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RECENSIONE DI: TRAUMA CENTER - SECOND OPINION

Sistema: Wii
Target: 12+
Genere: Simulativo
Giocatori: 1

Wireless Single Card: /

Wi-Fi: No
Produttore: Atlus
Sviluppatore: Atlus
Distributore: Nintendo
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

 

Testo a schermo in ottimo italiano.


La storia comprende anche delle "esterne" ed un viaggio nei paesi del terzo mondo, ma tutto si svolge sulle solite schermate statiche.

 


Vedere delle ossa rotte fa una certa impressione, per fortuna la grafica cartoon riesce comunque a sdrammatizzare gli eventi.

 


Già dopo la seconda ora di gioco vi ritroverete alle prese con un misterioso male che più che un tumore sembra quasi essere un parassita alieno!

 


Una delle novità di rilievo introdotte dalla versione Wii consiste nella possibilità di effettuare il massaggio cardiaco alternando i movimenti delle due parti del pad.

 


La grafica sarà anche semplice, ma è proprio azzeccata.

TRAMA: 7,5

+ Nuovi dialoghi...

- Poche novità...

GRAFICA: 8,0

+ Pulita e funzionale.

- Next-gen non è di casa

SONORO: 8,4

+ Musiche ricche di pathos.

- ...povero di effetti FX...

GIOCABILITà: 9,0

+ Un gioco del genere ha senso solo sul Wii!

- /

LONGEVITà: 7,5

+ Qualche nuovo caso...

- ...Ma l'avventura resta vecchia.

GLOBALE: 8,1

In conclusione, 

Trauma Center - Second Opinion si configura come un ottimo remake. Se già su DS aveva espresso le sue potenzialità, col Wii è riuscita a metterle in atto, perfezionando e limando dove necessario il gameplay inebriante. Ora attendiamo con ansia il terzo episodio, quello definitivo, quello che ci farà iscrivere in massa alle facoltà di medicina!

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Il primo capitolo della saga “Trauma Center” (Under The Knife) è apparso più di un anno fa sulla innovativa console portatile Nintendo.

Il titolo in questione venne elogiato per lo stile a metà tra l’arcade e la simulazione, rendendolo di fatto giocabile sia a chi già masticava la medicina  sia a chi non sapeva nemmeno cosa fosse la cute.

All’ultimo E3 di Los Angeles (l’ultimo vero E3?), quando il Wii era ancora una promessa più che una realtà, nella line-up dei titoli più interessanti figurava certamente la conversione del capitolo originale in veste new-gen.

Purtroppo noi poveri europei abbiamo dovuto ingiustamente aspettare ben otto mesi per vedere convertito un gioco privo di tonnellate di dialoghi e statistiche (e dunque povero di testi da tradurre); il perché di questa logorante attesa non ci è dato saperlo, ma finalmente abbiamo tra le mani la versione Pal e dobbiamo dire che le promesse sono state mantenute.

Trauma Center rimane un gran titolo basato sulla giocabilità pura che vi terrà compagnia in questo inizio di anno scolastico.

In attesa dei capolavori invernali indossiamo il camice ed entriamo in sala operatoria: starting the operation!

 

 

Che cos’è la bile? Non si può dire…è un secreto!

Siamo nel 2018 e un giovane ed inesperto ragazzo, Derek Stiles, ha appena completato il tirocinio all’Hope Hospital ed è pronto ad assumersi tutte le responsabilità che derivano dall’essere un chirurgo.

Molte malattie come il cancro e l’AIDS sono state completamente sconfitte e la tecnologia è progredita per poter offrire un maggior supporto a chi ne ha bisogno.

Purtroppo un gruppo di terroristi non vede l’ora di infettare il genere umano con il suo nuovo virus e spetta anche a noi, neo-assunti alle prime armi, dare una mano (meglio se non tremolante) per scoprire come sconfiggere questa temibile minaccia.

 

"La tensione e il ritmo rimangono su livelli elevati per tutta la durata del gioco e non c’è mai tempo per riposarsi anche perché alcune operazioni sono veramente infide e vi costringeranno a rimanere "all'opera" per diverse mezz'ore"

 

Il prologo, come tutta la storia, è raccontata tramite schermate fisse su cui appaiono gli interlocutori e poco sotto i dialoghi: questa scelta per quanto minimalista è da ritenere certamente azzeccata poiché non ci fa perdere troppo tempo in chiacchiere e ci porta subito in sala operatoria; per quanto i dialoghi siano aumentati non sono mai inutili e donano un’anima ai personaggi ora ridisegnati con un’ aggressivo character design)

Questa decisione di regia si ripercuote anche sulla mappa di Angeles Bay, la città dove si svolge la storia, che non è esplorabile ma fa semplicemente da sfondo agli eventi.

Ogni operazione è preceduta da un breve Briefing dove la vostra assistente, o addirittura il primario della clinica stesso, vi spiegherà gli obiettivi e le possibili complicazioni dell’intervento.

 

Taglia e cuci, copia e incolla.

Dopo le doverose premesse, eccoci finalmente in sala operatoria!

Grazie allo stick analogico del nunchaku possiamo afferrare tutti i ferri del mestiere con una semplice inclinazione del nostro pollice; si passa dal rigenerante gel antibiotico alle classiche siringhe , passando per gli ultrasuoni e il laser.

 

"un gruppo di terroristi non vede l’ora di infettare il genere umano con il suo nuovo virus e spetta anche a noi, neo-assunti alle prime armi, dare una mano (meglio se non tremolante) per scoprire come sconfiggere questa temibile minaccia."

 

Esistono dodici strumenti chirurgici ognuno con le proprie caratteristiche ben definite; tra questi menzione d’onore certamente al defibrillatore che vi tirerà fuori dai guai anche nei momenti più critici (libera!).

Ogni oggetto è interpretato dal wiimote in maniera egregia: incidere il corpo del paziente con il bisturi è un’operazione tanto banale quanto difficoltosa, poiché ogni minimo movimento del polso viene registrato sullo schermo con una fedeltà 1:1 quasi ingiusta.

La pinza ci riporta alla nostra infanzia, quando spendevamo pomeriggi giocando con “L’allegro chirurgo” mentre la solita coppia “ago&filo” ci permette di suturare ferite gravi.

Il gioco ci giudica in ogni operazione per ogni nostro tocco, per poi darci una valutazione finale che tiene conto sia degli errori commessi sia del tempo impiegato.

Questo può stimolare la rigiocabilità, comunque molto alta anche grazie ai diversi livelli di difficoltà che impegneranno chiunque: consigliamo comunque di non considerare il livello “facile” poiché rovina ed accorcia l’esperienza di gioco con situazioni abbastanza banali e risolvibili velocemente.

A proposito di longevità, il gioco vi terrà coi nervi saldi per quasi 10 ore, diluiti su circa 40 casi, in un tornado di lacerazioni ed emorragie. Da segnalare inoltre l’inserimento delle inedite missioni della dottoressa Nozomi Weaver che aggiungeranno nuove situazioni critiche da monitorare con pazienza e devozione.

La tensione e il ritmo rimangono su livelli elevati per tutta la durata del gioco e non c’è mai tempo per riposarsi anche perché alcune operazioni sono veramente infide e vi costringeranno a rimanere "all'opera" per diverse mezz'ore: c’è però da dire che già al terzo tentativo, conoscendo esattamente le complicazioni e le problematiche del caso, potrete gestire meglio ogni evenienza, anche grazie al divino dono di Esculapio.

Questa capacità vi permetterà di compiere operazioni miracolose rallentando il tempo dopo aver disegnato sullo schermo una stella: una sorta di “bullet-time da sala operatoria” che vi tornerà molto utile in quasi tutte le operazioni.

Come avrete potuto intuire lo stile di gioco è ad un passo dall’arcade e condividiamo questa scelta pienamente poiché difficilmente saremmo stati capaci di districarci tra sigle ( tra FDA, GCS, PET e MRI c’è ne è per tutti i gusti) e termini (carcinoma, cianosi, lobectomia e molte altre) specifici dell’ambiente medico difficilmente comprensibili per un pubblico ovviamente privo di competenze tecniche.

A venirci incontro è anche il comparto visivo (che supporta sia i 50Hz sia i 60Hz con i 480 interlacciati): riprogrammato da zero, abbandona quella ostinata ricerca di realismo che ha portato molti giocatori a criticare l’eccessiva durezza di alcune scene su DS, proponendo puliti modelli poligonali funzionali allo scopo.

 

"Come avrete potuto intuire lo stile di gioco è ad un passo dall’arcade e condividiamo questa scelta pienamente poiché difficilmente saremmo stati capaci di districarci tra sigle ( tra FDA, GCS, PET e MRI c’è ne è per tutti i gusti) e termini (carcinoma, cianosi, lobectomia e molte altre) specifici dell’ambiente medico!"

 

Se cercate un titolo graficamente next-gen guardate altrove: Second Opinion è strettamente funzionale nell’acidità con cui mostra ossa fratturare e perdite di sangue da drenare in fretta; dobbiamo complimentarci con Atlus per l’ottimo lavoro svolto durante la conversione poiché la direzione artistica è univoca e non lascia spazio a critiche.

Proprio come è difficile lamentarsi del comparto sonoro, assolutamente sopra la media con una serie di brani capaci di pompare adrenalina e aumentare la tensione.

La pressione che ogni chirurgo è costretto a soffrire è qui riprodotta fedelmente e l’immedesimazione non può fare altro che aumentare a dismisura.

Trauma Center è un ottimo prodotto, una perla di game design che non deve nascondersi dietro a textures in alta definizione per divertire, che non necessita di modalità secondarie (per quanto una modalità cooperativa, già comunque annunciata per il sequel, non avrebbe certamente stonato) per tenere incollati allo schermo.

 

"è difficile lamentarsi del comparto sonoro, assolutamente sopra la media con una serie di brani capaci di pompare adrenalina e aumentare la tensione."

 

Un grande gioco quindi, da comprare anche se avete già indossato il camice su DS, poiché le caratteristiche uniche del Wii non hanno fatto altro che impreziosire e arricchire un solido gameplay.

Autore: Niccolò Ballerio

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