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RECENSIONE DI: CALL OF DUTY 3

Sistema: Wii
Target: 16+
Genere: Sparattutto
Giocatori: 1

Wireless Single Card: /

Wi-Fi: No
Produttore: Activision
Sviluppatore: Treyarch
Distributore: Activision
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile

Doppiaggio e testo a schermo in ottimo italiano.


I primi momenti di gioco saranno spesi con un rapido tutorial che tenterà di spiegarci al meglio il funzionamento del bizzarro sistema di controllo.

 


A volte per uscire dalle situazioni più disperate occorre un massiccio uso di fumogeni.

 


Dal punto di vista scenico, solo Call of Duty sa ricreare la confusione della battaglia in modo così realistico.

 


Spesso sembra di perdersi nella ricostruzione realistica delle città europee, in realtà, però, la via da seguire è sempre e solo una.

 


Torna, ovviamente, la possibilità di pilotare tanti mezzi differenti.

TRAMA: 8,4

+ Ottimamente raccontata nelle scene interattive.

- La prossima volta vogliamo più "bivi".

GRAFICA: 7,0

+ Ricostruzione degli ambienti.

- Texture e colori.

SONORO: 8,6

+ Ottimi brani e buoni gli effetti FX.

- /

GIOCABILITà: 4,3

+ Sfrutta il Wiimote...

- ...in modo pessimo. Troppi bug presenti.

LONGEVITà: 6,8

+ Bella e interessante la Campagna.

- Manca, come sempre, il multiplayer!!

GLOBALE: 6,8

In conclusione,  Call of Duty si presenta ammantato da una realizzazione tecnica discreta, da un'interessante gameplay e da un'orrido sistema di controllo, peraltro ricco anche di diversi bug. Il titolo in sé non è brutto, anzi, ma per giocarlo occorre passare sopra a fin troppi difetti...

METTETEVI AL RIPARO: SUL WII è SCOPPIATA LA SECONDA GUERRA MONDIALE!!

 

Il Wii è una console che di certo non stupirà tanto per le potenzialità tecniche quanto per l’innovativo sistema di controllo. Il Wiimote ed il Nunchuk, infatti, sia quando vengono impugnati da soli, sia quando è richiesto che collaborino assieme, riescono ad offrire nuove possibilità di gioco tanto ai casual gamers quanto ai giocatori più vecchi e smaliziati.

Naturalmente, in quel buffo telecomandino bianco i più devono subito averci letto la possibilità di ricondurlo ad un fucile o ad una qualunque altra arma da fuoco. Di qui a pensare che la nuova console Nintendo possa offrire nuova linfa vitale agli sparattutto in prima persona il passo è breve. Non è un caso, del resto, se già al momento del lancio gli FPS pronti a contendersi la scena sono ben due: Red Steel di Ubisoft e questo Call of Duty 3 di Activision.

 

AVANTI NINTENDO!

Call of Duty, conosciuto forse ai più come il maggior antagonista della serie di Medal of Honor di EA, è uno sparattutto in prima persona che promette di far rivivere al giocatore le atroci esperienze della Seconda Guerra Mondiale nel modo più realistico possibile.

Tutto, del resto, è stato realizzato con un sapiente taglio cinematografico: dai filmati ai dialoghi, dagli scenari ai vari colpi di scena che si succederanno nel corso dell’avventura.

Se la serie di Activision ha avuto successo, il fatto è probabilmente da imputare quindi alla grande sensazione di immersione nella Storia (quella con l’iniziale maiuscola) che ha saputo ricreare. Nei titoli del genere visti fin’ora, infatti, si impersonava il solito eroe che, tutto solo, riusciva a sgominare interi eserciti e complete brigate, con COD, invece, si combatte fianco a fianco ad altre centinaia di commilitoni e non si ha più l’impressione di essere il protagonista, ma un povero disgraziato tra i tanti impegnati in guerra.

Infatti, mentre nella pugna si tenta di arrivare al proprio obbiettivo, accanto a noi decine e decine di soldati corrono, combattono, urlano e muoiono. Dall’alto i bombardieri radono al suolo intere città, i carriarmati buttano giù case, i caccia si schiantano al suolo, la confusione più totale regna insomma sovrana.

 

"Certo è che se si pensa alla grafica fotorealistica apparsa sull’ultima console Microsoft quasi quasi scappa una lacrimuccia"

 

Talvolta l’atmosfera è così ben ricreata che si ha persino paura di lasciare il proprio nascondiglio, magari ricavato da un cornicione caduto o da quel che rimane di una camionetta militare. In realtà si tratta solo di script precalcolati, vale a dire che potrete giocare anche cento volte la missione ma vedrete cadere sempre gli stessi palazzi, morire sempre le solite persone e gli aerei si schianteranno puntualmente nel solito posto. Come in un film, insomma, ciascuno recita la sua parte ma come in un film l’effetto finale può dirsi ottimamente riuscito.

 

 

 

RITIRATA!!!!

La saga di Call of Duty è già apparsa più volte su Game Cube, con due episodi tra cui è doveroso ricordare, anche con un po’ d’affetto, il bellissimo Big Red One. Su Wii questo terzo capitolo si distingue prettamente per via del sistema di controllo, studiato appositamente per supportare le specifiche del Wiimote e del Nunchuk. Come in Red Steel, insomma, con lo stick ci si muove lungo gli scenari tridimensionali mentre con il Wii Remote si punta e si spara. In teoria quest’accoppiata dovrebbe superare quella classica ed imbattuta per PC composta da “mouse + tastiera”, nella realtà, però, non è affatto così dato che non sono poche le situazioni in cui il gioco non riesce a leggere alla perfezione i movimenti. Ne consegue dunque che talvolta possa capitare che il sistema di puntamento si cristallizzi per alcuni secondi in attesa di un nuovo segnale oppure che la camera inizi a puntare il cielo o la terra senza però che voi abbiate mai deciso di spostarla (difetto che, tra l’altro, avevamo riscontrato anche in Red Steel). Neppure la sensibilità pare esser stata calibrata a dovere e capita così che il mirino vaghi troppo lentamente sullo schermo oppure che una granata lanciata al massimo della forza vi ricada a qualche metro dai piedi.

 

"Se la serie di Activision ha avuto successo, il fatto è probabilmente da imputare alla grande sensazione di immersione nella Storia (quella con l’iniziale maiuscola) che ha saputo ricreare."

 

Sono tutti difetti che, con un po’ di pazienza, è possibile attenuare in maniera anche piuttosto netta ma che renderanno comunque le prime sessioni di gioco un vero enigma. Non è neppure simpatico morire sotto i colpi di un nemico ben in vista solo perché abbiamo perso tempo nel tentare di prendere la mira…

E’ invece ammirabile lo sforzo di Activision di variegare il più possibile il numero di azioni che si possono compiere con il Wiimote a seconda della situazione. Vi verrà infatti chiesto di spingere, tirare, trascinare ma anche di guidare carri armati, pilotare delle torrette, pagaiare su di un gommone e molto altro ancora, il tutto sempre servendosi del sistema di controllo interattivo studiato da Nintendo.

 

TRATTATO DI NON BELLIGERANZA.

Parlando infine della parte tecnica COD 3 non entusiasmerà certo, almeno dal pdv grafico, come su XBox 360, ma ciò si deve in parte imputare alla diversità di gap che intercorre tra le due macchine. Il titolo Activision, comunque, non sfrutta appieno le potenzialità della console Nintendo e se da una parte questo può essere scusato perché, in fondo, siamo pur sempre di fronte ad uno dei titoli di lancio, dall’altro non ci dobbiamo comunque dimenticare di essere in presenza della nuova generazione di console. Quello che abbiamo davanti, infatti, è forse un titolo per GameCube in alta risoluzione ma nulla più. Molto buone le ambientazioni, grandi, variegate, la cui struttura è stata studiata nei minimi particolari per ottenere l’atmosfera più cinematica possibili, buoni anche i modelli poligonali dei soldati che si spostano lungo lo schermo con una naturalezza piuttosto elevata. Certo è che se si pensa alla grafica fotorealistica apparsa sull’ultima console Microsoft quasi quasi scappa una lacrimuccia, ma come ho detto in precedenza, il Wii non è un mostro di potenza. Deludono invece le texture in bassa risoluzione, che tendono ad impastare lo schermo di un insieme di verdi e di grigi e delude a tratti anche la fluidità, in picchiata vertiginosa nelle scene più caotiche.

 

"l’esperienza, come abbiamo detto in precedenza, viene sovente rovinata da un sistema di controllo che proprio non convince, ma l’avventura merita comunque di essere vissuta appieno."

 

Globalmente il lavoro svolto può comunque attestarsi su livelli discreti, del resto la qualità raggiunta non si discosta molto da quella ottenuta in Red Steel, forse più colorato e brillante ma comunque molto simile a questo nuovo Call of Duty. Da Oscar, invece, la colonna sonora, da sempre l’aspetto più curato e convincente della serie. L’epopea delle scene più crude viene sottolineata magistralmente dall’accompagnamento orchestrale degno di un grande film.

Anche sotto il profilo della longevità e del divertimento che il gioco riesce offrire ci attestiamo su livelli qualitativi medio-alti. La campagna militare è infatti lunga, divertente e interessante, curata poi sotto il profilo della minuziosa ricostruzione storico-bellica. Certo, l’esperienza, come abbiamo detto in precedenza, viene sovente rovinata da un sistema di controllo che proprio non convince, ma l’avventura merita comunque di essere vissuta appieno. Manca invece una modalità multiplayer deathmatch o cooperativa ma a sopportare questa lacuna eravamo già abituati da tempo…

 

Autore: Leonardo Gatto

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