, e non ci riferiamo solo a quelli per Wii. Mario continua a non parlare, ma nonostante questo i suoi “versacci” rimangono sempre un amore, anche se questa volta Charles Martinet ha inspiegabilmente usato un timbro più basso e meno fanciullesco. Chissà perché…

Veniamo poi al profilo della giocabilità. Probabilmente l’unico che si potrebbe meritare il voto pieno in pagella (10) pur non essendo privo di difetti.

Da un lato abbiamo infatti la totale libertà e fanciullesca spensieratezza di Super Mario 64 a spasso per l’universo (potenzialmente infinito), dall’altro però un sistema di controllo che in molte, forse troppe, occasioni pare dimenticarsi del Wiimote, quasi fosse un misero accessorio, relegandolo a pochi ambiti.

Un vero peccato, perché in molti si aspettavano invece una compatibilità pressoché totale.

Ciò nonostante, un level design sempre inspirato ed in grado di far divertire tanto i giocatori meno giovani, quanto chi con Mario ci è cresciuto, consacra Super Mario Galaxy al podio dei migliori videogiochi di sempre.

A questo discorso può agevolmente ricollegarsi quello inerente alla longevità: finire Super Mario Galaxy portando a casa sessanta stelle non è affatto un’impresa improba; finirlo totalizzando il punteggio perfetto e sbloccando la super sorpresa finale (per una volta nella storia dei Mario 3D davvero gradita) è invece tutto un altro paio di maniche che saprà rallegrare soprattutto gli hardcore gamers.

 

FINE DELL’UNIVERSO?

Insomma, Super Mario Galaxy è questo e molto di più. In cinque pagine di recensione abbiamo mantenuto un tono sempre entusiastico, eppure anche questa volta il 10 sfuma.

Intendiamoci, rispetto a Super Mario Sunshine, Galaxy si posiziona davvero su di un altro pianeta, finalmente, infatti, abbiamo per le mani il vero erede di Super Mario 64, eppure questo non basta a rendergli il titolo di “gioco perfetto”.

Qualche livello graficamente un po’ sottotono ed un Wiimote che, misteriosamente, va usato con troppa parsimonia, sono tra i due principali difetti che allontanano il 10 dai lidi di Super Mario Galaxy. Per carità, si tratta di difetti appena percepibili, ma qui si parla comunque di un capolavoro, e con questo genere di giochi bisogna essere un po’ più severi e pretendere solo e soltanto la perfezione.

Comunque sia, messe da parte queste due impalpabili pagliuzze, rimaniamo non solo con il gioco più bello per Nintendo Wii, non solo con il gioco più bello del 2007, non solo con l’episodio di Mario più bello da Super Mario World e Super Mario 64, ma anche con il gioco più bello e spettacolare che l’intera industria videoludica sia riuscita a proporre negli ultimi cinque anni. Un titolo senza eguali, un titolo che potrebbe far disperare molti possessori di PC e console rivali! Un gioco coi baffi, insomma, un gioco coi baffoni di Super Mario!

Autore: Carlo Terzano

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