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Mario Party - Island Tour



Mario Party - Island Tour
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Party Game
Giocatori
1/4
Wireless Single Card
Si
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Distributore
Nintendo Italia
Versione
PAL
Requisiti
Giocarci almeno in due
Uscite    
N.D.
N.D.
17 Gennaio 2014
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PER LA FESTA, TUTTI SUL MIO 3DS!


C'era un tempo in cui Mario e soci organizzavano splendidi party sulle ammiraglie Nintendo. Di quelle feste capaci di tirare fino all'alba i più vecchi se ne ricordano ancora. Poi, l'allegra compagnia del Regno dei Funghi è stata spodestata dai Mii e costretta a riparare su console portatile. Per nostra fortuna, però, quella scalmanata quanto improbabile combriccola non ha perso la propria vena festaiola!



PISTA PISTA C'E' UNA FESTA!

Saper organizzare feste è un'arte. Inutile che ci guardiate storto: è vero.

Il rischio di dar vita ad un evento noioso, che venga ricordato con terrore dai tapini che vi hanno preso parte è sempre presente.

Se non volete finire nella lista nera dei vostri amici, affidatevi a Mario e compagnia per rallegrare una serata davanti ad una pizza. Loro organizzano party dal 1998 e non hanno quasi mai sbagliato un colpo.

Insensibili al cambiamento di piattaforma (da console da salotto a console portatile), delle mode, dei gusti, alle critiche avanzate a più ripresa dalla stampa specializzata e persino alla chiusura di Hudson Soft che ha dato il via al tutto, gli eroi del Mushroom Kingdom ripropongono all'utenza un piatto che per alcuni avrà il gusto della solita minestra riscaldata, mentre per altri sarà un perfetto connubio di gusti e fragranze. Perché Mario Party è così: o lo si ama o lo si odia. E probabilmente sarà sempre così.

Anche su 3DS, idraulici, sauri, scimmie, tartarughe e principesse si ritrovano per dar vita ad una delirante riedizione del Gioco dell'Oca. Tra caselle, imprevisti, penalità, dadi e folli trovate, l'improbabile gruppetto si muove, più o meno agilmente, dando così vita ad 80 veloci minigiochi.

Perché, come vuole la tradizione, sono proprio i minigames i veri protagonisti del party.

Si tratta di piccole prove nelle quali vi verrà chiesto ora di guidare un'automobilina per arrivare primi al traguardo, ora di cavalcare una sfera e di buttare giù gli avversari dalla piattaforma, ora di pilotare un carrarmato e di polverizzare la concorrenza, ora di guidare una schiera di Goomba a destinazione perdendone meno che potete, e potremmo naturalmente continuare.

Assurdi, sopra le righe e caciaroni, i minigames di Mario Party potranno forse assomigliarsi di episodio in episodio, ma ciò che conta è che, dal 1998 ad oggi non smettono di far sorridere. Soprattutto ora che sfruttano anche i sensori di movimento del 3DS, diventando quindi più fisici che mai.

La più grande novità di Mario Party – Island Tour riguarda la possibilità di affrontarli anche slegati dai canonici tabelloni.

La regola vorrebbe che i minigiochi entrino in scena alla fine di ogni turno. Nintendo ha finalmente deciso di derogarla, per far sì che il giocatore possa subito addentare la polpa, senza prima assaggiare quel contorno fatto di tiri di dadi, imprevisti, caselle, ecc...

Contorno che, passano gli anni, ma continua a rimanere indigesto se vi accingerete a provare il gioco da soli. Anche quest'ultima incarnazione festaiola della saga, infatti, persevera in quelli che da sempre vengono considerati i maggiori difetti del gioco: la lentezza d'esecuzione del single player e l'assenza del multiplayer on line.

 

PICCOLE SCARAMUCCE TRA AMICI

A dispetto della sua natura portatile, Mario Party – Island Tour non ha né miniaturizzato, né velocizzato lo svolgimento delle partite.

Certo, le sfide non durano più un intero pomeriggio come ai tempi del capostipite per Nintendo 64, e alcuni tabelloni (i primi) sono molto corti, ma resta il fatto che avremmo preferito che le opzioni consentissero al giocatore di ritagliarsi un'esperienza ludica su misura, oltremodo light se si ha voglia di organizzare un party fuoricasa, magari mentre si è sul bus.

Invece le regole sono quelle che sono e non si discutono, e in più permane l'annosa questione della lentezza di fondo, che se riesce ad essere digerita in multiplayer, rischia di restarvi sullo stomaco quando affronterete il gioco da soli. Per qualche assurda ragione, infatti, non è possibile saltare o velocizzare i frangenti in cui sono i personaggi del CPU a tirare il dado e a muoversi sulla tavola. Il risultato, dunque, è che ¾ del tempo andranno sprecati ad aspettare che il computer faccia i propri comodi.

L'assenza dell'on line, poi, è davvero imperdonabile. E se possiamo comprendere che il vero divertimento lo si abbia disputando la stessa partita gomito a gomito con amici e parenti, non riusciamo a capire perché Nintendo si arroghi il diritto di scegliere cosa sia meglio per noi, precludendoci dal principio una possibilità che per molti sarebbe poi l'unica per giocare con qualcuno.

Di contro, apprezziamo e non poco la modalità download, che consente, via game-sharing, a quattro giocatori di “prendere parte al party” con un'unica copia di Mario Party – Island Tour.

Mettono una toppa ai difetti sopra elencati la possibilità di giocare ai minigiochi senza per forza calarsi nel Gioco dell'Oca e la modalità secondaria “La torre di Bowser” che è un lungo tour de forces in cui si affrontano consequenzialmente gli 80 minigames studiati dagli sviluppatori. In entrambi i casi è infatti possibile divertirsi con le prove senza essere vincolati dall'impalcatura assai rigida dei dadi, dei turni e delle caselline. Spiace però constatare che l'IA avversaria rasenti la stupidità: talvolta i concorrenti si eliminano da soli, segando così le gambe a qualsiasi parvenza di sfida.

 

TABELLONI MATACCHIONI

Se gli 80 minigiochi sono i veri protagonisti della festa, i tabelloni dal canto loro sono il modo in cui gli sviluppatori hanno deciso di declinare il divertimento.

Mai come in quest'ultima trasposizione della formula classica, si era deciso di caratterizzarli così nel dettaglio, diversificandoli prepotentemente l'uno dall'altro.

Si inizia con Sentiero per il Maniero, che propone regole classiche ed è un deciso miscuglio di bravura e fortuna, visto che la galoppata verso il traguardo viene interrotto da un Whomp che andrà convinto con le cattive a lasciarci passare, e si prosegue con la Montagna di Banzai Bill che premia e punisce i giocatori più temerari: il percorso più rapido è infatti quello battuto dai proiettiloni più detestati dal Regno dei Funghi, i quali se esplosi possono riportarci in un attimo al “via”. E si arriva al delirante Tappeto Magico di Kamek, che lascia intravedere le prime, importanti, novità che caratterizzeranno i tabelloni a venire. Qui, infatti, i dadi vengono sostituiti con carte da gioco e bisogna sottostare ad un nuovo regolamento che premia forse più la fortuna che non la bravura dei partecipanti, lasciando la partita aperta fino all'ultima.

In totale i tabelloni sono sette, ma preferiamo non svelarvi i dettagli sugli altri, per lasciarvi il piacere ed il gusto di scoprirli da soli.

 

GLI AMICI SE NE VANNO E TOCCA RIPULIRE

Tecnicamente solido, convincente e colorato, Mario Party – Island Tour presenta i medesimi pregi e gli stessi difetti di ogni altro capitolo della saga. Dobbiamo confessare che irrita constatare che gli sviluppatori perseverino a fare di testa loro, senza tenere in considerazione le critiche che vengono mosse loro ogni volta che sfornano un Mario Party nuovo. Tuttavia, non avrebbe nemmeno senso punire il gioco per le sue regole strambe.

Mario Party – Island Tour è un party e, come tutti i party, non lo si organizza certo se si è soli. Su questo Nintendo non discute e nemmeno tratta. Per apprezzarlo bisogna dunque essere almeno in due, perché la festicciola Nintendo affonda le proprie radici nelle relazioni interpersonali. Tutti i lupi solitari dovranno accontentarsi di una modalità in single player raffazzonata, lenta e pure parecchio noiosa.

Ma qualsiasi festa, da soli, è noiosa. E la colpa non è certo di Nintendo. L'assenza del gioco on line, invece, si.

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Luisa Grotti


pro_contro_piu E' Mario Party!
pro_contro_piu Divertente, colorato, demenziale
pro_contro_piu Tecnicamente solido
pro_contro_piu I minigiochi sfruttano le specifiche del 3DS
Inaffrontabile da soli pro_contro_meno
Manca il gioco on line pro_contro_meno
IA avversaria ridicola pro_contro_meno

Valutazione Mario Party - Island Tour
 
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8.3
pagella_termometro10
pagella_mario
8.2
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pagella_mario
8.1
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7.7
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8.1
pagella_stellina
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In definitiva, Mario Party – Island Tour conferma pregi e difetti di questa serie ultradecennale. Nintendo insiste sull'anima esclusivamente multiplayer del titolo, relegando all'angolo il lupo solitario che non ha modo di condividere il gioco con gli amici. Inutile, però, avanzare critiche al titolo per il solo fatto che in single-player non riesca a decollare, perché è il gioco stesso ad essere pensato, studiato e proposto per animare le festicciole tra amici. E, sotto questo punto di vista, il titolo Nintendo assolve puntualmente il proprio ruolo. Spiace, però, per l'assenza dell'on line.
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