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Disney Epic Mickey - Il Potere della Magia



Disney Epic Mickey - Il Potere della Magia
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Piattaforma
Giocatori
1
Produttore
Disney Interactive
Sviluppatore
DreamRift
Distributore
Disney Interactive
Versione
Eur
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkoff scheda_pegi7
   
 
scheda_bottom

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DISNEY PROVA A RIDIPINGERE UN CLASSICO DEGLI ANNI '90, MA IL RISULTATO NON E' DEI MIGLIORI! ADESSO SAREBBE MEGLIO PASSARCI SOPRA UNA MANO DI BIANCO...


Il Natale del 1990 veniva ravvivato da un videogioco destinato a fare storia: Mickey Mouse Castle of Illusion. Prima che la licenza dei personaggi Disney diventasse monopolio di Capcom, Sega era riuscita a compiere un piccolo miracolo con quello che i giovani d'oggi non tarderebbero a derubricare alla stregua di “pezzo da museo”. Nella realtà dei fatti, però, si trattava di un platform incantevole, tanto per qualità grafica, quanto per bontà di gameplay. Chi oggi ha superato la ventina lo ricorderà senz'altro.

A 22 anni da allora, Disney Interactive e DreamRift (ex Majesco) approfittano della ridiscesa in campo di Topolino nel mondo videoludico per mano di Warren Spector per sviluppare un sequel “apocrifo” ma la magia dell'originale si è persa nel tempo...

 

NON CI SONO PIU' “ILLUSIONI”?

Anzitutto una tiratina d'orecchie ai localizzatori italiani, che hanno trasposto malamente il titolo nel nostro bell'idioma. Se infatti l'originale (Disney Epic Mickey – Power of Illusion) strizza l'occhio al titolo di Sega (Castle of Illusion), pur non essendo di fatto un seguito ufficiale, tale ammiccamento è andato perduto con l'adattamento italico: Disney Epic Mickey – Il Potere della Magia.

Sull'opportunità di tradurre anche i titoli sono già stati spesi centinaia di migliaia di caratteri e versati litri di inchiostro. Ciascun videogiocatore ha la sua idea e noi le rispettiamo tutte. E' però indubbio che, talvolta, il personale non è all'altezza, non ha il background adatto o la competenza necessaria e così il lavoro svolto risulta quantomai deprecabile. Disney Epic Mickey – Il Potere della Magia ricade, purtroppo, in quest'ultimo caso...

Ma i problemi che affliggono il titolo di DreamRift sono, sfortunatamente, ben altri.

 

COME SEI INVECCHIATO MALE...

Se sotto il versante grafico Disney Epic Mickey – Il Potere della Magia riesce a scimmiottare più che discretamente il mostro sacro al quale tenta di rifarsi (anche se, così facendo, sacrifica troppo le risorse del 3DS), sotto il versante del gameplay non c'è scusa che tenga: l'assenza di Yoshio Yoshida dalla direzione dello sviluppo è fin troppo palpabile ed il titolo del giovanissimo team californiano finisce presto per apparire come una copia puerile dell'originale.

Anzitutto DreamRift non ha capito che è possibile rifarsi ad un titolo di due decadi fa senza per forza rinverdire anche gli aspetti negativi di quell'epoca ormai lontana. Del resto negli ultimi vent'anni i platform si saranno pure evoluti, no?

Per DreamRift la risposta è evidentemente negativa. Come nel gioco di Sega, infatti, anche qui Topolino non può correre. Se però questa trovata era digeribile nel 1990 (capitava spesso che al protagonista fosse preclusa tale azione), oggi riesce a rendersi detestabile già dopo pochi istanti. Topolino si trascina con fare stanco per le ambientazioni e questa lentezza di movimenti si riverbera anche nella lentezza di gameplay. Nemmeno la strategia del “doppio salto” per attaccare i nemici oggi ha più un senso, eppure è stata trasposta con disarmante puntualità. Ve ne accorgerete vostro malgrado durante la prima partita, quando proverete ad eliminare le buffe creature che vi vengono incontro con la canonica pestata “mariesca”: il perfido esserino non batterà ciglio mentre l'unico a farsi male sarà il sorcio di Walt Disney. Questo perché, per attaccare, bisognerà premere una seconda volta il tasto del salto mentre Topolino è in aria e sta per atterrare sulla capoccia del tapino di turno. Un'azione indubbiamente pleonastica che rende farraginoso un gameplay già di per sé tutt'altro che scorrevole.

Ma dove il gioco dà il peggio di sé, discostandosi nettamente dal capolavoro cui tendeva, è nel level design: i quadri sono infatti molto banali e davvero poco ispirati. Dei miseri corridoi da percorrere camminando incessantemente da sinistra a destra, senza essere mai ravvivati da qualche trovata degna di nota.

Il pennello del Disney Epic Mickey originale (quello per Nintendo Wii, insomma) appare anche in questo spin off e risulta la chiave per risolvere i pochi enigmi presenti. Spesso vi capiterà infatti di sbattere il muso in un vicolo cieco o di trovarvi di fronte a piattaforme che non potrete raggiungere. In questi casi, a seconda della situazione, vi basterà usare il solvente per far scomparire fastidiose barriere o la vernice per fare apparire oggetti invisibili. L'azione potrà essere compiuta tramite un minigioco tattile che vi chiederà o di seguire dei contorni in punta di stylus o di riempire delle figure come se steste colorando.

Divertente sulle prime, questa trovata non tarderà però a rivelarsi per come è, ossia noiosa e limitata. Perché? Non solo perché spezza enormemente la poca azione del gioco, ma anche perché funziona solo su determinati elementi. In barba alla libertà d'azione dei titoli moderni, DreamRift vi consente di fare apparire o scomparire solo oggetti prestabiliti nei luoghi prestabiliti. I rompicapo non possono pertanto definirsi tali visto che, ogni volta che vi ritroverete in una stanza apparentemente priva di uscita basterà sbirciare sul touch screen per vedere se vi sia o meno apparsa la facoltà di interagire con elementi dello scenario tramite vernice e solvente...

 

SPECCHIO, SPECCHIO DELLE MIE BRAME...

Se la giocabilità di Disney Epic Mickey – Il Potere della Magia fa acqua da tutte le parti, sfiorando livelli quasi pietosi, la realizzazione tecnica non raggiunge -ahinoi- vette più alte.

Nonostante sia un titolo griffato Disney, a mancare è soprattutto lo “stile”. Va bene strizzare l'occhio ad un titolo del 1990, ma ci sono altri modi per “antichizzare” la grafica che non siano per forza ridurla ai minimi termini. Il giovane team californiano a cui è stato chiesto forse troppo, invece, ha fatto proprio questo, ovvero ha ignorato bellamente le specifiche tecniche del Nintendo 3DS e “finto” di sviluppare su di una console notevolmente inferiore, ad esempio un GBA. Il risultato è un platform 2D poco godibile, che si caratterizza per sprites di personaggi piccini e malamente animati e fondali scialbi e senza animo.

Una veste grafica del genere poteva stupire vent'anni fa, ma oggi difficilmente riuscirà a giustificare l'esborso di quaranta euro per un gioco che sembra uscito dalla Virtual Console (sia dal pdv tecnico sia da quello ludico, purtroppo).

Stessa cosa dicasi per l'impianto audio, volutamente “limitato” per sembrare retrò: le musiche sarebbero anche carucce, essendo tratte dai più grandi film Disney, ma essendo temi molto brevi finiscono in loop in men che non si dica, mentre gli effetti sonori sono anche peggio, risultando striduli e fastidiosi proprio come all'epoca dei vecchi chip sonori. Topolino inoltre non dialoga: emette insopportabili borbottii o strilletti gaudenti che rendono le (troppe) conversazioni ancora meno affascinanti...

Insomma, Disney Epic Mickey – Il Potere della Magia è un disastro su tutti i fronti. Eravamo consci del fatto che gli sviluppatori californiani non potessero competere con l'originale di Sega, ma dopo diverse ore di test possiamo concludere che hanno davvero fatto di tutto per distruggerlo.

Da evitare, soprattutto se avete avuto la fortuna di giocare all'originale!

 

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 


A cura di : Luisa Grotti


pro_contro_piu Gli stessi nemici di Mickey Mouse Castle of Illusion!
pro_contro_piu Tanti eroi Disney
Tecnicamente senz'anima pro_contro_meno
Sonoro limitato pro_contro_meno
Gameplay soporifero pro_contro_meno

Valutazione Disney Epic Mickey - Il Potere della Magia
 
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4.4
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4.3
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2.8
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4.1
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In definitiva, Disney Epic Mickey Il Potere della Magia è un titolo destinato a restare all'ombra dell'illustre capolavoro al quale ha voluto rifarsi, sbagliando però tutto. Il gioco è noioso, il level design scialbo e banale, la realizzazione grafica poco ispirata e sul versante tecnico sembra di essere di fronte ad un titolo per GBA. In più è incredibilmente facile e può essere concluso in un paio d'ore, ma dubitiamo che qualcuno abbia voglia di arrivare a vedere i titoli di coda.
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