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Nano Assault Neo



Nano Assault Neo
 
Sistema
Nintendo Wii U
Genere
Sparattutto
Giocatori
1
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Shin'en
Versione
PAL
Requisiti
Banda larga
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkon scheda_pegi7
   
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E DOPO L'INVASIONE DEGLI ULTRACORPI, L'INVASIONE DEGLI ANTICORPI!


Il genere degli sparattutto stellari ha una genesi ben precisa che coincide esattamente con quella dei videogiochi. Il 90% dei cabinati coin-op prometteva infatti di portare il giocatore in galassie lontane, dandogli nientemeno che l'opportunità di pilotare caccia spaziali e sforacchiare navicelle aliene o asteroidi pericolanti.

Come un'onda, questa tipologia di giochi è più volte ritornata in auge e scomparsa dai radar ma, in quest'ultimo periodo, complici anche gli ultimi ritrovati tecnologici, pare vivere una seconda giovinezza.

Impossibile non citare Nanostray, Geometry Wars Galaxies e SuperStarDust, forse i migliori esponenti del passato più recente.

Da parte sua, il giovanissimo team di sviluppo Shin'en, ha provato a ricavarsi una nicchia tutta sua con il bizzarro Nano Assault per Nintendo 3DS, un titolo ben poco innovativo almeno su carta, ma che trae la propria ragion d'essere dal contesto in cui è ambientato, ben lontano dallo spazio profondo che ha caratterizzato tutti gli esponenti che affollano il genere...

 

TANTO TEMPO FA, IN UN ESOFAGO LONTANO, LONTANO...

A questo punto facile immaginare la vostra espressione stupita e accigliata. Se uno sparattutto stellare non viene infatti collocato in un contesto spaziale, dove potrà mai svolgersi?
Non nell'infinitamente grande, ma nel suo esatto opposto: l'infinitamente piccolo!

Al posto dei pianeti, dei soli e dei satelliti troviamo delle cellule, al posto dell'astronave una capsula, al posto degli alieni dei letali batteri (dall'aspetto persino più mostruoso delle creature immaginate da Ridley Scott nel suo Alien) e al posto dello spazio... le viscide interiora di chissà quale essere!

Sarà proprio tra cellule, livore, vene e sinapsi che avrà luogo la vostra avventura, nel tentativo di cacciare gli invadenti e virulenti aggressori dall'organismo che li ospita suo malgrado.

Questo aspetto peculiare rende Nano Assault Neo affascinante non solo in quanto, appunto, diverso dal solito, ma anche perché ha permesso agli sviluppatori di dar libero sfogo alla propria fantasia.

Al posto dei soliti pianetini, ora si “naviga” su cellule dalle forme più disparate, spesso ricche di incrostazioni tumorali e deformazioni di vario genere che, oltre ad essere riprodotte ottimamente su schermo, garantiscono una conformazione particolarmente variegata ed intelligente.

La conformazione del terreno di gioco, del resto, è la vera protagonista dell'azione frenetica del titolo sviluppato da Shin'en, in quanto non solo dovrete sempre stare attenti a non essere “chiusi” dai nemici, ma anche perché dovrete tenere in considerazione che i vostri proiettili viaggiano su linea retta e non possono dunque colpire nemici che si ritrovano a ridosso di una salita o di un declivio.

Per questo motivo capita non di rado, specie nei livelli avanzati, che il giocatore “predatore” quando è troppo avventato si tramuti in preda!

 

CIU' STICK IS SMELL CHE UAN

Per il resto Nano Assault Neo segue regole piuttosto classiche, tipiche dei cd. “Twin Stick Shooter”, ovvero degli sparattutto che sfruttano due stick in modo indipendente, di cui uno deputato al controllo della navicella, l'altro del fuoco.

Se, sulle prime, il gioco di Shin'en pare un titolo ben poco frenetico (anche per colpa di una astronave che, anziché raggiungere “velocità smodate” tende a confermarsi una sorta di vecchia Fiat 500 dello spazio, e di un rateo di fuoco tutt'altro che impressionante), basta raggiungere i livelli un po' più avanzati per rendersi conto che la sfida è presente, così come il giusto mordente.

Sedici quadri da soli non sono certo in grado di intrattenere a lungo il giocatore mordi e fuggi, quello poco abituato a tornare indietro sui propri passi nel tentativo di smussare gli errori fatti e superare i propri record. Sotto questo punto di vista ci saremmo aspettati infatti molto di più.

In compenso i vecchi gamers, quelli cioé abituati a passare serate, se non notti interi, sul medesimo livello di un videogame spudoratamente arcade, così da migliorare le proprie prestazioni, andranno letteralmente in brodo di giuggiole per Nano Assault Neo.

Shin'en ha confezionato un prodotto ristretto ma molto accurato e tra monete, power-up (non molti, ma da usare in modo intelligente) e fughe precipitose dai livelli c'è la possibilità di tessere vere e proprie strategie per fare punti su punti. Purtroppo non vi è invece modo di scatenare combo o moltiplicatori di uccisioni... Peccato, perché questo aspetto avrebbe influito ulteriormente sull'elemento strategico.

 

INTERIORA E EFFETTI SPECIALI

L'aspetto più riuscito di Nano Assault Neo è invece senza dubbio quello tecnologico. Graficamente i ragazzi di Shin'en hanno svolto un ottimo lavoro, mettendo assieme piccoli universi “schifosi” da vedere (sparocchiare tra incrostazioni tumorali e filamenti appiccicosi non è il massimo della vita) ravvivati da una palette cromatica convincete e, soprattutto, da un alto numero di effetti speciali e di illuminazione che ravviveranno questi ambienti tetri e senza vita nei quali ci muoveremo.

Come dicevamo poc'anzi, poi, sono proprio gli ambienti, ovvero le cellule, i veri protagonisti del gioco: contorti e assurdi (ricordano spesso i pianetini dei Super Mario Galaxy) vi costringeranno a tenere ben presente la conformazione esatta del terreno prima di scaraventarvi contro l'affamato ed agguerrito esercito di batteri-killer!

Solo discreto invece il sonoro: ci aspettavamo inquietanti temi futuristici à la Metroid e invece ci ritroviamo a dover ascoltare roba techno della peggior specie...

Nel sequel pretendiamo di trovare una modalità multiplayer on line.

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 


A cura di : Leonardo Gatto


Valutazione Nano Assault Neo

In definitiva, Nano Assault Neo si rivela un buon twin sticker shooter, variegato e divertente. Il ritmo di gioco fatica a decollare e inizialmente il pargolo di Shin'en potrebbe apparirvi molto lento, ma, archiviato il primo set di quadri, dovrete fare i conti con un livello di difficoltà sempre crescente in grado di mettere al muro anche i giocatori più navigati. La presenza di un numero piuttosto ridotto di stage (solo 16) scontenterà più di un utente, ma la vera sfida è data dal rigiocare sempre gli stessi quadri per battere i propri record e scalare le classifiche on line!

 
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