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rUzzola gallina, rUzzola!

Questo mese tenteremo di affrontare, nel nostro bello studio dedicato alle filosofie ed ai vaneggiamenti, un quesito che fin'ora nessuno a nostro avviso si è ancora posto. Cosa c'è dietro al successo del Wii? Sorpresi? Già, forse la domanda è di quelle esistenziali, è di quelle, insomma, tanto banali da non avere risposta, o da averne anche troppe. Non staremo però a chiederci "chi siamo" e "dove andiamo", anche perché al momento siamo appena tornati dalle ferie, per cui per un po' non ci muoveremo più, vista l'impalpabilità della nostra busta paga.

Se dovessimo ripercorrere la storia dei videogiochi, noteremo che in quasi trent'anni più software house si sono succedute il trono del potere. E' normale, anzi, è il mercato: un giorno la società X è in perdita, il giorno dopo sale più delle altre. In ogni settore, insomma, il successo segue un disarmonico movimento oscillatorio. Anche le visite che riguardano questo webzine aumentano e diminuiscono, talvolta senza un'apparente ragione. Possono infatti aumentare di colpo in un mese povero di novità, e abbassarsi quando magari campeggia un articolo in esclusiva... Tuttavia, se il mercato è strano, ciò che sta dietro al successo del Wii lo è ancora di più. Tornando infatti alla storia dei videogiochi, sappiamo bene che al

 

tramonto dello SNES ci fu un epocale passaggio di consegne nella leadership mondiale. Finiva l'era Nintendo, iniziavano i giorni di Sony. Un hardware sconosciuto e poco potente si era riuscito ad imporre su due mostri sacri del settore: il Saturn di Sega e l'Ultra 64 di Yamauchi. Se a prima vista il fatto ha dell'inspiegabile, basta leggere le riviste di allora per accorgersi che le avvisaglie, per un clamoroso successo, c'erano tutte: autogol degli avversari, geniali intuizioni dei dirigenti di casa Sony. In meno di due anni le seconde e terze parti erano tutte per la nuova affacciata sul mercato, spostando il baricentro dell'industria verso un nuovo maschio dominante. Sega e Nintendo si ritrovarono così nell'ombra, bistrattate dalle altre software house, ma anche dal pubblico e dalla critica specializzata.

Oggi la Playstation 3 annaspa come il Nintendo 64 nella sua stagione più buia. In Giappone piazza meno di 20mila console alla settimana, mentre il Wii fa quasi il triplo, stessa cosa dicasi negli USA e, da poco, anche in Gran Bretagna e Spagna. Ma perché l'effetto altalena è tornato a colpire con la sua solita e straniante ciclicità? Certo, il Wii è una console formidabile, fino a qualche tempo fa persino impensabile, eppure in quanto a giochi occorre ammettere che in 9 mesi di vita ha fatto

 

davvero poco. Se si escludono infatti due o tre titoli di media fattura, tutto il resto è immondizia bella e buona. Le stesse seconde e terze parti non sono ancora riuscite a produrre alcunché di decente, eppure tutto fila così liscio! Gli utenti, come galline spaventate, si sono tuffati all'unisono nei negozi a prenotare di corsa la propria Wii. Nei fori, nei blog e nei siti di mezzo mondo non si fa altro che parlarne male, ciononostante il successo per ora continua, impressionando la stessa Nintendo che, di fatto, non riesce a stare dietro alla produzione.

Cosa c'è dietro a questa ennesima rivoluzione del mercato?

Forse la storia si è ripetuta, e come ai tempi di Sony ci ritroviamo con un'idea geniale (il Wiimote) e i tanti errori degli avversari (PS3 e 360 sono veri e propri computer d'avanguardia, e come tali costano, ma poi la gente si diverte coi 64-bit del DS...).

Davvero un bel problema, e lo spazio qui è tanto poco da non esserci nemmeno ammesso di provare a risolverlo. Se volete provarci voi, però, scrivete alla nostra rubrica della posta  carloscafe@libero.it o accedete al nostro Forum. Filosofi cercasi!

Bentornato, autunno.

 

 

 

 

 

 

Carlo Terzano.

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