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RECENSIONE DI: SUPER PAPER MARIO

Sistema: Wii
Target: 3+
Genere: Avventura
Giocatori: 1

Wireless Single Card: /

Wi-Fi: No
Produttore: Nintendo
Sviluppatore: Intelligent
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: 14 Settembre

 

Testo a schermo in ottimo italiano.


Apparentemente Super Paper Mario sembra il classico Paper Mario, ma non è affatto così.

 


La rivoluzione più grande riguarda forse proprio i combattimenti: lunghi come quelli dei gdr ma frenetici come i classici Super Mario Bros.

 


Gli esperimenti stilistici che affollano il titolo sono tutti molto coraggiosi ma non sempre azzeccati.

 


Una delle numerose citazioni di cui il gioco abbonda: un gruppo di Minimario pixelloso come gli sprite di Super Mario Bros...

 


Super Paper Mario non è particolarmente longevo, ma finché dura sorprende dall'inizio alla fine.

 


Consilia è il primo Pixl con cui avrete a che fare. Grazie a lei potrete esaminare scenari e nemici usando il Telecomando Wii come una sorta di torcia!

 


La tenera principessa Peach plana delicatamente su di un gruppo di Paper Koopa mentre sullo sfondo un poetico tramonto viene impreziosito da uno stile del tutto nuovo... Graficamente Super Paper Mario tocca molto spesso limiti artistici inconcepibili!

 


Le citazioni di cui parlavamo nella review non riguardano solo la storia passata di Nintendo. Questo capitolo, ad esempio, è un chiaro riferimento a Super Mario Galaxy...

TRAMA: 8,3

+ Straniante ma simpatica.

- Si vivono diversi alti e bassi spiacevoli.

GRAFICA: 8,7

+ Un capolavoro artistico coraggioso.

- Non tutti gli scenari godono della stessa cura.

SONORO: 8,5

+ Alcuni brani sono sorprendenti...

- ...(pochi) altri si dimenticano in fretta.

GIOCABILITà: 8,3

+ Un concept massiccio e sterminato...

- Punta su troppe novità e non tutte sono riuscite a dovere.

LONGEVITà: 7,3

+ Tanti segreti e Pixl da scovare...

- ...Ma in 15 ore si arriva ai titoli di coda!

GLOBALE: 8,2

In conclusione, 

Super Paper Mario è un bizzarro, curioso, coraggioso e simpatico esperimento che può dirsi però riuscito solo per metà.

Il gameplay è difatti un concentrato di così tante innovazioni che non sarebbero bastati cinque giochi di Super Mario per svelarlo tutto. Molto spesso ci lamentiamo di titoli poveri di novità e di tocchi di classe. Qui è esattamente il contrario, ma la meccanica pleonastica ed un'avventura piuttosto corta non vanno certo d'accordo. Se state cercando una simpatica via di mezzo tra un platform ed un gdr, o semplicemente la classica simpatia dei personaggi Nintendo, allora puntate a Super Paper Mario. Attenzione, però, perché il gioco non è né un classico Paper Mario, né un platform come Super Mario Bros.

LA SAGA DI PAPER MARIO TENTA UN NUOVO CORAGGIOSO BALZO VERSO I LIMITI DEL GAMEPLAY FIN’ORA ESPLORATI. SPERIAMO CHE IL TUTTO NON DIVENTI FRAGILE COME UN CASTELLO DI CARTE!

 

Ma in fondo perché preoccuparsi? Del resto la carta si piega, si sporca, si stropiccia, ma non si strappa neppure tanto facilmente. Provate a dividere in due una risma di cento fogli e vedrete che certa carta ha forza da vendere. Lo sanno bene Mario, Bowser e Peach, il trio che abbiamo imparato a vedere sempre più spesso insieme nelle avventure GDR a spasso per il Regno dei Funghi e Fannullopoli. Questa volta, però, qualcosa è cambiato, qualcosa è davvero diverso dal solito…

 

LO SPESSORE NON SI MISURA COL METRO!

Quando un gioco inizia riprendendo le ultime battute di un matrimonio tra Bowser e Peach; quando il Regno dei Funghi lascia il posto al misterioso ed eclettico reame di Svoltadilà; quando un semplice Game Over si tramuta in un girone dantesco dei giocatori falliti; quando Bowser si allea con Mario per battere un nemico comune; quando Luigi impazzisce e diventa uno stralunato antieroe; quando un oscuro grimorio, il Profeticus Tenebrae (coraggio: non ci vuole la maturità classica per capirne la traduzione) viene riportato alla luce da un altrettanto oscuro figuro, il Conte Cenere, possiamo dire con certezza che qualcosa, nelle lande elettroniche in cui balzella Mario, è davvero cambiato. In barba a chi accusa i giochi di Super Mario di essere tutti uguali, si apre un’avventura stravolgente e a tratti persino irreale.

Ma Super Paper Mario non è soltanto questo. E’ molto di più.

L’ultima fatica di Intelligent System voleva stupire. Questo è certo, ed è andata oltre, mettendo assieme una trama folle e sconclusionata con un gameplay a tratti zoppicante e a tratti geniale. Risultato: siamo confusi come non mai! Quel che è certo è che Super Paper Mario non è un Paper Mario, ma non è neppure un Super Mario Bros. Ciò significa dunque che non è un gioco di ruolo, ma non è neanche un piattaforma. E allora cos’è?

E’ un esperimento. Un bizzarro esperimento che trova nel Wiimote la sua chiave d’accensione. Il pad, per questa volta, andrà tenuto in orizzontale, come per i titoli per NES giocati su Virtual Console, mentre il Nunchuck rimarrà chiuso nella sua custodia. Ma il Telecomando, col proseguo dell’avventura, assumerà via via nuove funzioni e dovrà essere impugnato nei modi più disparati (ora come torcia, ora come mouse), in un crescendo di situazioni che non smetteranno di stupire e di… farci riflettere.

 

QUANDO LE CERTEZZE CROLLANO…

Già, perché passata la prima ora di gioco è naturale mettere in pausa, smettere di ridere e iniziare a filosofeggiare. Ormai videogiochiamo da così tanti anni che in genere ci bulliamo con gli amici e i parenti, vantandoci di essere dei veri esperti. Millantiamo conoscenze in quel del Regno dei Funghi, promettiamo a destra e a manca gli autografi di Mario, un ballo con Peach e qualche giro sui kart in compagnia con Yoshi, eppure dopo Super Paper Mario tutte le nostre certezze sono ridotte ad un cumulo di dubbi e poco più.

 

DI STRISCIO E DI TAGLIO!

Si gioca come un platform, di più, si gioca proprio come il capostipite dei platform, Super Mario Bros, eppure tutto proviene da Paper Mario, la saga RPG che Nintendo ha recentemente sposato con l’irruzione nella vita di Mario & Co. di Intelligent System. La trama, i punti salute, le magie, i negozi, i villaggi, i personaggi non giocanti, gli inventari, i nemici da uccidere con più colpi… tutto pare riportare alla memoria le scorazzate fatte su Nintendo 64 e GameCube per Fannullopoli ed il Paper Mushroom Kingodom, ma non è così, perché questo non è un Role Play Game. Prendiamo le battaglie, ad esempio: scordatevi il caratteristico siparietto, perché è scomparso (ma il pubblico appare comunque e segue con enfasi gli scontri con i nemici!), così come potete scordarvi gli incontri a turni perché ora si procede in tempo reale e l’eliminazione dei nemici avviene con la canonica pedata sulla capoccia (ma non mancano punti vita, gli oggetti e le magie…). Insomma, ne viene fuori un ibrido. O, se vogliamo, una entropica confusione. Resta da capire dunque se Super Paper Mario sia un Paper Mario giocato alla Super Mario Bros. oppure un Super Mario Bros. con qualche elemento preso da Paper Mario. Probabilmente entrambe delle supposizioni sarebbero esatte perché l’ultimo lavoro degli stralunati tipi di Intelligent mescola talmente bene le carte in tavola da rendere impossibile la soluzione dell’enigma. Ci troviamo, insomma, davanti ad un Picasso. Davanti ad uno di quei Picasso talmente ingarbugliati da non riuscire a capire quanti e quali siano gli elementi mischiati sulla tela. In Super Paper Mario è lo stesso: qua e là sono ravvisabili elementi platform ed elementi tipici dei GDR, ma il minestrone ormai è fatto e discernere le componenti sarebbe impossibile. Quel che è certo è che l’ultima avventura di Mario, col suo incedere in bilico tra i due generi, si muove lungo sentieri molto pericolosi. Il rischio di diventare “né carne né pesce”, infatti, è alto.

Adrenalinico come un platform eppure zeppo di tutti quegli elementi che invitano alla riflessione e che fanno tanto piacere ai fanatici dei giochi di ruolo… Un titolo del genere può piacere a chiunque o rischia di scontentare tutti? Possono le veloci acrobazie di Super Mario convivere con la compilazione di un bestiario? Possono le simpatici sequenze a comando di Bowser coesistere pacificamente con la tranquilla e pacata esplorazione dei villaggi? Possono le spensierate passeggiate in compagnia della Principessa Peach affiancarsi a quei lunghi e deleteri scontri con i boss trabordanti di Punti Salute (HP)?

 

IL PLATFORM SPOSA IL GDR!

No, virtualmente queste cose non possono stare assieme, eppure sempre virtualmente Intelligent System afferma il contrario. Così come virtualmente Bowser e Peach non potrebbero mai sposarsi eppure nel prologo del gioco assistiamo proprio a questa solenne ed inattesa cerimonia! Insomma, Super Paper Mario confonde e non poco le idee e riuscirlo a spiegare in parole povere sembra una missione davvero impossibile.

 

“Resta da capire dunque se Super Paper Mario sia un Paper Mario giocato alla Super Mario Bros. oppure un Super Mario Bros. con qualche elemento preso da Paper Mario. Probabilmente entrambe delle supposizioni sarebbero esatte perché l’ultimo lavoro degli stralunati tipi di Intelligent mescola talmente bene le carte in tavola da rendere impossibile la soluzione dell’enigma.”

 

E’ invece più semplice e divertente scovare tutti i momenti di autocelebrazione che l’ultima avventura “paper” di Mario nasconde (ma neppure con troppo impegno). Già, perché Super Paper Mario, oltre ad essere un interessante e a tratti barcollante esperimento videoludico, è prima di tutto una continua pubblicità della carriera ventennale di Mario e di Nintendo. Consapevole dei traguardi raggiunti in tutti questi anni, la Casa di Kyoto ha iniziato a montarsi la testa e così lungo i capitoli del gioco troviamo richiami a Super Mario Bros. 3, a Super Mario World, ai nemici di Mario & Luigi Super Star Saga, ma anche a eventi più esterni come il DS, il Wii ed i giochi del Dr. Kawashima. Nulla sfugge dalla satira autocelebrativa di Intelligent System, che non perde occasione per rispolverare i successi più recenti di Nintendo. A sottolineare con gusto il tutto ci pensa poi la traduzione in italiano, una volta tanto impeccabile e meritevole di lode. Tutti i dialoghi, infatti, traspirano di nintendosità pura e persino i nomi delle varie locazioni, una volta tanto, riescono a strappare qualche risata: il reame Svoltadià, il regno Mondodigiù (l’inferno secondo Nintendo… provate a guardare la scenetta dei Game Over!), sanno forse un po’ di Shrek (il regno di Molto Molto Lontano vi dice nulla?), ma non mancano di divertire.

 

“Ci troviamo davanti ad un Picasso. Davanti ad uno di quei Picasso talmente ingarbugliati da non riuscire a capire quanti e quali siano gli elementi mischiati sulla tela.”

 

Giocando, poi, sarà possibile farsi seguire da tantissimi aiutanti che formeranno il classico parti d’eroi. Questa volta niente Goomba secchioncelli, Boo dalla puzza sotto il naso o pestiferi Yoshi in fasce (pardon, in tuorlo!), perché a coprire la parte della spalla ci pensano loro: i Pixl.

Creature geometriche molto simili a insetti, che potranno essere raccolti durante l’avventura ed utilizzati per accedere a posti segreti. Ognuno di loro, infatti, possiede un potere esclusivo (si va da chi riesce a descrivere i punti deboli dei nemici a chi individua zone invisibili, passando per il Pixl in grado di far saltare in aria blocchi poco resistenti a quello che può dotare Mario del classico martellone), ma non tutti sono essenziali per la fine del gioco, ergo i più dovrete trovarveli da soli, sempre che abbiate la voglia e gli stimoli essenziali per finire il titolo da veri perfezionisti.

 

IO NON TI CONOSCO, NON SO PIù CHI SEI!

Come abbiamo detto prima, infatti, Super Paper Mario è un interessante, divertente, curioso e coraggioso esperimento che, troppe volte, pare incedere barcollando. La carne al fuoco, infatti, questa volta è talmente tanta che non tutta è riuscita a cuocersi a dovere. Si parte dalla trama, che inizia lentamente, acquista grinta a metà del gioco ed ha qualche battuta d’arresto proprio sul più bello, e si finisce con un gameplay talmente particolareggiato e affollato di peculiarità che non sarebbero bastati cinque titoli di Super Mario per sfruttarlo appieno.

 

“Quel che è certo è che l’ultima avventura di Mario, col suo incedere in bilico tra i due generi, si muove lungo sentieri molto pericolosi.”

 

La grande innovazione, come ormai dovreste sapere se avete letto le nostre numerose anteprime, consiste soprattutto nel poter rovesciare la visuale di gioco. Basta infatti premere il pulsante A per catapultare la camera alle spalle di Mario e osservare i livelli apparentemente dueddì sotto una nuova luce. In questo modo è possibile superare ostacoli apparentemente insormontabili, ma anche avvistare strade e oggetti bonus e via di seguito. Ad affollare il palcoscenico ci sono poi le battaglie con nemici coriacei come quelli dei GDR da battere però con il ripetersi delle pedate classiche dei platform, ci sono le adrenaliniche fasi in cui occorre sfoderare tutta l’agilità dell’idraulico italiota, ma anche le spoglie sequenze che vi vedranno alle prese con personaggi non giocanti e cittadine prive di fascino... Chi vorrebbe un nuovo Paper Mario, insomma, trova le potenzialità rpg del titolo frenate dalle troppe svolte platform, mentre chi vorrebbe un sano Super Mario Bros. alla vecchia maniera, si ritrova per le mani un’avventura fin troppo arzigogolata. E allora? Non diciamo che il gioco scontenti tutti, ma di sicuro non salva neppure le proverbiali capre e cavoli…

 

MARIO, PEACH, CAPRE E CAVOLI!

Già, la coperta è corta e Super Paper Mario non riesce a coprire tutto il suo sterminato e pretenzioso gameplay meticcio, sempre a metà strada tra il genere gdr e il mondo dei platform. E così, occorre ammettere che l’esperimento è riuscito solo per metà, rovinato da quelli che sono i limiti fondamentali di due gameplay che in fondo fusi assieme non possono portare poi troppo lontano. Inoltre, e questa è la parte che più ci fa dispiacere, Super Paper Mario viene anche rovinato da un livello di difficoltà esageratamente basso. Eravamo abituati agli infidi livelli di Super Mario Bros. 3 o ai colossali e coriacei boss di Paper Mario, però in questa sorta di creatura meticcia non si vedono né gli uni né gli altri e bastano appena 15-20 ore per vedere apparire i titoli di coda. Certo, trovare i Pixl e finire il gioco con un punteggio perfetto è un altro paio di maniche, ma occorre precisare che non sempre l’avventura dà quegli spunti che invoglino il giocatore a riprenderla dopo la conclusione.

Anche il comparto tecnico pare confusionario: da un lato abbiamo una grafica che definire lo stato d’arte del 2D sarebbe persino riduttivo, dall’altro abbiamo sfondi spogli, colori smorti e scalettature a profusione. Lo stesso caos si avverte anche sotto il profilo del sonoro, che mette assieme piccole perle musicali con brani insipidi e poco nintendosi…

Prima di chiudere, è però obbligatorio dare una risposta alla domanda con la quale abbiamo aperto questa recensione: ricordando che Super Paper Mario è un misto tra un platform e un gdr, ci siamo chiesti se mescolanza riuscirà a scontentare i fans di entrambi i generi. Fortunatamente no, perché Intelligent System ha fatto le cose in grande, lasciando però a metà il suo ambizioso progetto… Diciamo allora che piaciucchierà a tutti, ma non farà gridare al miracolo nessuno.

Autore: Leonardo Gatto

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